Che l’olio extravergine d’oliva sia la scelta ottimale per condire i nostri piatti si sa da tempo. Nella 3a lezione siamo entrati anche nel dettaglio degli olii da cottura, ed anche qui, nonostante l’idea suoni per molti versi eccessivamente salutistica, l’oro giallo del mediterraneo vince su tutti i fronti.
La notizia interessante è che dal 1° luglio 2009 finalmente sapremo anche da dove viene l’olio d’oliva che mettiamo in tavola.
Il provvedimento comunitario di questi giorni, che sembra far seguito ad una lunga battaglia italiana in sede di Parlamento UE, obbligherà infatti i produttori di olio vergine ed extravergine di oliva non solo a dichiarare che il prodotto è stato estratto con soli procedimenti meccanici e chi l’ha confezionato, ma anche la fonte della materia prima utilizzata (olive) o comunque dell’olio imbottigliato.
Se siamo lieti della notizia ovviamente non è una questione di nazionalismo, ma di chiarezza, dato che peraltro non tutti i paesi seguono le stesse modalità di trattamento delle materie prime.
E come sappiamo il percorso verso la consapevolezza passa sempre per la conoscenza.
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