By Viviana Taccione | marzo 10, 2010 - 1:07 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

lav_uova_pasqua_contro_galline_in_gabbia_

Meglio una gallina libera o una gallina in gabbia?
La risposta è scontata: meglio una gallina libera.

Eppure in Italia il 90% delle galline allevate vive ancora nelle gabbie di batteria.

Circa 40 milioni di galline italiane vivono in gabbie piccole come un foglio di carta.

E perchè? Per produrre gran parte di quei 12,9 miliardi di uova consumate dalle famiglie italiane in un anno.

Insieme possiamo dare alle galline una vita migliore.

Aiutaci a liberararle dalle gabbie.
Vieni in piazza sabato 13 e domenica 14 marzo.

Ai tavoli LAV potrai firmare le cartoline rivolte ai supermercati e al tuo Comune, per favorire la scelta delle uova da galline allevate non in gabbia

Riceverai una pratica guida per orientarti sulla scelta delle uova e un utile ricettario di Pasqua, per festeggiare con un menu gustoso e cruelty free.

Troverai l’uovo di cioccolato equo e solidale di cioccolato fondente, buono per te e per le galline: scegliendolo ci aiuterai a liberarle dalle gabbie!

Per conoscere meglio questa iniziativa e sapere dove trovarci nella tua città, clicca qui

(Fonte: www.LAV.it)

Autodifesa Alimentare aderisce alla campagna LAV contro le Galline in gabbia e ti invita a partecipare.

Nel corso di Autodifesa Alimentare on line impariamo a leggere le etichette delle uova, a difenderci dai messaggi ingannevoli di prati, fiori e farfalle sulle confezioni per capire davvero da dove provenga il nostro uovo e le sofferenze, la chimica o il malessere che c’è dietro.

Un malessere che non ha più un posto nelle nostre tavole.

Perchè quello che mangiamo incide sulla salute delle nostre cellule. Perchè mangiare male, imbottendosi di chimica e tossine, e contemporaneamente contribuire ad infliggere inutili sofferenze è unire la beffa al danno!  :shock:

E’ così facile scegliere l’uovo giusto, lo trovi anche nella Grande Distribuzione, basta un po’ di attenzione e qualche centesimo in più.

Una piccola consapevolezza che fa una grande differenza.

Grazie! :)

By Viviana Taccione | febbraio 20, 2010 - 1:00 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

mucca_autodifesa_alimentare

Durante il corso di Autodifesa Alimentare sfioriamo anche il discorso della Zoomafia e degli allevamenti di animali utilizzati per l’alimentazione umana, crudeli fabbriche di proteine purtroppo ben lontane dalle idilliache “fattorie” di una volta.

E mentre si fa un gran clamore intorno alla temibile sigla “OGM”, è importante considerare che ad oggi sono 15 gli organismi geneticamente modificati che riescono ad entrare senza problemi nella bella Europa.

10 tipi di mais, 3 di colza e 2 di soia utilizzati tutti come mangimi per animali, anche in Italia. :(

La verità è solo una: nonostante i bei campi verdi Italiani, oggi con tutti i nostri “vizi” e sfizi culinari, non riusciamo più ad essere autosufficienti in campo alimentare.

In Europa non siamo in grado di provvedere ai mangimi richiesti negli allevamenti animali.

E quindi? Li  prendiamo altrove! Dove? E quali sono le conseguenze di questo nostro arraffare? Questa è un’altra storia…

Ma andiamo con ordine, parliamo prima di salute, poi passiamo all’etica

Altro che “prati verdi, papaveri e papere”, i pastoni a base di mais OGM che gli animali di allevamento sono costretti a mangiare (che per fortuna pare non contengano più resti di altri animali :evil: ) sono importati da oltre confine, fuori dalla UE.

