By Elisa Pampolini | luglio 14, 2010 - 10:10 am
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orto_bambini

Chi ha un bimbo che non ne vuole proprio sapere della verdura alzi la mano!

Sì sì, vi vedo… tutte lì col ditino alzato mentre scorrete questo post! :D

Per noi mamme “sane”, che mettiamo la verdura alla base della Piramide della Prevenzione di Autodifesa Alimentare, un figlio che non si nutre a sufficienza di cibi vegetali è un vero cruccio!!!! :(

Come facciamo allora?

Tranquille, partiamo subito con una serie di consigli semplici e pratici! ;)

1. Coltivate un piccolo orto.

I bambini si avvicinano a ciò che vedono fare ai grandi e che li possono coinvolgere. Mio figlio è stato completamente rapito dalla nascita dei germogli!

Avvicinarsi al mondo vegetale, comprenderne la vita e l’evoluzione è un’esperienza estremamente affascinante per i bimbi. Non occorrono ettari di terreno a disposizione, noi viviamo in un monolocale dotato di balcone :)

Vasi di coccio e cassette di legno riempite di terra e un germogliatore in casa si prestano benissimo all’esperienza!

2. Cucinare con i bambini.

Ancora più significativo è il momento della preparazione dei cibi: mettere sul tavolo della cucina ciò che si ha a disposizione per il pasto e cominciare a “vedere cosa salta fuori” è un momento di grande creatività. I bambini si divertono, imparano e scoprono che le verdure fanno parte di piatti buonissimi!

3. Verdure come snak.

Questo esperimento è riuscito nella quasi totalità dei casi: le verdure crude croccanti servite come merenda ai bimbi piacciono tantissimo. Sono colorate, profumate, gustose. La prediletta è in assoluto la carota.

Un piccolo accorgimento: presentate assieme a fettine di frutta colorata e tagliate in maniera fantasiosa stuzzicano maggiormente la curiosità e la voglia di assaggiare… Potete disegnare splendidi fiori e farfalle con pezzi di frutta e verdura, o decorare il piatto principale con un fantasioso contorno.

Ma l’aspetto fondamentale è che siate voi, prima di tutto, a dare il buon esempio.

Vale anche con gli adulti: la gente non fà ciò che vi sente dire ma ciò che vi vede fare. E così i bimbi non mangeranno la verdura perchè voi spiegate quanto fa bene, ma perchè vi vedono mangiarla con gusto e sentirvi bene e vorranno emularvi ;)

E per chi ha voglia di approfondire questi argomenti, vi aspettiamo nel WECO CLUB, col progetto Wecovillaggio e uno spazio interamente dedicato ai bambini ;)

:)
Elisa Pampolini - Naturopata e Wellness Angel
Official Corner Autodifesa Alimentare @ Ferrara
http://www.autodifesalimentare.it/ferrara.htm


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By Chiara Lo Schiavo | maggio 25, 2010 - 3:07 pm
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dott_david_heber
Dato che è davvero difficile mangiare in modo perfetto tutti i giorni, specialmente se sei fuori casa, vitamine e minerali ti aiutano in modo considerevole ad assicurarti tutti i nutrienti necessari per restare in salute“.

Questo sostiene in merito agli integratori nutrizionali il Dott. Heber, Presidente dell’American Society of Nutrition, sostenitore della nutrizione cellulare.

Potremmo chiederci perché, su cosa si fonda la difficoltà attuale di mangiare nel modo migliore possibile.

Perché proprio oggi, epoca in cui tutto (o quasi) all’uomo è dato di esperire, progettare, realizzare, ottenere anche in ambito alimentare… Perché, nell’era in cui i sogni sono realtà prima ancora di averli sognati… Perché, con i passi da gigante che la scienza fa ogni giorno, con l’opportunità di sorvegliare dal principio fino al piatto pronto un cibo…

… Perché, a dispetto di tanta innovazione e potenzialità, i prodotti che mangiamo oggi risultano spesso più scarsi nutrizionalmente rispetto a tanti anni fa, in cui la tecnologia era molto più indietro? :(

Sarà per caso che, come cita un detto antico, anche in quest’ambito vale il “si stava meglio quando si stava peggio“?

