By Viviana Taccione | agosto 26, 2010 - 2:13 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

uova_zero_autodifesalimentare.gifBastava chiederlo a mia nonna, in effetti… :mrgreen:

Tutti noi sappiamo che una gallina ruspante che vive la sua vita in modo naturale compiendo il suo prezioso lavoro all’interno di una fattoria, produce uova più sane.

E, se ci pensiamo, è una cosa che si potrebbe estendere a qualsiasi animale, anche ai mammiferi umani. Chi sarebbe felice di procreare in gabbia? :?

Ma adesso la scienza ci conferma che le uova di galline libere risultano essere molto più nutrienti e più sane grazie ad un nuovo studio che è stato pubblicato sulla rivista scientifica “PhysOrg.com”.

Un’ulteriore conferma che gli attacchi periodici all’agricoltura biologica – già ampiamente documentati e smontati in questo blog :P – sono assolutamente strumentalizzati e fuori luogo.

I ricercatori dell’Università della Pennsylvania (Usa) del dipartimento Penn State’s College of Agricultural Sciences, hanno confrontato i due tipi di uova che normalmente si trovano in commercio.

Quelle prodotte da galline libere (in regime di agricoltura biologica, in Italia targate con numero ZERO) e quelle di galline alimentate a “pastoni” di produzione industriale (in italia, in commercio, al di là di fuorvianti etichette :evil: , con il numero 3 tampigliato sul guscio).

Grazie alle analisi è stato possibile stabilire che le uova delle galline libere di razzolare e nutrirsi naturalmente di vermetti, erba medica, trifoglio, legumi e altri alimenti disponibili, contenevamo almeno il doppio dei nutrienti rispetto ai pastoni.

Una produzione leggermente minore del 15% (e questo non va bene, vero signori allevatori dei lager industriali? :evil: ), uova leggermente più piccole del 14%, ma una straordinaria concentrazione di acidi grassi omega-3 e di preziose vitamine A ed E.

Coordinatrice della ricerca, la Dott.ssa Heather Karsten, si è sorpresa delle notevoli differenze nutrizionali.

Rispetto alle uova delle galline commerciali, le uova di galline che pascolavano avevano il doppio di vitamina E e acidi grassi a catena lunga come gli omega-3; più del doppio del totale di acidi grassi omega-3, e meno della metà del rapporto tra omega-6 e omega-3. La concentrazione di vitamina A è stata del 38% più alta nelle uova delle galline che pascolavano che nelle uova delle galline commerciali, ma la vitamina A per uovo totale non differiva (fonte: PhysOrg.com)

Senza parlare dei veleni contenenti nelle uova di allevamento, chimica, farmaci e ormoni che lo studio non ha voluto evidenziare, ma che sapoiamo bene essere presenti nei pastoni industriali per costringere le galline a una super produzione innaturale, a non andare in muta, a vivere in gabbie di 40 cm per lato, ammassate in batteria una sull’altra, con luce artificiale. :(

E basta assaggiare le uova ZERO e le uova 3 per sentire la differenza! Nel palato, ma anche a livello digestivo… :?

Abbiamo già parlato ampiamente di questo, abbiamo già anche accennato all’energia sottile del cibo, alla sofferenza e al malessere che si “mangia” letteralmente e si trasmette alle nostre cellule accettando di cibarsi di animali provenienti da allevamenti industriali (e di cibi confezionati industrialmente che certo non usano materie prime proveniente da allevamenti biologici).

Oggi aggiungiamo anche al novero, un’evidente superiorità nutrizionale delle uova biologiche.

E noi Wellness Angels di Autodifesa Alimentare non ci stancheremo mai di dirlo:

Non ci vuole davvero nulla a scegliere uova ZERO premiando le aziende che rispettano maggiormente gli animali e l’ambiente.

Le uova biologiche, poi, costano pochi centesimi in più delle uova “giganti” delle super aziende che con packaging eleganti strombazzano la loro naturalità quando poi le loro uova provengono da allevamenti a batteria e hanno un bel 3 sul guscio. :(

Vorrei concludere con una piccola nota a favore delle galline.

Le galline sono animali importantissimi nell’ecosistema naturale in agricoltura. Con la loro instancabile opera di “trattorini naturali”, con il loro razzolare, con le loro deiezioni (non quelle addizionate di chimica che non possono essere usate in agricoltura perchè tossiche e finiscono – altra nota dolente – per inquinare i corsi d’acqua e alimentare le piogge acide), fanno parte di un ciclo naturale dove tutto serve, tutto è utile, tutto crea in armonia con il resto del pianeta.

