By Michele Luigi Celestri | marzo 16, 2012 - 4:38 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

Trovo finalmente il tempo da potere opportunamente dedicare a una mia recensione su di un’opera di importanza scientifica incalcolabile.

Di recente è stato dato alle stampe il resoconto di un’indagine monumentale, condotta dal Prof. T. Colin Campbell, sul rapporto esistente tra alimentazione umana e le evoluzioni dello stato di salute, in positivo e in negativo, ad essa relazionate: The China Study.

Tale opera è disponibile da qualche tempo nelle librerie specializzate anche on line.

Un lavoro scientifico a 360° eseguito, con la collaborazione dei migliori cervelli al mondo nel campo medico scientifico, coordinati da un grande scienziato che ha guadagnato assoluta credibilità a livello mondiale per i prestigiosi incarichi che ha disimpegnato nel corso della sua lunga e non ancora risolta attività professionale.

Tanto per citarne alcuni voglio ricordare che il Prof. Campbell è tuttora insegnante di Nutrizione biochimica presso la prestigiosa Cornell University e per oltre vent’anni ha lavorato in diverse Commissioni statali di ricerca della National Academy of Science (NAS) collaborando alla stesura di politiche internazionali e nazionali sulla nutrizione e la salute.

E’ stato inoltre membro della Association for International Cancer Research (AICR). E infine a beneficio del mondo scientifico ha pubblicato decine di libri su argomenti specifici tutti frutto della più evoluta ricerca nel campo della medicina e della prevenzione.

Di lui hanno detto:

“ Nel campo della scienza dell’alimentazione non c’è studioso che non debba qualcosa al dott. Campbell, che è una delle massime autorità in quel ramo” (Dean Ornish, M.D., fondatore e presidente dell’Istituto di ricerca di medicina preventiva, professore clinico di medicina, presso la University of California di San Francisco).

“Sulla base di scrupolose indagini….. lo studio porta alla luce risposte stupefacenti ai principali interrogativi nutrizionali della nostra epoca: quali sono le vere cause del cancro? Come possiamo prolungare la nostra vita? Che cosa farà invertire la rotta all’epidemia di obesità? The China Study, fondato su prove solide e convincenti, fa piazza pulita delle diete alla moda …… e rappresenta una svolta decisiva nella nostra concezione della salute” (Neal Barnard, M.D., Presidente del Comitato per la medicina responsabile).

“Tutti gli individui preoccupati per l’epidemia di obesità, per la propria salute e per le inquietanti ripercussioni ambientali e sociali della dieta occidentale troveranno soluzioni pratiche e sagge nel libro del dott. Campbell The China Study” (Robert Goodland, consigliere ambientale del Gruppo della Banca Mondiale).

“The China Study è un’analisi ben documentata degli errori della dieta, dello stile di vita e della medicina moderni, e dei palliativi che spesso falliscono. Le lezioni della Cina forniscono motivazioni convincenti per l’adozione di una dieta vegetariana al fine di favorire la salute e ridurre i rischi di contrarre le malattie del benessere” ( Sushma Palmer, Ph.D., ex direttore esecutivo del Comitato per il cibo e la nutrizione presso l’Accademia nazionale delle scienze degli Stati Uniti). ecc…

In una recensione di questo genere non è purtroppo possibile condensare i risultati della ricerca che…

partita dal presupposto di dimostrare la validità di una teoria da sempre accettata dal mainstream, e cioè che è necessario assumere proteine di origine animale per mantenere un eccellente stato di salute del corpo:?

termina poi per rivelare alla scienza l’esatto opposto, e cioè che quasi tutto quello che, in campo alimentare, da sempre era stato considerato “buono per la salute dell’essere umano”, alla luce della più rigida ed illuminata ricerca scientifica risultava invece estremamente pernicioso e nocivo, spesso fonte di patologie invalidanti e/o mortali. :shock:

Interessantissimo nel libro il resoconto sul ruolo primario svolto dalle proteine animali nell’insorgenza delle principali malattie del benessere, quali diabete, cancro, ictus, obesità, che ci porta a riconsiderare seriamente l’impostazione della nostra dieta, ispirandoci a privilegiare alimenti quanto più di provenienza vegetale, ricchi di nutrienti di prim’ordine e privi di sostanze tossiche di nessun beneficio nutrizionale per il nostro corpo.

