By Viviana Taccione | novembre 28, 2008 - 4:28 pm
Posted in Category: Frodi, allarmi & allarmismi

aa_pandoro.gifA seguito di un ingente sequestro di olive in salamoia e conserve varie, effettuato in questi giorni dai NAS  in un magazzino abusivo nel casertano, sono state rinvenute anche 8 tonnellate di panettoni, torroni ed altri dolciumi… pronti per essere smerciati con l’arrivo della frenesia natalizia.

E’ facile capire come uno stoccaggio irregolare di tali prodotti a base di cioccolata, uova, frutta secca descritti nel comunicato dei NAS “in pessime condizioni igienico-sanitarie, senza l’adozione di mezzi di precauzione contro insetti e parassiti, in prossimita di scarichi fognari” possa costituire un grave rischio.

Soprattutto a Natale quando la “tradizione” e la “consuetudine” impongono – anche a chi non ama particolarmente questo tipo di dolci – di avere a casa, assaggiare, degustare, regalare – il dolce tipico…

In questo periodo – per molti stressato da traffico, difficoltà di parcheggio, file alle casse, ancor meno disponibilità degli adetti alle vendite – la corsa all’acquisto nei negozi alimentari porta una minore attenzione e capacità selettiva dei consumatori esponendo le categorie più a rischio, quali bambini ed anziani, a queste bombe tossiche…

Nell’ultima lezione del Corso on line di Autodifesa Alimentare vediamo insieme la “Strada del benessere” dal Junk Food al Salutistico… un modo per visualizzare le opzioni a nostra disposizione e comprendere la differenza tra il sano e l’abituale…

Allora,  ricordiamoci che:

  • ETICHETTE

    è sempre bene, come insegnamo nel corso, leggere le etichette con attenzione e guardare con sospetto qualsiasi confezione che non sia perfetta… Un graffietto, una scoloritura, una data stampigliata due volte, un’etichetta appiccicata in modo maldestro possono indicare una frode alimentare.

  • FRUTTA SECCA

    attenzione anche alla frutta secca che impera sulle nostra tavole delle feste ricordando che dopo 6 mesi dal confezionamento può sviluppare aflatossine. Dato che si tratta di prodotti che di solito hanno la scadenza di 12 mesi, controllare la scadenza (con un occhio all’integrità dell’etichetta) e acquistale solo se manca quasi 1 anno. Inoltre controlla bene che in fondo alla confezione (di solito di plastica trasparente) non appaiano polvere, sedimenti, briciole varie che possano indicare un invecchiamento e deterioramento del prodotto.

  • FOLLIA COLLETTIVA

    non sta scritto da nessuna parte che anche noi si debba aderire a questa follia collettiva portandoci a casa di tutto di più solo perchè è consuetudine festeggiare la natività strafogandosi…

  • MUST DELL’ELABORAZIONE

    pandori, torroni e panettoni rappresentano il must dell’elaborato e del lavorato. In poche parole sono cibi orribilmente industriali trattati ad alte temperature (che ti ricordo possono celare nella fusione molte magagne al contrario dei cibi trattati a freddo) e che certo non sono fatti con uova biologiche, farina, cioccolata di prima qualità.

  • SOS CONSERVANTI

    Inoltre dato che un dolce fresco di pasticceria dopo 2/3 giorni va a male, chiediamoci quanti conservanti, coloranti ed additivi debbano contenere i dolci natalizi industriali per reggere – magari con un abile lifting in etichetta – da un anno all’altro…

  • AMBIENTE

    Ricordiamoci infine che tutti questi dolciumi – per farti dimenticare la loro scarsa qualità ricoprendola con il fumo emozionale -  sono regolarmente involucrati in quintali di cartone, stampati a colori e pieni di scritte ingannevoli, pubblicitarie ed imbecilli tipo “al profumo di cioccolato” “cioccolato puro” etc.. etc… che oltre a costituire una grave offesa per l’intelligenza del consumatore, rappresentano un ancor più grave danno ambientale
    Ti porti a casa la scatola (molte impacchettate e studiate appositamente per stazionare elegantemente sotto l’albero di Natale) e poi – ovviamente – butti tutto. Insomma stai comprando illusione e cartone, non certo cibo!

Quali le soluzioni?

Riscopriamo il laboratorio artigianale di pasticceria sotto casa ed invece di 3 panettoni (scaduti?) al prezzo di uno, acquistiamo un dolce sano fresco e fatto a mano.

Rispolveriamo vecchi libri di cucina o cerchiamo in rete delle ricette fattibili per creare un dolce di Natale seguendo i canoni di Autodifesa Alimentare…

Magari un dolce 2 su 7 ma anche 0 su 7… Però con ingredienti di prima qualità e sopratutto, preparato con tanto tanto amore che dovrebbe essere la prerogativa per qualsiasi evento, nella vita, come in cucina… sopratutto a Natale!

Fammi sapere!!! :)

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer Autodifesa Alimentare


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5 commenti

    dicembre 6, 2009 @ 19:04


    [...] Prima di leggere questo post, ti consiglio di andare a rileggere la nostra GUIDA ALL’ACQUISTO dei dolci di NATALE che trovi cliccando qui. [...]

    aprile 22, 2010 @ 13:03


    Io preparo dolci casalinghi, quest’anno a pasqua ho fatto anche la colomba ed è piaciuta molto, persino il mio gatto che è un buongustaio mangia la mia colomba ma non mangia quella industriale…. è tutto dire

    Posted by Marinella Forte
    novembre 3, 2010 @ 18:07


    Meno male che almeno quello artigianale lo posso mangiare! ;-)

    Posted by Marisa Bragadin
    dicembre 27, 2010 @ 18:25


    Sono anni ormai che mia moglie mi riempe di dolci e non solo nei periodi di festa, e faccio volentieri da cavia anche nei suoi “esperimenti”.A Torino poi la “PASTICCERIA” è veramente favolosa.Devo dire che adesso anche qui in Calabria alcuni giovani dell’arte bianca hanno aperto dei localini all’insegna del “BIO”.salvatorecz

    Posted by salvatorecz
    dicembre 27, 2010 @ 18:46


    Carissimo Sly, come ti capisco, è difficile resistere quando qualcuno cucina per noi dei manicaretti con tanto amore!

    Però ricorda uno dei mitici detti di AA: “non è tutto oro quel che bio-luccica!!!” :D

    Un salame bio resta sempre un salame, così come un dolce bio. E i dolci vanno mangiati con moderazione cercando di diminuire la quantità di zucchero delle ricette (che chissà perché prevedono sempre troppo zucchero) e rimpiazzarlo con zucchero di canna integrale…

    Io ormai ho la mia tradizione a Natale, Pandoro dell’unica pasticceria del paese. Semplice. Fresco. Senza fronzoli. Più è semplice e più ci piace.

    E magari avessi in zona una pasticceria bio… ;)

    E parlo al singolare (pandoro) perché compriamo un solo pandoro per noi ( + uno da portare al “pranzo di natale in famiglia”! ;) ) e ce lo mangiamo con gusto, ogni tanto, per tutta la settimana di Natale… senza malumori o mal di pancia.

    Troppo morigerati? Ormai ci viene naturale. E quando gli amici portano dolci più elaborati, pandori farciti etc… ci sembrano sempre troppo smielati. :(

    Questo è il potere della disintossicazione!

    Un abbraccio, grazie per al tua testimonianza e buone feste! :D

    Posted by Viviana Taccione
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