Il dubbio, che sempre più certezza si fa, si insinua inevitabilmente tra i nostri pensieri.

Il latte un tempo munto e assunto nel luogo stesso o nei paraggi poco dopo, i frutti che naturalmente le stagioni regalavano alle piante, le galline libere di cercare a terra l’alimento da beccare: quanto tutto questo è lontano dal nostro oggi e quanto ne siamo davvero consapevoli?

È forse da questi piccoli esempi che si può ipotizzare di individuare le ragioni dei cambiamenti notevoli negli alimenti che ingeriamo, che a dispetto del progresso occorso risultano assai meno forniti del bagaglio di macro e (soprattutto) micro nutrienti che chiunque è abituato ad attribuirgli?

Quanto il trattamento farmacologico (antibiotico ed ormonale in special modo) subito dalle mucche, dai vitelli può influire negativamente sul prodotto che da questi animali si ricava da secoli?

E cosa poi, un latte o una carne di tale provenienza,  sono costretti a subire per vedersi “tirati su” a livello nutrizionale? Magari, nel caso del latte,  l’inserimento successivo, dopo ore o giorni di trasporto, di fermenti lattici o di altro che possa omologarlo il più possibile ad un latte appena munto.

Ma questo è solo un semplice esempio.

Mangiare in modo perfetto oggigiorno ci è quasi negato dal mercato alimentare. Ed è per questa ragione che l’importanza di assumere vitamine e minerali, fibre e omega 3 con l’alimentazione emerge così forte ed impellente.

È a causa di questo che il functional food si impone come scelta oculata compiuta da chi non si accontenta di mangiare passivamente quel che circola.

Attenzione a scegliere il buon integratore, però, che risponda a must come la naturalità, la qualità o il fatto che sia progettato per la vita.

Quindi sì all’integrazione, se questo termine porta con sé la finalità di arricchire e completare gli alimenti che abbiamo a disposizione per nutrirci, fornendo loro i “pezzetti mancanti” perduti durante il cammino che il prodotto alimentare ha percorso per diventare tale.


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By Elisa Freddi | maggio 22, 2010 - 7:35 pm
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cherubini_autodifesalimentare_it

E così anche l’ultima lezione è finita.

Bellissimi i falsi amici… quante volte quando si sta poco bene si mangia un piatto di riso in bianco… ovviamente bollito, scolato e con un po’ di parmigiano.

Oppure un piattino di carne bollita… praticamente il peggio del peggio!

Sicuramente la cosa che più mi ha colpita di quest’ultima lezione sono i falsi amici con i quali sono cresciuta.

Interessante anche la piramide alimentare.

Ne avevo viste altre ma nessuna così completa, forse però il fatto di vederla così bella è tutto merito di queste lezioni di difesa alimentare che mi hanno aperto gli occhi su tanti argomenti.

E poi le 5 idee per migliorare? Wow!! :D

Quanta verità…  Io mi sento di mettere al primo posto il gioco di squadra, perché vivendo in famiglia ed essendo particolarmente golosa, vedo molto difficile riuscire a seguire tante delle vostre preziose pillole di saggezza alimentari.

Se è qualcun altro a cucinare, non sempre è facile seguire una corretta alimentazione. Ma certamente farò il possibile per far capire alla cuoca ;-) quante cose nuove e salutari ho imparato.

Anche perché sono le persone a cui tengo di più e quindi non è importante solo la mia salute ma anche la loro! :-D di sicuro mamma sarà molto felice di scoprire (quando rientrerà) che le sue “preziose” bottiglie di plastica sono state sostituite da fantastiche bottiglie di vetro

L’appuntamento del mercoledì mi mancherà… ma voglio ringraziarvi per averci aperto gli occhi sulla nostra alimentazione!!!