Leggere questo libro può non essere cosa facile, specialmente per chi non ha familiarità con la lettura in genere, ma chi avrà la fortuna di prenderne in considerazione un’attenta lettura, ne ricaverà enormi vantaggi.

Sicuramente cambieranno le sue impostazioni mentali in tema di pranzi luculliani e lauti banchetti a base di carni succulente condite con gustose salse a base di grassi animali: tutte cose che rimarranno relegate nel libro della nostra personale e non più applicabile mitologia.

A chi volesse visivamente conoscere il dott. Campbell, suggerisco un link su You Tube dove potrà anche assistere alla presentazione sottotitolata del suo best seller mondiale The China Study:

http://www.youtube.com/watch?v=NblGYG0h8g8

Buona lettura e buona visione!

:)

Michele Luigi Celestri


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By Michele Nardella | febbraio 4, 2012 - 4:22 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

Chiunque si interessi, anche non a livello professionale, di nutrizione e dietetica ha dovuto prendere atto della sconcertante disparità di opinioni che popolano questo campo, e più di una volta si sarà sentito disorientato in quella che è la più grande torre di Babele del sapere.

Differenze che si riscontrano perfino fra coloro che condividono lo stesso orientamento naturista (come vegetariani, vegani, macrobiotici, per citare le più note scuole di pensiero), che  si contrappone evidentemente alla corrente principale ufficiale, impostata ancora in senso conservatore (e quindi su discutibili concetti ormai superati), ma che, brandendo l’ arma della “scienza”, di cui si fanno liberi interpreti i più titolati accademici, riesce ad avere voce autorevole e credibilità.

Da un pò di anni a questa parte, tuttavia, si sta verificando una situazione piuttosto strana, direi  paradossale, in quanto, mentre la scienza, quella vera, tengo a precisare (e che quindi non corrisponde necessariamente alle notizie e alle indicazioni più o meno distorte e superficiali diramate dai canali ufficiali), grazie ai risultati di una grossa mole di ricerche attuate in  questi ultimi decenni come mai era avvenuto prima (“The China Study” insegna), ha  confermato in pieno, suo malgrado, i concetti generali propugnati da sempre dai sostenitori  dell’ alimentazione naturale, stanno prendendo piede altre teorie e relative mode dietetiche che, pur animate dai migliori propositi salutisti ed ecologisti, e pur usando un linguaggio scientifico, si discostano sensibilmente da quelle che sono le direttive ormai  accettate dalla comunità scientifica (o almeno la sua corrente principale).

Alludo a  teorie come quella molto in voga che denigra i carboidrati, e tutti i cibi che ne sono ricchi, a favore di proteine e grassi, responsabili, secondo chi la sostiene, dell’ epidemia di obesità che non sembra risparmiare nessuno dei Paesi industriali che abbia adottato il ben noto modello alimentare moderno a base di proteine animali e cibi raffinati.

E’ ad essa che si ispirano, come molti avranno capito, la famosa dieta Zona, la dieta Atkins, la Scarsdale, la South Beach (ma l’ elenco potrebbe continuare) che ormai da anni  furoreggiano  dappertutto.

Alla già lunga lista si sono inoltre aggiunte in tempi più recenti la ormai popolare dieta Dukan, che sta spopolando, e  la cosiddetta paleodieta, e tutto questo nonostante i più autorevoli nutrizionisti abbiano da tempo bocciato tutte queste diete, che si differenziano solo per le strategie adottate per rendere attuabile un regime alimentare  di per sè antifisiologico come può esserlo uno  a scarsissimo contenuto di carboidrati.

Personalmente trovo incredibile come l’ ignoranza e la mancanza di buonsenso possano essere così diffuse in una società come la nostra attuale che si considera evoluta.

Forse i posteri ricorderanno quella nostra come l’ era della “brevimiranza”, dato che una mai  così nutrita schiera di persone (scienziati compresi)  sembra riuscire a guardare al di là della punta del proprio naso.

Tutti restano abbagliati dalle apparenze, dai risultati facili, immediati e magari effimeri (come spesso si rivelano), senza preoccuparsi più di tanto di eventuali effetti collaterali o a lunga scadenza.

