By Viviana Taccione | settembre 16, 2010 - 2:48 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

volantino-cartolina-vegweek-2010-th

“Nella prima settimana di ottobre viene organizzata in molte città del mondo la Settimana Vegetariana con iniziative ed eventi.

Quale miglior momento per iniziare a riflettere su questa scelta?”

E’ così che quest’anno parte la campagna informativa sulla Vegetarian Week, illustrata da un bel disegno di un prato dove animali da fattoria giocano insieme ad animali domestici. Un invito dolce che fa pensare. Perchè no? Sarebbe carino fare una prova! :)

Una settimana disintossicante senza prodotti animali di alcun genere, se ben sostenuta con adeguate fonti proteiche di origine vegetale, è certamente un toccasana per l’organismo. E magari ci si può prendere gusto!

Perchè al contrario di quanti molti credono, l’alimentazione Vegana è sana e gustosa. Ed essendo molto meno elaborata dell’alimentazione onnivora, ti fa riscoprire il vero sapore degli alimenti.

E così ti puoi ritrovare come il perfido critico gastronomico Anton Ego che piange di fronte ad una Ratatouille che lo riporta alla sua infanzia al pari della Madelaine di Proust… (se non hai colto la citazione, rimedia vedendo subito l’incantevole film d’animazione “Ratatouille” della Pixar :D ).

Ovviamente si devono imparare ad apprezzare nuove combinazioni di piatti, aumentare la frequenza dei cibi vegetali, scoprire nuovi alimenti che possano sostituire i “vecchi”, ma le sorprese di questa esplorazione sono tantissime! :D

Autodifesa Alimentare ti invita a partecipare alla settimanaVegetariana Mondiale dal primo al 7 ottobre 2010, ed è pronta ad aiutarti nel cercare nuove soluzioni alimentari.

Perchè la conoscenza è possibilità.

Solo con un’adeguata consapevolezza potrai scegliere liberamente la tua nuova mappa alimentare di benessere.

Per informazioni sulla settimana Vegetariana:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=1011

Per informazioni sulla scelta Vegana:
http://www.vegfacile.info


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By Sandra Saporito | settembre 15, 2010 - 5:49 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

elea-asselineauOrmai, grazie al corso di  Autodifesa Alimentare sappiamo tutti che star bene vuol dire anche  mangiare sano quindi  scegliere una  materia prima con qualità organolettiche di eccellenza, un sistema di produzione rispettoso dei cicli naturali, coltivazioni che assicurino la massima sicurezza per il consumatore.   :-)

Tutto questo lo possiamo trovare nelle coltivazioni biologiche e biodinamiche locali a chilometro zero.

Stiamo attenti a comprare quindi frutta e verdura biologiche, OGM free, di stagione, locale ecc… ma spesso perdiamo di vista un fattore importantissimo… proprio sotto i nostri piedi: il suolo!!!

Cosa sappiamo del suolo? Poco o niente in verità…   :-(

Si sa ben poco di Permacultura ma del metodo di cui parleremo ora… ancora meno!

Quindi, in anteprima per Autodifesa Alimentare, ho il grande piacere di intervistare Eléa Asselineau che ci illuminerà sul funzionamento del suolo e la sua importanza per la salute ed il benessere di tutti noi, con una chicca di grande valore che speriamo diventi sempre più conosciuta: il  BRF ;-)

Eléa, potresti presentarti ?

Mi chiamo Eléa Asselineau, ho 39 anni, ho ricevuto una formazione agricola e ho lavorato in quell’ambiente. Ho realizzato progetti per l’installazione agricola di alberi, frutti di bosco e PPAM [ Piante Aromatiche Medicinali e per Profumo]. Mi occupo anche di formazione e organizzo delle conferenze per diffondere i BRF [NDR: Acronimo di Bois Raméal Fragmenté ovvero  Legno di Ramaglie Frammentato].

Sei Consulente in agroecologia, specializzata nei BRF. Questo comporta un lavoro vicino alla natura, perché hai fatto questa scelta?