Grazie di cuore

Elisa :)


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By Elisa Freddi | - 7:33 pm
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pentola_coccio_rossa

Che dire… le lezioni di Autodifesa Alimentare proseguono e anche la terza è stata, come sempre, super interessante!

Mi ha colpito molto la parte dei veleni bianchi: sale, zucchero, farina bianca e latte.

Fortunatamente da tempo ho perso l’abitudine di farmi una bella colazione con latte, ovviamente zuccherato, e biscotti o fette biscottate. Fantastico! In un solo pasto, il più importante della giornata, un concentrato di veleno.

Ma la cosa che mi turba ancora di più è che la colazione consigliatami a suo tempo da un dietologo era composta da latte e fette biscottate. E dopo aver seguito le vostre lezioni, sono veramente senza parole.

Fortunatamente da un po’ di tempo, grazie ai consigli di mia sorella, almeno la mia colazione esclude veleni. Un piccolo passo, ma comunque nella giusta direzione.

E mi piace pensare che le 7 porzioni di frutta e verdura, una per ogni colore, che ogni giorno dobbiamo mangiare si uniscano per formare uno splendido arcobaleno, che oltre ad aiutare la nostra sana alimentazione, possono portare buonumore e allegria sulla nostra tavola e nella nostra vita.

Non da ultimo, il modo di cucinare. Che è importante tanto quanto ciò che scegliamo di mettere nel piatto.

Via quindi dalla nostra cucina plastica, alluminio e tutte quelle “pentolacce” antiaderenti e torniamo al vetro, alla terracotta, all’acciaio. Forse saranno un po’ meno pratici, ma sicuramente più salutari.

In fondo basta solo un po’ d’impegno. ;-)


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By Deborah Bertoni | maggio 21, 2010 - 4:37 pm
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tavolozza_pittore

La terza lezione del coso di A.A. me la ricordo come la lezione dei colori!

Al di là del fatto che ho una vera e propria passione per il colore (infatti … dipingo :-) )mi è capitato molto spesso di “notare” i colori dei cibi che metto nel piatto.

Senza dubbio ci sono cibi che mi “ispirano” più di altri, come le Bietole Rosse per esempio :-) o le zucchine cotte al vapore ma ancora “croccanti” che mantengono quel colore verde fantastico, i rosso dei pomodori mi piacevano una volta, con il verde del basilico… ora non più! Chissà perché! :-) .

Non sopporto più la vista delle povere verdure “stra-cotte” che hanno perso il colore originario e sono diventate scure e tristi.

Andare a fare la spesa e cucinare diventa quasi un’esperienza artistica. E’ troppo bello vedere il cibo in questo modo.

Credo che quando ne apprezzi la bellezza e la bontà… ti senti più bello (e buono) anche tu! :-)

Di contro… il colore che mi piace di meno, nel cibo e anche nella realtà (infatti non lo uso quasi mai, preferendo i colori forti, intatti e non sbiancati :-) ) …. È il bianco.

Prima della terza lezione avevo già iniziato a sviluppare un avversione agguerrita contro il bianchiccio della pasta della pizza, non riuscivo a concepire come fosse possibile x gli altri, mangiare una cosa che sembra cosi cruda e appare cosi disgustosa (questo odio nacque il giorno in cui spinta dalla curiosità decisi di “spostare” il rosso del sugo per vedere come era il “sotto”)!!.

Il bello è successo “dopo la terza lezione” (nel mio caso ora devo usare i riferimenti Avanti A.A. “a.A.A.” e Dopo A.A. “d.A.A.” :-D )… ora il bianco che mi “fa schifo” non lo noto solo in pizzeria!!

Lo zucchero l’avevo già eliminato dopo la Prima Lezione, quello di canna del Commercio Equo e Solidale è così pieno di carattere nel suo marroncino che richiama la terra…:-).

Dopo la terza lezione se penso a tutti i danni che quella polverina bianca crea…! Ed è pure una polvere morta e snaturata….!! :-)

Il sale…. Usavo già da tempo solo quello marino e a volte il gomasio, che tra l’altro è buonissimo. Quindi, sale e zucchero sono nemici che tengo sotto controllo.