Soprattutto sembra che millenni di storia, con usi e tradizioni in campo alimentare consolidate e avallate dall’ esperienza, improvvisamente non abbiano più senso, essendo  stati messi in ombra da queste moderne strampalate teorie che fanno dei cibi tradizionali di ogni popolo il capro espiatorio delle nostre magagne.

Qualsiasi persona di buonsenso, senza bisogno di avere una laurea in scienza della nutrizione, sa che pane, pasta, riso e altri cereali e frutta sono stati sempre alla base delle diete di ogni popolazione ed etnia, senza per questo aver mai creato i problemi ai quali stiamo assistendo solo oggi in modo così drammatico.

Il fatto poi che quasi tutte queste diete modaiole moderne siano nate e si siano diffuse particolarmente negli USA, che, com’è noto, sono la patria per antonomasia del cibo-spazzatura, il junk- food, come lo chiamano, è la flagrante dimostrazione che ce la si sta prendendo con l’ imputato sbagliato.

Non sono infatti i cibi ad alto contenuto di carboidrati i responsabili di questa situazione che, lo ribadisco, non si è mai verificata prima d’ ora, nè fra le popolazioni che ancora oggi seguono stili di vita più naturali (primitivi, se volete), bensì il tipo di carboidrati consumati oggigiorno, ossia tutta quella paccottiglia a base di zuccheri semplici raffinati (dolciumi e merendine varie) e cereali raffinati (riso brillato, pane bianco, pasta bianca, farine tipo zero, doppiozero, e chi più ne ha più ne metta… ).

Tutti questi prodotti tipicamente moderni, già di per sè ad alto indice glicemico, se consumati assieme a proteine e grassi (come di regola avviene) innalzano drammaticamente l’ indice insulinico (la capacità di stimolare il rilascio di insulina), peggiorando ulteriormente la situazione. E come sappiamo, è l’ insulina il maggiore responsabile dell’ accumulo di grasso.

Quindi ad essere chiamato in causa è tutto il  modello dietetico moderno.

Del resto su questo non possono più sussistere dubbi: si è visto che, ogni qual volta una popolazione,  per un malinteso senso di emancipazione, si discosta dalle proprie tradizioni alimentari per avvicinarsi al modello dietetico occidentale moderno, cominciano ad aumentare tutte le patologie tipiche delle società dei consumi. Ciò che sta avvenendo oggi in  Cina ne è un ottimo esempio.

A tutto ciò va aggiunta una considerazione importante, che nessuno fa, e che rende la situazione ancora più drammatica: il cambiamento subìto dagli alimenti nel corso del tempo.

Come ancora pochissimi  sanno, i cereali e la frutta che abbiamo a disposizione oggi sono ben diversi da quelli del passato, essendo diventati, fra l’ altro, sempre più ricchi di zuccheri.

Infatti fin dall’ avvento dell’ agricoltura, molte migliaia di anni fa, l’ uomo ha progressivamente modificato, con  ibridazioni e selezioni, i prodotti agricoli che coltivava, per adattarli ai gusti e alle esigenze delle popolazioni  cui erano destinati.

L’ esempio più significativo ci viene dalla pratica della panificazione, che ha fatto sì che varietà di grano sempre più ricche di glutine venissero selezionate perchè più adatte alla lievitazione. Questo è il motivo per cui il grano attuale (la varietà Creso, come si definisce) contiene una percentuale di glutine più alta che mai (trasformazione avvenuta più rapidamente in tempi recenti, grazie alle tecnologie nel campo della genetica), fatto che spiega (in parte) la sempre più diffusa intolleranza a questa specifica proteina.

Ma la coltivazione di cereali e frutta è anche responsabile dell’ aumento nel loro contenuto di amidi e zuccheri, nonchè di una mutata composizione degli stessi (amidi più ricchi di amilopectine, a scapito dell’ amilosio, che implica un più alto indice glicemico).

E basta paragonare il sapore di questi prodotti con altri analoghi di origine selvatica (decisamente più aspri) per  rendersene conto.

Come dunque si evince, si tratta di un motivo  che, nel contesto degenerativo attuale, rende gli alimenti zuccherini ancora più problematici.

Questo però non è un motivo sufficiente per demonizzarli. Significa soltanto che il nostro margine di libertà si è ridotto, e che quindi dovremo esercitare un controllo più attento e rigoroso alle misure preventive che già conosciamo.

