tutto-bio-2010

Biologico, sempre, prima di tutto. Una scelta da portare avanti per tanti motivi, la salute ed il potere nutrizionale del cibo innanzitutto -  certo - ma anche per il rispetto dell’ambiente e la biodiversità nonchè la salvaguardia degli animali.

Ogni tanto però i nostri allievi ci chiedono dove comprare biologico, perchè capita che l’unica erboristeria vicino casa abbia un angolo biologico dove sembra vendano pepite d’oro… :shock:

Per ovviare a tutto questo siamo lieti di segnalare TUTTO BIO, un completo Annuario del Biologico compilato con cura ed amore da Achille Mingozzi e Rosa Maria Bertino.

Stampato a 4 colori su carta ecologica, ovviamente! :)

TUTTO BIO 2010 (che puoi ordinare subito cliccando qui), è ormai giunto alla 16a edizione con ben 328 pagine fitte fitte tutte dedicate al benessere!

Vi troverai ben 600 gruppi d’acquisto solidale, gli indirizzi degli spacci di oltre 2.000 aziende agricole biologiche,  oltre 130 indirizzi web di siti per fare la spesa bio on-line e migliaia di iniziative di contadini che localmente fanno vendita diretta consegnandoti direttamente a casa una cassetta di prodotti biologici ogni settimana…

Quindi bevenuta alla “filiera corta” che dai piccoli centri riesce ad entrare trionfante anche nella grandi città. :)

Emilia-Romagna in vetta, insieme a Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori bio. Ma è anche interessante sapere che il maggior numero delle aziende bio si trovano nelle Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

Il biologico sta avanzando, il biologico è sempre più organizzato, basta saperlo, basta promuoverlo, basta sostenerlo! :mrgreen:

Vuoi le prove? Ecco qui il trend 2007-2009 degli operatori bio italiani:

• Gruppi d’acquisto solidale +68% · dai 356 del 2007 ai 598 del 2009
• Aziende con vendita diretta +32% · da 1.645 a 2.176
• Ristoranti +31% · da 174 a 228 (esclusi quelli in agriturismo)
• E-commerce +25% · da 106 a 132
• Mense scolastiche +23% · da 683 a 837
• Agriturismi +22% · da 1.002 a 1.222
• Mercatini +10% · da 204 a 225
• Negozi +2% · da 1.106 a 1.132.

Insomma tutto il nuovo “vecchio” mondo che ancora opera secondo i veri valori della Natura, è censito su questa indispensabile “Bio Bank”: 8.000 operatori bio censiti in Italia, dei quali oltre 3.100 legati alla vendita diretta:

• 2.176 aziende con vendita diretta
• 1.222 agriturismi
• 225 mercatini bio e biodiversità
• 621 gruppi d’acquisto e d’offerta
• 1.132 negozi
• 10 marchi bio dei supermercati
• 5 supermercati on-line
• 404 ristoranti
• 15 aziende di ristorazione
• 837 mense bio nelle scuole
• 132 siti dell’e-commerce bio
• 116 aziende del commercio equo
• 21 organismi di controllo
• 144 associazioni bio
• 177 libri e periodici bio.

Personalmente sono andata subito a sfogliare il ricco elenco dei mercatini :D perchè li adoro! Uscire a “fare la spesa” di qualità avendo la scusa di prendere una bella boccata d’aria (invece di chiudersi in un supermercato gelido) e con l’occasione fare anche una bella passeggiata!

Adesso che la Primavera è alle porte è un’occasione ghiotta!

Sempre con la precisazione - che prendiamo dalle Aule del nostro corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare - che non tutto il biologico è automaticamente ipocalorico, nutriente, da mangiare tutti i giorni. Esempio tipico: il salame biologico, che pur essendo bio, sempre salame resta! :(

Insomma ci sono preparati con prodotti bio che poi sono comunque lavorati, miscelati, conservati… quindi preferire sempre il bio fresco, per prendersi il meglio della Natura!

Bio fresco ed integrale che oltre ad essere molto più nutriente, costa molto molto meno!

Ho vicino casa un’azienda Agricola che ha uno spaccio bio fenomenale. Con 10 Euro torno a casa con 2 bustoni (in tela) zeppi di ortaggi freschi che scrocchiano e profumano in modo meraviglioso… Quindi occhio! ;)

Tornando alla Guida che sto sfogliando adesso, noto con piacere che nelle prime pagine si parla di “impronta ecologica” in assoluta sintonia con quanto insegniamo nelle nostre Aule del corso.

Il tema dell’anno è “Bio, Eco, Etico: uscire dal labirinto in 141 mosse”. Gli autori ci danno preziosi consigli, come una sorta di “sassolini di Pollicino” per orientarsi nel cammino verso uno stile di vita più sostenibile.

Sono numerose le azioni quotidiane utili per diminuire il nostro ingombrante peso sul pianeta, da mettere in pratica in dieci ambiti:
• Alimentazione
• Commercio equo
• Orto, giardino e animali
• Abbigliamento, cosmesi e detergenza
• Casa
• Energia e acqua
• Riciclo e riuso
• Mobilità
• Educazione ambientale
• Clima sociale.

In omaggio per tutti i lettori di TUTTO BIO 2010: la Bio Card per ottenere lo sconto del 10% presso i 635 operatori aderenti al Circuito (aziende con vendita diretta, agriturismi, ristoranti e negozi).

Insomma, credo proprio che questa preziosa GUIDA entrerà a pieno titolo nella Bibliografia di fine corso. Era proprio quello che cercavo!

Buon bio a tutti!

:D
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer
www.autodifesalimentare.it

L’unico programma di alfabetizzazione alimentare esistente oggi che sposa la ricchezza di contenuti informativi  fondati sui piu’ recenti studi scientifici - medici e naturopatici - di nutrizione umana con l’efficacia di una comunicazione divertente basata sui presupposti del Coaching, della PNL e del Pensiero Positivo.

Guarda il nuovo video di Autodifesa Alimentare! Scopri il Wellness Angel che è in te! :)

By Leonardo Di Paola | febbraio 16, 2010 - 2:16 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

logo-ue-cibi-biologici

E’ pronto! :D

Le 12 stelle dell’Unione Europea a formare una foglia che dal  1° Luglio 2010 sarà apposta su tutte le etichette dei prodotti biologici nati nei 27 Stati membri dell’Unione.

Una scelta imponente dato che erano stati proposti oltre 3.500 simboli grazie al concorso supervisionato dalla Direzione generale dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale della Commissione europea.

Già ribattezzato “l’Eurofoglia“, il nuovo logo parla di Natura e di Unità.

Lo troveremo accanto ai loghi “nazionali” (quindi, niente paura, troveremo il nostro caro, vecchio, rassicurante bollino biologico ;) ) e sarà facoltativo sui prodotti importati da oltre oceano.

Dato che uno dei nostri obiettivi è consumare prodotti a chilometri zero, credo che non faremo tanto uso di prodotti senza Eurofoglia… a meno che non si tratti di produzioni equo solidali di prodotti non disponibili in Europa.


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By Viviana Taccione | gennaio 31, 2010 - 12:42 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

aa-cuore-germogli.gif

Tempo fa una nostra brillante Allieva Wellness Angel scrisse nel blog:

“sarò una germogliatrice indipendente!”

Io amo i germogli, amo la Vita che ti sboccia praticamente tra le mani, nella mia cucina, con un po’ di acqua ed un germogliatore.

Ogni tanto mi lascio prendere dalla pigrizia (sì, lo confesso! :shock: ) però in linea di massima cerco di trovare il tempo, così come mettiamo a bagno i legumi o i cereali da mangiare il giorno dopo, di guardare con amore il mio germogliatore e mettere due bicchieri di acqua, uno al mattino, una alla sera.

Ma come? Basta così? E’ così semplice? Sì.

Cosa serve? 3 cose:

  • semi biologici (costano poco e durano tantissimo, negozi bio)
  • un germogliatore ma puoi anche mettere una garza su un contenitore di plastica… ingegnoso ma inutile dato che il germogliatore in plastica o in coccio lo trovi sempre negozi bio, costa circa 20 euro e ti dura una vita)
  • acqua (e userei acqua depurata non quella calciosa e clorata del rubinetto nè quella minerale con PET e Bisphenol A)

E se hai una cucina minuscola, sappi che il Germogliatore essendo a più ripiani, ti occupa lo spazio di un piatto… quindi niente scuse! ;)

Attenzione però: vuoi mangiare i germogli?