All’inizio ho seguito una formazione per avere il livello necessario al proseguimento di una formazione qualificante per diventare animatrice, il BTS [in gestione e protezione della natura]. Sono sempre stata motivata ed ispirata alla difesa dell’ambiente. Amo comunicare e sensibilizzare la gente per far in modo che ognuno sia responsabile nei confronti dell’ambiente.

Qual è l’importanza del terreno nell’ecosistema e nell’agricoltura in generale?

È prioritario! Nell’ecosistema, il suolo è alla base di numerosi equilibri sul nostro pianeta. E’ il supporto di tutti i bisogni vitali degli esseri viventi.

In agricoltura, il terreno, o meglio il suolo, è l’habitat dove cresce la metà della popolazione vegetale.

E’ quindi importante per un agricoltore avere un buon suolo, ricco di humus e vivo, garantendo buoni raccolti con meno [pochi] problemi sanitari, concimazioni e anche una riduzione dell’irrigazione.

foto-di-brf

Potresti spiegarci cos’è il BRF e in cosa consiste?

BRF vuol dire Bois Raméal Fragmenté [legno di ramaglie frammentato]. Sono rami di alberi frondosi  “triturati” che non devono andare oltre i 6 cm di diametro [quindi non alberi sempreverdi]. I rami devono essere freschi, verdi come il materiale ottenuto.

Questi trucioli o BRF sono utilizzati per preparare il suolo alle culture e piantagioni. I BRF sono anche utilizzati nella lotta contro l’erosione e per restaurare suoli denutriti.
Le tecniche di applicazioni dei BRF variano a secondo del tipo di suolo, del tipo di piantagione, del clima, delle risorse in rami… sono usati nel concime organico, incorporati o in precompost.

Quali  sono i vantaggi dell’utilizzazione di questa tecnica?

Sebbene non sia una panacea per tutti i mail, i suoi vantaggi sono davvero numerosi e rinforzano l’applicazione di altre soluzioni rispettose dell’ambiente, della biodiversità e dei meccanismi naturali [stagni, siepi, aiuole in rilievo…] Al contrario del degrado, i BRF generano un “aggrado” dei suoli, cioè il suolo evolve e continua la sua pedogenesi [la formazione del suolo]. I BRF, tramite la loro trasformazione fatta dai funghi, permetteranno di generare una grande quantità di humus particolarmente stabile. La vita del suolo è particolarmente stimolata.

Riassumendo i BRF permettono, senza lavorare il suolo, di ristrutturarlo, di migliorare i suoi scambi e le assimilazioni chimiche, di limitare e anche sopprimere le irrigazioni e  le operazioni di diserbazione, di sradicare certi parassiti come per esempio i nematodi e certe patologie o di ridurne la presenza e virulenza. Ne conseguono ottimi raccolti per qualità [sapori, livello proteico, ...] e un’ottima conservazione durante lo stoccaggio.

Ci sono degli inconvenienti?  Quali sono?

L’accessibilità ai rami è a volte difficile, il trattamento è fastidioso e le quantità per i primi anni sono consistenti. I BRF attirano anche la fauna indesiderabile [come le lumache, i cinghiali, … ] e poi bisogna sempre aspettarsi una carenza di azoto per i primi anni. Un suolo imbevuto di acqua non è neanche l’ideale. Però questi inconvenienti non sono insuperabili. Ci sono le misure di prevenzione [come la cultura dei legumi, delle piatta-forme sopraelevate,…!]

Come è nata questa tecnica, dove e sopratutto perchè?

L’utilizzazione dei rami tritati di alberi frondosi in agricoltura e restaurazione dei suoli è stata inaugurata in Québecq negli anni 70 da Edgar Guay, segretario di Stato al ministero dell’agricoltura e delle foreste. Lui costituì un gruppo di ricercatori, il GCBRF [ Gruppo di coordinamento dei legni di ramaglie frammentati] con a capo Gilles Lemieux , professore nell’Università di geomanzia di Laval in Quebecq, che inventò l’acronimo” BRF”. Dobbiamo a questo gruppo diversi studi e tentativi di sensibilizzazione.

Immaginiamo un mondo diverso, nel quale ogni agricoltore [piccolo e grande] utilizzi il BRF: secondo te, quali potrebbero essere le conseguenze a livello ecologico, economico, e politico visto che tutto è collegato?

