By Lise Carassiti | novembre 25, 2009 - 12:38 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

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Poco tempo fa leggendo un periodico mi sono soffermata su un articolo molto interessante che dava  “consigli a fatica zero”  prorio perchè per niente faticosi ma utilissimi nel rispetto dell’ambiente.

Ho pensato così di mettervi a conoscenza ;)

1  Buste un plastica addio, dal 2010 si andrà a fare la spesa con buste biodegradabili o meglio se in stoffa.

2  Preferite, se il gestore lo consente, le bollette elettroniche per evitare l’uso di carta e inchiostro

3  La temperatura del termostato se puntata a 21° ci fa star bene, ma anche a 20° mica si muore di freddo ma si risparmiano 300kg l’anno di CO2 per abitazione all’anno

4  Lavatevi i denti e fatevi la barba certo ma che bisogno c’è di tenere il rubinetto aperto?

5  Se possibile utilizzate la bicicletta oppure mezzi pubblici o una bella comitiva di 5 persone su una sola macchina

6  Lo sapevate che gli alimentatori solo stando attaccati alla presa consumano? Infatti se li toccate sono caldi…

7 Fate dei carichi pieni di lavatrice e lavastoviglie non fate i mezzi carichi che consumano in maniera folle

8 Evitare le bottiglie e i contenitori in PET

9  Controllate se i vostri infissi non disperdono calore

10 Lasciate raffreddare i cibi prima di metterli in frigo

11 Abbiamo il sole che ci regala calore cerchiamo di sfruttarlo con i pannelli solari o fotovoltaici

12 Preferite cibi sfusi non in confezioni di plastica o polistirolo

Questi sono solo alcuni accorgimenti che a fatica ci costano zero ma che fanno veramente tanto e se proprio proprio dell’ambiente non vi importa gran chè pensate al vostro portafoglio… sempre risparmio è! :)


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Da oggi, 1 Ottobre, inizia la Settimana Vegetariana Mondiale, un ottimo modo per avvicinarci un pò a questo mondo ancora per certi versi sconosciuto :-)

Spesso pensiamo che chi è Vegetariano mangia solo insalata, verdura e frutta ed è carente di tanti nutrienti, lo fa solo per amor degli animali e odia il genere umano.

Questi sono alcuni dei tanti luoghi comuni sul vegetarianesimo. :?

Pochi sanno che la scelta vegetariana è anche un modo per nutrirsi in modo più ecologico.

Come?

Gli allevamenti intensivi richiedono grandissime risorse idriche oltre a spazio che viene ricavato dalle foreste.

Ridurre quindi il consumo di carne può essere quindi un modo per lottare contro lo spreco di acqua e la deforestazione ed anche contro l’inquinamento delle falde acquifere a causa delle deiezioni animali… Bisognerà pure pulire le stalle in un certo modo, no?

Ercole docet :-(

Oltre a questo, aiuta anche ad essere più consapevoli dell’impatto che il nostro cibo ha sulle problematiche legate alla povertà nel terzo mondo.

Lo spazio usato per far crescere i cereali per il foraggio degli animali da macello potrebbe essere usato per lo sostentamento della popolazione…

Un esempio pratico: per produrre 1kg di carne ci vuole in media circa 15 kg di cereali  e da 15.000 a 70.000 litri di acqua!

Pazzesco!

Quindi, visto i tempi che corrono a livello ambientale, perché non seguire le ormi di una “grande” città belga come Gand che con slogan come…

“mangiare carne è peggio che guidare un SUV”

ha avuto la brillante idea di instaurare il “giovedì vegetariano”!?

