By Elisa Pampolini | marzo 4, 2010 - 1:53 pm
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etichetta.gifAlcuni giorni fa ci siamo iscritti all’Associazione “un punto macrobiotico” e abbiamo acquistato presso il punto vendita di Ferrara una crostata priva di alimenti di origine animale (latte, burro, uova).

Il dettaglio interessante riguarda l’etichetta con alcune informazioni per il consumatore che illuminano sul valore dell’alimento al di là delle caratteristiche prettamente nutrizionali.

Per ogni singolo ingrediente innanzitutto viene indicata la regione di provenienza. Poi sono elencati i passaggi di preparazione, dalla pasta madre al confezionamento in sacchetti, passando attraverso preimpasto, riposo, aggiunta dei singoli ingredienti, lievitazione, cottura in forno a legna, raffreddamento.

Seguono poi i passaggi della catena di distribuzione, dai produttori di materie prime fino al consumatore.

Un’ ulteriore nota è dedicata al consumo d’acqua e di energia per la realizzazione del prodotto e al numero di persone che hanno contribuito al lavoro.

Davvero incredibile!

In un contesto sociale ormai simile al paese dei balocchi, in cui sembra che i biscotti crescano sugli alberi e che gli animali nascano già affettati e confezionati nei freezer degli ipermercati, leggere il lavoro che sta dietro la preparazione di una fetta di dolce che spesso si aggiunge con non curanza alla fine di un pasto già lauto, fa decisamente riflettere…

Forse dovremmo soffermarci più spesso su questi aspetti, pensare al contributo di Gaia al nostro cibo, al lavoro di chi lo ha preparato, all’energia che è stata consumata…

Le nostre scelte, anche alimentari, hanno un peso in termini etici e ambientali. E’ il significato dell’Ecologia della Nutrizione, che viene sottolineato nel Video di Autodifesa Alimentare.

:)
Elisa Pampolini

Naturopata e Wellness Angel
Official Corner Autodifesa Alimentare @ Ferrara
www.autodifesalimentare.it/ferrara.htm

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By Viviana Taccione | novembre 18, 2009 - 5:36 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

nopack_legambiente

Dal 21 al 29 novembre, al grido di “RIDURRE SI PUO!”  sarà celebrata la prima edizione italiana della EWWR, cioè la European Week for Waste Reduction – Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti.

In pratica durante questa settimana si promuoveranno azioni per prevenire la produzione esagerata di rifiuti cosa che – come abbiamo visto durante il corso di Autodifesa Alimentare – ha un grave impatto sull’ambiente e sul clima.

Ne abbiamo già parlato anche nel blog commentando la Campagna “DISIMBALLIAMOCI, 10 Idee per non acquistare Rifiuti”.

Molto carina anche l’inziativa “NO PACK!”, un gioco organizzato da Legambiente e Dnews dove si invitano i consumatori a fotografare le confezioni più assurde con gli imballaggi più inutili e spreconi che trovano in commercio.

Rende decisamente l’idea l’immagine della campagna con la foto di un solitario asparagio incellonfanato ed etichettato in una vaschetta di polistirolo!!! :mrgreen:

E certamente accade di peggio nei supermercati della nostra penisola. :?

Hai tempo fino a metà Dicembre per metterti a caccia di immagini e potrai vincere l’ambito “Premio Imballaggio Sprecone” con in palio la Ricicletta, una bici realizzata interamente in alluminio riciclato di CiAl, il  Consorzio Imballaggi Alluminio.

Utile e dilettevole! :D

Sarebbe carino che la vincesse un Allievo Wellness Angel, perchè no?

Per informazioni, ecco la locandina, clicca qui!


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By Andrea Bonifacio | novembre 13, 2009 - 1:20 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

Sempre interessantissima anche la seconda lezione di Autodifesa Alimentare!