Non cadere in tentazione di prenderteli già fatti al supermercato in vaschette di plastica…

aa-germogliatore-coccio.gifOltre ad essere molto meno freschi (e quindi nutrienti dimezzati), non essere quasi mai bio, non sapere che acqua ci hanno messo dentro…

… oltre ad inquinare e ritrovarti con contenitori inutili da dover riciclare… ci puoi trovare anche sorpresine tipo salmonellosi et similia.

Lascia perdere!

Questa è un attività per germogliatori indipendenti ;)

Facciamola semplice, prima di dedicarci a cereali e legumi, partiamo dalla germogliazione dei semini

Il vantaggio dei germogli è quello di contenere potenti proprietà nutritive ed antiossidanti, una concentrazione altissima perchè sono la pianta in miniatura… come - lo so il paragone è azzardato, se sei un genetista non rabbrividire :mrgreen:  - le cellule staminali per il corpo…

L’acqua , attiva la germogliazione, risveglia il seme o il chicco e le proprietà nutritive sono direttamente proporzionali ai giorni di germogliazione.

Insomma, sono ricchi di forza vitale che dona vigore al corpo perchè è in grado di fornire l’energia per fabbricare cellule sane.

Una settimana al massimo e i germogli sono pronti per essere consumati crudi in insalata miscelati a rughetta e scarola, come contorno accanto a del Seitan o del pesce azzurro… oppure ci puoi fare il mio slurposissimo Patè di Tofu!!! :P

Quindi, bando alle ciance, per iniziare questa piacevole occupazione, consiglio di partire da 3 germogli

Germogli di Alfa Alfa (o erba medica)

Sono un vero toccasana per Il Grande Tubo… ebben sì, anche se non siamo ruminanti, l’erba medica fa benissimo agli animali ed anche a noi!!!

Per la precisione i germogli di Alfa Alfa contengono calcio e magnesio (accoppiata d’oro), ferro (! very important), fosforo, potassio, selenio, zinco e le vitamine A, B, C, D, E, K, U. Niente male, vero? :D

“I germogli di Erba Medica sono quelli più ricchi e completi. Contengono tutte le vitamine fondamentali (A, B, C, D, E, K, U) e moltissimi sali minerali (calcio, potassio, magnesio, fosforo, ferro, zinco, selenio) oltre ad un’elevatissima quantità di proteine (35%), tutti gli amminoacidi essenziali e otto enzimi essenziali per la corretta digestione.(Fonte: Bavicchi spa)

Germogli di Broccolo

Oltre ad essere ricchissimi di nutrienti e ad avere l’indubbio vantaggio di non emanare odori “forti” tipici delle formidabili antiossidanti Cruciferae… pare siano un vero miracolo contro l’Helictobater Pylori, causa principale (insieme alla carenza di idratazione - Batmanghelidj docet) delle ulcere allo stomaco.

Grazie ad uno studio fatto alla Johns Hopkins School of Medicine - Baltimora, è risultato che il germoglio di Broccolo sia molto più efficace degli antibiotici (io non mi stupisco affatto ;) ).

In pratica il merito è di un composto chimico, il Sulforano che agisce come antiossidante indiretto, meccanismo di difesa ad ampio spettro che distrugge i pericolosi radicali liberi. Ottimo contro l’ulcera (anche contro i dolori) e pare anche contro i tumori. :shock:

“L’impatto di questo collegamento tra il sulforafano e l’H.Pylori potrebbe essere enorme” afferma Jed Fahey, ricercatore del Johns Hopkins. Oltre a curare l’ulcera, uccidendo l’Helictobater pylori ti protegge dallo sviluppare tumori allo stomaco, dato che avere i batteri vivi aumenta il vostro rischio di contrarre il tumore da 3 a 6 volte. Precedenti studi, inoltre, mostrano che il sulforafano rappresenta una eccitante soluzione per prevenire tumori al seno ed al colon.” Fonte:dietamed.it

Germogli di Crescione

Mi piacciono perchè sono versatili, speziati, piccantini… :P

Anche loro sono molto ricchi: contengono una notevole quantita’ di calcio, ferro, fosforo, iodio e potassio. Nonchè Vitamine A, B1, B2, B3, C, D. Hanno proprieta’ depurative e aiutano a controllare gli zuccheri nel sangue.

L’altro giorno ho fatto un’insalata di finocchi crudi (tagliati con la trifola a striscioline sottili e conditi con un po’ di sale marino integrale e olio evob) e ci ho buttato dentro una tazza di germogli di crescione… GNAM!!! Buonissima!

Il germoglio di crescione è un po’ piccante, attenzione, però proprio per questo vivifica il finocchio che è un po’ sciaperello, poverino, e crea un connubio perfetto! :D

Tutti gli altri segreti li scoprirai frequentando il nostro favoloso Corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare!

Buona coltivazione!

:D
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Lise Carassiti | gennaio 17, 2010 - 1:07 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

borsa_spesa_biologica_Il desiderio di mangiare sano e l’attenzione sull’impatto ambientale hanno fatto sì che aumentasse l’uso di cibi BIO.

A partire dal contadino si evita l’uso di pesticidi e fertilizzanti nella coltivazione, non si utilizzano conservanti e additivi chimici nella conservazione (tutti altamente inquinanti),  e si sta introducendo sempre più tali alimenti nei supermercati e nelle mense.

L’agricoltura Bio esclude, inoltre, l’impiego di organismi geneticamente modificati, non pratica lo sfruttamento intensivo del terreno, rispetta gli animali con allevamenti all’aperto senza uso di antibiotici e utilizzando foraggio BIO.

Se gli italiani scelgono bio il motivo principale è la sicurezza alimentare, portare sulla tavola cibi sani e naturali e magari a km.0 cioè prodotti che non hanno un grosso impatto ambientale perchè prodotti nella città stessa e che non usufruiscono di mezzi di trasporto anch’essi altamente inquinanti.

La salute dell’uomo e quella dell’ambiente sono i principi base dell’agricoltura biologica, la voglia di cibo naturale è aumentata nel 2008 del 5% sulla spesa quotidiana, del 16% nelle mense scolastiche (fatto molto importante), del 20% fra ristoranti e agriturismo.

Tutto ciò viene garantito da un marchio rilasciato alle aziende dopo accurati controlli da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, analizzando campioni in laboratorio; in caso ci fossero delle incoerenze l’autorità può revocare l’autorizzazione per produrre e commercializzare prodotti erroneamente definiti biologici.

Esiste un logo che evidenzia i prodotti bio in modo da poterli riconoscere immediatamente e viene apportata la sigla di certificazione e il nome utente che ha provveduto ai controlli.

Attenzione tale simbolo sarà obbligatorio dal 1°luglio 2010.

Fra gli italiani cresce la voglia di verde e salutare nonostante la crisi, si sa il costo è un tantino più alto.

Ma la tua salute ha un prezzo?

:)
Lise Carassiti
Wellness Angel di Staff


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By Viviana Taccione | gennaio 13, 2010 - 4:59 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

i_love_tofu_autodifesalimentare

Devo ammetterlo, ogni tanto andare a rovistare in frigo per cercare un patè di olive o di carciofi per un antipasto fuori programma mi piace! :shock:

Ma come venire a patti con la mia voce interna?

Eh già, perchè mentre ad un Allievo del corso di Autodifesa Alimentare qualche informazione può “sfuggire” (o si può essere colti da “amnesia selettiva” giusto il tempo per fare un piccolo strappo alla regola… ;) ), per noi Coach la questione è un po’ più complicata.

Soprattutto quando sono proprio io a scagliarmi contro quelle che chiamo “le cose compre” e ancor peggio se già tritate, sminuzzate, miscelate, emulsionate o spalmabili…

tutto quello che non è di prima qualità viene tritato oppure frullato…”

Detto questo, sono orgogliosa di condividere con tutti voi una soluzione slurposissima e, come nel mio stile alimentare (o dovrei dire nel mio “non stile” alimentare :mrgreen: ) semplicissima…

IL PATE’ DI TOFU

Innanzitutto puoi usare gli ingredienti che preferisci, quello che hai sotto mano in casa… ti resiste tranquillamente per qualche giorno in frigo in un bel barattolino di vetro, è nutriente, ed è buonissimo!