Leggevo un interessante libro di Permacultura che racconta quanto preziose siano le galline per un’agricoltura naturale senza mostri energivori, senza concimi di sintesi… e riflettevo proprio su come l’uomo abbia imparato a complicarsi la vita, perdendo nel tempo la propria autosufficienza ed iniziando a sfruttare stupidamente le risorse senza collaborazioni, senza gilde, senza policultura e senza reciclare… creando così il doppio problema di dover usare maggior energia sia per la creazione che per lo smaltimento… con un risutlato molto più scadente e insano di un tempo.

Auspicabile allora avere un piccolo giardino con orto, alberi da frutto e qualche gallina ovaiola? Sì! Questo è il mio sogno per tutti voi!

Un abbraccio e a presto,

:) Viviana Taccione
Wellness Angels Coach & Trainer

La Xa storica edizione si avvicina…
http://www.autodifesalimentare.it/wa.htm


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By Leonardo Di Paola | luglio 14, 2010 - 10:08 am
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

ciliege

L’estate è arrivata in ritardo ma adesso sta recuperando con temperature da record.

Ecco qualche consiglio di Autodifesa Alimentare per contrastare efficacemente la calura estiva.

1) mangia frutta e verdura fresche, soprattutto crude, ricche di acqua legata, sali minerali e vitamine (insalate, carote, cetrioli, ravanelli), limita la frutta troppo zuccherina. Prova anche a fare frullati (con latte vegetale) e/ macedonie, evitando tutti i succhi industriali già pronti, stracarichi di zuccheri o conservanti.

2) bevi tanta acqua naturale a temperatura ambiente (se non calda come i Tuaregh del deserto) in piccoli sorsi lontano dai pasti. poco e spesso è la parola d’ordine per non disidratarsi e non essere costrutti a insane super bevute.

3) approfittane per sperimentare cibi vegetali alternativi, come il Tofu, che puoi saltare velocemente con le verdure per un pieno di proteine vegetali più facili da digerire e meno acidificanti, oppure ricette esotiche a base di vegetali crudi come il gaspacho.

4) limita i cibi animali, sopratutto carne e insaccati ricchi di grassi, additivi e sodio. (Il sodio è importante ma è meglio prenderlo dai vegetali e dal sale marino integrale, non da cibi pre-confezionati o animali).

5) integra l’alimentazione con un supplemento di sali minerali che contenga potassio e magnesio (ricorda che un vero integratore non deve avere avvertenze in etichetta per un utilizzo prolungato, altrimenti è un farmaco mascherato da supplemento nutrizionale)

6) bevi tisane di karkadè e menta, anche calde. Nei primi minuti fanno sudare, ma mantengono freschi più a lungo. Oltre a insaporire l’acqua con le classiche gocce di limone (bio – che ricordiamo contrasta l’acidificazione), puoi anche mettere a bagno in una brocca delle foglie di menta, salvia o basilico che in un paio di ore renderanno l’acqua più profumata e rinfrescante.

7) Limita prodotti da forno particolarmente secchi e compatti a base di farina bianca di grano come crackers, biscotti o grissini e sostituiscili con gallette soffiate di riso o farro integrali, al limite con del buon pane integrale ogni tanto.

8 ) Attenzione alla temperatura dei cibi: “rinfrescante” è un termine nutrizionale, non vuol dire freddo appena uscito dal frigorifero. Ricordiamoci, come visto nella 2a lezione di Autodifesa Alimentare, che il freddo non è fisiologico. Anche d’estate il nostro stomaco lavora a 37 gradi! :? Fai particolarmente attenzione alla caprese (senza parlare del rischio mozzarella) soprattutto fuori casa, perché spesso viene servita a temperature polari, che non solo non portano duraturo refrigerio, ma possono anche creare problemi digestivi o peggio.

Felice e fresca estate a tutti voi!

:)
Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer
www.autodifesalimentare.it/wa.htm


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By Michele Luigi Celestri | giugno 23, 2010 - 8:04 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

latte e formaggioIn un mio precedente articolo, commentando un volumetto di Anne La Roche de Rosa, “Il latte un alimento da evitare”, avevo brevemente riferito dell’inadeguatezza del latte vaccino (e, comunque, di provenienza animale) con relazione all’alimentazione umana e con particolare riguardo a quella dei bambini.

L’autrice, avvalendosi della propria esperienza nel campo della nutrizione (ricordiamo infatti che è una nutrizionista del CEHMN-Collège Européen d’Hygiène e de Médecine Naturelles), e dei risultati delle ricerche effettuate da validi e stimati professionisti in campo medico-prevenzionistico, ha cercato di dimostrare, con ricercata obiettività scientifica, che non solo tale alimento non è adatto alla nutrizione umana, ma che non risulta funzionale alla fisiologia del nostro corpo, sia esso in età neonatale-infantile-preadolescenziale che nel momento più in là della vita da adulti.

C’è riuscita? Forse sì o per lo meno il risultato può essere definito sufficientemente accettabile.