Devo dire che in questa edizione del corso, certe cose che in quella che frequentai tempo addietro mi erano “sfuggite”, forse perché non ero riuscito a trascriverle in maniera completa sui miei appunti, forse perché non avevo attribuito ad esse il peso che meritavano, hanno colpito di più la mia attenzione e mi aiuteranno ancora una volta a modificare, o dovrei meglio dire, migliorare, i miei comportamenti alimentari.

Mi riferisco in particolare ai meccanismi che stanno dietro l’importanza della dieta dissociata, come valido aiuto ad affaticare meno il nostro apparato digerente facilitando e velocizzando la digestione.

L’argomento a mio avviso in assoluto più importante trattato nella seconda lezione è l’acqua.

Ancora molte, troppe persone, sottovalutano la necessità di reidratare e depurare ogni giorno il nostro organismo, senza rendersi conto che anche un’ottima nutrizione, senza un sufficiente apporto d’acqua, serve purtroppo a ben poco!

L’argomento è ben approfondito nell’ebook di Leonardo e VivianaAcqua: sai cosa bevi?“, che ho letto con estremo piacere ed interesse; ho pensato quindi di volgere la mia attenzione ed approfondire un altro, sempre più attuale argomento, la cosiddetta “chimica nel piatto”.

Basta digitare su un qualunque motore di ricerca queste 3 parole, per rendersi conto della crescente attenzione riguardo questa grande minaccia alla nostra salute!

Ma prima di iniziare ad approfondire questo importante tema, vorrei fare una piccola ma importante precisazione: “chimico” o “di sintesi” non significa necessariamente dannoso.

In natura esistono moltissime “sostanze naturali non di sintesi” tossiche, velenose o mortali; esistono al contrario sostanze benefiche di sintesi.

Cito a riguardo due semplici esempi.

Il comune sale da cucina non è naturale, bensì un prodotto raffinato che rappresenta, soprattutto in alte dosi, un vero e proprio veleno per il nostro organismo.

Il Glutammato monosodico, comunemente identificato come “esaltatore di sapidità”, è spesso considerato dannoso al nostro organismo, mentre in realtà è l’uso che ne fa l’industria alimentare che è sbagliato!

Si tratta infatti di un sale (per il quale esiste sulla lingua un recettore specifico – si parla per questo di “quinto gusto”) che anziché insapidire il cibo, ne rende più intenso il sapore.

Ed è proprio a causa di questa sua virtù, che l’industria ne fa spesso largo uso per rendere appetibile cibo di scarsa qualità. Ed è per questo motivo, e non perché in se faccia male, che sarebbe preferibile evitare l’acquisto di cibo contenente glutammato a favore di quello che non ne contiene!

L’uso in cucina, al contrario, sarebbe da promuovere, perché permetterebbe di ridurre la quantità di sodio che ingeriamo, insaporendo allo stesso tempo il cibo senza aggiunta di grassi e calorie.

Fatta questa doverosa precisazione, il mio intento è ora quello di mettere in guardia e fare un po’ di chiarezza riguardo l’uso di tutte quelle sostanze o additivi che, di fatto, danneggiano la nostra salute.

Potremmo innanzitutto dividerli in due gruppi:

1. il primo è quello delle sostanze provenienti da imballaggi, contenitori, bottiglie, scatolame;
2. il secondo invece raggruppa tutti gli additivi che vengono volontariamente aggiunti al cibo.

Non sono volutamente entrato nel merito di un’ulteriore categoria di sostanze dannose, quelle disciolte nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo o rilasciate da oggetti di uso comune che poco o nulla ha a che fare con la nostra alimentazione.

Circa 3 anni fa il WWF ha promosso una campagna di studio e sensibilizzazione su questo problema, e i dati emersi sono tutt’altro che confortanti.

I contenitori metallici quali lattine e scatolame, sono talvolta responsabili della contaminazione del cibo con svariati metalli pesanti nonché col bisfenolo-A, classificato come “interferente endocrino” e associato all’insorgenza di malformazioni, aborti e cancro.

Ma cosa significa “interferente endocrino”?