Funziona così: prendi un panetto di TOFU biologico al banco frigo. (A proposito, ultimamente ho scoperto un ottimo Tofu, si chiama “Fonte della Vita” ed è commercializzato dalla Kì.)

Lo fai a cubetti e lo sbollenti per 4-5 minuti in un pentolino con un po’ di acqua calda e un po’ di sale (marino integrale).

Poi prendi i cubetti, li tuffi nel mixer e ci metti quello che vuoi: dei capperi (uno dei miei preferiti… ci sono sempre in casa e sono molto saporiti), un carciofo crudo (pulito bene, gambo incluso, attenzione che si ossida facilemente), del radicchio rosso (se vuoi un patè rosa), un po’ di curcuma (se vuoi un patè giallo fosforescente), prezzemolo e varie…

Ovviamente serve olio evob per far girare il frullatore e poi aggiusti di sale.

Insomma, puoi fare anche - se hai ospiti a pranzo - bruschette di pane integrale (meglio se di farro o di kamut) con patè di 3 colori diversi…

E - nel totale rispetto del Pensiero Alimentare Positivo - serve solo un po’ di fantasia!

Fatemi sapere come va e scrivete nei commenti le vostre ricette!!!

:)
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Lise Carassiti | dicembre 15, 2009 - 12:18 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

pentola_coccio_rossa

Che fatica tutti i giorni pensare al pranzo e alla cena, ma fortunatamente hanno creato quelle fantastiche zuppe in sacchetto.

Non quelle che stanno nel reparto dei surgelati, neanche quelle liofilizzate… :(  ma no quelle nemmeno le degnamo di uno sguardo…

le zuppe “giuste” si trovano nel reparto della frutta secca! Lì, fra un sacchetto di fagioli, lenticchie e farro ho trovato la zuppa Paesana, tutta rigorosamente biologica.

Gli ingredienti sono: soia verde (adzuki verdi), lenticchie rosse, riso integrale, fagioli all’occhio e grano saraceno.

Preparate in pentola pressione con 2 litri d’acqua bastano 30′ e si ottiene una zuppa buonissima in poco tempo e salutare al 100%.

Ma attenzione purtroppo dietro al sacchetto ci sono i consigli per come prepararla in modo ancora + ricco (perchè non lo è già così?): aggiungere 1 porro (ok),  1 cucchiaio di olio extra vergine di oliva (ok, meglio se bio),  aglio (ok), pancetta (NOOOOOOOOO), 1/2 dado vegetale (NOOOOOOOO), a fine cottura servire con dadini di fontina (NOOOOOOOOO) e crostini di pane meglio se di segale.

Vi assicuro che così com’è è deliziosa!!! :D Inutile aggiungere troppi ingredienti, per lo + fuori luogo, secondo me sono già complete di tutto, andarle a fare modello “montanaro” non ha senso.

Buona zuppetta allora :D


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By Viviana Taccione | dicembre 13, 2009 - 11:20 am
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

tavola_natale

Dopo il successo dello scorso anno per il Menu di Natale Cruelty Free a soli 5 euro a persona (sperimentato personalmente, lo trovi in versione Menu da stampare e mettere sulla tavola di Natale qui! ;) )…

veganitalia_cuore

… quest’anno diffondiamo il menù di Natale completamente vegetale proposto da Vegan Italia che fa parte del progetto  “Natale senza crudeltà”.

Perchè anche sotto le Feste si può mangiare con allegria e magari cogliere l’occasione per far conoscere piatti nuovi - e più sani - ai propri amici…

Perchè diciamolo… Che pizza i soliti Menu Natalizi!!! Certe volte non se ne può proprio più! ;)

Ad esempio, il brodo o il lesso… hanno sempre lo stesso sapore (talvolta anche di glutammato!). Vuoi mettere una saporita zuppa di avena e cipolle?

E che dire della tradizione (romana ahimé :( ) del fritto?

Ma come??? Ma a Natale non ci dovrebbe essere per casa il profumo di abete, muschio, vischio e cera d’api? :mrgreen:

Vuoi mettere l’aroma di una scarola o una belga con pinoli o uvetta?

Ecco quindi un Menu che prevede:

> Polpette di melanzane
> Insalata con mele e noci
> Pici con le briciole
> Crespelle al radicchio trevigiano
> Quiche di scalogni caramellati
> Brasato di seitan con patate
> Insalata di spinaci
> Dolce Certosino

Lo puoi leggere cliccando qui

Come sempre, anche se non hai tutti ma proprio tutti gli ingredienti… lanciati!!!

Usa il tuo “Pensiero Alimentare Positivo” ed improvvisa! :mrgreen:

Puoi variarlo ed integrarlo con i consigli di Autodifesa Alimentare, magari saltare un po’ di più e friggere un po’ di meno… togliere un po’ di bianco e mettere un po’ più di colore… acquistare prodotti integrali, biologici, equo e solidali…

Per un Natale tre volte più buono! :D

E ricordiamoci che non è tanto l’”abbuffata” natalizia o l’avere (o mostrare di avere) ogni cibo imposto della “tradizione” (tradizione poi decisa da chi? :? )  a fare la differenza…

… ma una tavola ricca di amore e suggestione, la preparazione dell’ambiente, candele, profumi di buono e di coccole, un caldo benvenuto, la voglia di condividere questi momenti con generosità e senso di accoglienza verso tutti… ecco cosa davvero contribuirà ad uno splendido Natale!

:)
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Andrea Bonifacio | novembre 3, 2009 - 12:32 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

crostata

Come promesso nella prima lezione del corso di Autodifesalimentare, eccomi qua a pubblicare la ricetta per la crostata con farina di farro.
La ricetta si presta facilmente a innumerevoli modifiche, quella che pubblico l’ho trovata su internet e lievemente modificata per renderla più sana, digeribile e adattarla alle mie esigenze :)
Il risultato è sempre stato molto apprezzato dai commensali! :)

INGREDIENTI:

150 g farina di farro
100 g farina bianca
1 uovo (biologico marcato zero)
100 g olio (extra vergine oliva oppure olio mais spremuto a freddo bio)
70 g zucchero integrale di canna
1 pizzico di sale integrale
1 pizzico di bicarbonato
buccia di 1 limone (bio)
1 bustina di vanillina o aroma di vaniglia
300 g di marmellata (bio e senza zucchero aggiunto)

Di norma utilizzo olio extravergine di oliva ma per un gusto più delicato si può usare quello di semi di mais; la ricetta originale prevede 100 g di zucchero ma a mio avviso 70 bastano e avanzano.

Ho provato anche ad utilizzare, per una parte dei 100 g previsti di farina di grano, della farina integrale… si può fare!

Per la vaniglia, vorrei usare il bastoncino ma… prima dovrei imparare come va usato! ;)

Per quanto riguarda la marmellata, la quantità dipende molto dalla sua compattezza… più è compatta più ne serve!

Dopo le necessarie precisazioni, siamo pronti ad iniziare!

Disporre la farina a fontana sulla spianatoia, e incorporare gli altri ingredienti ad eccezione della marmellata.

Quando l’impasto è omogeneo, lasciarne da parte una piccola parte per le striscioline, e stendere la restante sulla carta forno (questo è un piccolo trucco per evitare graffi allo stampo al momento di togliere la torta a termine cottura) fino ad ottenere un cerchio poco più grande dello stampo.

Se non fatto precedentemente, preriscaldare il forno a 180°.

A questo punto adagiare carta forno e impasto sullo stampo e versare la marmellata.

Per ultime preparare le striscioline e stenderle sulla marmellata (probabilmente sarà necessario attaccare fra loro tanti piccoli pezzi, purtroppo l’impasto è meno lavorabile di quelli più tradizionali).
Infornare e lasciare 30-35 minuti.


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By Viviana Taccione | ottobre 22, 2009 - 1:42 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

mangiare_a_colori

Come vedremo tra 7 giorni nella terza lezione di Autodifesa Alimentare on line, i colori a tavola sono un’ottima strategia per difendere il nostro benessere.

I colori naturali dei vegetali infatti, assicurano un ottimo apporto di micronutrienti e acqua legata.

Lo abbiamo ripetuto più volte, dove c’è l’acqua c’è la vita! :D

Frutti succosi, verdura soda e ricca di liquidi sono essenziali per il nostro benessere.