Mi permaneva comunque una grande curiosità al riguardo. Per mia natura non sono portato a credere per fede a tutto quanto mi viene passato come verità assoluta; pertanto, intrigato quanto mai a volerne sapere di più sull’argomento e a capire su quali fondamenta, positivisticamente dimostrate e dimostrabili, si reggesse la tesi della nocività del latte e dei suoi derivati, mi sono messo a consultare una teoria infinita di siti Web, dedicati pro e contro quella; e attraverso la rete mi è venuto incontro un libro best-seller a cura di Claudio Corvino, esperto in macrobiotica, assolutamente non di parte nella formulazione delle proprie verità, almeno come credo si possa rilevare dal rigore scientifico con cui ha svolto la sua ricerca e dalla posizione prospettica tenuta dallo studioso che pone il suo punto d’osservazione al di fuori di ogni conveniente influenza.

Il libro in questione si intitola “Latte e Formaggio – Rischi e allergie per adulti e bambini” e lo consiglio a quanti come me sono piuttosto scettici su eventuali scelte di cambiamento delle proprie abitudini alimentari (ormai, purtroppo, forti di secoli di consolidate consuetudini storico-socio-ambientali).

In partenza anche questo prende le mosse dalla costatazione che il latte animale non è fatto per l’uomo e che tra tutti gli esseri appartenenti al Regno animale l’uomo rappresenta l’anomalia del sistema, in quanto continua a farne uso anche quando il suo consumo non ha più alcuna fondata ragion d’essere per la sua funzionalità biologica.

Tra l’altro rileva che l’introduzione di questo elemento nella propria alimentazione ha, per l’uomo, un’origine storica relativamente molto recente se rapportata ai circa 2 milioni di anni dalla comparsa dell’Homo come certificata dalla paleontologia umana: stiamo parlando di ‘appena’ 10-20000 anni.

Fino ad allora l’essere umano era vissuto e sopravvissuto nutrendosi solamente del cibo pronto che il mondo vegetale gli aveva generosamente offerto.

Questo deduttivamente vuol peraltro significare che il nostro corpo non aveva alcuna necessità di importare nutrienti dal latte animale, perché la natura, attraverso il mondo vegetale, aveva già provveduto a fornirgliene in abbondanza. Inoltre adattazioni di tipo genetico a volte comportano tempi storici lunghissimi, forse addirittura ere (se si considera che normalmente avvengono in periodi di centinaia di migliaia di anni!), tant’è che il nostro organismo continua a ricevere con intolleranza l’alimento latte nel proprio circuito alimentare, non avendo ancora sviluppato al suo interno la catena metabolica necessaria per la sua assimilazione.

A seguire l’autore affronta i miti creati ad hoc, forse a volte inconsapevolmente, legati alle presunte bontà del latte vaccino, quali:

• Il suo alto contenuto di calcio ‘utile’ (?) a far raggiungere diariamente la dose di cui necessita il corpo umano o ad integrarne la relativa carenza; e ciò per ovviare al problema dell’osteoporosi (che chissà come mai nell’uomo pare si sia presentato giusto in concomitanza con la comparsa di questo alimento sulla sua tavola!).

Di fatto tutti i carnivori ricavano il calcio dagli animali predati e gli erbivori dal regno vegetale, ma nessun animale lo riceve dal latte; l’assimilazione del calcio avviene solo quando è in un rapporto 2:1 con il fosforo, mentre il latte animale non possiede questo rapporto e pertanto nell’uomo non può avvenirne l’assimilazione, anzi, giusto il contrario e, cioè, la sua sottrazione dagli organi in cui esso è principalmente presente.

Infine il fabbisogno di calcio decresce con l’età, per cui quello che non verrà assimilato rimarrà depositato nell’organismo, nelle arterie e nelle articolazioni, oppure verrà espulso attraverso gli organi escretori che finiranno per esaurirsi o ammalarsi.

La verità è che il calcio che ci viene dato naturalmente dagli alimenti, specialmente quelli di natura vegetale, sarebbe sufficiente al nostro fabbisogno se fosse mantenuto; ma, soprattutto a causa di elementi sottrattivi, quali appunto il latte, cibo estremamente acidificante per la cui alcalinizzazione è necessario prestare del proprio calcio contenuto nelle ossa, ne perdiamo costantemente una considerevole quantità a discapito della nostra struttura portante, lo scheletro. Ecco spiegata una concausa molto determinante nel propiziare l’insorgenza dell’osteoporosi.
• L’apporto proteico del latte e dei latticini, altro mito legato all’essenzialità di questo elemento per la nostra sopravvivenza, sicuramente vero per quanto riguarda la sua necessità, ma meno vero sulla presunta maggiore essenzialità per la produzione di forza ed energia.