Il che vuol dire, in sostanza, far riferimento ai cereali integrali in chicchi come base della dieta (sono questi la fonte di carboidrati a più lento assorbimento), evitando il più possibile il cibo-spazzatura (cibi a base di farine ultraraffinate, piene di zucchero grassi idrogenati, e soprattutto le bevande industriali), e riducendo drasticamente il consumo di cibo animale (avendo cura che, quando lo si consuma, nello stesso pasto sia accompagnato da pochi cereali).

Quando infatti si scelgono i cereali giusti e si inseriscono in una dieta complessivamente giusta ed equilibrata, non ci sono problemi. Persino quelli che sembrano fattori antinutritivi, come l’ acido fitico, le lectine e gli inibitori di proteasi e amilasi, contenuti in cereali e legumi, in un contesto più ampio rivelano una loro funzione positiva.

Invece quello che si fa con queste diete che vanno per la maggiore è ricorrere ad ogni forzatura ed artificio pur di bruciare le tappe e perdere quanto più peso nel più breve tempo possibile. Questo perchè, a parte l’ ignoranza, lo scopo di chi fa  scelte di questo tipo è il dimagrimento necessario a guadagnare la forma fisica desiderata, e non  la salute, che è un concetto ben più ampio ed articolato.

Allora ecco che si vede solo quello che si vuole vedere: il risultato tangibile dei chili in meno che la bilancia ci comunica.

Non starò adesso a disquisire sulle conseguenze a lungo termine di queste diete (anche se sarebbe quanto mai opportuno farlo), avendo messo già troppa carne al fuoco (mi si perdoni la metafora blasfema), ma data l’ importanza, voglio solo far presente che le proteine e i grassi in eccesso comportano la produzione di scorie tossiche (acido urico e corpi chetonici) che, oltre ad affaticare fegato e reni, acidificano il sangue,  contribuendo così  in modo determinante alla deplezione di calcio dalle ossa; inoltre l’ eccesso di proteine aumenta considerevolmente il rischio di tumori (per un approfondimento su tutti gli effetti negativi ho fornito il seguente link: AIDAP, Associazione Disturbi dell’ Alimentazione e del Peso )

E se questo non dovesse ancora bastare a farvi desistere dal provare una di queste diete, a mettere definitivamente termine a questa diatriba c’è lo studio più approfondito e completo mai attuato su cibo e salute, di cui parla con dovizia di particolari Colin Campbell, uno scienziato fra i maggiori esperti mondiali in assoluto in questo campo, che nel suo best seller “The China Study” giunge a conclusioni incompatibili con le idee che sono alla base di tutte queste manìe dietetiche modaiole.

Addirittura egli dedica un intero paragrafo, nel capitolo 4, a chiarire il suo punto di vista proprio su queste diete, definendo senza mezzi termini il signor Atkins, l’ ideatore della dieta che porta il suo nome, “un uomo obeso, iperteso e cardiopatico diventato uno dei più ricchi ciarlatani di tutti i tempi”.

Più esplicito di così…

Michele Nardella

www.ilmioblogolistico.it


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Per continuare la serie dei “consigli ai naviganti” (l’altro qui su come sopravvivere all’Aereo!), o meglio ai vacanzieri della prima ora (ci pensi? Sta davvero ARRIVANDO L’ESTATE!!! :D ) ecco un altro piccolo accorgimento – estrapolato direttamente dalla mia esperienza personale – che vale oro.

E, tutto sommato, anche utile in alcuni corsi di formazione ipertecnologici che ti vedono per 12 ore chiusa in uno stadio per poi stramazzare in un albergo a notte fonda…

Ascolta bene: sto parlando del bollitore.

E non un bollitore ingombrante qualunque, ma una piccola, comoda, pratica resistenza per bollire.

Il bollitore è in effetti un grande marchingegno… Tra le tante diavolerie energivore è una di quelle che considero indispensabile, sebbene già mi vedo in una baita tra i boschi ad usare una Rocket Stove fedele ai canoni della Permacultura (presto novità anche su questo fronte! ;) )…

Ma nel frattempo e soprattutto in albergo, il bollitore è più pratico.

Gli alberghi migliori te lo mettono a disposizione, insieme ad una selezionata scelta di tisane, caffè solubili, thè e camomille.

