By Leonardo Di Paola | febbraio 5, 2009 - 8:13 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

ciotola_cereali_cuore_aa.gifIl 29 ottobre 2008 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la nuova direttiva europea sulle etichette nutrizionali.

Queste disposizioni dovranno essere applicate a partire dal 31 ottobre 2009, con proibizione a commercializzare prodotti non conformi dal 31 ottobre 2012.

E’ una buona notizia ma perchè aspettare 3 anni e 1/2 dato che prodotti a base di fibre dovrebbero avere la scadenza di un anno? Fa parte del solito atteggiamento del “rimandare l’inevitabile” fino all’ultimo, che nel settore benessere & ecologia sembra sempre fuori luogo… :twisted:

Comunque, particolarmente interessanti per noi Wellness Angels di Autodifesa Alimentare sono le decisioni prese (e le informazioni ufficializzate) nei confronti delle adorate fibre.

La definizione ufficiale ribadita di fibre è:

“sostanza commestibile di origine vegetale che di norma non è idrolizzata dagli enzimi secreti dall’apparato digerente dell’uomo”.

Nel confermare l’enorme potere di benessere che le fibre hanno nella nostra alimentazione (contrastano la stipsi, riducono la colesterolemia e l’iperglicemia), la nuova direttiva che sostituisce quella del 1990 introduce diverse innovazioni soprattutto in relazione alle fibre non vegetali, agli effettivi valori calorici delle fibre e alle modalità con cui un’azienda può “vendersi” il contenuto in fibre di un prodotto a livello promozionale.

La novità è che oggi anche i polimeri di carboidrati non digeribili e non naturalmente presenti negli alimenti consumati – un tempo NON considerati fibre – dal momento che hanno dimostrato effetti benefici analoghi alle fibre vegetali potranno essere considerate fibre.

Un’altra rivoluzione riguarda il computo ufficiale dei valori calorici dei macronutrienti.

Oltre ai 3 gruppi che ben conosciamo tutti, la legge europea ha incluso di fatto nei macronutrienti assegnando loro valore calorico anche i polialcoli (dei carboidrati particolari), gli acidi organici (come l’ottimo acido ascorbico) e le fibre.

La rivoluzione maggiore riguarda proprio le fibre, perché si è scoperto che una parte dell’energia viene comunque estratta da questi zuccheri indigeribili.

Ecco la tabella completa delle equivalenze caloriche:
·  carboidrati (ad esclusione dei polialcoli) 4 kcal/g
·  polialcoli 2,4 kcal/g
·  proteine 4 kcal/g
·  grassi 9 kcal/g
·  alcool (etanolo) 7 kcal/g
·  acidi organici 3 kcal/g
·  fibre 2 Kcal/g

L’ultimo punto degno di nota riguarda i contenuti minimi di fibre per poter affermare che un alimento sia “fonte di fibre” o ad “alto contenuto di fibre“.

Nel primo caso ci devono essere almeno 3 g di fibre per 100 g o 1,5 g di fibre per 100 kcal, mentre nel secondo il prodotto deve contenerne il doppio: almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal.

E questa seconda decisione, in particolare, ci conferma che siamo da tempo nella direzione giusta, dal momento che come ricorderete in 2a lezione abbiamo proprio fissato al 6% del peso il valore consigliabile in fibre di un buon alimento confezionato!

Dopo tante decisioni rimandate, rimpallate o criticabili, è bello vedere che ogni tanto la legge asseconda anche le reali esigenze nutrizionali dei consumatori…

Buona pappata di sostanze commestibili non idrolizzabili! :)

Leonardo Di Paola
Wellness Angel Coach & Trainer


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