Altro che marchi DOC, DOP, IGP, IGT e compagnia bella…  anche le mucche del Consorzio del Parmigiano reggiano, mangiano OGM pranzo e cena! Greenpeace, che ha in atto una campagna di sensibilizzazione da anni cui l’azienda produttrice del formaggio n°1 al mondo fa - è proprio il caso di dirlo -  “orecchie da mercante”, docet. :(

E quindi alla fine si fa un bel dire di “mangiare locale”, mangiare a “kilometro zero” per diminuire l’impatto ambientale, quando poi la mucca mangia cibo che viene da chissà dove…

E oltre tutto  i media si sono solo preoccupati di verificare se gli OGM arrivino o meno dal mangime alla carne o al latte… (pare di no ma io continuo a pensare che sia una scelta molto pericolosa, queste trasformazioni molecolari magari richiedono anni e generazioni… senza parlare dei danni ambientali causati dagli OGM, dalle lobby che affamano gli agricoltori e dai pesticidi chimici che richiedono… no grazie! :( ) …

… dimenticando che nei paesi extracomunitari - spesso molto più poveri ed arretrati - l’agricoltura a “mangime” affama la popolazione locale.

Ne abbiamo parlato più volte.

Che senso ha coltivare interi campi di mais, di soia e di colza e vendere all’estero questo cibo come mangime, quando venduto come cibo per gli esseri umani potrebbe sfamare migliaia di persone affamate?

E probabilmente se non ci fosse tutta questa smania di mangiarsi ogni giorno “la bistecchina a base di OGM ed antibiotici”… (perchè una mucca che non bruca nel prato, chiusa nei capannoni si ammala e va curata :shock: ), potremmo anche evitare le culture OGM e smettere di mettere a rischio la biodiversità e la salute di tutti noi.

Insomma, sono la sola a vedere la verità stampata nero su bianco? :(

Eppure sono certa che basterebbe così poco, un po’ di ecologia alimentare e un po’ di buon senso!

:)
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer
www.autodifesalimentare.it/wa.htm

PS: Guarda il nuovo video di Autodifesa Alimentare!
Il mondo ha bisogno di Wellness Angels…


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By Viviana Taccione | novembre 30, 2009 - 4:46 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

viviana_e_leonardo_alla_colletta_alimentare_2009

Ben 4 tonnellate di cibo, per la precisione 4.090 kg, sono state collettate al solo supermercato del centro Commerciale I Granai a Roma Laurentina (8.600 tonnellate in tutta Italia)…

Ed è stato molto bello partecipare, nel nostro piccolo, e sensibilizzare le persone sul problema della fame strappandole per qualche secondo dai loro pensieri e donando loro la possibilità di sentirsi meglio e più forti tramite un gesto d’amore.

Ancora più importante del risultato della raccolta (risultato notevole sia in front office che in back office dato che siamo stati portati dalla Responsabile dei Volontari, Rita, a fare un giro turistico anche nella sezione immagazzinaggio dove tutti i generi alimentari venivano imballati per categorie, etichettati, pesati e portati via con accurate bolle di trasporto),

…. la cosa importante è l’aver trovato l’apertura, il sorriso, la disponibilità.

A dire la verità ci sarebbe tanto da dire sul genere di cibo che per forza di cose andava raccolto, cibo a lunga conservazione, cibo in lattina, preparato e omogeneizzato… però una volta tanto siamo andati “in vacanza” e ci siamo goduti solo l’atmosfera…

Insomma, anche per noi è stata un…  zero su sette! ;)

Complimenti a tutti i volontari del Banco Alimentare, ovunque abbiano operato in Italia!

Complimenti a tutti coloro che hanno contribuito alla Colletta e anche a coloro che non potevano partecipare ma che sono stati comunque gentili e pazienti sotto l’assalto dei Volontari…

E per chi non c’era c’è la possibilità di mandare fino al 15 Dicembre un SMS Solidale per sostenere la Colletta Alimentare. Grazie! :D

CONTINUA AD AIUTARE LA RETE BANCO ALIMENTARE CON UN SMS AL 48547


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By Viviana Taccione | novembre 25, 2009 - 12:49 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

formica_banco_alimentare.gifEcco una bellissima opportunità per gli Amici, Allievi e Wellness Angels di Autodifesa Alimentare…

Il prossimo Sabato 28 novembre torna la

Giornata Nazionale della Colletta Alimentare

un evento organizzato dalla Fondazione Banco Alimentare Onlus e dalla Compagnia delle Opere Sociali.

Potrai trovare in oltre 7.600 supermercati sparsi per la penisola più di 100.000 volontari con la pettorina gialla simbolo della Colletta che ti inviteranno ad inserire nel carrello della tua spesa qualche alimento non deperibile…

… Gli alimenti raccolti saranno distribuiti ai circa 1,3 milioni di indigenti attraverso 8.000 enti convenzionati con la Rete Banco Alimentare (mense per i poveri, comunità per minori, banchi di solidarietà, centri di accoglienza, ecc.).