La farina bianca…. Invece… “a volte ritorna”. Inconsciamente penso di averla odiata anche nel mio periodo a.A.A. … Quando vivevo a Dublino… Infatti passai un periodo in cui ero sempre stanca e demotivata, perdevo un sacco di capelli, e allora senza saperne la causa decisi di fare la dieta “No-Carbs” (che andava pure di moda).

Dopo la terza lezione ho capito che erano proprio i “Carbs” cattivi che mi sparavo all’epoca che mi rendevano così straccetta.

Il Latte… lo sapevo già da un po’ che non mi fà bene perché non sono una vitellina. Ma nonostante questo lo mettevo nel caffè. E mangiavo pure formaggi e yogurt, e anzi… più bianchi erano e meglio era!!! :-)

Grazie a Viviana e a Leonardo ora vedo le cose in modo molto diverso. Si può proprio dire…. Le vedo “con gli occhi di una Mucca”. (Mille motivazioni salutari non mi avrebbero fatto abbandonare il mio, già limitato, uso di latte).

Non riesco a concepire l’immagine di una Mucca ripetutamente e meccanicamente ingravidata, alla quale viene ripetutamente e immancabilmente tolto il cucciolo partorito per poterle spremere il latte causandole a volte innumerevoli sofferenze per via delle mastiti causate dalle troppe e troppo frequenti gravidanze… Mi viene un nodo allo stomaco. Sarà solidarietà femminile anche questa…

Dopo A.A.: Non uso più il goccino di latte nel caffè, non mangio più yogurt, non riesco più a mangiare i formaggi bianchi e morbidi come facevo prima…

Dopo la terza lezione di A.A.: Ho iniziato a riflettere sulla memoria del cibo, sulla violenza “passiva” che ci portiamo dentro mangiando prodotti risultati da violenza “attiva”, sull’eticità della mia alimentazione…

E sono diventata vegetariana :-D . Questa volta, per i giusti motivi. Grazie A.A. :-)

E…. approposito, proprio la settimana dopo la terza lezione, ho partecipato ad una cena vegana indetta dalla L.a.V. (Lega Anti Vivisezione).

Che grande esperienza!! Scoprire poi, ancora una volta, che le cose buone da mangiare sono anche le più “buone-nell’animo” e le più colorate!

Che gioia! :-D



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By Maria Valentina Saponara | maggio 19, 2010 - 5:16 pm
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arcobaleno_frutta_aa

MITICA LA LEZIONE  N° 3. Chiaramente il mio giudizio è di parte ma penso che sia… della giusta parte visto che è supportata dalle vostre valide evidenze scientifiche…

Sono vegana da otto anni e ogni giorno il rito del mangiare frutta e verdura si esprime attraverso un’esplosione di colori, forme e profumi buoni e naturali.

So di essere però una delle mosche bianche che oggi ronzano attorno al pianeta… ma voi mi avete dato coraggio perchè mi avete convinta di essere in buona compagnia.

I Fitonutrienti presenti esclusivamente nelle piante non nutrono ma sono fondamentali per la salute perchè proteggono i diversi sistemi e apparati del nostro organismo e a seconda della tipologia conferiscono colorazioni e proprietà benefiche differenti agli alimenti