Significa che quella data sostanza è in grado di interferire sul funzionamento delle nostre ghiandole e cellule che secernono gli ormoni. Significa che può alterare e danneggiare la nostra risposta immunitaria, la nostra digestione, il nostro apparato riproduttivo!

Fanno parte di questo primo gruppo anche gli ftalati, che si trovano in pellicole per alimenti e contenitori in plastica (tra cui le sempre + utilizzate bottiglie in PVC): di queste sostanze non si conoscono con esattezza i rischi, ma si sospetta siano anch’essi degli interferenti endocrini.

Ed ancora, bisogna citare le sostanze aromatiche, alcune delle quali cancerogene, cedute dai contenitori utilizzati per scaldare i cibi nel forno a microonde, come diretta conseguenza del riscaldamento dei contenitori stessi a causa della vicinanza coi cibi caldi.

Se quest’ultimo infatti non è il diretto responsabile del riscaldamento di questi contenitori, conseguentemente all’inevitabile riscaldamento a cui vanno incontro a causa della vicinanza coi cibi caldi.

Passando alla seconda categoria, essa raggruppa tutte quelle sostanze che servono a rendere gradevole alla vista, economico, gustoso e conservabile il cibo raffinato, nonché quelle sostanze che facilitano e rendono più economici i processi di produzione

Fanno parte di questa grande famiglia i conservanti, che servono appunto a conservare i cibi, gli addensanti e gelificanti, che servono a rendere i prodotti di una consistenza gradevole, gli antiossidanti per evitare l’irrancidimento e di conseguenza che cambi il colore dell’alimento, gli edulcoranti o dolcificanti, gli acidificanti, gli esaltatori di sapidità, che rinforzano il sapore, gli stabilizzanti, che trattengono l’umidità, gli antiagglomeranti, per evitare grumi nel cibo, gli emulsionanti, per tenere uniti acqua e olii, i coloranti, per dare un colore “naturale”.

Tutte queste sostanze sono identificate da un numero a 3 cifre preceduto da una E e più precisamente:

• E100-E199 coloranti

• E200-E299 conservanti

• E300-E399 antiossidanti e regolatori di acidità

• E400-E499 addensanti, stabilizzanti e emulsionanti

• E500-E599 regolatori di acidità e anti-agglomeranti

• E600-E699 esaltatori di sapidità

• E900-E1999 vari

È importante sapere che queste sostanze sono quasi tutte tossiche o sospette; per quanto concerne perlopiù i coloranti e i conservanti inoltre, degli studi hanno dimostrato che essi sono direttamente coinvolti nei fenomeni di aggressività, scarsa attenzione, rendimento e capacità di concentrazione che coinvolgono un sempre maggior numero di bambini.

Accanto a tutti questi, ci sono poi, come già detto, tutte quelle sostanze chimiche che servono a facilitare o ad aumentare la produzione di cibo, primi fra tutti i pesticidi.

Ogni anno Legambiente pubblica il “Dossier pesticidi nel piatto”.

Vengono in pratica presi dei campioni di frutta, verdura e derivati e ne viene misurato il grado di contaminazione. Dal dossier 2009 sono emersi dei risultati molto simili a quelli del 2008, secondo cui la frutta, mele e agrumi in primis, resta sempre la categoria più inquinata; solo un frutto su due è privo di residui chimici.

In molti paesi l’uso dei pesticidi è ormai considerato una necessità per proteggere i raccolti, senza tenere in minima considerazione l’impatto ambientale e sull’uomo che questo provoca.

Molti pesticidi rimangono nell’ambiente per anni, contaminano non solo piante e animali, ma anche suolo e terra, per poi diffondersi nell’atmosfera e nell’intero pianeta. Oltre a non essere eco-sostenibile, l’uso sconsiderato di queste sostanze, è spesso, come sostenuto dalla FAO, economicamente svantaggioso, a causa del loro costo.

È ormai accertato, che i pesticidi sono la causa principale dell’elevata mortalità di interi alveari.