Una frase mi ha colpito dal Comunicato Stampa:

“La confusione e lo smarrimento, in questo tempo di crisi, sembrano diventati lo stato d’animo più diffuso tra la gente.
Imbattersi, però, in volti lieti e grati, per la sorpresa di essere voluti bene, scatena un desiderio e un interesse che trascinano fuori
dal cinismo e dalla disperazione”.

Leonardo ed io ci siamo occupati spesso di volontariato (AISM, AIRC, Banco Alimentare, CRI, Capodarco, Telefono Azzurro, etc…) e abbiamo collaborato (molte volte organizzato) diverse esperienze di raccolta fondi e sensibilizzazione.

Devo dire che quello che ricevi da una giornata del genere, a livello energetico di entusiasmo, amore, autostima:D le amicizie che fai, le persone che incontri… è infinitamente superiore alle poche ore che doni!

I “volti lieti e grati” sono prima di tutto i volti dei Volontari che vivono ore memorabili… forse un po’ fuori della loro “Area di Comfort” ma proprio per questo di grande valore!

Inoltre, per tutti gli Operatori del settore Wellness e i Coach in erba, aggiungerei che la possibilità di osservare le persone nei loro atteggiamenti, nella loro generosità e nella loro paura è una profonda lezione di umanità, un corso sulla scintilla divina che è in ognuno di noi e che ci aiuta ad essere migliori.

Per sapere quali sono i supermercati in cui andare a fare la spesa (e mettere nel carrello qualcosa da donare all’uscita)…

oppure

… dove andare a regalare qualche ora del tuo tempo ed i nomi dei Responsabili dei Volontari da contattare... clicca qui o chiama il numero 02.896.584.50

Buona spesa e ottima giornata!!!
:D
Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Lise Carassiti | - 12:38 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

borsa-spesa-autodifesalimentare.gif

Poco tempo fa leggendo un periodico mi sono soffermata su un articolo molto interessante che dava  “consigli a fatica zero”  prorio perchè per niente faticosi ma utilissimi nel rispetto dell’ambiente.

Ho pensato così di mettervi a conoscenza ;)

1  Buste un plastica addio, dal 2010 si andrà a fare la spesa con buste biodegradabili o meglio se in stoffa.

2  Preferite, se il gestore lo consente, le bollette elettroniche per evitare l’uso di carta e inchiostro

3  La temperatura del termostato se puntata a 21° ci fa star bene, ma anche a 20° mica si muore di freddo ma si risparmiano 300kg l’anno di CO2 per abitazione all’anno

4  Lavatevi i denti e fatevi la barba certo ma che bisogno c’è di tenere il rubinetto aperto?

5  Se possibile utilizzate la bicicletta oppure mezzi pubblici o una bella comitiva di 5 persone su una sola macchina

6  Lo sapevate che gli alimentatori solo stando attaccati alla presa consumano? Infatti se li toccate sono caldi…

7 Fate dei carichi pieni di lavatrice e lavastoviglie non fate i mezzi carichi che consumano in maniera folle

8 Evitare le bottiglie e i contenitori in PET

9  Controllate se i vostri infissi non disperdono calore

10 Lasciate raffreddare i cibi prima di metterli in frigo

11 Abbiamo il sole che ci regala calore cerchiamo di sfruttarlo con i pannelli solari o fotovoltaici

12 Preferite cibi sfusi non in confezioni di plastica o polistirolo

Questi sono solo alcuni accorgimenti che a fatica ci costano zero ma che fanno veramente tanto e se proprio proprio dell’ambiente non vi importa gran chè pensate al vostro portafoglio… sempre risparmio è! :)


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logo-vegetarian-week-settimana-vegetariana_4

Da oggi, 1 Ottobre, inizia la Settimana Vegetariana Mondiale, un ottimo modo per avvicinarci un pò a questo mondo ancora per certi versi sconosciuto :-)

Spesso pensiamo che chi è Vegetariano mangia solo insalata, verdura e frutta ed è carente di tanti nutrienti, lo fa solo per amor degli animali e odia il genere umano.

Questi sono alcuni dei tanti luoghi comuni sul vegetarianesimo. :?