Ma non sempre. Io porto con me una resistenza elettrica, l’ho comprata in un vecchio emporio ferramenta che vende anche elettrodomestici, la trovi sopratutto nei piccoli centri e costa tra i 10 e i 15 euro.

Come vedi dalla foto, niente di più di un filo con una spina dalla parte e dell’altra una resistenza elettrica (la stessa che in effetti sta nel bollitore e diventando calda scalda l’acqua) e una tazza di metallo.

Beh, non ci sarebbe necessità di spiegare come funziona: riempi la tazza di acqua, ci metti la resistenza, l’acqua arriva ad ebollizione in 2 minuti…

E così al mattino mi preparo il mio immancabile thè verde, la sera se mi va una bella camomilla bio, e se mi scappa mi posso anche preparare una zuppa al pomodoro e – se ho voglia di verdure e mi trovo in un posto “ristorantemente” poco ospitale (come capitato recentemente dove era tutto una salsa e una ridondanza di carne e a colazione c’erano i fagioli cotti nel ketchup!!! :? ), posso anche prepararmi – occhio che questa è forte – il cous cous:shock:

Sì sì…

Il cous cous è fenomenale!

Zuppe solubili (di buona marca e vegetali senza coloranti e grassi idrogenati aggiunti però!) e cous cous di farro bio sono preziosi compagni di viaggio, accanto a scelti functional food – perchè basta versarci sopra dell’acqua bollente e sono pronti.

In questo modo si è – ancora una volta e sopratutto se come me ami andare in vacanza in posti tranquilli ed evitare di girare come una trottola – liberi di scegliere cosa mangiare.

Tanto un negozio fornito con insalata e frutta fresca e magari qualche provvidenziale sott’olio in vetro per insaporire un bel panino integrale lo trovi (quasi) sempre…

E anche se non l’ho mai provato – troppo ardito anche per me ;) – con la resistenza elettrica potresti anche farti delle belle uova sode (se sono bio o conosci chi te le dà)!!! :mrgreen:

Insomma…

Un consiglio pratico per grandi e piccini (anzi indispensabile se hai dei bimbi), se sei in viaggio senza possibilità di cucinare, raccogliere ortiche, fare la spesa in un posto “sano”… senza doversi assoggettare a “quello che si trova” e potendosi tranquillamente fare delle cenette scelte e selezionate nei ristorantini locali.

Buona vacanza! :D


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By Cristian Milone | marzo 25, 2011 - 4:03 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

la-nuova_rivoluzione_del_benessere_pilzer.jpgHo appena finito di leggere il libro più completo sulla nutrizione che ho letto fino ad oggi: si chiama La Nuova Rivoluzione del Benessere, di Paul Zane Pilzer. Fin dalle prime pagine si nota come l’autore sappia il fatto suo! ;)

Perchè l’ho promosso a “libro più completo”?

L’autore svolge una panoramica completa che collega salute ad economia, lobby medica, ottusità mentale di una buona fetta di dottori e scarsa cultura sociale. Al contempo propone anche soluzioni e storie di successo di gente che credeva di poter rivolzionare l’idea di benessere, fino a quel momento percepita.

Non fai in tempo ad arrivare a pg 60 che già ti ha messo di fronte a diverse crude realtà. L’industria dei cibi spazzatura e dei farmaci sono in una tacita combutta per mantenere precario il tuo stato di salute.

Non ci si pensa, ma son sicuro che i manager delle patatine fritte tengono proprio quel tipo di dialogo descritto: oggi nel gruppo c’erano 10 donne di 90 kg. Se aumentano di 5 kg consumando più patatine, avrò un premio di produzione è andrò con la famiglia alle Barbados! :o

Che poi ci siano alcuni medici che si prestano a scrivere ricette di nuovi farmaci che fanno guadagnare di più, non è una novità, ma mette comunque un po’ di tristezza leggerlo ogni volta. :(

Non potevo non apprezzare, inoltre, la relazione tra baby boomer ed economia. Già un anno fa avevo letto qualcosa di simile legato all’acquisto delle case. Tornare sull’argomento è stato molto utile. ;) Cosa centra il baby boomer con la salute? Il discorso è un po’ complesso, in sintesi i 50enni di oggi ci tengono parecchio alla salute, e sono loro che dirigono le danze del benessere, vista la loro massiccia presenza nel pianeta.