Il fabbisogno di questo elemento nutritivo decresce dopo la fase di sviluppo corporeo, e il suo utilizzo quale fonte di energia è sicuramente marginale e viene seguendo quello prioritario dei carboidrati, principalmente deputati a tale scopo. L’apporto forzato di maggiori percentuali di proteine, specialmente di origine animale, costringe i reni ad un surplus stressante di lavoro che, alla lunga, li espone a problemi di funzionamento.

Nel corpo centrale del libro si riparla, in maniera sicuramente più dettagliata e con maggiore dovizia di riferimenti scientifici, della convenienza, ove possibile, dell’allattamento al seno non solo per la prevenzione di future carenze del sistema immunitario, ma anche, di conseguenza, per scongiurare il verificarsi di disturbi fisici e l’insorgenza delle principali malattie dell’infanzia (coliche e gas intestinali, insonnia, stitichezza, raffreddori, problemi gastro-intestinali, diarrea, dolori e coliche, appendicite, ernia, sclerosi multipla, artrite reumatoide, diabete, ecc.)

Per non parlare dei benefici effetti che ha sulla salute della mamma (molti studi hanno dimostrato che le donne che hanno allattato hanno meno rischi di avere il cancro prima della menopausa, e, se hanno allattato già in giovane età, meno rischio di cancro al seno; livello di colesterolo HDL ‘buono’ più alto, e minori probabilità di contrarre il diabete non insulino-dipendente a 50 o 60 anni).

Segue un’intervista al dott. Frank A. Oski, primario del Centro per bambini Johns Hopkins e direttore della Scuola di medicina, dipartimento di Pediatria, della Johns Hopkins University, autore del libro ‘Non bere il latte’, veramente molto molto interessante e illuminante sull’argomento.

La terza parte del volume è invece dedicata agli effetti deleteri dei latticini sulla salute umana: scioccante in special modo l’esposizione della loro pesante responsabilità nell’insorgenza dei tumori (al fegato, al cervello, al seno, alla prostata, delle leucemie), delle malattie di cuore e del sistema cardiocircolatorio (malattie coronariche e attacchi cardiaci, trombosi cerebrale, cuore polmonare, vene varicose, cuore iperattivo o troppo debole, cuore irregolare, colesterolo LDL alto, ecc.) e di vari disturbi (quali problemi intestinali-stichezza grave, flatulenza, dissenteria- carie dentali, cataratte, calcoli alla cistifellea, calcoli renali, asma, allergie alimentari, allergie cutanee, raffreddore da fieno).

In totale un libro interessantissimo e completo che si farà leggere tutto d’un fiato e vi regalerà tanta consapevolezza.

Ad ognuno di noi poi la scelta sull’opportunità di fermarsi a questo punto con l’uso del latte e dei latticini, o di optare preferibilmente sulla moderazione.

Personalmente io e la mia famiglia abbiamo ormai da tempo deciso di farne del tutto a meno, sostituendoli con il latte di soia o d’avena o di mandorla e con i relativi latticini  prodotti.

I risultati sono stati sorprendenti anche perché, associando questa nuova abitudine alimentare ai consigli nutrizionali ricevuti nei corsi di Autodifesalimentare, si è creata una nuova sinergia migliorativa dello stile di vita che continua a contraddistinguerci. Inoltre vi posso assicurare che di quei prodotti non sentiamo assolutamente la mancanza!

A tutti i lettori del blog e ai colleghi Wellness Angels, un affettuoso saluto da Michele.


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I minerali, che si dividono in macro minerali e micro minerali, sono  micronutrienti fondamentali per la nostra salute. E come spesso accade, anche su questo argomento c’è una notevole confusione e disinformazione… falsi miti che stanno producendo gravi “danni collaterali”.

Questo articolo non vuole essere esaustivo e raccontarti vita, morte e miracoli di tutti i minerali che esistono (per quello puoi fare facilmente una ricerca in rete), ma intende soffermarsi su alcuni minerali in particolare: calcio, ferro, magnesio, potassio e iodio… e svelarti quello che noi chiamiamo IL GRANDE INGANNO!

Andiamo per ordine:

Calcio:

Macro minerale, struttura fondamentale di ossa e denti, ilm calcio serve ad attivare alcune tappe della coagulazione, amplifica i segnali cellulari, supporta le trasmissioni intracellulari, aiuta a regolare la pressione arteriosa.

E’ opinione diffusa che la migliore soluzione per la carenza di calcio e la prevenzione della Osteoporosi e quindi anche dei dolori articolari, sia mangiare tanto latte e latticini.

Questo è assolutamente falso!!! :evil:

Questo è davvero un “ GRANDE INGANNO”…  Perchè se da una parte è innegabile che il latte contenga calcio, dall’altra latte e formaggi creano scorie acide per tamponare le quali il corpo consuma più calcio di quello che danno!