Ovviamente non c’è neanche necessità di dirlo, vero? ;)

Qui non parliamo di colori artificiali e fosforescenti, nè di vegetali dipinti, mummificati e gonfiati artificialmente… parliamo di frutta e verdura biologica e possibilmente presa dall’azienda locale che fa vendita diretta a Km zero.

Insomma dove trovi il Bio-Verme :mrgreen: che è il nostro Garante della qualità, forse anche meglio del bollino dell’agricoltura biologica!!! ;)

Tornando a noi…

In natura possiamo dividere i vegetali in 7 grandi famiglie colorate… e noi dovremmo mangiare ogni santo giorno 1 porzione per ognuno dei 7 colori.

1 x 7 = 7 porzioni di frutta a verdura di colori differenti!

Anche questo è essenziale, perchè - come abbiamo visto - “mangiare 7 porzioni al giorno di frutta e verdura” non significa mangiare un quintale di insalata verde. :?

Il verde chiaro è solo uno dei 7, mancano altri 6 colori, come il rosso, il bianco, il verde scuro, il blu-viola, l’arancione e il giallo…

In più il colore ha un altro vantaggio: sazia gli occhi, sazia il palato, sazia - insomma - il nostro cervello!

Un recente studio sui colori a tavola “America’s Phytonutrient Report” compilato utilizzando delle raccolte di dati su quello che mangiano gli americani (National Health and Nutrition Examination Surveys, NHANES e USDA) ha evidenziato grandi carenze in tutte le categorie.

E questo era prevedibile… Noi bel paese della dieta mediterranea non riusciamo a raggiungere le 3-4 porzioni al giorno, figuriamoci in Usa dove in alcune zone ci sono solo Fast Food e nessun negozio di frutta a everdura!!!

Mi ricordo cha Leonardo ed io, a Los Angeles, abbiamo faticato a trovarne uno! :(

In ogni caso il colore blu-viola è risultato il più difficile da inserire a tavola.

Ben l”88% delle persone non consumano quasi mai uva nera, prugne, frutti di bosco… Cibi ricchi di fitonutrienti come gli antociani che hanno importantissime proprietà terapeutiche!

Tra l’altro i frutti di bosco possono essere tranquillamente surgelati perchè mantengono inalterate le loro proprietà… Quindi conviene coltivarli in terrazzo o in giardino (più bio di così!) e farne grandi scorte per l’inverno.

Dopo la carenza di blu-viola, arriva il bianco (86% di carenza di aglio, cipolla, sedano, porri, asparagi, finocchi, insalate bianche…), e questa devo dire è una carenza inspiegabile… tutto sommato sono cibi molti semplici da reperire e si possono abbinare a tutti i piatti…

Ancora a seguire i colori un po’ più “estivi”, il giallo-arancio con il 79% (arancio, mandarino, pesca, papaya, limone…) e il rosso (78% di carenza in pomodori, pompelmo rosa, cocomero…)

Insomma, non diamoci per vinti.

Come vedremo poi nella quarta lezione del Corso, abbiamo anche altre frecce al nostro arco per essere certi di non entrare in carenza di micronutrienti vegetali, vitamine e sali minerali…

Nel frattempo, abituiamoci comunque a fare del nostro meglio, lasciamoci guidare dal colore e riempiamo le nostre tavole di allegria!!! :D

:mrgreen:
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer di Autodifesa Alimentare


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By Michele Luigi Celestri | ottobre 21, 2009 - 11:09 am
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

zuppa_verdure_legumi

Il cammino virtuoso ormai intrapreso nella direzione del benessere, grazie soprattutto al corso di Autodifesa Alimentare, mi spinge a sperimentare ogni giorno nuove ricette o, semplicemente a ripropormene di vecchie per ritrovare antichi sapori.

Quanti di noi si ricordano ancora delle gustosissime zuppe di cipolle, o di quella di ceci e castagne del ‘bel tempo che fu‘, tanto care alle nostre up lines parentali!

Erano veramente buone, ma poi la modernità ci ha portato tante cose nuove e alternative che, a poco a poco, hanno saputo sostituirsi al nostro consueto antico buon mangiare che ci teneva vicini alla Natura e al naturale.

E così abbiamo dimenticato gli appetitosi odori che provenivano dalle cucine, dove le figure materne armeggiavano tra pentole e tegami, e si diffondevano per tutta casa e anche fuori.

Qual senso di gioia avvertivamo al rientro da scuola quando quegli odori, uniti al tepore della nostra casa, ci impattavano stimolando un sano e robusto appetito!

Dicevo che sto adesso riprendendo la preparazione di una moltitudine di ricette che non gustavo da tanto tempo, e di una in particolare vi voglio parlare stasera, che riguarda la speciale preparazione dei fagioli neri appresa durante la mia passata permanenza  in Venezuela.

Dovete sapere che i fagioli neri (’caraotas negras’ nella lingua locale) sono una componente importante del piatto tipico venezuelano, il ‘Pabellòn criollo‘, fatto di carne sfilacciata-riso bianco-platano (banana) fritto e fagioli neri.

La preparazione dei fagioli avviene secondo la ricetta che vi propongo e che suggerisco di provare a gustare:

Fagioli Venezuelani

Gli ingredienti da usare sono, oltre ai fagioli neri di Mogadiscio (sono piccolini), che potete trovare anche nei mercati rionali, il peperone, meglio se rosso o giallo, la cipolla dorata, alcuni gambi di prezzemolo, olio e-v-oliva, sale, pepe nero e alcuni pizzichi di profumati semi di cumino.

Mettete a bagno i fagioli la sera prima in modo da trovarli l’indomani ben idratati e pronti per la preparazione. Quindi, dopo averli scolati e risciacquati, rimetteteli in pentola con acqua sufficiente per la cottura, il sale, il pepe e il comino, e accendete il fuoco.

Nel frattempo preparerete un trito molto fine di abbondante cipolla, unita al peperone  finemente cubettato e ai gambi di prezzemolo tagliati in sottili dischetti.

In una padella, sufficiente a contenere poi anche i fagioli quando cotti, metterete un pò di olio e-v-o e porrete a soffriggere il trito che avete preparato.

Quando i fagioli saranno cotti e quasi tutta l’acqua sarà evaporata, li verserete nella padella dove andranno ad unirsi ed amalgamarsi al soffritto. Rigirateli con un cucciaio di legno per qualche minuto finché l’ultima acqua di cottura sarà evaporata e serviteveli caldi e fumanti.

Sono favolosi!

Potete usarli come accompagnamento alla pietanza principale, o, come faccio io, semplicemente come piatto unico.

….. e buon appetito! :D


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By Viviana Taccione | ottobre 10, 2009 - 4:29 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

bioverme_autodifesalimentare

Per abbassare l’indice glicemico delle patate, per aumentarne il gusto ed il valore nutrizionale, mangiale con la buccia! Ma solo se sono rigorosamente biologiche! :mrgreen:

Nella buccia dei tuberi “tradizionali” c’è infatti una grande concentrazione di pesticidi e chimica, in quelli biologici (si spera di) no. :D

Una patata con la buccia ha tutto un altro sapore! Certo non è che si devono mangiare le patate troppo spesso, sappiamo che tra tutti gli ortaggi, le patate sono tra quelle con meno nutrienti e maggiori zuccheri semplici… però ogni tanto ci vuole!

Grazie alla mia amica Francesca ho scoperto una nuova azienda agricola bio vicino casa mia… E questi giorni sto facendo grandi mangiate di meravigliosi ortaggi! :D

E così, mentre preparavo le patate… mi sono chiesta: “non sarà troppo ovvio da dire nel nostro Blog?

E poi mi sono ricordata di aver letto che un’indagine tra i bambini americani delle scuole materne ed elementari ha rivelato che molti di loro pensano che le patate abbiano la forma di… bastoncini! :shock: (sembra una boutade ma è tristemente vero! :( )

Insomma, sono certa che tu abbia sempre mangiato patate bio e che la abbia mangiate con la buccia, però, in caso ci sia bisogno di un po’ di incoraggiamento… ecco le istruzioni per l’uso! :D

Prima la lavi bene sotto l’acqua (magari con una bella spazzolina come quella per pulire i funghi) e togli tutti i bozzetti neri e i buchi…

E poi ti metti alla ricerca di una cara vecchia conoscenza… Eh già, se è bio aspettati di trovare un grande amico, il Bio-Verme (o per lo meno il bio buco del BioVerme che magari se n’è andato da un pezzo! :mrgreen: ) !