Pochi sanno che la scelta vegetariana è anche un modo per nutrirsi in modo più ecologico.

Come?

Gli allevamenti intensivi richiedono grandissime risorse idriche oltre a spazio che viene ricavato dalle foreste.

Ridurre quindi il consumo di carne può essere quindi un modo per lottare contro lo spreco di acqua e la deforestazione ed anche contro l’inquinamento delle falde acquifere a causa delle deiezioni animali… Bisognerà pure pulire le stalle in un certo modo, no?

Ercole docet :-(

Oltre a questo, aiuta anche ad essere più consapevoli dell’impatto che il nostro cibo ha sulle problematiche legate alla povertà nel terzo mondo.

Lo spazio usato per far crescere i cereali per il foraggio degli animali da macello potrebbe essere usato per lo sostentamento della popolazione…

Un esempio pratico: per produrre 1kg di carne ci vuole in media circa 15 kg di cereali  e da 15.000 a 70.000 litri di acqua!

Pazzesco!

Quindi, visto i tempi che corrono a livello ambientale, perché non seguire le ormi di una “grande” città belga come Gand che con slogan come…

“mangiare carne è peggio che guidare un SUV”

ha avuto la brillante idea di instaurare il “giovedì vegetariano”!?

Un ottimo modo per  essere più consapevoli del nostro impatto ambientale  ed arricchire il nostro ricettario di casa con ricette più ecosotenibili, colorate  e diverse…

La Settimana Vegetariana Mondiale magari può essere proprio l’occasione per riscoprire sapori che ormai abbiamo dimenticati, sapori antichi di cereali integrali persi nel dimenticatoio come il farro, l’orzo, il miglio, la segale… e legumi propri alla nostra tradizione mediterranea…

E perchè non approffitarne per mettere un po’ di etnico nel piatto  e spazzare con la mente ed il palato chilometri che fatti con l’aereo inquinerebbero molto di più? :-)

Potrebbe essere una cosa decisamente stimolante… e se fa bene alla mente ed al pianeta, perchè non provarci ? ;-)

E dopo aver provato una settimana, chissà… in ogni caso iniziare con il “giovedì vegetariano” potrebbe essere un passo che fa la differenza, sia che lo facciamo per la nsotra salute, che per il pianeta… e per i nostri nipoti ;-)

Dopotutto “L’albero nasconde la foresta”…

E sono certa che se ci mettiamo tutti un pò del nostro, possiamo fare la differenza :-)

Un “verdissimo” abbraccio ;-)

Sandra Saporito
Wellness Angel


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premio_critica_autodifesalimentare_.gifIn questi giorni un’altra incredibile battaglia contro i prodotti biologici, un attacco ingiustificabile che gioca come sempre sulla parzialità degli studi, sui giochi di parole, sul detto e non detto, probabilmente per influenzare a livello politico certe imminenti decisioni comunitarie.

A scapito dei cittadini.

Non certo per difendere la salute, l’ambiente, l’ecosistema…

In quale bacata testa l’uso di pesticidi, anticrittogamici, chimica e veleni può essere meglio? Nella testa di chi li produce, ovviamente. :(

Ed in questa calda atmosfera estiva un doveroso premio della critica anche ai giornalisti che hanno accolto con gaudio e giubilo la faccenda, creando titoloni altisonanti che si fanno leggere e non fanno però pensare…

Dimenticando che la maggior parte delle persone non ha nè tempo nè voglia di approfondire leggendo il resto dell’articolo…

E così il titolo diventa verità anche se leggendo bene in fondo all’articolo qualche giornalista più giudizioso insinua un dubbietto…

Ecco i titoli.

Alimentazione, per studio inglese cibo biologico non è più sano

SALUTE: alimenti biologico, più cari ma non più salutari

Dalla Food Standards Agency una tegola sul biologico

I cibi biologici non sono migliori di quelli normali

Ricerca inglese ’sconfessa’ i cibi biologici: “Costano solo di più”

“Il biologico? Fa bene solo a chi lo produce”

Organic food not nutritionally better than conventionally-produced …

OGM: Puristi della tavola, dietrofront «Il cibo biologico non è migliore»

Ed ecco in sostanza il fatto.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition condotto da “esperti” della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha accertato che la maggior parte dei contenuti di vitamine e minerali degli alimenti non biologici è pressochè uguale a quello degli alimenti biologici.