Le conseguenze sarebbero enormi! Che siano sanitarie, economiche o sociali. I raccolti di qualità si conservano meglio. Ci sarebbe anche risparmio di acqua e prodotti chimici, e anche di lavoro perciò risparmio di energia. L’agricoltore grazie ai cespugli può avere il materiale a portata di mano e diventare autonomo. Ci sarebbero raccolti garantiti e la sicurezza di nutrire il mondo, e numerosi conflitti potrebbero essere evitati [guerre, immigrazioni, rivolte della fame,…] I BRF sono stati testati dappertutto nel mondo, in Africa, in America, in Europa… Ovunque ci sono stati risultati spettacolari, è universale!

Ogni albero è diverso e ha proprietà proprie. Ci sono alberi che hanno una resa migliore in BRF ed altri che sono sconsigliati?

Questa questione è ricorrente, tranne i sempreverdi che sono assolutamente da evitare, tutte le essenze di alberi sono buone, anche quelle ricche in tannini come la quercia oppure imputrescibile come il castano o la robinia pseudoacacia. Le essenze di legno duro sono le più interessanti. L’ideale rimane mescolare diverse essenze per un miglior risultato.

lI BRF è una tecnica alla portata di tutti? Necessita di qualcosa in particolare?

Sì, le tecniche che usano i BRF sono alla portata di chiunque. Insisto molto sull’importanza di comprendere i meccanismi che regolano i BRF. Una piccola formazione potrebbe essere necessaria, come pure leggere certi libri sarebbe d’obbligo. In seguito, si può sperimentare su piccola scala e sviluppare le proprie capacità di osservazione. E’ necessario essere attenti al proprio ambiente ed adattarsi.

Poi, a secondo del “tritura-legno”, i frammenti saranno diversi. È meglio preferire un tritura-legno al martello e coltello. L’essenziale è avere un BRF di qualità  e che la scorza sia ben frammentata in modo che i funghi possano colonizzare il legno. Un legno “filamentoso” non è buono perché sarà troppo arieggiato e si seccherà oppure farà grossi pacchi.

C’è un rischio che il BRF spinga alla deforestazione?

Purtroppo sì per colpa dell’ignoranza o dell’avidità. Realisticamente non si può fermare questa cosa ma si può sensibilizzare la gente. Nel nostro libro “De l’arbre au sol, les BRF” [ N.D.R:  “Dall’albero al suolo, i BRF” non ancora pubblicato in italiano] insistiamo molto sulla prevenzione delle foreste e la loro gestione responsabile. Spingiamo a piantare più alberi e siepi. Proponiamo anche il ritorno all’”agroforesteria” [coltivare anche alberi in mezzo ai campi].

Riassumiamo…
Perché preferire i BRF per la salute del terreno e la coltura in generale?

Perché è naturale e bio. I BRF permettono al terreno di ritrovare la loro fertilità iniziale, cioè un suolo forestale ricco di humus e pieno zeppo di biodiversità. Perché i BRF sono diversi da tutte le altre tecniche e materiali, aiutando dall’inizio la crescita dei funghi utili. Questi sono antagonisti dei funghi patogeni e offrono una miriade di sostanze che renderanno più sano il terreno. E’ pure un nuovo utilizzo dell’albero fin’ora sconosciuto in agronomia.

Qual è la tua Visione per il futuro?

Piano piano i BRF seguiranno il loro camino. Sono sempre più usati, dai “pollici verdi casalinghi ” ai professionisti e dai comuni negli spazi verdi.

I rami considerati prima come rifiuto verde diventano di grande valore agronomico, perciò permette anche un certo risparmio, sia per i grandi agricoltori che per i comuni. In Francia per esempio, bisogna pagare per portare i rami in discarica. Grazie ai BRF, c’è pure una possibilità di remunerazione!

Imprese specializzate nei BRF ultimamente sono comparse sul mercato perché sono tanti quelli che vogliono testare i BRF, ma il trituramento dei rami è spesso un freno.
Con una giusta organizzazione, sono intimamente convinta che questi piccoli pezzi di legno fertile potrebbero essere l’avvenire dell’agricoltura e ci permetteranno di avere una miglior comprensione e relazione con la natura!