Un ottimo modo per  essere più consapevoli del nostro impatto ambientale  ed arricchire il nostro ricettario di casa con ricette più ecosotenibili, colorate  e diverse…

La Settimana Vegetariana Mondiale magari può essere proprio l’occasione per riscoprire sapori che ormai abbiamo dimenticati, sapori antichi di cereali integrali persi nel dimenticatoio come il farro, l’orzo, il miglio, la segale… e legumi propri alla nostra tradizione mediterranea…

E perchè non approffitarne per mettere un po’ di etnico nel piatto  e spazzare con la mente ed il palato chilometri che fatti con l’aereo inquinerebbero molto di più? :-)

Potrebbe essere una cosa decisamente stimolante… e se fa bene alla mente ed al pianeta, perchè non provarci ? ;-)

E dopo aver provato una settimana, chissà… in ogni caso iniziare con il “giovedì vegetariano” potrebbe essere un passo che fa la differenza, sia che lo facciamo per la nsotra salute, che per il pianeta… e per i nostri nipoti ;-)

Dopotutto “L’albero nasconde la foresta”…

E sono certa che se ci mettiamo tutti un pò del nostro, possiamo fare la differenza :-)

Un “verdissimo” abbraccio ;-)

Sandra Saporito
Wellness Angel


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premio_critica_autodifesalimentare_.gifIn questi giorni un’altra incredibile battaglia contro i prodotti biologici, un attacco ingiustificabile che gioca come sempre sulla parzialità degli studi, sui giochi di parole, sul detto e non detto, probabilmente per influenzare a livello politico certe imminenti decisioni comunitarie.

A scapito dei cittadini.

Non certo per difendere la salute, l’ambiente, l’ecosistema…

In quale bacata testa l’uso di pesticidi, anticrittogamici, chimica e veleni può essere meglio? Nella testa di chi li produce, ovviamente. :(

Ed in questa calda atmosfera estiva un doveroso premio della critica anche ai giornalisti che hanno accolto con gaudio e giubilo la faccenda, creando titoloni altisonanti che si fanno leggere e non fanno però pensare…

Dimenticando che la maggior parte delle persone non ha nè tempo nè voglia di approfondire leggendo il resto dell’articolo…

E così il titolo diventa verità anche se leggendo bene in fondo all’articolo qualche giornalista più giudizioso insinua un dubbietto…

Ecco i titoli.

Alimentazione, per studio inglese cibo biologico non è più sano

SALUTE: alimenti biologico, più cari ma non più salutari

Dalla Food Standards Agency una tegola sul biologico

I cibi biologici non sono migliori di quelli normali

Ricerca inglese ‘sconfessa’ i cibi biologici: “Costano solo di più”

“Il biologico? Fa bene solo a chi lo produce”

Organic food not nutritionally better than conventionally-produced …

OGM: Puristi della tavola, dietrofront «Il cibo biologico non è migliore»

Ed ecco in sostanza il fatto.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition condotto da “esperti” della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha accertato che la maggior parte dei contenuti di vitamine e minerali degli alimenti non biologici è pressochè uguale a quello degli alimenti biologici.

Da qui l’errata conclusione che in base a questo parametro – il cibo biologico non sia più salutare.

Ma che significa “salutare“?

Berresti in una pozzanghera di acqua e petrolio perchè tanto ci sono le stesse molecole di acqua che sono in una pozzanghera di sola acqua? :shock:

Bene questi sapientoni sono convinti che sì, effettivamente tu lo faresti.

O ancora, sempre a parità di molecole…

preferiresti un bicchiere d’acqua per avere il quale è stato ucciso ed ammazzato, opppure uno che non abbia causato nessun tipo di vittime?

Detta così ha un significato diverso, vero?

E’ che le parole possono nascondere verità e menzogne… possono ipnotizzare, spaventare, affascinare.

E’ evidente che questo studio è parziale perchè prende in considerazione solo le CARENZE nutrizionali che purtroppo oggi si trovano in tutti i tipi di cibo, sopratutto perchè vengono coltivati a km di distanza dal luogo di consumo, perchè vengono conservati per lunghi periodi, perchè sono sempre più lavorati…

… lo diciamo nella aule del nostro corso on line di Autodifesa Alimentare, purtroppo anche i cibi biologici (sopratutto quelli della grande distribuzione) sono soggetti a carenze nutrizionali.

E’ anche il terreno che è più povero, le piogge che sono meno sane, l’ambiente tutto che si sta degradando, Gaia che si sta ribellando!

Ma il biologico non si sceglie solo per ovviare alle carenze (niente di meglio di un buon integratore o un alimento funzionale se non hai l’orto di casa tua!) ma sopratutto per ovviare agli ECCESSI, cioè ai veleni… e anche per una certa intelligenza ed etica ambientale.