Il BioVerme è lì per dirti che qull’ortaggio è vivo e pieno di vita, altrimenti lui non ci starebbe comodo comodo.

I Bio-Vermi NON si trovano nelle patate del supermercato, perchè quelle sono solitamente mummificate e trattate in modo che ogni piccolo ed innoquo animaletto sia sterminato all’origine.

Tanto è vero che difficilmente le patate “compre” della GDO germinano. Spesso sono irraggiate affinchè si possano mantenere a lungo. :(

Quindi, se e quando dovessi trovare il BioVerme, dopo un attimo di raccoglimento e commozione derivante dalla freschezza delle tue scelte alimentari :mrgreen: , toglilo con attenzione e buttalo nel compost (o nei sacchetti biodegradabili dell’umido), in modo che continui a fare il suo lavoro e sia felice! :D

La patata con la buccia e con i “buchini” derivanti dall’aver tolto tutti i suoi inestetismi e le sue piccole feritepuò essere tagliata a tocchetti grandi e messa nel cestello per la cottura al vapore!

Quando è cotta, un filo di olio estravergine di oliva bio (evob) e un bel po’ di prezzemolo e… buon appetito!

Ti sembra troppo semplice? A volte i sapori più semplici possono sorprenderci e riportarci indietro nel tempo… come quando eravamo bambini!

Ma come? Non ricordi il fantastico film “Ratatouille“? ;)

:D
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer Autodifesa Alimentare


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By Viviana Taccione | ottobre 3, 2009 - 10:20 am
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

scarola_autodifesalimentare

Ti capita mai l’invito a pranzo o a cena con postilla: “ognuno porta una cosa?

Cosa preparare che sia consono con le tue abitudini nutrizionali e che incontri anche il favore degli altri commensali senza etichettarti necessariamente come “salutista“?

L’altro giorno stavo chiacchierando con una cara amica che aveva ospiti a cena e che, per accontentarli, stava preparando un menù che non era proprio “nelle sue corde”…

Così ho inziato a riflettere su questo aspetto dell’alimentazione e - perdona la devianza piennellistica - mi sono chiesta:

dove inizia il rapport, l’empatia con un mio commensale?

Se siamo a cena fuori e si mangia abbacchio e patatine fritte … passi, ma se viene a casa mia, mica pretenderà che gli sgozzi l’agnello?

Decisamente non fa per me, ancora succede che in famiglia alle feste comandate qualcuno si presenti con il “suo” cibo, come se mangiare per un giorno tofu con i peperoni invece che pollo sia impensabile (invece è molto più buono! :P ) però io personalmente non mi metto più a cucinare animali di terra nè ad usare certi cibi.

Ed è una grande soddisfazione quando ti chiedono il bis di questi “piatti strani”… che poi di strano non hanno assolutamente nulla se non il fatto di essere a prevalenza vegetale, non fritti, possibilmente con materie prime integrali.

Quindi, tornando alla ricetta che ho promesso alle nostre amiche nel Blog, troverai che è un’altra ricettina “lampo”… perchè - lo confesso - non è che ci passi le ore in cucina! ;)

Pochi minuti per prepararla e un successone garantito!

E non vai in antirapport con nessuno perchè mantiene un aspetto golosissimo…

Inannanzitutto servono 2 dischi di pasta sfoglia per torta rustica.

Se vuoi preparare la pasta sfoglia ancora meglio, a quel punto però invece del burro (o della “vegana” margarina che a livello nutrizionale è peggio del crudele burro) puoi provare ad usare l’olio Extravergine di oliva (in questo modo, come insegniamo nel Corso di Autodifesa Alimentare, diventa una ricetta 2/7! Insomma… la torta della domenica!!! :mrgreen: )

Gli ingredienti sono:
200 gr di farina
2 cucchiai di olio
e quanto basta di acqua tiepida

Se invece la compri al banco frigo del supermercato, e fai un’eccezione per il burro, attenzione a leggere le etichette perchè le paste sfoglie sono diverse tra di loro…

Guarda la priorità degli ingredienti, che non ci sia zucchero (? :shock: ) e che non ci siano grassi idrogenati mono e digliceridi degli acidi grassi… insomma più “semplice” e basilare la pasta sfoglia è, meglio è! :D

Di solito la pasta sfoglia più buona è di marca (mi dispiace ammetterlo :( ) e costa un euro di più di quell’altra, ma tant’è! :P

Ricapitolando:

  • 2 dischi di pasta sfoglia
  • 2 cespi di insalata scarola (750 gr.)
  • olio extravergine oliva bio (olio evob :mrgreen: )
  • olive nere denocciolate
  • capperi sottoaceto sciacquati bene
  • un po’ di pinoli (i pinoli sono l’idele oppure un mix di frutta secca: mandorle, semi di zucca, noci)
  • un paio di alici sott’olio (facoltative a seconda del tuo credo gastronomico)
  • sale marino integrale qb

Nel WOK (o in una padella comunque di acciaio), metti la scarola a pezzetti e la salti, lasciandola ammorbidire 8-10 minuti con tutti gli ingredienti, poi quando è cotta (ma non sfatta, ancora con dei pezzi croccanti), prendi una teglia (usi la carta forno che ti danno nella sfoglia “compra”) ci metti un disco di sfoglia, dentro la scarola insaporita, sopra un altro disco di sfoglia e chiudi bene ai bordi.

Facilissimo! :D

Con la forchetta fai dei buchini sul disco di sfoglia superiore, inforni nel forno caldo a 180° per circa 30 minuti finchè non diventa brunita.

A meno che non hai un forno “dispettoso” che ti bruciacchia tutto, di solito il rischio è che resti un po’ crudina la sfoglia sotto, perchè il ripieno ha molta acqua legata.

Ovviamente la scarola insaporita e saltata in padella con questi ingredienti puoi anche mangiarla tout court senza metterla in torta!

Noi la mangiamo principalmente così… Ed è un contorno eccezionale!

Buona Scarola! :D

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Viviana Taccione | settembre 24, 2009 - 5:01 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

indivia_belga_autodifesalimentare1AVVERTENZA: Premetto che questo non è uno degli articoli più seri che io abbia mai scritto… insomma leggilo solo se sei in “buona”.

Detto questo…

Ho sempre amato l’insalata cruda, poi ho scoperto l’insalata ripiena, l’insalata in torta e infine…  quella saltata.

Quando ero piccola, non so se si usa ancora, si diceva che la pasta con il tonno era la pasta dei cornuti, perchè grazie al tonno in lattina ci voleva così poco a prepararla che le “sante casalinghe” potevano far finta di passare la giornata sui fornelli invece avevano il tempo per vedere l’amante.

Sì, lo so, è una cavolata… :P

E poi il tonno non si mangia più perchè è una specie in estinzione, perchè per pescarlo si ammazzano i delfini, e - come se non bastesse - perchè si diventa “fosforescenti” grazie alle quantità molto alte di mercurio che contiene… quindi, se possiamo, evitiamo.

Allora che c’entra tutta ’sta storia del tonno con l’insalata? :?

Hai ragione!

Era solo per dire che l‘insalata saltata in padella è un po’ così, l’insalata dei cornuti, è buonissima, veloce, sana e da fare al momento… In più è molto più digeribile di quella cruda, come insegnamo al corso, perchè il crudo alla lunga non è poi così fisiologico…

Insomma, non c’entra nulla con i cornuti… era solo un plauso alla praticità! ;)

Chiarito questo, a casa nostra si mangiano ingenti quantità di  Scarola (Indivia Scarola).

O ripiena al forno (e ci fai un figurone con il tuo pacchetto da scartare… ricetta su richiesta :D ) o in torta (figurone bis, sembra che sai cucinare… ; )  anche qui ricetta su richiesta) oppure saltata in padella velocemente con un filo di olio e pinoli, mandorle, olive, capperi, uvetta etc… quello che capita!

Ieri sera verso la fine della cena, avevo voglia di “coccole” e - dato che avevamo fatto una scorpacciata la sera prima di Indivia Belga (Endivia Belga, quella bianca e liscia) abbiamo deciso, invece di prepararla in insalata e per renderla più morbida e digeribile, di saltarla con l’uvetta!!!