Ti ringrazio Eléa e buona continuazione! :-)


Intervista e Traduzione : Sandra Saporito, Wellness Angel
Revisione: Michela Freddi, Wellness Angel
Foto: Eléa Asselineau

Per informazioni:

Eléa Asselineau

http://brfdelarbreausol.blogspot.com/
http://www.lesjardinsdebrf.com

Seminiamo la Terra!


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By Viviana Taccione | settembre 13, 2010 - 4:13 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

broccoli_sicilianiPassando ogni tanto alla pars construens di AA, ecco una ricetta facile e veloce, pronta in pochi minuti, gustosa e ricca di fibre, micronutrienti e preziose proteine vegetali.

E anche se non amiamo particolarmente i surgelati – rinuciando ad un po’ di micronutrienti – si può fare anche all’ultimo minuto con alimenti a “lunga conservazione”…

…  dato che i broccoletti siciliani mantengono il loro sapore anche nelle classiche bustone di “emergenza” da freezer e sono ottimi per una spaghettata veloce last minute (con una manciata di pinoli, aglio e peperoncino! ;) ), o, come in questo caso, saltati con il Tofu.

Ingredienti per 2 persone:

- 1 panetto di Tofu bio da 250 gr.
- 500 gr. di broccoletti siciliani (o 1 confezione da 500 gr. di broccoletti surgelati)
- 3-4 spicchi di aglio bio
- olio evob q.b.
- salsa di soya shoyu
- sale marino integrale q.b.

Insaporire l’aglio in un wok di ceramica o di acciaio con un po’ di olio a fuoco basso, aggiungere i broccoletti siciliani e farli cuocere con coperchio e un po’ di acqua per 15 minuti, aggiungere il tofu (prima fatto bollire tagliato a cubetti per 5 minuti in acqua e sale), e saltare il tutto ancora 5 minuti aggiungendo un po’ di salsa di soia Shoyu e un po’ di sale… e magari un giro di olio a crudo.

Per i più esigenti (tutti coloro che senza una lunga sfilza di ingredienti sentono di “non cucinare” ;) )… certamente si può aggiungere con successo alla ricetta anche peperoncino, pinoli e – volendo esagerare – anche una fatta di pane integrale sbriciolata grossolanamente e passata al forno…

Semplice ma gustoso! :D


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By Francesca Busacchi | aprile 20, 2010 - 10:32 am
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

foto_barattolo_zucchero_autodifesa_alimentare

Salve a tutti! :D

Volevo condividere con voi questa idea che mi è venuta in seguito alla prima lezione di Autodifesa Alimentare in merito allo ZUCCHERO.

Si tratta del mio primo “incarico di fiducia“. :mrgreen:

I miei suoceri son persone che purtroppo non hanno ancora avuto la possibilità di acquisire una buona consapevolezza alimentare e io ho voluto fare la mia parte.

Dal momento che  non sarebbero in grado di eliminare lo zucchero totalmente dalla loro alimentazione, ho spiegato  gli effetti nocivi di questo alimento sottrattivo, che saccheggia il corpo, lo avvelena, poi ho cercato di porvi rimedio.

Ho comprato grazioso bussolotto cilindrico, poi ho applicato sopra la foto di loro figlio, mio marito, sorridente in un bosco vicino la casa di montagna.

Al suo interno non più zucchero bianco, ma quello di canna integrale biologico, il migliore che c’è in commercio.

Quindi una scelta alimentare consapevole può trasformarsi in un atto d’amore, ma bisogna crederci!

Ama il tuo corpo, sempre! :D


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By Liliana Bordoni | aprile 16, 2010 - 7:58 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

mappa_tesoro_biologico

Salve a tutti! :D

Il giorno dopo la prima entusiasmante lezione del corso di Autodifesa Alimentare  – per Leonardo e Viviana, ma anche per trovarci così in tanti con gli stessi obiettivi!evviva! – mi è venuta in mente questa idea e ve la propongo, come mi ha suggerito Leonardo.