Quindi non servono per reintegrare il calcio perché ne consumano di più di quanto ne apportano…  sono ALIMENTI che, nel corso di Autodifesa Alimentare chiamiamo, SOTTRATTIVI!

Inoltre, per essere assimilato al massimo, il calcio deve essere accompagnato da altri minerali in una percentuale precisa, ed il latte, soprattutto di mucca, ha troppo fosforo.

E’ anche per sensibilizzare le persone su questo che abbiamo organizzato un Teletraining “L’inganno del latte. Dal Biberon all’Osteoporosi” che magari qualcuno di voi ha sentito…. :D

Ma non finisce qui: oltre al danno la beffa!

Moltre signore – terrorizzate dall’osteoporosi – aumentano la quota di formaggio proprio nel momento in cui, con la menopausa, aumenta per loro il rischio per il cuore… Il problema è che i formaggi sono ricchi di grassi saturi ed aumentano la quota di grasso addominale, il grasso viscerale, talvolta manifesto (con un prominente giro vita), talvolta anche nascosto internamente tra le viscere, che è molto pericoloso e causa di patologie cardiovascolari.

Per non parlare del fatto che il latte non è un alimento fisiologico per l’uomo… Ma di questo discutiamo abbondantemente altrove!

Dove si trova il calcio?

Nei vegetali… cime di rapa (il doppio del latte!), tofu, cavoli, broccoli, finocchi e nelle verdure a foglia verde tipo rucola, fagioli e soia, fichi secchi e spezie (basilico, maggiorana, timo, salvia, origano, menta…)

Inoltre per avere il calcio è importante stare all’aperto, fare un po’ di attività sportiva, prendere il sole perchè aiuta il corpo a produrre vitamina D che fissa il calcio nelle ossa…

Calcio e sport, dunque, un binomio interessante: il sole fa bene alle ossa e l’attività sportiva (senza esagerare!)

Ci sono poi dei cibi e degli stili di vita che limitano l’assimilazione del calcio: il fumo, il sale, i grassi, ossalati (spinaci, cioccolato e caffè) e i fitati.

In particolare i fitati sono contenuti nei cereali e legumi. Ma niente paura! Invece di guardare la pagliuzza nell’occhio dei vegetali, guardiamo la trave ben più grave costituita da fumo, sale e grassi animali!!!

Per togliere i fitati da cereali e legumi, infatti, basta l’ammollo (metti in acqua il giorno prima i cereali ed i legumi e sei a posto, tra l’altro li digerirai meglio e si cucineranno prima), la lievitazione, la fermentazione, la tostatura…. Di tuto questo parliamo nella quarta lezione del corso di Autodifesa Alimentare, quando vediamo la Piramide della Prevenzione.

► Ferro:

Micro minerale molto famoso…. Lo troviamo nell’emoglobina (globuli rossi) e serve per ossigenare le cellule. Se c’è carenza di ferro, c’è carenza di emoglobina. Importante perché diversi enzimi sono a base di ferro e perché supporta il sistema immunitario.

Il ferro si distingue in EME (presente nella carne) e NON EME (presente nei vegetali).

Anche se il NON EME si assorbe molto meno (il 10% rispetto al 20%) e ha bisogno di vitamina C (basta condire i vegetali con il limone), studi recenti dimostrano che grandi quantitativi di ferro EME sono correlati a IPERTENSIONE e malattie cardiovascolari.

La carenza di ferro è il deficit nutrizionale più frequente nel mondo ed il 3° in occidente.

In Europa dal 6 al 20% delle donne ha carenze di ferro, cosa comprensibile a causa del ciclo mestruale. Nelle analisi non si vede sempre, ma si vede al volo con un occhio esperto: di solito una persona che ha carenza di ferro ha delle belle occhiaie, ha spesso freddo alle mani e ai piedi, ha capelli fragili… spesso soffre anche di stipsi.

MITO DA SFATARE (il grande inganno 2): devo mangiare carne rossa altrimenti l’anemia mi si porta via.

Il manzo ha la stessa quantità di ferro del pollo. Ed i fagioli ne contengono fino al doppio rispetto alla carne (anche se non EME)!

Il ferro si trova anche nella frutta, per esempio le susine ne sono molto ricche. Insomma, un buon regime alimentare a prevalenza vegetale è assolutamente compatibile con un giusto livello di ferro nell’organismo.

Anche con “BRACCIO DI FERRO” ci hanno preso un po’ in giro! :(
Infatti il ferro degli spinaci crea ossalati e quindi non si assimila bene come quello dei fagioli!

L’assimilazione del ferro è limitata dai TANNINI (thè nero, Caffè, vino rosso robusto) e dal LATTE (perché favoriscono la creazione di Sali in formato non assimilabile).