L’Ente europeo per la sicurezza alimentare (Efsa) ha dichiarato che nel 2007, nel nostro Paese, si è riscontrata una mortalità di api del 50%, contro una media annua del 15%. (fonte: Legambiente.it)

Per l’uomo, alcuni pesticidi sono classificati come interferenti endocrini, ma le conseguenze di una ripetuta esposizione a questi agenti possono coinvolgere anche il sistema nervoso, il sistema cardiovascolare, respiratorio; molti pesticidi inoltre sono cancerogeni e direttamente coinvolti nell’insorgenza di malattie quali obesità, cancro, diabete, riduzione della fertilità.

Particolarmente esposti a questi rischi i lavoratori che sono ogni giorno a stretto contatto con queste sostanze, le donne in gravidanza, che possono trasmetterle ai feti, i bambini, il cui organismo in via di sviluppo e particolarmente sensibile agli agenti tossici.

Questi effetti possono manifestarsi anche a distanza di anni.

Molte sostanze infatti non hanno conseguenze dirette e immediate sulla salute, ma non si conosce ancora l’effetto dell’esposizione cronica anche a basse dosi di cocktail di contaminanti attraverso la dieta, né si conoscono bene le conseguenze dell’interazione di sostanze diverse tra loro.

In questo quadro estremamente negativo, ci sono però anche delle buone notizie.

WWF, FAO, Legambiente si adoperano ogni anno per ridurre l’utilizzo di queste sostanze, tenendo conto del loro grado di pericolosità, attraverso studi e campagne informative.

La FAO in particolare “ricerca e sperimenta incessantemente metodi per ridurre la dipendenza degli agricoltori dai pesticidi. Meno pesticidi significa meno prodotti chimici tossici nell’ambiente, meno avvelenamenti accidentali e meno spese per il contadino.”

Questo attraverso la lotta biologica integrata, che sfrutta i nemici naturali degli insetti nocivi, e l’agricoltura biologica.

Nel 2006 WWF ha concluso uno studio, durato 10 anni, per evidenziare le conseguenze di un uso massiccio di queste sostanze e chiedere un aggiornamento per migliorare e razionalizzare il regolamento europeo in materia di sostanze chimiche (REACH), avvenuto poi nel 2007.

Fonti:
bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/04/25/ancora-sugli-additivi/, cibo360.it, encanta.it, wikipedia.it, labiolca.it, fao.org, legambiente.it


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By Leonardo Di Paola | agosto 11, 2009 - 1:40 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

eatfish.gif

Il pesce fa bene, se del tipo giusto,  cotto nel modo adeguato e nelle quantità ottimali…

Ma negli ultimi tempi anche in questo settore si sono moltiplicate le truffe a dismisura…

Negli ultimi mesi ci sono infatti state truffe per oltre 2o tonnellate di pesce sequestrato di media ogni mese!

E fortunatamente la legge è intervenuta a favore della trasparenza, ribadendo con forza che in Italia ogni partita di pesce circolante dovrà essere identificabile.

Ogni pesce dovrà essere chiamato sia con il suo nome comune, sia con il suo nome scientifico, nel rispetto di un regolamento comunitario che risale addirittura al 2000…

Se oggi basta indicare in etichetta la denominazione commerciale della specie, l’origine ed il metodo di produzione (pescato, allevato, acqua dolce o salata), da oggi (si fa per dire, ma vogliamo essere ottimisti sul Decreto attuativo ministeriale) i pescatori italiani dovranno fornire:

-il numero di identificazione di ogni partita;
-il nome commerciale più quello scientifico di ogni specie;
-il peso vivo in Kg;
-la data della cattura, raccolta ovvero d’asta
-Il nome del peschereccio o l’allevamendo di acquacoltura
-il nome e l’indirizzo dei fornitori
-addirittura l’attrezzo da pesca utilizzato…

Direi che i truffatori avranno un bel po’ da sudare per continuare a svolgere il loro sporco mestiere.  Sempre se i consumatori decideranno di dare la giusta attenzione alle etichette!