Che ne dite di fare – ognuno per la propria città, (paese, campagna, etc) e per quelle che conosce – un elenco di negozi e ristoranti o trattorie dove comprare bio e dove mangiare in modo salutare, nonchè di pasticcerie che fanno dolci al maltitolo o usano zucchero di canna serio?

Tutto rigorosamente sperimentato di persona, escludendo i sentito dire o letto…

Per creare tutti insieme una mappa di orientamento alimentare. E magari un e-book firmato da tutti noi?

Aspetto di sapere cosa ne pensate.
Grazie a Manuela che mi ha dato sostegno!

Un ciao e a presto,

Liliana

=====

Nota di Redazione:
potete postare qui sotto, come commento, le aziende biologiche, i mercatini ed i negozi locali di fiducia dove vi rifornite… (parliamo di negozi e non di prodotti, marche o aziende, please! ;) )


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By Viviana Taccione | aprile 7, 2010 - 9:38 am
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

carciofo

La nostra ricetta di Pasqua? Eccola qui!
Carbonara vegetale di Carciofi !!!

Unita a Torta di scarola (immancabile), Spezzatino di soia con peperoni e Cicoria saltata in padella (grazie Letizia!), una cartata di fave novelle, una teglia di patate bio con buccia cotte al forno, un mega mix di insalata colorata…

Unica incursione animale, formaggio fresco di pecora del contadino portato da mio suocero… E gli voglio troppo bene per non accettarlo in regalo dato che accade una volta l’anno in sostituzione della “bestia” che non porta più da tempo! :-)

Detto ciò, ecco una ricetta slurposa da gustarsi  a fine inverno, primavera a base di carciofi!!! Unica pecca – nell’ottica di Autodifesa Alimentare – un po’ di soffritto di troppo, ma grazie all’olio evob si può chiudere un occhio! Direi che, se non un 5 su 7 è almeno un eccellente 2 su 7!!! :mrgreen:

Ingredienti:

* 80 gr. di spaghetti di farro integrali a testa
* 1 carciofo a testa
* limone q.b.
* prezzemolo (1 manciata tritato ogni 2 persone)
* brodo vegetale senza glutammato q.b.
* 1 spicchio di aglio a testa (quello del tuo balcone, altrimenti bio)
* peperoncino (sempre quello del tuo balcone, altrimenti bio)
* olio extravergine di oliva biologico q.b.
* vino bianco secco q.b.
* sale marino integrale o sale rosa himalayano q.b.
* 1 uovo biologico (etichetta ZERO) ogni 2 persone
* Lievito di birra disattivato a scaglie 1 cucciaino a testa (e a tavola)

Come si fa?

Taglia bene tutte le foglie esterne dei carciofi, taglia tutte le punte, falli a spicchi e togliere il “pelo”, pulire anche le coste esterne dei gambi lasciando il cuore, passare rapidamente sotto l’acqua corrente,  strofina con un po’ di limone e metti il tutto a bagno in una bacinella con acqua e il limone (sì tuffaci direttamente quello che hai usato per strofinare i carciofi ;) ) per qualche minuto.

Se hai un coltello di ceramica per tagliare il carciofo sarebbe meglio così non si ossida! ;)

Lava il prezzemolo e tritalo grossolanamente (se riesci spezzalo con le mani o usa il coltello di ceramica, altrimenti dagli una tagliata veloce con il coltello su un tagliere).

Prepara il brodo (possibilmente non rubinetto nè minerale, ma con acqua osmotizzata con un depuratore al rubinetto di casa.)

In una padella antiaderente (non di teflon, sì alla ceramica o al wok), metti olio, qualche spicchio di aglio e un po’ di peperoncino e fai soffriggere a fuoco basso. Poi dopo che si è colorito aggiungi un po’ di vino bianco e rimetti la fiamma vivace. Unisci i carciofi scolati e falli saltare per un paio di minuti. Aggiungi un po’ di brodo, prezzemolo, e fai cuocere 20-25 minuti a fiamma bassa. Attenzione ad aggiungere il brodo, se serve, in modo che i carciofi si cuociano bene. Assaggia e aggiungi un po’ di sale.

In una terrina di vetro o coccio, sbatti le uova e aggiungi un po’ di lievito a scaglie disattivato.