Semplicissimo! Così semplice che mi è venuta voglia di condividerlo per chi non avesse ancora provato questa delizia

Gli ingredienti sono:

  • Indivia belga tagliata a rondelle (1 o 2 a testa 250 - 300 gr. circa),
  • un filo di olio (come ci insegna la Sandra “olio evob” cioè Extra Vergine di Oliva Biologico)
  • una manciata di uvetta a testa
  • un pizzico di sale integrale
  • una padella di acciaio (meglio ancora il WOC… non usare l’antiaderente in teflon e se non sai perchè è il caso che ti iscriviti al nostro corso ; ) … insomma, la ricetta è mia, usa l’acciaio!!! :P

Come si fa?

Salta per 5-10 minuti a fuoco basso finchè non si smoscia bene bene ma non troppo (assaggiala ma non fare come me che me la mangio in padella!)

Divino!

Dopo aver mangiato l’insalata sono caduta in trance e ho avuto un colloquio con l’insalata… ma si sa noi di Autodifesa Alimentare siamo strani e amiamo tutti i piani dell’esistenza e quindi anche i vegetali.

Insomma, un vero scoop giornalistico.

Ecco cosa mi ha detto…

“Puoi chiamarmi… Belga La favolosa

Sì, ok… ma non avresti anche un nome scientifico?:

“Il mio nome è  Insalata belga o Invidia, anche se spesso i bambini mi chiamano “Invidia”, cosa che proprio non mi merito!

Il genere è Cichorium, lo stesso della cugina Cicoria.

Noi però siamo diverse, siamo 2 sorelle: Indivia Scarola (Cichorium endivia) e Indivia Belga (Endivia Belga).

Io, che sono la Belga, resto bianca e più dolce perchè vengo fatta crescere al buio…

Comunque ho molte proprietà e sono una buona fonte di Vitamina A…”

A questo punto i miei ricordi sono un po’ confusi… Mi sembra che mi abbia svelato anche altro…

… L”incredibile storia della Riccia fine di Ruen che litigò con la Riccia a cuore giallo per il Cornetto di Bordeaux

… dov’è il Paradiso delle Insalate e la leggenda di un pentolone di cicoria che contiene anche delle patate d’oro

… e ancora, una ricettina un po’ cannibalica per un patè afrodisiaco fatto di patate dolci, tofu e insalata belga…

Però poi mi sono addormentata e non mi ricordo più nulla…
:mrgreen:

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Sandra Saporito | settembre 23, 2009 - 2:33 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

zucca_e_riso

Questo me lo ripeteva spessimo mio nonno quando la domenica mia nonna ci portava … i “risi e bisi”  perché  “… fa ridere!” ;)

Forse da lì viene il mio amore per il riso, alimento così versatile e colorato e gustoso.

Da riso rosso Thai al riso nero Venere, abbiamo l’imbarazzo della scelta quindi perché fermarci sul “classico” riso bianco stra raffinato? :-(

Io scelgo il riso integrale!

Ricco di fibre, di vitamine, di sali minerali e molto più gustoso :P  Vi propongo quindi una ricetta saporita e quasi priva di grassi, ed in più è di stagione ;-)

Riso pilaf integrale con zucca :-P

Per le quantità, vedete voi, faccio spesso “a occhio” ;-)

mettete in una pirofila il riso [ se lo volete più gustoso, fatelo tostare un attimo in un filo d'olio  evo [ Extra Vergine d'Oliva :-D ], aggiungete i pezzetti di zucca, coprite il tutto con brodo [ fatto alla vecchia, mi raccomando:  carota, cipolla, sedano, altro se volete e sale integrale] in proporzione riso/brodo = 1/2.

Coprite con carta da forno.

Infornate  a circa 150°C per 30 minuti o più a seconda del vostro forno ;-)

Se vedete che il liquido si asciuga troppo, aggiugete brodo.

Quando è cotto, servite con qualche scaglietta di mandorle ;-)

Bon appétit ;-)

Sandra Saporito (un nome un programma n.d.r. :mrgreen: )
Wellness Angels


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By Viviana Taccione | settembre 22, 2009 - 5:29 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

costiera_amalfitana

Uno splendido lungo weekend sulla Costiera Amalfitana mi ha occasionato una piccola riflessione “alimentare”… Ovviamente! ;)

Come possiamo “autodifenderci” quando abbiamo tanta voglia di rilassarci in un ristorantino fronte mare e goderci l’aria piena di ozono e il rumore delle onde?

E non parlo certo di mantenere la linea, non sono certo un paio di incursioni alla pasticceria locale che potranno compromettere un metabolismo attivo e mantenuto in efficienza tutto l’anno da una sana nutrizione e un buon esercizio fisico…

… parlo invece di quel fastidioso “mal di pancia”, della “sindrome del turista” quando il “Grande Tubo” si rifiuta di riconoscere come appropriato il bagno dell’Hotel ;) , parlo di quel senso di sonnolenza che ti viene subito quando mangi qualcosa di profondamente bianco ricco di calorie “vuote”.

Quando non hai il controllo sulla cucina, come fare per non fare il “troppo pieno” due volte al giorno e lasciarsi un po’ di spazio, magari, per una bella cenetta 2 su 7 ma anche 0 su 7?

A parte qualche Shake nutrizionale (provvidenziale in spiaggia o mentre ti inerpichi per un sentiero di 1.000 gradini che promette viste mozzafiato :P ), penso di aver trovato una alternativa altrettanto salutare…

Un bistrot un po’ informale con Menù di Insalate.

E non parlo del “contorno” tradizionale, parlo di “Salads” giganti preparate al momento che contengano cose buone.

Innanzitutto vegetali locali (c’era anche un locale con la scritta “Kilometri zero”!), come lattuga, radicchio, rughetta, pomodori freschi, origano e quant’altro…. e poi qualche proteine sana per fare il pieno di energia.

Non pretendo il Tofu (per quanto… :mrgreen: ), però se ne trovano alcune accompagnate da Omelette (ottimo perchè cucinate espresse) oppure pesce locale (magari se puoi evita pesce grande tipo tonno e propendi per il piccolo) oppure fagioli, o se ne mangi, filetti di pollo etc…

Capita che accanto a te qualcuno si tracanni 3 birre e mangi le salsicce, ma noi con la nostra “Salad” coloratissima abbiamo raccolto molti sguardi di “invidia” e “rimpianto” da persone che già sentivano gli effetti dell’abbiocco post prandiale.

E il modo migliore per capire se si mangia bene, oltre a consultare il Menù fuori e alla discutibile ma necessaria abitudine di curiosare nei piatti dei commensali ;) , è osservare per 2-3 minuti il locale.

Rizza le tue antenne sensitive e percepisci l’atmosfera, vedi come si muovono i padroni e come si rivolgono ai clienti, vedi sopratutto se ci sono clienti e se sono rilassati o nervosi, vedi anche il tipo di clientela: ci sono turisti stranieri in tenuta da trekking che degustano pranzi light oppure arzille vecchiette anglofone in cerca di dolcetti?

Insomma, senza trasformarsi in Sherlock Holmes, sono tutti indizi che un bravo allievo Wellness Angels di Autodifesa Alimentare riconoscerà facilmente! :D

A cena?

Un bel ristorantino, o, nel caso in cui lo shopping abbia preso la mano (come certamente capita se passi la giornata nella splendida Positano ;) … una meravigliosa pizza vegetariana di fronte al mare con sottofondo di Barry White e Michael Bublé…

Per qualche altro consiglio turistico, sono qui! :D

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer
www.autodifesalimentare.it/wa.htm


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premio_critica_autodifesalimentare_.gifIn questi giorni un’altra incredibile battaglia contro i prodotti biologici, un attacco ingiustificabile che gioca come sempre sulla parzialità degli studi, sui giochi di parole, sul detto e non detto, probabilmente per influenzare a livello politico certe imminenti decisioni comunitarie.

A scapito dei cittadini.

Non certo per difendere la salute, l’ambiente, l’ecosistema…

In quale bacata testa l’uso di pesticidi, anticrittogamici, chimica e veleni può essere meglio? Nella testa di chi li produce, ovviamente. :(

Ed in questa calda atmosfera estiva un doveroso premio della critica anche ai giornalisti che hanno accolto con gaudio e giubilo la faccenda, creando titoloni altisonanti che si fanno leggere e non fanno però pensare…

Dimenticando che la maggior parte delle persone non ha nè tempo nè voglia di approfondire leggendo il resto dell’articolo…

E così il titolo diventa verità anche se leggendo bene in fondo all’articolo qualche giornalista più giudizioso insinua un dubbietto…

Ecco i titoli.