Illuminanti i 4 motivi per cui si ha difficoltà a perdere grasso in eccesso:

1) le calorie da carboidrati vengon consumate prima di quelle dei grassi,

2) il nostro corpo richiede di consumare altro cibo prima di intaccare le riserve,

3) consumare cibi già pronti stabilizza il fabbisogno di grassi ad una soglia più elevata,

4) la biologia del corpo è a favore dell’accumulo di riserve.

Tra le varie storie di successo di cui parlavo prima, mi ha colpito chi in particolare ha definito i passi per raggiungere questo obiettivo, iniziando a definire cosa è benessere, misurarlo, ed arrivando a personalizzare un programma. Quest’ultimo, secondo la Wellness Alliance si dipana in 3 sotto-obiettivi, e cioè attenzione a:

  • ciò che fai al tuo corpo
  • ciò che introduci nel tuo corpo
  • i tuoi pensieri

Questi 3 punti mi ricordano qualcosa! ;) (per es. l’invito al movimento, a mangiare sano secondo i principi AA ed al “Pensiero Alimentare Positivo“).

Molto interessante anche il lavoro della Parker Clinic Abroad, impegnata nella formazione di chiropratici (che in America è riconosciuta!) a distanza, tra America e Messico. Non immaginavo ci fossero così pochi chiropratici in Messico (100) :o

Una frase che mi ha colpito in particolare è questa:

permettere a chiunque di raggiungere il successo, senza dover passare inizialmente attraverso un setaccio, che decide il suo futuro basandosi sul suo passato.

Questa frase è presa all’interno di un contesto, nel quale l’autore spiega le differenze tra: una società normale ed una di MLM.

Una nota di merito aggiuntiva all’autore che non millanta le sue conoscenze ed esperienze. Dichiara i suoi trascorsi dopo pg 200, (2/3 del libro), dopo che ha spiegato tutti i concetti cardini che voleva passare. Della serie guarda l’insegnamento, non il maestro.

Infine mi ha fatto sorridere da un lato ed aperto gli occhi dall’altro, l’aneddoto sulla rivelazione circa il modo di operare dei broker, da 10000 nomi ne rimangono 78 dopo pochi giorni, e questi saranno probabilmente pronti a dare i loro risparmi a te broker che hai imbroccato tutti i consigli.

Utili anche i consigli finali sulla salute. Non credevo che la percentuale di gente in sovrappeso fosse così alta negli stati uniti il 65% della popolazione! :o Ci credo, con le schifezze che mangiano!

Che dire, è un libro molto importante, secondo me, per chi vuole approfondire il tema legato alla nutrizione in un’ottica economica, e capire qualche passaggio in più sui motivi percui i concetti di una corretta nutrizione di base non siano ancora di dominio pubblico. Il tutto però teso ad un’ottica di luce, cioè teso al progretto di un cambiamento, che sia io che te possiamo costruire insieme. :)

Buona giornata

Cristian


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Non importa che sia low cost o un aereo di linea, fatto sta che tra attesa in aereoporto con junk food ovunque e pasti pronti mummificati e tra pseudo menù, merende e snack volanti… è davvero difficile non scendere dall’aereo con il mal di pancia.

E il mal d’aria poco c’entra.

Sarà che quando finalmente “molli tutto” e sei in vacanza ti viene anche voglia di rilassarti e magari il cibo sembra la soluzione più facile.

Ma non è così. Dovremmo indirizzare i nostri pensieri ad altre attività da àncorare all’idea di vacanza per far sì che il viaggio sia davvero rigenerante.

Ad esempio? Pregustare la possibilità di fare passaggiate all’aria aperta, tante foto da portare a casa, totale astensione dalla TV, merende a base di frutta locale, quella crema per il corpo solare all’arancia, magari anche serate romantiche, perchè no? etc…

Passiamo alla pratica:

Trucco n° 1.