E per rinforzare questa sana abitudine… Il corso di Autodifesa Alimentare ritornerà dopo l’estate! ;)

Leonardo Di Paola
Wellness Angel Coach & Trainer


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premio_critica_autodifesalimentare_.gifIn questi giorni un’altra incredibile battaglia contro i prodotti biologici, un attacco ingiustificabile che gioca come sempre sulla parzialità degli studi, sui giochi di parole, sul detto e non detto, probabilmente per influenzare a livello politico certe imminenti decisioni comunitarie.

A scapito dei cittadini.

Non certo per difendere la salute, l’ambiente, l’ecosistema…

In quale bacata testa l’uso di pesticidi, anticrittogamici, chimica e veleni può essere meglio? Nella testa di chi li produce, ovviamente. :(

Ed in questa calda atmosfera estiva un doveroso premio della critica anche ai giornalisti che hanno accolto con gaudio e giubilo la faccenda, creando titoloni altisonanti che si fanno leggere e non fanno però pensare…

Dimenticando che la maggior parte delle persone non ha nè tempo nè voglia di approfondire leggendo il resto dell’articolo…

E così il titolo diventa verità anche se leggendo bene in fondo all’articolo qualche giornalista più giudizioso insinua un dubbietto…

Ecco i titoli.

Alimentazione, per studio inglese cibo biologico non è più sano

SALUTE: alimenti biologico, più cari ma non più salutari

Dalla Food Standards Agency una tegola sul biologico

I cibi biologici non sono migliori di quelli normali

Ricerca inglese ‘sconfessa’ i cibi biologici: “Costano solo di più”

“Il biologico? Fa bene solo a chi lo produce”

Organic food not nutritionally better than conventionally-produced …

OGM: Puristi della tavola, dietrofront «Il cibo biologico non è migliore»

Ed ecco in sostanza il fatto.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition condotto da “esperti” della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha accertato che la maggior parte dei contenuti di vitamine e minerali degli alimenti non biologici è pressochè uguale a quello degli alimenti biologici.

Da qui l’errata conclusione che in base a questo parametro – il cibo biologico non sia più salutare.

Ma che significa “salutare“?

Berresti in una pozzanghera di acqua e petrolio perchè tanto ci sono le stesse molecole di acqua che sono in una pozzanghera di sola acqua? :shock:

Bene questi sapientoni sono convinti che sì, effettivamente tu lo faresti.

O ancora, sempre a parità di molecole…

preferiresti un bicchiere d’acqua per avere il quale è stato ucciso ed ammazzato, opppure uno che non abbia causato nessun tipo di vittime?

Detta così ha un significato diverso, vero?

E’ che le parole possono nascondere verità e menzogne… possono ipnotizzare, spaventare, affascinare.

E’ evidente che questo studio è parziale perchè prende in considerazione solo le CARENZE nutrizionali che purtroppo oggi si trovano in tutti i tipi di cibo, sopratutto perchè vengono coltivati a km di distanza dal luogo di consumo, perchè vengono conservati per lunghi periodi, perchè sono sempre più lavorati…

… lo diciamo nella aule del nostro corso on line di Autodifesa Alimentare, purtroppo anche i cibi biologici (sopratutto quelli della grande distribuzione) sono soggetti a carenze nutrizionali.

E’ anche il terreno che è più povero, le piogge che sono meno sane, l’ambiente tutto che si sta degradando, Gaia che si sta ribellando!

Ma il biologico non si sceglie solo per ovviare alle carenze (niente di meglio di un buon integratore o un alimento funzionale se non hai l’orto di casa tua!) ma sopratutto per ovviare agli ECCESSI, cioè ai veleni… e anche per una certa intelligenza ed etica ambientale.