Cuoci la pasta in abbondante acqua (sempre osmotizzata come sopra), salata con sale marino integrale, e scolala grondante di acqua di cottura (importante, altrimenti prendi un po’ di acqua di cottura per allentare il condimento se serve), mettendola direttamente nella padella con i carciofi.

Salta il tutto a fuoco vivace girando con un bel mestolo di legno, aggiungi le uova e il lievito e mescola il tutto per un minuto o due.

E’ pronto in tavola!!! :-D


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tutto-bio-2010

Biologico, sempre, prima di tutto. Una scelta da portare avanti per tanti motivi, la salute ed il potere nutrizionale del cibo innanzitutto -  certo – ma anche per il rispetto dell’ambiente e la biodiversità nonchè la salvaguardia degli animali.

Ogni tanto però i nostri allievi ci chiedono dove comprare biologico, perchè capita che l’unica erboristeria vicino casa abbia un angolo biologico dove sembra vendano pepite d’oro… :shock:

Anche io ne ho viste di tutti i colori in un settore che negli ultimi anni ha cercato di organizzarsi e competere con Lobbies ben più potenti…

All’inizio entravo in certi negozi “santuari” di bio, compravo 3 sciocchezze (che non è che mi risolvessero il problema nutrizione), e uscivo spennata… :?

Oppure acquistavo frutta bio al supermercato che costa il triplo e che comunque è vecchia più della “non bio” perchè lì non ha molto smercio… :?

Ma poi ho capito che per mangiare bene e spendere il giusto, dovevo:

1) evitare di comprare cibi elaborati bio ed andare al basico per chicchi e legumi bio (anche nei discount o alla coop trovo alcune cose bio, tipo spaghetti di farro, riso integrale, legumi, gallette di riso integrale a buon prezzo)

2) cercare un buon tofu bio, buon latte di soia e un buon olio bio a buon prezzi e buona qualità (se cerchi ce la fai!)

3) per il fresco… andare in un’azienda agricola bio!

Entra a far parte di un GAS oppure, ancora più rapidamente, cerca vicino casa (10-20 km) un’azienda bio dove fare il pieno di verdure fresche, uova di giornata e cereali integrali e legumi sfusi… costano meno o uguale al supermercato (vecchio, inscatolato e non bio) sono a km zero, di stagione e colti in giornata!

Se proporrai all’azienda agricola un piccolo gruppo di 5-10 persone a cui fare una consegna settimanale (noi nel Weco Club dove parliamo di Autodifesa Alimentare, Sviluppo personale, Transizione, Decrescita e tanto altro li abbiamo chiamnati GAO – Gruppi di acquisto occasionali ;) ), saranno felici di venire da te 1 volta a settimana a portarti 20-30 euro di verdura, frutta, cereali, legumi, uova, che sceglierai via mail un paio di giorni prima a seconda di quello che hanno disponibile!

Basta organizzarsi.

Per comprare bene devi andare alla fonte! E dobbiamo fare il possibile per sostenere questo mercato a livello locale, perchè solo i piccoli produttori che rispettano la natura e fanno vendita diretta saranno il futuro della sana nutrizione sostenibile. :D

Per orientarti, siamo lieti di segnalare TUTTO BIO, un completo Annuario del Biologico compilato con cura ed amore da Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino.

Stampato a 4 colori su carta ecologica, ovviamente! :)

TUTTO BIO 2010 (che puoi ordinare subito cliccando qui), è ormai giunto alla 16a edizione con ben 328 pagine fitte fitte tutte dedicate al benessere!

Vi troverai ben 600 gruppi d’acquisto solidale, gli indirizzi degli spacci di oltre 2.000 aziende agricole biologiche,  oltre 130 indirizzi web di siti per fare la spesa bio on-line e migliaia di iniziative di contadini che localmente fanno vendita diretta consegnandoti direttamente a casa una cassetta di prodotti biologici ogni settimana…

Quindi bevenuta alla “filiera corta” che dai piccoli centri riesce ad entrare trionfante anche nella grandi città. :)

Emilia-Romagna in vetta, insieme a Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori bio. Ma è anche interessante sapere che il maggior numero delle aziende bio si trovano nelle Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