In areoporto sfortunatamente non puoi portare liquidi, quindi dovrai svuotare la tua borraccia (bottiglia di vetro o di acciaio che hai sempre in borsa con te, vero?) prima di fare il check in (io non porto quella di vetro che potrebbero fare storie, porto quella di acciaio mezza vuota così mi faccio un bella bevuta prima di passare ai raggi X…)

Però non appena sei di là attendendo l’imbarco puoi andare a comprare una bottiglia da 1 litro di acqua minerale e riempire di nuovo la borraccia (unico caso in cui siamo costretti a comprare acqua in bottiglia :? … se vai sul low cost non ti offrono neanche l’acqua e una bottiglietta di acqua da 200 ml a bordo ti costerebbe quanto 1 litro, considerando che appena la bevi ti viene di nuovo sete, quindi approfittane).

Trucco n° 2.

Ottimo snack da portare sempre in borsa – a maggior ragione sull’aereo – è un bel sacchetto di mandorle (quelle sbucciate ma non pelate), che sono sempre gustose e molto più sane di patatine, noccioline, salatini e schifezze simili piene di sale e spezie che trovi sull’aereo…

Trucco n° 3.

… Per un viaggio lungo anche una bella confezione di gallette di riso integrali bio che – prova e fammi sapere ;) – mangiate insieme alle mandorle sprigionano un nuovo sapore!

Trucco n° 4.

Sempre presente all’appello – nella mia borsa patchwork alla Mary Poppins – anche una barretta proteica al cioccolato. Se ben scelta ti darà proteine di qualità e tanto gusto che ti permetterà di non rimpiangere le “schifezze” su cui si butteranno i tuoi compagni di viaggio! ;)

Trucco n° 5.

E ovviamente… immancabile un profumatissimo arancio o una bella scrocchiante mela, qualcosa di fresco a seconda della stagione. Ottimo per riprendere un po’ di energia e dissetarsi dopo l’eventuale pisolino (ammesso che gli attendenti di volo te lo permettano… l’ultimo volo si sono messi ad elencare le S-gradite offerte di Starbucks :evil: )

Trucco n° 6.

Anche se non si mangia, un appassionante libro sarà molto utile per immergerti in un’altra dimensione e distrarti beatamente…

Io, per esempio, adoro i libri di narrativa Fantasy, e quando viaggio me li concedo facendo un break tra i libri di sviluppo personale ed aggiornamento professionale che mi attendono al mio ritorno in Redazione!

Da “bravi bambini educati a mangiare quello che abbiamo nel piatto”, è molto difficile rinunciare al bel vassoietto di plastica pieno di soprese, che ti danno sull’aereo…

Però per lo meno possiamo selezionare le cose da mangiare, magari scartare le cose grasse e chiaramente plastificate e godersi in santa pace quel poco che avrà una faccia appetibile, anche se si tratterà solo della foglia di insalata e del panino integrale con semi di girasole.

Nei low cost la questione è più facile, quando il capitano tutto orgoglioso ti inviterà a guardare nell’opuscolo davanti a te con le misure di sicurezza, le offerte della boutique (!) di bordo e gli snack – opuscolo che nei primi 5 minuti in cui ti sei seduto a bordo hai già ampiamente guardato e riposto sufficientemente disgustato – per scegliere un solleticante snack a pagamento

… tu invece di optare per il junk food (è incredibile la quantità di schifezze che hanno saputo selezionare! :? ), tiri fuori la tua borraccia strafiga, le tue sollazzanti mandorle e il tuo profumatissimo e succosissimo arancio… e sarai l’invidia (ma anche la provvidenziale ispirazione, da bravo Allievo Wellness Angels :mrgreen: ) di tutti gli altri passeggeri che scartando malsane merendine ed in preda a sete boia da placare con succhi zuccherosi penseranno “beh, che scemo, la prossima volta ci penso anche io“.

Sentiti libero di parlare loro di Autodifesa Alimentare!!! :)

:D
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Cristian Milone | gennaio 31, 2011 - 2:52 pm
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lavori_in_corso_autodifesalimentare.jpg

Ciao,
ho appena finito di leggere: INTESTINO LIBERO, libro scritto da B. Jensen, medico naturopata, iridologo e nutrizionista.

Il dott. Jensen riporta una serie di studi molto interessanti effettuati specificatamente sull’intestino.

Tante spiegazioni le ritroviamo anche nel corso AA tenuto dai nostri coach. Il libro se vogliamo, si spinge un po’ oltre, arrivando a proporre un clistere quotidiano come corretta pratica per la pulizia dell’intestino.