  1. giallo: I cibi gialli sono adatti a depurare l’organismo in generale disintossicando il fegato e la cistifellea.(melone, patata, limone, pesca, peperone, ananas,…)
  2. rosso: Il cibo rosso riattiva tutte le funzioni dell’intestino crasso facilitando l’eliminazione delle scorie e accellera il metabolismo del tessuto adiposo; poi è ricco di licopene e antocianine, pigmenti che aiutano la circolazione vascolare. Si ha bisogno di questi alimenti quando ci si sente abbattuti o si hanno carenze di ferro, dato che l’ossido di ferro è notoriamente rosso. Inoltre gli alimenti rossi sono depurativi e, grazie al loro alto contenuto di potassio, rinnovano le energie vitali. A questa categoria appartengono: mela, peperone, fragola, pomodori, ciliegia, barbabietola.
  3. arancio: Questi alimenti favoriscono la digestione e contengono molte vitamine perciò potenziano il sistema immunitario (pesca, mandarino, arancia, papaia, …)
  4. verde:  Si tratta di ottimi depuratori del sangue che favoriscono il drenaggio linfatico e irrobustiscono il sistema cardiocircolatorio (verdure e legumi di colore verde)
  5. blu:  Gli alimenti blu, non molto rappresentati, hanno un’azione calmante e rinfrescante (prugna, uva, mirtillo, mora,…)
  6. viola: I cibi che vanno dal viola all’indaco sono particolarmente ricchi di magnesio e risultano quindi fondamentali per le funzioni cerebrali (melanzana, cipolla, barbabietola, patata rossa,..)
  7. bianco: stimolano in generale tutto l’apparato respiratorio rendendolo meno suscettibile alle infezioni (frutta e verdura come finocchio, cipolla, pera, sedano, cavolfiore,…). Eccezione è fatta per quattro cibi di colore bianco, definiti ironicamente “i 4 veleni bianchi”: farina, sale, zucchero, latte. Essi sono costituiti da carboidrati ad alta densità e da minerali che affaticano irrimediabilmente il metabolismo inducendo una serie di disturbi fisiologici come gonfiore, sazietà, adipe, aumento della pressione sanguigna e indurimento delle arterie.

Oggi occorre dare più attenzione ai colori dell’alimentazione variandoli e puntando su quelli colorati per natura e non per aggiunta di coloranti  artificiali perchè la nostra salute sia sana per natura e non per finta. :)


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By Maria Valentina Saponara | - 5:04 pm
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vendesi-intestino

Eccoci finalmente al capolinea di questo bellissimo viaggio attraverso il  mondo della nutrizione olistico-ecologica. Sicuramente emergo come una persona nuova … più attenta alle scelte alimentari  e consapevole delle potenzialità e ricchezze di cui il mio organismo è detentore.

In particolare durante la seconda lezione sono rimasta attratta dal concetto di SECONDO CERVELLO.

Ebbene sì, noi possediamo un cervello nella testa e uno nella pancia!!! E badate che quest’ultimo non ha nulla da invidiare al primo.

Infatti secondo recenti studi si è scoperto che l’intestino si emoziona, soffre, gioisce. Insomma, l’intestino è “intelligente“; è una sorta di chiave che regola stress, ansia e tensione.

Diversi studi affermano che in ogni situazione che comporta una certa variazione di energia emotiva (aumento della frequenza cardiaca e della respirazione), es. l’innamorarsi od il perdere un amore, il cercare lavoro o il perderlo, avere paura o coraggio, ecc. ecc., una parte importante del tubo digerente, , lo stomaco e/o la pancia ( mai avvertito la sensazione di farfalle nella pancia?), viene ad essere interessata.
fonte: mednat.org

In realtà fin dall’antichità si affermava che la pancia fosse la sede delle emozioni e dell’ inconscio; infatti nella medicina cinese tradizionale non esiste malato che non venga curato iniziando da una depurazione dall’apparato digerente.

Interessante , no?

Sperando che la scienza ci faccia conoscere sempre nuove scoperte riguardanti le magiche funzioni del nostro incredibile organismo, attendo con ansia di approfondire i temi della prossima lezione, sicura che apriranno un vortice di sapere nel mio primo cervello e… perchè no… uno di fame nel secondo! :D


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By Maria Valentina Saponara | - 4:57 pm
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portmeirion-cibo-curaCarissimi,  mi ha colpito come avete parlato del potere farmacologico del cibo :)

Ho letto su diversi libri dell’importanza associata all’alimentazione per la cura di diverse patologie, disturbi fisiologici e stati psicologici alterati; e il vostro merito è di aver contribuito a radicare in me l’idea che prima delle farmacie bisogna cercare nella propria dispensa o raggiungere il fruttivendolo più vicino (e biologico naturalmente) per fare il pieno di salute ed energia positiva.