Se soffri di carenza di ferro, meglio bere il caffè almeno 1 ora lontano dai pasti. Se puoi sostituiscilo con qualcos’altro.

► Magnesio:

Importante macro minerale, meno abbondante nel nostro organismo (solo 25-35 g) rispetto agli altri macroelementi. E’ presente nelle ossa e serve per la duplicazione del DNA e svolge un ruolo chiave nel metabolismo della vitamina C.

Il magnesio funziona un po’ come il regista delle attività di tutti gli altri minerali. Particolarmente utile in caso di osteoporosi (perché migliora l’assorbimento del calcio) e di problemi intestinali

- Dove si trova? In frutta secca, legumi, cereali, vegetali verdi.

► Potassio:

Macro minerale termolabile che serve per i muscoli (dà maggiore energia), facilita la creazione del GLICOGENE, mantiene costante la pressione dei liquidi corporei, rallenta l’invecchiamento.

Diminuisce se usiamo lassativi, abusiamo di alcool, caffè, zucchero e liquorizia.

Si trova in frutta, cereali e vegetali verdi.

► Iodio:

Lo iodio è un minerale molto importante contro il gozzo, una malattia della tiroide, di cui soffrono 5 milioni di italiani! Si trova nel pesce.

Una diceria diffusa è “io ho la tiroide e non posso mangiare lo iodio”, non è sempre vero, non cavalchiamo le mode e per queste cose consultiamo sempre un bravo medico… innanzitutto TUTTE LE PERSONE SANE hanno la tiroide, e tranne rarissimi casi lo iodio è più un micronutriente da ricercare nei cibi piuttosto che da evitare. :?

Allo stess modo… inutile comprare “sale iodato”, che è comunque trattato chimicamente, meglio un bel sale marino integrale che è più ricco di sali minerali di un qualsiasi sale raffinato.

Meglio ancora il sale integrale dell’Himalaya che si trova in erboristeria o nei negozi bio.

Come assicurarci tutti i minerali che ci servono?

Un’alimentazione ricca di vegetali vivi e di nutrienti integrali, poco elaborati e poco cotti se possibile, senza dubbio è il miglior modo per non entrare in carenza di macro e micro minerali.

In aggiunta, un multivitaminico-multiminerale a base naturale ai pasti è comunque consigliabile per ottimizzare il tutto e sentirsi alla grande ogni giorno! :)

:)
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer Autodifesalimentare

www.autodifesalimentare.it

L’unico programma di alfabetizzazione alimentare esistente oggi che sposa la ricchezza di contenuti informativi  fondati sui piu’ recenti studi scientifici – medici e naturopatici – di nutrizione umana con l’efficacia di una comunicazione divertente basata sui presupposti del Coaching, della PNL e del Pensiero Positivo.

Guarda il nuovo video di Autodifesa Alimentare! Scopri il Wellness Angel che è in te! :)


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By Michele Luigi Celestri | maggio 13, 2010 - 11:23 am
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

latte-da-evitare
Tra un impegno e l’altro ho trovato finalmente il tempo per approfondire l’argomento “Latte e latticini”, che mi ha incuriosito tantissimo allorché ne sentii parlare per la prima volta durante i corsi di Autodifesa Alimentare a cui ho partecipato più volte.

In una sessione del corso dove si parlava dei quattro veleni bianchi, ci è stato segnalato che esso (il latte) può essere considerato per l’uomo l’antialimento per eccellenza e che non solo non sarebbe di alcuna utilità per il benessere del nostro organismo, ma il suo consumo abituale potrebbe avere addirittura conseguenze deleterie per la nostra salute.

Naturalmente questo argomento meritava qualche approfondimento in più, per cui ho voluto recarmi virtualmente in casa di alcuni addetti ai lavori, ricercatori esperti e assolutamente indipendenti, e ho scoperto delle cose veramente molto molto interessanti, di cui ho voluto rendervi partecipi in maniera breve.

Illuminante per me è stato innanzi tutto il resoconto di uno studio effettuato da Anne Laroche de Rosa, nutrizionista del CEHMN (Collège Europeenne d’Hygiène e de Médicine Naturelles), ex allevatrice di capre riconverita.

Che cosa ci dice questa ricercatrice in un suo volumetto titolato “Il latte un alimento da evitare”? Ella parte dalla qualificazione del latte materno quale alimento imprescindibile per il sano sviluppo del bambino, ricco di minerali ed altri micronutrienti essenziali utili alla crescita durante i primi anni vita, e di fatto fortificatore del sistema immunitario nella sua fase ancora incipiente, nella quale deve prepararsi ad affrontare le sfide dell’ambiente; e infinencon funzione di trasmettitore dell’informazione genetica propria del genere umano cui apparteniamo.