Scavando scavando comunque nella notizia poi trovi delle specifiche:

Dagli assurdi nonsense e giri di parole tipo:

“E’ stato riscontrato un ristretto numero di differenze nei principi nutritivi contenuti nei prodotti organic rispetto agli alimenti prodotti in maniera convezionale – afferma Alan Dangour, autore della ricerca – ma non si tratta di dati rilevanti per la salute pubblica. Secondo la nostra ricerca, non c’è ragione di scegliere un cibo biologico sulla base di una presunta superiorità nutrizionale“. (ASCA)

“Il ritornello del prof. Dangour a questa obiezione è il solito: «L’eventuale sovrappiù di sostanze chimiche riscontrato nei cibi convenzionali rientra nelle ordinarie variazioni statistiche e non ha impatto significativo sulla salute»” (LA STAMPA)

Ai barlumi di consapevolezza…

La Soil Association accusa la Fsa di aver presentato uno studio che tralascia aspetti importanti come l’impatto di pesticidi ed erbicidi. Pronta la risposta del dottor Dangour, a capo del team di ricercatori Fsa: «Vi è una possibilità che il cibo bio abbia meno residui chimici, ma ciò non rientra nell’orizzonte del nostro studio. Noi abbiamo dimostrato che ci sono pochissime differenze nutrizionali tra organico e convenzionale». Anche se dalla stessa ricerca si evince che il bio ha alti livelli di fosforo e altri minerali… (SLOWFOOD)

Insomma… se leggi il Blog di Autodifesa Alimentare sappiamo che sei una persona che ama arrivare fino in fondo… e quindi avrai già tratto le tue conclusioni su questa assurda vicenda… :D

A parte chei cosidetti micronutrienti – che sono comunque superiori nel biologico (organic) – anche se questa loro superiorità numerica  “globalmente” non incide sulla salute pubblica… hanno un loro valore ed una loro funzione:

certo, perchè una percentuale più alta di micronutrienti in realtà incide nella salute privata del cittadino, nel suo senso di benessere, nella sua energia, nell’innalzamento delle difese immunitarie…

Ma cosa ne vogliono capire lor signori abituati a lavorare con virus e pandemie (spesso false ed indotte), abituati a lavorare con molecole chimiche di farmaci e antibiotici killer…

… di prevenzione, di nutrizione cellulare che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ti permette di alzare il tuo livello di benessere e smettere di andare in farmacia?

O forse è proprio questo cui mira questo studio?

Non basta la cosiddetta influenza suina, studiata a tavolino per terrorizzare la gente e farla vaccinare con vaccini (inutili e più pericolosi) che debilitano il sistema immunitario…

… a scanso di equivoci blocchiamo anche questa “follia nascente del biologico“… eh già… ultimamente sta prendendo piede un po’ troppo…

… Hai visto mai che la gente migliora la salute… e poi noi dell’industria farmaceutica che facciamo?

… Nessuno di noi ha voglia di riconvertire la nostra attività mettendosi a coltivare carote concimandole con la cacca di cavallo!!! :(

Così davvero non va!!!

E se è la prima volta che ci leggi… Benvenuta/o di cuore in Autodifesa Alimentare.

Ma ci vogliamo preoccupare, tanto per citare un argomento a caso, della nostra salute e quella dei nostri figli, dei veleni che inquinano l’ambiente e le falde acquifere…

… dell’energia sprecata nel produrli, delle malattie che si propagano tra gli operai che lavorano nelle industrie e dei braccianti, agricoltori, allevatori che lavorano nei campi a contatto con tali sostanze?

Vogliamo pensare agli OGM, all’ecosistema, alla moria delle api, ad un mondo che sta scomparando soffocato dai fumi dell’industria petrolchimica?

Vogliamo infine pensare alle sofferenze degli animali che sono allevati in regime non biologico con antibiotici, chimica, macchinari che li torturano per sopperire alla vita naturale all’aperto…

… pensiamo solo alle galline che nel biologico vivono libere in allevamenti misti e nel non biologico sono ammonticchiate in gabbie 40 cm per 40 cm in capannoni con luce artificiale tutta la loro miserevole vita?

