
E sempre nelle vesti di inviata speciale nella sospettosa ricerca di etichette e confezioni poco chiare da parte dei furbetti della GDO, ho scoperto un’altra genialata: la stessa azienda alimentare che ha una linea biologica e un’altra no (vendute però insieme al supermercato Auchan nel reparto del biologico) con un marchio che è – a dir poco – un po’ confuso.
Come puoi vedere dalla foto, il logo è identico, stessa font, ma da un lato c’è la scritta OK BIO e dall’altra la scritta OK BRIO.
Quella piccola innocente R però tanto innocente non è: infatti la linea OK BRIO(pur contenendo in sé le lettereBIO) NON è affatto BIOLOGICA. 🙁
La cosa che mi fa un po’ arrabbiare è che ovviamente tutto questo è perfettamente legale, perché poi le rispettive etichette saranno certamente a norma di legge.
Ma se vivessimo in un Paese attento ai bisogni del consumatore e non a quelli delle industrie, ci dovrebbe essere un Organo che faccia da garante sulla chiarezza delle confezioni alimentari infliggendo sonore multe…
E come non si può pensare che anche questo giocare con una sola consonante, su un marchio identico dal punto di vista grafico, non sia un modo studiato a tavolino per creare confusione?
Sorvoliamo sulle scritte davvero inutili come “a basso contenuto di grassi” su una galletta di riso e mais (e vorrei vedere, che ci volevi mettere, lo strutto? 🙁 ) e “senza glutine” su un prodotto al sesamo…
Ma questa è un’altra storia, prima o poi farò un decalogo (anzi semmai un centalogo, dato l’uso smodato di questi mezzucci! 😀 ) su questo tipo di frasi che non aggiungono NULLA al prodotto ma danno l’idea che sia più salutare di quello che in realtà è…
Ma veramente pensano che siamo deficienti noi consumatori?
Ai posteri l’ardua sentenza.
(Intanto ti prego tu leggi sempre attentamente le etichette!)
🙂
Baci & abbracci
Viviana

Ciao Viviana, complimenti per il sito 🙂
Se vuoi, in casi come questi, potresti effettuare una segnalazione online alla “Autorità garante della concorrenza e del mercato” http://www.agcm.it
Buona giornata!
Ciao Luca,
grazie del consiglio e benvenuto in Autodifesa Alimentare! 🙂
Sì in effetti certe cose sono davvero al limite… e se ne trovano a bizzeffe nei supermercati (e anche qui nel blog di AA). Penso che iniziare a segnalarle tutte diventerebbe un lavoro extra non indifferente! Magari se la AGCM tenesse d’occhio i principali siti che si occupano di queste tematiche, non sarebbe male. 😉
Alla prossima!
Salve io amo molto il mondo Conad poiché quando ci lavorai trovai molta serietà e valori umani Ma ora ovviamente dopo tanti anni molto è cambiato . Ho scritto al loro servizio clienti delle domande piene di dettagli ma loro.mi hanno risposto con frasi pronte e molto evasive Chi in Italia potrebbe NON ripeto NON AVER PAURA DI INVESTIGARE su CERTE MERCI vendute dal colosso Conad? Io ho forti dubbi ma loro non rispondono in maniera soddisfacente sui loro fornitori . Bypassano le mie domande, citando leggi . A chi potrei rivolgermi ??? Grazie Viviana
Ciao Daniela, a chi rivolgersi?
Rivolgiti, se posso darti un consiglio, a uno o più aziende agricole biologiche di zona, parla con il contadino, guardalo negli occhi, stringigli la mano, compra quello che lui coltiva per sé e la sua famiglia, fagli tutte le domande che vuoi, ed evita accuratamente la GDO…
Anche perché stanno peggiorando le leggi e le etichette: a parte i nuovi trattati internazionali della UE che importano merci scadenti dall’estero che invaderanno i supermercati, per alcuni dei nuovi prodotti OGM, che hanno ribattezzato con altri nomi meno preoccupanti, NGT o TEA, non ci sarà neanche più necessità di segnalare in etichetta che sono geneticamente modificati. 🙁
Un abbraccio! 🙂