Già mia nonna diceva che in passato non esistevano tutti i farmaci attuamente sul mercato eppure malattie come diabete, osteoporosi, ipertensione, ipercolesterolemia, ecc. erano molto rare.

Ciò dipende dal fatto che prima ci si alimentasse in maniera molto più naturale e meno sintetica, trasmettendo antiche saggezze riguardo i benefici dei vari tipi di verdura e della frutta.

Il cibo è come un composto farmaceutico che colpisce il cervello” a sostenerlo Fernando Gomez-Pinilla, un professore di neurochirurgia della California.

Ciò solleva l’eccitante possibilità che cambiare spesso dieta sia una valida strategia per migliorare le capacità cognitive proteggendo il cervello dai danni, anche quelli del tempo.

Quindi d’ora in poi anzichè rifugiarci nella prima compressa antidolorifica che ci capita nelle mani al primo campanello di allarme, pensiamo che la Natura ci ha fatti abbastanza fortunati perchè abbiamo una mamma ricca, prosperosa e buona,  Madre Natura! :D

Vale


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By Irina Pavlova | - 12:57 pm
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cucina_amore_cuoreCiao a tutti! È finita un po’ di tempo fa la quarta e ultima lezione di Autodifesa Alimentare.

Ringrazio molto Viviana e Leonardo per aver creato questo progetto meraviglioso. Ragazzi, siete davvero fantastici, e credo che il vostro lavoro lasci un’impronta notevole nelle vite delle persone che vengono in contatto con voi!

Ringrazio anche gli allievi di questo corso che hanno contribuito a farne un esperienza positiva per tutti!

In questo report di fine-corso vorrei condividere con voi un mio percorso personale che forse qualcuno di voi troverà familiare…

Specifico da subito che sono l’unica in mia famiglia ad interessarmi di nutrizione e alimentazione sana. Sono, tra l’altro, circondata da medici e scienziati (tra cui mio marito) che guardano con grande scetticismo tutto quello che riguarda un’alimentazione “alternativa”.

Questo mi ha sempre creato conflitti dentro di me tra il mio desiderio di cucinare cose più sane per la mia famiglia (che poi nessuno mangiava), e dover accontentare i loro gusti “italiani”.

Gli italiani, poi, sono probabilmente quelli più difficili da cambiare nei gusti alimentari perché la cucina italiana non ha quasi paragoni per la sua bontà!

Il conflitto più grande è cominciato circa un mese fa, più o meno quando è cominciato il corso di Autodifesa Alimentare. Avevo scoperto con dispiacere che il corso, invece di farmi stare bene, mi faceva stare sempre più male con me stessa e quindi anche con la mia famiglia.

I litigi legati al cibo si aumentavano, la mia ansia cresceva, le cose che cucinavo avevano un sapore e un aspetto sempre peggiore, e alla fine non mi andava neanche a me di mangiare questi “papponi” tristi.

Il tutto mi ha portato a riflettere sulla mia vita e all’improvviso ho visto con chiarezza il mio rapporto “problematico” con alimentazione.

Non era mai andato agli estremi di anoressia o bulimia o di altri gravi disturbi legati all’alimentazione, ma nonostante ciò non era un rapporto sano con cibo.

Questa realizzazione mi ha intristita molto all’inizio, ma mi ha permesso anche di lavorare su di me attraverso varie tecniche (theta, oponopono…). Forse oggi comincio finalmente ad avere le idee più chiare.

Ho capito intanto che mio marito, nonostante pensavo sempre che mangiasse troppe schifezze, ha un rapporto molto più sano col cibo del mio. Ha un rapporto di amore con il cibo, mentre il mio si descrive meglio come disprezzo verso qualunque cosa che non considero “sana” (anche se cambia in continuo, come tutte le altre cose di questo mondo), e poi quasi indifferenza per tutto il resto (tranne che nei momenti più belli della vita quando diventava tutto un espressione di amore, compreso il cibo).