Da qui l’errata conclusione che in base a questo parametro - il cibo biologico non sia più salutare.

Ma che significa “salutare“?

Berresti in una pozzanghera di acqua e petrolio perchè tanto ci sono le stesse molecole di acqua che sono in una pozzanghera di sola acqua? :shock:

Bene questi sapientoni sono convinti che sì, effettivamente tu lo faresti.

O ancora, sempre a parità di molecole…

preferiresti un bicchiere d’acqua per avere il quale è stato ucciso ed ammazzato, opppure uno che non abbia causato nessun tipo di vittime?

Detta così ha un significato diverso, vero?

E’ che le parole possono nascondere verità e menzogne… possono ipnotizzare, spaventare, affascinare.

E’ evidente che questo studio è parziale perchè prende in considerazione solo le CARENZE nutrizionali che purtroppo oggi si trovano in tutti i tipi di cibo, sopratutto perchè vengono coltivati a km di distanza dal luogo di consumo, perchè vengono conservati per lunghi periodi, perchè sono sempre più lavorati…

… lo diciamo nella aule del nostro corso on line di Autodifesa Alimentare, purtroppo anche i cibi biologici (sopratutto quelli della grande distribuzione) sono soggetti a carenze nutrizionali.

E’ anche il terreno che è più povero, le piogge che sono meno sane, l’ambiente tutto che si sta degradando, Gaia che si sta ribellando!

Ma il biologico non si sceglie solo per ovviare alle carenze (niente di meglio di un buon integratore o un alimento funzionale se non hai l’orto di casa tua!) ma sopratutto per ovviare agli ECCESSI, cioè ai veleni… e anche per una certa intelligenza ed etica ambientale.

Scavando scavando comunque nella notizia poi trovi delle specifiche:

Dagli assurdi nonsense e giri di parole tipo:

“E’ stato riscontrato un ristretto numero di differenze nei principi nutritivi contenuti nei prodotti organic rispetto agli alimenti prodotti in maniera convezionale - afferma Alan Dangour, autore della ricerca - ma non si tratta di dati rilevanti per la salute pubblica. Secondo la nostra ricerca, non c’è ragione di scegliere un cibo biologico sulla base di una presunta superiorità nutrizionale“. (ASCA)

“Il ritornello del prof. Dangour a questa obiezione è il solito: «L’eventuale sovrappiù di sostanze chimiche riscontrato nei cibi convenzionali rientra nelle ordinarie variazioni statistiche e non ha impatto significativo sulla salute»” (LA STAMPA)

Ai barlumi di consapevolezza…

La Soil Association accusa la Fsa di aver presentato uno studio che tralascia aspetti importanti come l’impatto di pesticidi ed erbicidi. Pronta la risposta del dottor Dangour, a capo del team di ricercatori Fsa: «Vi è una possibilità che il cibo bio abbia meno residui chimici, ma ciò non rientra nell’orizzonte del nostro studio. Noi abbiamo dimostrato che ci sono pochissime differenze nutrizionali tra organico e convenzionale». Anche se dalla stessa ricerca si evince che il bio ha alti livelli di fosforo e altri minerali… (SLOWFOOD)

Insomma… se leggi il Blog di Autodifesa Alimentare sappiamo che sei una persona che ama arrivare fino in fondo… e quindi avrai già tratto le tue conclusioni su questa assurda vicenda… :D

A parte chei cosidetti micronutrienti - che sono comunque superiori nel biologico (organic) - anche se questa loro superiorità numerica  “globalmente” non incide sulla salute pubblica… hanno un loro valore ed una loro funzione:

certo, perchè una percentuale più alta di micronutrienti in realtà incide nella salute privata del cittadino, nel suo senso di benessere, nella sua energia, nell’innalzamento delle difese immunitarie…

Ma cosa ne vogliono capire lor signori abituati a lavorare con virus e pandemie (spesso false ed indotte), abituati a lavorare con molecole chimiche di farmaci e antibiotici killer…

… di prevenzione, di nutrizione cellulare che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ti permette di alzare il tuo livello di benessere e smettere di andare in farmacia?

O forse è proprio questo cui mira questo studio?