Il biologico sta avanzando, il biologico è sempre più organizzato, basta saperlo, basta promuoverlo, basta sostenerlo! :mrgreen:

Vuoi le prove? Ecco qui il trend 2007-2009 degli operatori bio italiani:

• Gruppi d’acquisto solidale +68% · dai 356 del 2007 ai 598 del 2009
• Aziende con vendita diretta +32% · da 1.645 a 2.176
• Ristoranti +31% · da 174 a 228 (esclusi quelli in agriturismo)
• E-commerce +25% · da 106 a 132
• Mense scolastiche +23% · da 683 a 837
• Agriturismi +22% · da 1.002 a 1.222
• Mercatini +10% · da 204 a 225
• Negozi +2% · da 1.106 a 1.132.

Insomma tutto il nuovo “vecchio” mondo che ancora opera secondo i veri valori della Natura, è censito su questa indispensabile “Bio Bank”: 8.000 operatori bio censiti in Italia, dei quali oltre 3.100 legati alla vendita diretta:

• 2.176 aziende con vendita diretta
• 1.222 agriturismi
• 225 mercatini bio e biodiversità
• 621 gruppi d’acquisto e d’offerta
• 1.132 negozi
• 10 marchi bio dei supermercati
• 5 supermercati on-line
• 404 ristoranti
• 15 aziende di ristorazione
• 837 mense bio nelle scuole
• 132 siti dell’e-commerce bio
• 116 aziende del commercio equo
• 21 organismi di controllo
• 144 associazioni bio
• 177 libri e periodici bio.

Personalmente sono andata subito a sfogliare il ricco elenco dei mercatini :D perchè li adoro! Uscire a “fare la spesa” di qualità avendo la scusa di prendere una bella boccata d’aria (invece di chiudersi in un supermercato gelido) e con l’occasione fare anche una bella passeggiata!

Adesso che la Primavera è alle porte è un’occasione ghiotta!

Sempre con la precisazione – che prendiamo dalle Aule del nostro corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare – che non tutto il biologico è automaticamente ipocalorico, nutriente, da mangiare tutti i giorni. Esempio tipico: il salame biologico, che pur essendo bio, sempre salame resta! :(

Insomma ci sono preparati con prodotti bio che poi sono comunque lavorati, miscelati, conservati… quindi preferire sempre il bio fresco, per prendersi il meglio della Natura!

Bio fresco ed integrale che oltre ad essere molto più nutriente, costa molto molto meno!

Tornando alla Guida che sto sfogliando adesso, noto con piacere che nelle prime pagine si parla di “impronta ecologica” in assoluta sintonia con quanto insegniamo nelle nostre Aule del corso.

Il tema dell’anno è “Bio, Eco, Etico: uscire dal labirinto in 141 mosse”. Gli autori ci danno preziosi consigli, come una sorta di “sassolini di Pollicino” per orientarsi nel cammino verso uno stile di vita più sostenibile.

Sono numerose le azioni quotidiane utili per diminuire il nostro ingombrante peso sul pianeta, da mettere in pratica in dieci ambiti:
• Alimentazione
• Commercio equo
• Orto, giardino e animali
• Abbigliamento, cosmesi e detergenza
• Casa
• Energia e acqua
• Riciclo e riuso
• Mobilità
• Educazione ambientale
• Clima sociale.

In omaggio per tutti i lettori di TUTTO BIO 2010: la Bio Card per ottenere lo sconto del 10% presso i 635 operatori aderenti al Circuito (aziende con vendita diretta, agriturismi, ristoranti e negozi).

Insomma, credo proprio che questa preziosa GUIDA entrerà a pieno titolo nella Bibliografia di fine corso. Era proprio quello che cercavo!

Buon bio a tutti!

:D
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer
www.autodifesalimentare.it

L’unico programma di alfabetizzazione alimentare esistente oggi che sposa la ricchezza di contenuti informativi  fondati sui piu’ recenti studi scientifici – medici e naturopatici – di nutrizione umana con l’efficacia di una comunicazione divertente basata sui presupposti del Coaching, della PNL e del Pensiero Positivo.

Guarda il nuovo video di Autodifesa Alimentare! Scopri il Wellness Angel che è in te! :)

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