La studiosa mostra come sia effettivamente di grande vantaggio per il bambino potere disporre per almeno sei mesi e, comunque, non oltre i primi tre anni di vita, del latte materno. Ho voluto puntualizzare “non oltre i primi tre anni” perché dopo tale periodo la funzione che attiene a questo alimento si è ormai esaurita e non risulta pertanto di alcuna ulteriore utilità nutritiva. In natura possiamo osservare d’altra parte come nessun mammifero continui ancora a nutrire col latte materno i propri cuccioli ormai svezzati.

L’uomo, che, molto presuntuosamente, si arroga il titolo di animale pensante, ha voluto invece fare eccezione e, quando le scorte di lattematerno vengono meno, ha ritenuto opportuno e beneficioso approvvigionarsene  da altri animali, sicuramente adatto a vitellini e capretti, ma inadatto alle necessità biologiche dell’uomo. Cosa accade allora? Beh, proprio di tutto!

Codice genetico inadatto

Gli ormoni contenuti nel latte di vacca, ad esempio, sono portatori di un’informazione genetica che viene trasmessa al cervello del vitello e relativa alla vita dello stesso, come quella circa la sua futura crescita in volume e nel tempo.

Calcio inaccessibile

Quello contenuto nel latte vaccino è dosato secondo i bisogni del vitello, le cui necessità sono differenti da quelle del bambino. Inoltre le proteine specifiche del latte animale trasmettono i dati per l’elaborazione dell’osseina, non adatta alla nostra specie, sicché il bambino e poi l’adulto tratterrà poco i minerali, con conseguente progressiva demineralizzazione.

Grassi saturi

Mentre il latte materno è ricco di acidi grassi polinsaturi, quello vaccino contiene molecole lipidiche di grosse dimensioni costituite da grassi saturi, che il nostro fegato fa molta fatica a digerire. E inoltre il nostro cervello, che cresce più velocemente di quello di altri animali, è ghiotto di grassi di buona qualità, ossia insaturi, di provenienza materna o vegetale.

Carenza di lattosio

Il latte umano contiene il 50% in più di lattosio rispetto al latte di vacca. Le sue proprietà non solamente sono energetiche e utili all’assimilazione dei minerali, ma hanno una funzione protettiva contro i germi patogeni dell’intestino.

Fattori tossici

I ricercatori hanno scoperto che il latte di vacca contiene un molecola altamente tossica per l’uomo. Con procedimenti industriali specifici (pastorizzazione, sterilizzazione UHT, omogeneizzazione, ecc.) è stata inibita l’azione di detta molecola, ma, a causa dei procedimenti cui è stato sottoposto (calore, irradiazione, ecc.) il latte ha subito un totale impoverimento nutritivo con la perdita dei propri enzimi. In più nella fabbricazione di molti formaggi, l’aggiunta di conservanti quali polifosfati e nitrati risulta essere molto dannosa per la salute dell’uomo. I polifosfati ad esempio hanno un’azione inibitrice sulla fissazione del calcio. Bisogna pertanto essere diffidenti della falsa informazione circa l’apporto di calcio dei latticini.

L’aggiunta di prodotti chimici

Le vacche oggigiorno sono nutrite con alimenti lavorati, manipolati, modificati, additivati con sostanze che servono ad aumentarne la lattazione in tempi sempre più brevi, e sono imbottite di penicillina, antibiotici e vaccini per ovviare o curare l’insorgenza di possibili malattie causate dallo sfruttamento intensivo. Tali sostanze permangono in gran parte nel latte che arriva nelle nostre tazze, con effetto di accumulo nel nostro organismo.

L’intossicazione da acido lattico

La perdita totale in età adulta delle lattasi, enzimi indispensabili per la digestione del latte e dei suoi derivati, causa l’accantonamento massivo di acido lattico nel nostro corpo, con la conseguenza che molte cellule non riusciranno a riprodursi correttamente, dando vita a cisti e ad alcune possibili forme tumorali.

Eccetera, eccetera!,

Parecchio altro ci sarebbe da dire sull’argomento, ma credo di essere andato oltre lo spazio lecito per cui  mi riservo di farmi risentire più avanti quando in un prossimo articolo vi parlerò dei rischi per la nostra salute legati al consumo di latte vaccino.

Per intanto tanti saluti a tutti. :)


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By Sandra Saporito | marzo 1, 2010 - 5:30 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

fragole

E’ arrivata la primavera e con essa, il tempo delle fragole… piccoli rubini golosi e gustosi.

Ebbene, oltre ad essere un frutto molto amato da tanti [con ragione!] cosa contiene la nostra fragolina?