Scavando scavando comunque nella notizia poi trovi delle specifiche:

Dagli assurdi nonsense e giri di parole tipo:

“E’ stato riscontrato un ristretto numero di differenze nei principi nutritivi contenuti nei prodotti organic rispetto agli alimenti prodotti in maniera convezionale – afferma Alan Dangour, autore della ricerca – ma non si tratta di dati rilevanti per la salute pubblica. Secondo la nostra ricerca, non c’è ragione di scegliere un cibo biologico sulla base di una presunta superiorità nutrizionale“. (ASCA)

“Il ritornello del prof. Dangour a questa obiezione è il solito: «L’eventuale sovrappiù di sostanze chimiche riscontrato nei cibi convenzionali rientra nelle ordinarie variazioni statistiche e non ha impatto significativo sulla salute»” (LA STAMPA)

Ai barlumi di consapevolezza…

La Soil Association accusa la Fsa di aver presentato uno studio che tralascia aspetti importanti come l’impatto di pesticidi ed erbicidi. Pronta la risposta del dottor Dangour, a capo del team di ricercatori Fsa: «Vi è una possibilità che il cibo bio abbia meno residui chimici, ma ciò non rientra nell’orizzonte del nostro studio. Noi abbiamo dimostrato che ci sono pochissime differenze nutrizionali tra organico e convenzionale». Anche se dalla stessa ricerca si evince che il bio ha alti livelli di fosforo e altri minerali… (SLOWFOOD)

Insomma… se leggi il Blog di Autodifesa Alimentare sappiamo che sei una persona che ama arrivare fino in fondo… e quindi avrai già tratto le tue conclusioni su questa assurda vicenda… :D

A parte chei cosidetti micronutrienti – che sono comunque superiori nel biologico (organic) – anche se questa loro superiorità numerica  “globalmente” non incide sulla salute pubblica… hanno un loro valore ed una loro funzione:

certo, perchè una percentuale più alta di micronutrienti in realtà incide nella salute privata del cittadino, nel suo senso di benessere, nella sua energia, nell’innalzamento delle difese immunitarie…

Ma cosa ne vogliono capire lor signori abituati a lavorare con virus e pandemie (spesso false ed indotte), abituati a lavorare con molecole chimiche di farmaci e antibiotici killer…

… di prevenzione, di nutrizione cellulare che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ti permette di alzare il tuo livello di benessere e smettere di andare in farmacia?

O forse è proprio questo cui mira questo studio?

Non basta la cosiddetta influenza suina, studiata a tavolino per terrorizzare la gente e farla vaccinare con vaccini (inutili e più pericolosi) che debilitano il sistema immunitario…

… a scanso di equivoci blocchiamo anche questa “follia nascente del biologico“… eh già… ultimamente sta prendendo piede un po’ troppo…

… Hai visto mai che la gente migliora la salute… e poi noi dell’industria farmaceutica che facciamo?

… Nessuno di noi ha voglia di riconvertire la nostra attività mettendosi a coltivare carote concimandole con la cacca di cavallo!!! :(

Così davvero non va!!!

E se è la prima volta che ci leggi… Benvenuta/o di cuore in Autodifesa Alimentare.

Ma ci vogliamo preoccupare, tanto per citare un argomento a caso, della nostra salute e quella dei nostri figli, dei veleni che inquinano l’ambiente e le falde acquifere…

… dell’energia sprecata nel produrli, delle malattie che si propagano tra gli operai che lavorano nelle industrie e dei braccianti, agricoltori, allevatori che lavorano nei campi a contatto con tali sostanze?

Vogliamo pensare agli OGM, all’ecosistema, alla moria delle api, ad un mondo che sta scomparando soffocato dai fumi dell’industria petrolchimica?

Vogliamo infine pensare alle sofferenze degli animali che sono allevati in regime non biologico con antibiotici, chimica, macchinari che li torturano per sopperire alla vita naturale all’aperto…

… pensiamo solo alle galline che nel biologico vivono libere in allevamenti misti e nel non biologico sono ammonticchiate in gabbie 40 cm per 40 cm in capannoni con luce artificiale tutta la loro miserevole vita?