Alimentazione, per studio inglese cibo biologico non è più sano

SALUTE: alimenti biologico, più cari ma non più salutari

Dalla Food Standards Agency una tegola sul biologico

I cibi biologici non sono migliori di quelli normali

Ricerca inglese ’sconfessa’ i cibi biologici: “Costano solo di più”

“Il biologico? Fa bene solo a chi lo produce”

Organic food not nutritionally better than conventionally-produced …

OGM: Puristi della tavola, dietrofront «Il cibo biologico non è migliore»

Ed ecco in sostanza il fatto.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition condotto da “esperti” della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha accertato che la maggior parte dei contenuti di vitamine e minerali degli alimenti non biologici è pressochè uguale a quello degli alimenti biologici.

Da qui l’errata conclusione che in base a questo parametro - il cibo biologico non sia più salutare.

Ma che significa “salutare“?

Berresti in una pozzanghera di acqua e petrolio perchè tanto ci sono le stesse molecole di acqua che sono in una pozzanghera di sola acqua? :shock:

Bene questi sapientoni sono convinti che sì, effettivamente tu lo faresti.

O ancora, sempre a parità di molecole…

preferiresti un bicchiere d’acqua per avere il quale è stato ucciso ed ammazzato, opppure uno che non abbia causato nessun tipo di vittime?

Detta così ha un significato diverso, vero?

E’ che le parole possono nascondere verità e menzogne… possono ipnotizzare, spaventare, affascinare.

E’ evidente che questo studio è parziale perchè prende in considerazione solo le CARENZE nutrizionali che purtroppo oggi si trovano in tutti i tipi di cibo, sopratutto perchè vengono coltivati a km di distanza dal luogo di consumo, perchè vengono conservati per lunghi periodi, perchè sono sempre più lavorati…

… lo diciamo nella aule del nostro corso on line di Autodifesa Alimentare, purtroppo anche i cibi biologici (sopratutto quelli della grande distribuzione) sono soggetti a carenze nutrizionali.

E’ anche il terreno che è più povero, le piogge che sono meno sane, l’ambiente tutto che si sta degradando, Gaia che si sta ribellando!

Ma il biologico non si sceglie solo per ovviare alle carenze (niente di meglio di un buon integratore o un alimento funzionale se non hai l’orto di casa tua!) ma sopratutto per ovviare agli ECCESSI, cioè ai veleni… e anche per una certa intelligenza ed etica ambientale.

Scavando scavando comunque nella notizia poi trovi delle specifiche:

Dagli assurdi nonsense e giri di parole tipo:

“E’ stato riscontrato un ristretto numero di differenze nei principi nutritivi contenuti nei prodotti organic rispetto agli alimenti prodotti in maniera convezionale - afferma Alan Dangour, autore della ricerca - ma non si tratta di dati rilevanti per la salute pubblica. Secondo la nostra ricerca, non c’è ragione di scegliere un cibo biologico sulla base di una presunta superiorità nutrizionale“. (ASCA)

“Il ritornello del prof. Dangour a questa obiezione è il solito: «L’eventuale sovrappiù di sostanze chimiche riscontrato nei cibi convenzionali rientra nelle ordinarie variazioni statistiche e non ha impatto significativo sulla salute»” (LA STAMPA)

Ai barlumi di consapevolezza…

La Soil Association accusa la Fsa di aver presentato uno studio che tralascia aspetti importanti come l’impatto di pesticidi ed erbicidi. Pronta la risposta del dottor Dangour, a capo del team di ricercatori Fsa: «Vi è una possibilità che il cibo bio abbia meno residui chimici, ma ciò non rientra nell’orizzonte del nostro studio. Noi abbiamo dimostrato che ci sono pochissime differenze nutrizionali tra organico e convenzionale». Anche se dalla stessa ricerca si evince che il bio ha alti livelli di fosforo e altri minerali… (SLOWFOOD)

Insomma… se leggi il Blog di Autodifesa Alimentare sappiamo che sei una persona che ama arrivare fino in fondo… e quindi avrai già tratto le tue conclusioni su questa assurda vicenda… :D

A parte chei cosidetti micronutrienti - che sono comunque superiori nel biologico (organic) - anche se questa loro superiorità numerica  “globalmente” non incide sulla salute pubblica… hanno un loro valore ed una loro funzione:

certo, perchè una percentuale più alta di micronutrienti in realtà incide nella salute privata del cittadino, nel suo senso di benessere, nella sua energia, nell’innalzamento delle difese immunitarie…

Ma cosa ne vogliono capire lor signori abituati a lavorare con virus e pandemie (spesso false ed indotte), abituati a lavorare con molecole chimiche di farmaci e antibiotici killer…

… di prevenzione, di nutrizione cellulare che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ti permette di alzare il tuo livello di benessere e smettere di andare in farmacia?

O forse è proprio questo cui mira questo studio?

Non basta la cosiddetta influenza suina, studiata a tavolino per terrorizzare la gente e farla vaccinare con vaccini (inutili e più pericolosi) che debilitano il sistema immunitario…

… a scanso di equivoci blocchiamo anche questa “follia nascente del biologico“… eh già… ultimamente sta prendendo piede un po’ troppo…

… Hai visto mai che la gente migliora la salute… e poi noi dell’industria farmaceutica che facciamo?

… Nessuno di noi ha voglia di riconvertire la nostra attività mettendosi a coltivare carote concimandole con la cacca di cavallo!!! :(

Così davvero non va!!!

E se è la prima volta che ci leggi… Benvenuta/o di cuore in Autodifesa Alimentare.

Ma ci vogliamo preoccupare, tanto per citare un argomento a caso, della nostra salute e quella dei nostri figli, dei veleni che inquinano l’ambiente e le falde acquifere…

… dell’energia sprecata nel produrli, delle malattie che si propagano tra gli operai che lavorano nelle industrie e dei braccianti, agricoltori, allevatori che lavorano nei campi a contatto con tali sostanze?

Vogliamo pensare agli OGM, all’ecosistema, alla moria delle api, ad un mondo che sta scomparando soffocato dai fumi dell’industria petrolchimica?

Vogliamo infine pensare alle sofferenze degli animali che sono allevati in regime non biologico con antibiotici, chimica, macchinari che li torturano per sopperire alla vita naturale all’aperto…

… pensiamo solo alle galline che nel biologico vivono libere in allevamenti misti e nel non biologico sono ammonticchiate in gabbie 40 cm per 40 cm in capannoni con luce artificiale tutta la loro miserevole vita?

E nel loro studio gli scienziati hanno per caso preso in considerazione il terrore, l’adrenalina che resta nei cibi animali, le basse vibrazioni che permeano questo tipo di produzione non biologica?

Non chiediamo tanto, solo un po’ di onestà.

Passa parola, inoltra questo articolo e fai conoscere la voce dei Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

E ti sarei davvero grata se volessi lasciarmi un commento qui sotto!!! Grazie! :D


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By Viviana Taccione | luglio 27, 2009 - 12:45 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

viviana_taccione_leonardo_di_paola_autodifesalimentare_5_terre

Ciao ragazzi, siamo appena tornati da uno splendido giro nel Parco delle 5 Terre in Liguria, dove - consci della nostra mission - abbiamo fatto una doverosa degustazione dei piatti locali!!! ;)

Bene, oltre che trovare un mare splendido, un parco nazionale curato magnificamente con grande attenzione all’ecologia e al turismo… ci siamo innamorati di qualche nuovo piatto tra cui quello che chiamano “polpettone alla genovese”…

Chissà perchè lo chiamano polpettone :? quando in realtà ha la forma di una torta rustica, probabilmente si potrà fare anche come “rotolo”…

E’ un piatto abbastanza equilibrato, proteico (con le uova intere), verduroso quanto basta, sfizioso (con le patate!) e si può mangiare fresco che d’estate è certamente utile… Insomma un ottimo 2/7

Allora, anche cercando qua a là in rete, vi proponiamo delle varianti e aggiunte in stile Autodifesa Alimentare… ci perdoneranno i Liguri DOC.