Tatammmm…. :D Ferro, sodio, fosforo, magnesio, potassio, zolfo, calcio, silice, iodio, bromo, vitamina B, C, E, K,…

Niente male, vero? ;-) L’ho detto, è un piccolo rubino, un piccolo tesoro rosso che ci offre Madre Natura per festeggiare il ritorno della primavera :-D

Primavera? Mmmh chi sa perché ma è pure il tempo delle erbette di campo: dente di leone, asparagi selvatici, e tantissime erbette gustose che guarda cosa, depurano l’organismo… come per alleggerirlo dopo i festoni e pasti pesantini dell’inverno.

E pure la nostra fragolina golosa non manca al suo dovere! In effetti è depurativa e disintossicante, lassativa , favorisce le difese immunitarie, nutriente, tonica, rinfrescante e rimineralizzante e pure diuretica!

E udite! Udite… battericida! ;-)

Hehe, una vera miniera di bontà, questa fragola :-D

Ma aspettate, non siate così ingenui da pensare che le foglie della fragola siano buoni solo a rendere un poco più verde la vostra pattumiera ;-)

Le foglie della fragola sono pure loro richissime d’interessanti proprietà: l’infuso è astringente, antireumatico ed indicato in casi d’insufficienza epatica.

Interessante, he?

Piccolo gioiello degli Elfi [ che si trovano in abbondanza nella foresta della Redazione di Autodifesa Alimentare ] :-D

Però ATTENZIONE!

Non vi fate abbindolare dai “fragoloni” in commercio, la fragola purtroppo è molto sensibile a tutti i pesticidi e di conseguenza è uno dei frutti più inquinati.

Solo fragole biologiche, quindi, oppure, ancora meglio… fragole “fai da te”!

E se vi dico che si può pure coltivarle sul balcone e BIO… aspetterete ancora oppure correrete sul balcone a preparare un posto per le vostre nuove ospiti? ;-)

Vi lascio con questo divertente video che spiega passo passo come fare…

orto_in_balcone_dea

Bastano pochissime cose:

  • 1 vaso capiente + sottovaso
  • 1 confezione di terriccio universale con pH acido compreso tra 5,8 e 6,5, contenente pomice o perlite e compost oppure 1 confezione di terriccio universale con pH tra 5,8 e 6,5, + 1 confezione di argilla espansa + 1 flacone di compost se nel terriccio non sono presenti pomice o perlite e compost
  • 1 o più piantine di fragola (Fragaria) meglio se fragola selvatica o fragola di bosco (Fragaria vesca)
  • 1 annaffiatoio

http://www.deabyday.tv/video/46_le-fragole-sul-balcone.html

:)
Sandra Saporito
Wellness Angel di Staff.

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By Leonardo Di Paola | febbraio 19, 2010 - 8:35 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

bicchiere-soia.gifE’ di questi giorni la notizia su tutti i media che la soia contribuisca a proteggere i polmoni e possa essere un nutriente “antitumorale” grazie agli isoflavoni che contiere…

Non è una grande novità,  almeno alla luce degli svariati studi svolti sulle popolazioni asiatiche che fanno grande uso di questo alimento che hanno evidenziato da anni una minore incidenza di neoplasie, sopratutto quelle femminili all’utero o al seno…

Problemi che sono spesso sono stati associati ad una alimentazione ricca di prodotti animali acidificanti e intossicanti come carne e latticini

Non è un segreto ad esempio che i formaggi in giappone siano fatti con la soia…

Ed è proprio di uno studio giapponese che stiamo parlando, pubblicato in questi giorni sulla famosa rivista American Journal of Clinical Nutrition.

La ricerca, coordinata a Tokio dal Dott. Taichi Shimazu e dal suo staff del National Cancer Center, ha coinvolto un ingente numero di persone “sane”, 36mila uomini e 40mila donne tra i 45 ed i 74 anni, cui è stato richiesto di tenere un diario sulle loro abitudini alimentari.

La ricerca ha puntato anche ad evidenziare particolari abitudini o vizi legati al loro lifestyle, come la consuetudine a fare attività sportiva o a fumare…

Dopo ben 11 anni di studio, analizzando le eventuali patologie contratte dalle persone che facevano parte del campione sotto analisi durante quel determinato periodo, si è visto che nei non fumatori una dieta ricca di soia è risultata associata ad una diminuzione del rischio del -50% per il tumore ai polmoni (Fonti: Am J Clin Nutr. 2010 Jan 13).

Fermo restando che ricerche di questo tipo lasciano il tempo che trovano, perchè sappiamo bene che in questo modo è facile sostenere tutto ed il contrario di tutto… è indubbio che un’alimentazione a base prevalentemente vegetale ed uno stile di vita sano possano contribuire sostanzialmente – come mi piace spesso dire – ad una “longevità attiva“.

Quindi, nel dubbio, meno mozzarella e più Tofu! ;)

:)
Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer



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