E nel loro studio gli scienziati hanno per caso preso in considerazione il terrore, l’adrenalina che resta nei cibi animali, le basse vibrazioni che permeano questo tipo di produzione non biologica?

Non chiediamo tanto, solo un po’ di onestà.

Passa parola, inoltra questo articolo e fai conoscere la voce dei Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

E ti sarei davvero grata se volessi lasciarmi un commento qui sotto!!! Grazie! :D


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By Alessia Moda | giugno 16, 2009 - 7:55 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

video-meat-the-truth.gif

Salve a tutti, ogni tanto mi faccio sentire con qualcosa di interessante da dirvi…

Qualche giorno fa mi è stato mandato dalla SSNV un link interessantissimo su un documentario realizzato dalla fondazione olandese, la Nicolaas G.Pierson Foundation , tranquilli doppiato in italiano :)

E’ un documentario con le più aggiornate informazioni scientifiche sull’influenza che gli allevamenti intensivi possono avere sulle condizioni climatiche e sull’ambiente: l’industria di allevamento causa il 18% dell’effetto serra totale, una percentuale simile a quella dell’industria :shock: e maggiore di quella dell’intero settori dei trasporti pubblici e privati (13%).

Infine il documentario riesce a mostrare, attraverso interviste e statistiche, come un’alimentazione basata su alimenti vegetali sia necessaria per diminuire drasticamente l’impatto ambientale della produzione di cibo.

Lo trovate on line in due versioni, originale e breve, anche qui:

http://www.wcoaching.it/rassegna_video.htm :mrgreen:

Un saluto a tutti

Alessia Moda
Infermiera 118 e Wellness Angel di Staff

PS: è stato molto interessante… date un’occhiata e lasciate un commento qui sotto !!!!


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By Margherita Manzone | maggio 24, 2009 - 1:32 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

giardino-che-nostra-vitaLa settimana scorsa ho visto nella vetrina di una libreria accanto a libri sul giardinaggio “Il giardino che è la nostra vita” (coltivare e nutrire noi stessi).

L’ho letto e l’ho trovato molto interessante e molto piacevole da leggere.

Sono presi in considerazione 10 punti di cui l’ultimo è intitolato “Il mondo intero è il nostro giardino: la vigilanza“.

In questo punto viene anche presa come esempio Wangari Maathai, nata in Kenya nel 1940, che si impegnò tutta la vita per la difesa dell’ambiente.

Ci fu un periodo in cui i fiumi continuavano a prosciugarsi, gli alberi continuavano ad essere tagliati per fare spazio alle coltivazioni di tè e di caffè. La perdita degli alberi rendeva impossibile trovare legna da ardere. Come conseguenza le famiglie cominciarono a consumare cibi sempre più elaborati (pane bianco, riso e farina). Alla lunga si arrivò al diffondersi della malnutrizione soprattutto tra i bambini e gli anziani:

il legame tra i problemi dell’ambiente e le loro cause (disboscamento, distruzione della vegetazione, agricoltura non sostenibile e perdita del terreno) era ovvio. Era necessario fare qualcosa[...] Semplicemente, mi dissi: “Perchè non piantare alberi?”

Gli alberi avrebbero fornito alle famiglie la legna da ardere che serviva a cucinare cibi nutrienti. Gli alberi significavano ombra e radici che avrebbero potuto servire come protezione per i bacini idrici. Gli alberi avrebbero potuto essere fonti di cibo, avrebbero potuto significare il ritorno degli uccelli.

Così ebbe inizio il Green Belt Movement.

Di qui in poi è interessante la lunga lotta di Maathai per la difesa dell’ambiente, non sempre capita. Nel 2004 riceve il Premio Nobel per la pace, ottiene un seggio in parlamento con un programma che lei descrive come le 3 gambe di uno sgabello:

  • la necessità di rispettare i diritti umani
  • la necessità di una gestione delle risorse giusta e sostenibile.
  • la necessità di una cultura di pace.

Come non si può non sostenere questo splendido esempio?