E nel loro studio gli scienziati hanno per caso preso in considerazione il terrore, l’adrenalina che resta nei cibi animali, le basse vibrazioni che permeano questo tipo di produzione non biologica?

Non chiediamo tanto, solo un po’ di onestà.

Passa parola, inoltra questo articolo e fai conoscere la voce dei Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

E ti sarei davvero grata se volessi lasciarmi un commento qui sotto!!! Grazie! :D


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By Leonardo Di Paola | luglio 1, 2009 - 11:23 am
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

etichetta-olio-italiano

250 milioni di piante di ulivo ci rendono il secondo produttore al mondo di olio d’oliva.

Abbiamo detto a lungo ed in tutte le salse ;) che l’olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo è in assoluto il miglior condimento che si possa utilizzare a tavola.

Facilita la produzione di colesterolo buono (HDL), è altamente digeribile è antiossidante (vit. E), facilita il lavoro dell’intestino, protegge il fegato, è antiinfiammatorio… sulle evidenze salutistiche la comunità scientifica e olistica è daccordo come non mai.

E da oggi, 1° Luglio 2009, grazie ad una battaglia italiana nel Parlamento Europeo di cui avevamo già parlato (nuove indicazioni in etichetta per l’olio d’oliva), per legge sapremo anche da dove vengono le olive utilizzare per fare l’olio che acquistiamo.

Un risultato incoraggiante, che se non ci rivoluziona la vita rappresente tuttavia un passetto in più verso la costruzione di una consapevolezza alimentare collettiva migliore.

Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer Autodifesa Alimentare


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By Viviana Taccione | giugno 18, 2009 - 6:04 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

bambini-gelato

OGM lo cacci dalla porta e lui rientra dalla finestra.

Ancora polemica per i prodotti OGM non dichiarati in etichetta. E questa volta la situazione sembra più grave perchè va a toccare uno dei prodotti più amati dagli italiani e dai bambini in particolare: il gelato.

Non è una novità che alla Redazione di Autodifesa Alimentare non ci piacciano i prodotti industriale, e chiaramente un gelato industriale ha davvero poco di salutare, nutriente o naturale….

Però… anche se di solito mangiamo gelati di soia… ogni tanto un gelato ci può scappare, sopratutto  con questo caldo (sempre lontano dai pasti però ;) ricordiamoci che il freddo non è fisiologico!)

E adesso?

Lente di ingrandimento alla ricerca sull’etichetta della “proteina Isp“, cioè una proteina sintetica isolata dal pesce artico (esattamente dal merluzzo musone  :? ) e riprodotta in laboratorio attraverso la fermentazione di un lievito geneticamente modificato…

…una proteina che permetterebbe al gelato di sciogliersi meno e di essere più “dietetico”, un triste appeal che acchiappa sempre…

Ma se ti mangi il gelato confezionato davvero pensi che puoi farlo a cuor leggero solo perchè sopra c’è scritto che è dietetico??? :shock:

In etichetta ci sarà scritto OGM?

Ovviamente NO! :(

La commissione Europea avrebbe dato l’OK a questo ibrido proposto dalla nota azienda Unilever (per capirci la Unilever produce i gelati Magnum, Algida, Sorbetteria di Ranieri, Eldorado e Carte d’Or…) ed il permesso di non etichettarlo come OGM, ledendo a parere di molti, i diritti dei consumatori.

Allarme della Coldiretti:

”Il consumo di gelato annuale è stimato in Italia in oltre 15 chili a persona per una spesa di 5 miliardi di euro destinati all’acquisto di coppe, coni, bastoncini e vaschette, dei quali il 60% di tipo artigianale e il 40% industriale.

Come insegnamo a diffidare di cipolle ed agli che non germogliano, diffidiamo anche del gelato che non si scioglie…

In realtà se abbiamo la passione per il gelato optiamo per una gelateria artigianale (artigianale davvero non gelato fatto con le polverine) o, meglio, prepariamocelo con la gelatiera, a casa, meglio se 2 su 7!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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