Il 29 ottobre 2008 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la nuova direttiva europea sulle etichette nutrizionali.
Queste disposizioni dovranno essere applicate a partire dal 31 ottobre 2009, con proibizione a commercializzare prodotti non conformi dal 31 ottobre 2012.
E’ una buona notizia ma perchè aspettare 3 anni e 1/2 dato che prodotti a base di fibre dovrebbero avere la scadenza di un anno? Fa parte del solito atteggiamento del “rimandare l’inevitabile” fino all’ultimo, che nel settore benessere & ecologia sembra sempre fuori luogo…
Comunque, particolarmente interessanti per noi Wellness Angels di Autodifesa Alimentare sono le decisioni prese (e le informazioni ufficializzate) nei confronti delle adorate fibre.
La definizione ufficiale ribadita di fibre è:
“sostanza commestibile di origine vegetale che di norma non è idrolizzata dagli enzimi secreti dall’apparato digerente dell’uomo”.
Nel confermare l’enorme potere di benessere che le fibre hanno nella nostra alimentazione (contrastano la stipsi, riducono la colesterolemia e l’iperglicemia), la nuova direttiva che sostituisce quella del 1990 introduce diverse innovazioni soprattutto in relazione alle fibre non vegetali, agli effettivi valori calorici delle fibre e alle modalità con cui un’azienda può “vendersi” il contenuto in fibre di un prodotto a livello promozionale.
La novità è che oggi anche i polimeri di carboidrati non digeribili e non naturalmente presenti negli alimenti consumati – un tempo NON considerati fibre – dal momento che hanno dimostrato effetti benefici analoghi alle fibre vegetali potranno essere considerate fibre.
Un’altra rivoluzione riguarda il computo ufficiale dei valori calorici dei macronutrienti.
Oltre ai 3 gruppi che ben conosciamo tutti, la legge europea ha incluso di fatto nei macronutrienti assegnando loro valore calorico anche i polialcoli (dei carboidrati particolari), gli acidi organici (come l’ottimo acido ascorbico) e le fibre.
La rivoluzione maggiore riguarda proprio le fibre, perché si è scoperto che una parte dell’energia viene comunque estratta da questi zuccheri indigeribili.
Ecco la tabella completa delle equivalenze caloriche:
· carboidrati (ad esclusione dei polialcoli) 4 kcal/g
· polialcoli 2,4 kcal/g
· proteine 4 kcal/g
· grassi 9 kcal/g
· alcool (etanolo) 7 kcal/g
· acidi organici 3 kcal/g
· fibre 2 Kcal/g
L’ultimo punto degno di nota riguarda i contenuti minimi di fibre per poter affermare che un alimento sia “fonte di fibre” o ad “alto contenuto di fibre“.
Nel primo caso ci devono essere almeno 3 g di fibre per 100 g o 1,5 g di fibre per 100 kcal, mentre nel secondo il prodotto deve contenerne il doppio: almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal.
E questa seconda decisione, in particolare, ci conferma che siamo da tempo nella direzione giusta, dal momento che come ricorderete in 2a lezione abbiamo proprio fissato al 6% del peso il valore consigliabile in fibre di un buon alimento confezionato!
Dopo tante decisioni rimandate, rimpallate o criticabili, è bello vedere che ogni tanto la legge asseconda anche le reali esigenze nutrizionali dei consumatori…
Buona pappata di sostanze commestibili non idrolizzabili!
Leonardo Di Paola
Wellness Angel Coach & Trainer
Related posts:
Post correlati
- Il salto del pranzo, uno sport diffuso e pericoloso :D (3)
- Alla ricerca del chicco perduto (5)
- Zucchero e I.G. (0)
- Una delizia dalle 5 Terre: torta con fagiolini, uova, patate… (12)
- Siamo quello che assimiliamo… (2)
This entry was posted on giovedì, febbraio 5th, 2009 at 20:13 and is filed under Etichette, additivi, OGM.... You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