Con questo ho ricevuto un altro incarico di fiducia in merito all’ecologia della nutrizione… :)


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By Elisa Pampolini | maggio 21, 2009 - 11:45 am
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

batgirlEccomi qua, con qualche mia riflessione delirante al termine del nostro incontro serale!!!

Se alla mia prima esperienza di AA la mia attenzione era completamente rivolta all’apprendimento teorico, e alla seconda ero concentrata nel mio ruolo di membro della staff, ora invece sto approfondendo l’aspetto più “spirituale” che sottende questo percorso alimentare.

Vero, nulla succede per caso, e una volta entrati in questa spirale energetica la strada è irreversibilmente un concatenarsi di eventi volti in un’unica direzione: la consapevolezza!

Lo spunto di questa riflessione è un mio sogno ricorrente di queste ultime notti: trovo un piccolo pipistrello raggomitolato in un luogo sporco, lo raccolgo delicatamente tra le mani e lo poso per terra, alla luce, dove sembra riprendersi e si trasforma in un altro animale.

Questo sogno ha destato grande curiosità tra i miei amici, che mi hanno fornito le più svariate interpretazioni (grazie anche ai Wangels che si sono prodigati nell’impresa!), ma tra tutte ho sentito particolarmente “mia” la lettura di una psicologa:

il pipistrello rappresenta qui miei contenuti inconsci che io ora accolgo senza giudizio e porto alla luce della coscienza, permettendo così la loro trasformazione ed evoluzione.

In questa mia fase di profondo cambiamento, in cui sto abbandonando le vecchie certezze per costruirmi una nuova realtà, l’interpretazione mi è sembrata particolarmente calzante, e da qui è scattata l’associazione con l’impronta ecologica: alimentazione non solo in termini di vera nutrizione ma come percorso evolutivo della coscienza, che non può prescindere da considerazioni etiche, sociali, ecologiche e, mi permetto di aggiungere, spirituali.

Perchè ora più che mai le nostre scelte individuali possono influenzare il futuro di questo piccolo puntino nell’universo sul quale viviamo!

Elisa Pampolini
Naturopata e Wellness Angel di Staff


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By Viviana Taccione | marzo 9, 2009 - 12:22 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

cow-amazzonia__aa.gif

In Amazzonia, negli ultimi 10 anni (1996-2006 rapporto Greenpeace) una superficie di 10.000.000 di ettari, (considera 1/3 del territorio Italiano) è stata tagliata o bruciata illegalmente per essere adibita al pascolo di bovini.

L’allevamento di bovini è la causa principale della distruzione del nostro polmone verde, con conseguente perdita di biodiversità (estinzione di migliaia di specie animali e vegetali), e gravose emissioni di CO2.

Per esempio, l’allevatore di mandrie numero 1 al mondo, il Brasile, ha anche il triste primato di essere il 4° come emissioni di CO2, il 75% dei gas serra derivanti proprio dalla deforestazione amazzonica.

Una situazione preoccupante anche perchè, totalmente in controtendenza nei confronti della crisi finanziaria ed ambientale, il Brasile intende entro 10 anni intende raddoppiare le sue capacità di esportazione. :(

Che possiamo fare nel nostro piccolo?

Indirizzare le nostre scelte a tavola con una nuova consapevolezza verso il risparmio energetico.

Abbiamo già visto nell’aula di Autodifesa Alimentare come i cibi che subiscono meno “trasformazioni” abbiano più nutrienti e, contestualmente, un impatto ambientale più contenuto.

Quindi sono più sani per la nostra salute, ci danno più energia e danneggiano meno l’ambiente.

In pratica… aumentiamo il consumo di legumi, cereali integrali, verdure e limitiamo, il più possibile, cibo e derivati da grandi animali.

Principalmente carne di mammiferi come bovini, agnelli, capre, suini – animali foraggiati a culture OGM e che diventano – loro malgrado – carne “rossa”, ricca di grassi saturi, antibiotici e chissà cos’altro… e, naturalmente, i loro derivati, latte di mucca e formaggi.

Senza necessariamente fare scelte “drastiche”, è solo una questione di ristabilire le giuste proporzioni… I vantaggi sono molteplici, le controindicazioni, nessuna!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer :D


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