Innanzitutto patate lesse, fagiolini lessi, ma anche una manciata di zucchine, il tutto possibilmente bio e magari cotto al vapore invece che in acqua… se le patate sono bio si può lasciare la buccia che è ricca di fibre e nutrienti ed abbassa l’indice glicemico.

Dosi? Quello che hai in casa, no stress, ma comunque mezzo chilo di patate, mezzo di fagiolini, oppure 1 kg tra patate (che comunque servono a legare), zucchine e fagiolini… tutto sommato anche delle carotine potrebbero starci bene.

Fai un soffrittino molto veloce a fuoco lento (olio extra vergine di oliva) con una cipolla e un po’ d’aglio, c’è chi ci butta dentro un po’ di funghi secchi tritati per insaporire il tutto, e ci salti al volo fagiolini e altro.

Poi prendi una grossa terrina, schiacchi le patate lesse, ci metti le verdure insaporite, ci metti 2 uova biologiche targate zero, mi raccomando :P … (minimo 2, ma anche 3 o 4 se vuoi un piatto più proteico, al limite 4 albumi e 2 soli rossi) e ci metti un paio di cucchiai di lievito a scaglie per sostituire il parmigiano così ti becchi anche un po’ di vitamina B, per finire un po’ di sale ed una manciata di maggiorana.

Mescoli il tutto… Poi prendi una bella teglia di acciaio, la sporchi con un filo d’olio e ci passi su del pangrattato (anche di farro va bene!), poi ci metti il composto e lo schiacci (1 centimetro o 2 centimetri di altezza come preferisci, a me piace 2 centimetri), ci metti un altro po’ di pangrattato sopra, con la forchetta ci fai un po’ di scarabocchi tipo crostata… :) e lo metti in forno finchè la superficie non risulta croccante.

Tutto qui.
Ci puoi mettere in sostanza quello che ti pare!

Sperimenta, aggiungici mandorle tritate, pinoli, prezzemolo… Non farti problemi tanto con le patate sono buone anche le scarpe!!! :D Prova e fammi sapere…

Nel frattempo un grande abbraccio e splendide,  sane, ecologiche, consapevoli vacanze a tutti voi! :D

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach


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By Cristian Milone | maggio 22, 2009 - 12:44 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

borsa_spesa_biologica_Ciao a tutti, visto che ieri sera si parlava di acquistare prodotti biologici ho pensato di postare un sito nel quale potete trovare negozi che vendano questi articoli.

Prima però tengo a sottolineare il fatto che non tutto quello che trovate in un negozio bio faccia bene come non tutto quello che trovate in un supermarket normale faccia male…

Tra tutti per es. l’esselunga, almeno nei supermercati più grandi, ha un piccolo spazio dedicato ai consumatori più attenti al biologico ed alimenti meno facilmente reperibili.

Tenete sempre in considerazione i consigli generali dei Coach, un salame biologico è sempre un lavorato di carne rossa con aggiunta di sale ed altri additivi, certo il maialino sarà stato nutrito con ottimo mangime… :D

Detto questo vi inoltro il link che ho trovato e… buona ricerca :)

http://www.negoziobio.info/

Cristian
Wellness Angel di Staff :D


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By Viviana Taccione | aprile 21, 2009 - 4:30 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

asparagi_di_campo_autodifesalimentare.gifNell’ottica del nostro Pensiero Alimentare Positivo (e non per farti “rosicare” :D come si dice qui a Roma!)  ecco la foto di 4 meravigliosi mazzi di Asparagi selvatici, freschi e profumati, che ci siamo portati a casa direttamente dal Gargano, in Puglia.

Appena tornati da una vacanza meravigliosa (più che una vacanza direi un’avanscoperta ;) di cui presto speriamo poterti raccontare…) e in quanto “turisti” siamo stati affascinati dai prodotti locali…

Prodotti locali però vuol dire tante cose.

La Puglia ha molti sapori straordinari e prodotti posizionati a vari livelli della nostra Piramide di AutodifesAlimentare.

C’è chi ha fatto il pieno di salumi e formaggi tipici, chi di sottolio e sottaceti, chi di pasta secca, chi di verdure.

Anche nel “tipico” e nel “locale” si può sempre scegliere… non sei obbligato a mangiare di tutto e portarti a casa di tutto!!!

Non sei costretto a fare regali iper calorici e grassi… (che quasi sembra vuoi far prendere anche agli amici i chili che ti sei preso tu in vacanza!!! :? ), insomma, puoi sempre trovare tante alternative altrettanto gradite!

Olio biologico, asparagi selvatici, mandorle sfuse da comprare a chili (!!! :D ), fave fresche, 1 pacco di pasta secca locale (dai, 1 pacco… non si poteva farne a meno! ;) ) e un paio di degustazioni “dolci” nelle pasticcerie di zona.

Parafrasando un vecchio film intitolato “Anche gli Angeli mangiano Fagioli”, cosa che noi come Wellness Angel è all’ordine del giorno, direi che “Anche gli Angeli mangiano Dolci”, ogni tanto, zero su 7…

In particolare le “Ostie ripiene” (quale dolce più appropriato? ;) ) capolavoro gastronomico a base di 2 ostie con al centro 3 mandorle ed un po’ di miele locale, specialità di Monte Sant’Angelo del Gargano…

Con un nome così, come potevamo rifiutare l’assaggio?

Pensiero Alimentare Positivo significa anche godersi il momento con gioia e gratitudine! Ma ne parliamo a breve nella prossima edizione on line del corso

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Elena Bedetti | aprile 2, 2009 - 10:12 am
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

intolleranza_lattosio_autodifesalimentare.gif

Nell’articolo Vegetariani e tumori, quel che conta è l’headline!, Viviana ha scritto una “sacra verità” ora vi racconto cosa mi è successo più di venticinque anni fa.

La carne non mi ha mai attirato più di tanto, non la mangiavo, non mi piaceva, quindi leggendo qua e là ho scoperto che non ero la sola a provare avversione verso questo cibo e che quelli come me si chiamavano vegetariani.

Perchè vegetariano (… ero molto ignorante ) significava “non mangiare carne”.

Convinta, mangiavo soprattutto pasta, formaggio e bevevo tanto latte.

Passavano gli anni e stavo malissimo. Mi svegliavo la mattina a pezzi stanca e con un mal di testa sordo. La giornata andava avanti, stavo sempre peggio, il mio mal di testa diventava insopportabile e gli antidolorifici non mi facevano più effetto. Arrivavo all’ ora di cena che ero uno zombi e poi finivo per vomitare.

Con il vomito passava il dolore acuto, stavo meglio e giusto per mangiare qualcosa… mi bevevo un bicchiere di latte.

Ero sposata da poco e mio marito nel vedermi in quello stato si spaventava… per me rappresentava ormai la normalità, ma non mi piaceva affatto.

Chiesi tante volte aiuto ai medici parlando dei miei mal di testa ma ricevevo sempre le stesse risposte: “è troppo stressata“, “troppo agitata“, “deve lavorare meno“,”troppe sigarette” ecc. ecc.

Un giorno conobbi un medico omeopata a cui riferii i miei problemi.

Mi visitò, mi fece un sacco di domande e dopo un’ora disse: “ok Elena adesso ho un quadro abbastanza chiaro, per confermare le mie ipotesi mi devi fare una promessa: per un mese non bere più latte e non mangiare nessun tipo di latticino”.

Cosa?” Ero perplessa, “ma che significa?

L’omeopata mi disse: “vuoi star bene?” io risposi “certamente“, “allora fai questa prova, ci vediamo tra un mese”.

Passai tre giorni bruttissimi mi sembrava di non poter mangiare nulla. :(

La terza notte mi svegliai piangendo “volevo il latte” (ero assuefatta), cercai di resistere per mantenere la mia promessa.

Una mattina, mentre mi lavavo, mi sono sentita diversa, non capivo… ero leggera e serena allegra: NON AVEVO MAL DI TESTA!!!

L’ omeopata mi disse che ero intellorante al lattosio, e che la maggior parte delle persone era intollerante al latte ma non  lo sapeva. Più in là ho scoperto anche l’intollerenza al grano e poi ho cominciato a studiare di più sull’argomento alimentazione ed ho capito tante cose.

Quest’anno ho partecipato al corso di Autodifesa Alimentare che mi ha dato conferme e mi ha insegnato molto su argomenti che non conoscevo e assolutamente indispensabili per il nostro benessere.

Elena Bedetti
Wellness Angel di Staff :D


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