Ho capito anche che non si può odiare cibi cosiddetti “cattivi” per noi. E qui subentra un discorso esoterico su tutto il creato, sul Creatore che sperimenta “Ciò Che È” attraverso “Ciò Che Non È”, e che “Ciò Che Non È” è comunque “Ciò Che È”…

Diventa molto evidente il potere dei nostri pensieri, sia quelli negativi che quelli positivi, sulla nostra vita.

Ciò che crediamo “cattivo” diventa veramente veleno per il nostro corpo, e ciò che trattiamo con amore e gratitudine si trasforma!

Una vera trasformazione dei nostri abitudini alimentari, sia dentro di noi che a livello mondiale, non può partire dalla paura o dall’odio, ma solo dall’amore.

Solo l’amore e la consapevolezza possono trasformare il nostro pianeta.

L’individuo o l’azienda che agisce nell’amore e nella consapevolezza tenderà a preferire naturalmente i cibi e i metodi di produzione che noi consideriamo più “sani” e più “ecologici” senza che nessuno glielo imponga dalla legge.

La “Sissite” può essere curata solo con consapevolezza.

Il cambiamento profondo di ogni individuo avviene quando quell’individuo riesce a percepire in qualche modo il rapporto intimo che ha con tutto il Creato, che si manifesta a livello fisico attraverso l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, e il cibo che mangiamo.

Ed è proprio attraverso l’amore per tutto il creato che riusciamo a cambiare e a trasformare il nostro modo di interagire con l’ambiente.

Credo che Viviana e Leonardo cerchino di comunicare anche questo attraverso il corso di Autodifesa Alimentare, e attraverso altri loro progetti.

Quindi auguro a tutti tanti pensieri positivi, e sopratutto… amate il vostro cibo!!!


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By Lara Tamoni | maggio 15, 2010 - 1:36 pm
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mouse

C’è una storia che mi piace tanto nella quale, in questo momento, mi riconosco molto; provo a farvene un riassunto.

Un giorno un contadino cattura un topo nel suo granaio e lo getta nel fiume, un merlo amico del topo lo vede e, per protestare conto l’ingiustizia subita dall’amico decide di legarsi le zampe.

La siepe che lo vede volare con le zampe legate chiede “perchè ti sei legato le zampe?” e il merlo risponde “ma come non lo sai il topo nostro amico è stato affogato e io per protesta mi sono legato le zampe e tu cosa farai?” la siepe allora decise di abbattersi al suolo.

La quercia, vista la siepe e chieste spiegazioni, alla domanda e “tu cosa farai?” decise di sradicarsi; a sua volta la mucca decise di slattarsi, la fontana di non dare più acqua ma fango.

contadinaLa figlia del contadino andò a prendere acqua alla fonte ma la vide dare fango e chiese spiegazioni “ma come non lo sai, il topo nostro amico è stato affogato e io per protesta non faccio più acqua, e tu cosa farai?

La bambina decise di spezzare la brocca.

Interrogata dalla madre raccontò l’accaduto e alla fine chiese alla mamma e tu cosa farai?. “Io allora farò la torta salata!”

Il contadino alla sera torna a casa stanco pregustando la cena, alla fine della quale arriva la sua torta preferita, fa per mangiarla ma… è salata!

Ma perchè?”, chiede alla moglie, e lei “come, non lo sai? Il topo nostro amico è stato affogato e io per protesta ho fatto la torta salata e finchè tu non salverai il topo le cose continueranno ad andare alla rovescia.

Il contadino allora corre sulla riva del fiume e dopo una rocambolesca ricerca trova il topo, lo rianima, e tutto ritorna ad andare per il verso giusto… quello della natura!

Prima non sapevo ma ora so un sacco di cose… “e tu cosa farai?”, sembrano chiedermi tutti gli articoli letti e gli approfondimenti trovati nel blog.

Mi aspetta un lungo cammino di cambiamento sia per il mio benessere che per quello del mondo che vorrei lasciare ai miei “figli”.

Ciò che mi conforta è che non sarò sola.
Grazie del vostro lavoro.

Lara Tamoni :D


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