E’ fuor di dubbio che l’intestino sia tanto importante quanto poco considerato, a volte sembra che il galateo imponga di non parlarne affatto :D , infatti come si può sentirsi in forma senza un sano apparato di smaltimento rifiuti?

Una frase che mi ha colpito è stata questa: se passano più di 18 ore tra un’evacuazione e l’altra, le tue energie fisiche si dimezzano.

Il libro parla anche di una pratica chiamata COLEMA, una sorta di lavaggio del colon casalingo, che va a pulire completamente ogni parte dell’intestino, comprese le anse, cioè le pieghette dell’intestino.

Alcune immagini, su quanto può uscire da un lavaggio del genere, sono un po’ forti, del resto, pensare di tener dentro certi scarti, ti fa seriamente desiderare di sperimentare questo metodo.

Come sempre, diverse testimonianze degli ottimi risultati ottenuti attraverso questo metodo e la regressione di malattie. Ogni libro che leggo ha una sezione dedicata ai commenti dai pazienti, ogni volta si legge la convinzione della guarigione attribuito al metodo dichiarato dal libro. Rimango dell’idea che la guarigione, il miglioramento, la trasformazione di problemi, non dipendano solo da 1 elemento, terapia o fattore. Anche il fatto di trovarsi in un momento più sereno della propria vita, per esempio, può fare la differenza.

In linea di massima mi è sembrata molto valido il libro, soprattutto per la chiara spiegazione sulle funzioni dell’intestino e sui disturbi generati da una cattiva regolarità. Interessante anche la saggezza usata nel collegare corpo, mente e spirito, come unico ingranaggio di una macchina complessa. Divertenti invece i commenti circa le testimonianze dei pazienti che, andando in bagno 1 volta al giorno, dichiaravano di essere regolari.

Mi ha fatto anche riflettere la dichiarazione di aver liberato l’intestino da una certa quantità di materiale di scarto, usando il colema, anche in persone che dichiaravano di andare in bagno 4 volte al giorno.

Sarebbe utile sapere se qualcuno ha già sperimentato questo metodo, ed i risultati ottenuti, soprattutto sarei curioso di conoscere i diversi risultati usando il metodo brevettato dal dott. Jensen (il COLEMA appunto), il lavaggio del colon, e la pulizia intestinale attraverso le posizioni joga.

Un abbraccio.

:D
Cristian
Wellness Angel di Staff


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By Cristian Milone | dicembre 14, 2010 - 8:39 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

Da sempre la Medicina Cinese ha uno sguardo attento agli organi interni e come essi interagiscono con noi, i segnali che ci mandano e come curarli e preservarli.

Proprio dalla medicina cinese viene la filosofia della cena ante 21!

La teoria è che il nostro organismo dopo le 21 smette di lavorare ai processi di assimilazione dei nutrienti e quindi tutto quello che viene mangiato, anzi, che non è ancora stato scomposto a livello molecolare dall’organismo, prima di detta ora, semplicemente non viene più assimilato.

Occorrerà aspettare le 6 del mattino seguente perchè l’organismo si riattivi.

Proteine, carboidrati, grassi, vitamine, minerali, oligoelementi…dopo le 21 non hanno più funzione nutritiva per il nostro organismo, e quindi si trasforma tutto in feci che, come sappiamo, vengono rimescolate fino a che non andiamo a “contare le piastrelle“, che può avvenire quindi dopo 7, 8, 9 ore.

Quindi iniziare a mangiare alle 21 sicuramente ti sazierà, ma tenendo conto di questa teoria, forse non ti nutrirà.

Conseguenza? Quello che mangerai ha buone probabilità di finire come riserva energetica per il futuro (grasso).

Conoscevo questa teoria da tempo, ma solo nelle ultime 3 settimane ho deciso di applicarla.

Risultato? Mi sono sgonfiato a vista d’occhio!

Anche la scelta di cenare in modo leggero è stata vincente nell’ottenere questo risultato.

Diciamo che per problemi di salute, mi è stato consigliato di mangiare prevalentemente riso, orzo, patate e zucca.

Ho fatto quindi riposare il mio organismo anche in quel senso.

In tutto questo non so quanti chili ho perso, forse un paio, quello che so è di aver perso centimentri che mi hanno permesso di tornare alla mia taglia originaria. :)

Buona giornata

Cristian


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