Non basta la cosiddetta influenza suina, studiata a tavolino per terrorizzare la gente e farla vaccinare con vaccini (inutili e più pericolosi) che debilitano il sistema immunitario…

… a scanso di equivoci blocchiamo anche questa “follia nascente del biologico“… eh già… ultimamente sta prendendo piede un po’ troppo…

… Hai visto mai che la gente migliora la salute… e poi noi dell’industria farmaceutica che facciamo?

… Nessuno di noi ha voglia di riconvertire la nostra attività mettendosi a coltivare carote concimandole con la cacca di cavallo!!! :(

Così davvero non va!!!

E se è la prima volta che ci leggi… Benvenuta/o di cuore in Autodifesa Alimentare.

Ma ci vogliamo preoccupare, tanto per citare un argomento a caso, della nostra salute e quella dei nostri figli, dei veleni che inquinano l’ambiente e le falde acquifere…

… dell’energia sprecata nel produrli, delle malattie che si propagano tra gli operai che lavorano nelle industrie e dei braccianti, agricoltori, allevatori che lavorano nei campi a contatto con tali sostanze?

Vogliamo pensare agli OGM, all’ecosistema, alla moria delle api, ad un mondo che sta scomparando soffocato dai fumi dell’industria petrolchimica?

Vogliamo infine pensare alle sofferenze degli animali che sono allevati in regime non biologico con antibiotici, chimica, macchinari che li torturano per sopperire alla vita naturale all’aperto…

… pensiamo solo alle galline che nel biologico vivono libere in allevamenti misti e nel non biologico sono ammonticchiate in gabbie 40 cm per 40 cm in capannoni con luce artificiale tutta la loro miserevole vita?

E nel loro studio gli scienziati hanno per caso preso in considerazione il terrore, l’adrenalina che resta nei cibi animali, le basse vibrazioni che permeano questo tipo di produzione non biologica?

Non chiediamo tanto, solo un po’ di onestà.

Passa parola, inoltra questo articolo e fai conoscere la voce dei Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

E ti sarei davvero grata se volessi lasciarmi un commento qui sotto!!! Grazie! :D


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By Alessia Moda | giugno 16, 2009 - 7:55 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

video-meat-the-truth.gif

Salve a tutti, ogni tanto mi faccio sentire con qualcosa di interessante da dirvi…

Qualche giorno fa mi è stato mandato dalla SSNV un link interessantissimo su un documentario realizzato dalla fondazione olandese, la Nicolaas G.Pierson Foundation , tranquilli doppiato in italiano :)

E’ un documentario con le più aggiornate informazioni scientifiche sull’influenza che gli allevamenti intensivi possono avere sulle condizioni climatiche e sull’ambiente: l’industria di allevamento causa il 18% dell’effetto serra totale, una percentuale simile a quella dell’industria :shock: e maggiore di quella dell’intero settori dei trasporti pubblici e privati (13%).

Infine il documentario riesce a mostrare, attraverso interviste e statistiche, come un’alimentazione basata su alimenti vegetali sia necessaria per diminuire drasticamente l’impatto ambientale della produzione di cibo.

Lo trovate on line in due versioni, originale e breve, anche qui:

http://www.wcoaching.it/rassegna_video.htm :mrgreen:

Un saluto a tutti

Alessia Moda
Infermiera 118 e Wellness Angel di Staff

PS: è stato molto interessante… date un’occhiata e lasciate un commento qui sotto !!!!


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By Margherita Manzone | maggio 24, 2009 - 1:32 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

giardino-che-nostra-vitaLa settimana scorsa ho visto nella vetrina di una libreria accanto a libri sul giardinaggio “Il giardino che è la nostra vita” (coltivare e nutrire noi stessi).

L’ho letto e l’ho trovato molto interessante e molto piacevole da leggere.

Sono presi in considerazione 10 punti di cui l’ultimo è intitolato “Il mondo intero è il nostro giardino: la vigilanza“.

In questo punto viene anche presa come esempio Wangari Maathai, nata in Kenya nel 1940, che si impegnò tutta la vita per la difesa dell’ambiente.

Ci fu un periodo in cui i fiumi continuavano a prosciugarsi, gli alberi continuavano ad essere tagliati per fare spazio alle coltivazioni di tè e di caffè. La perdita degli alberi rendeva impossibile trovare legna da ardere. Come conseguenza le famiglie cominciarono a consumare cibi sempre più elaborati (pane bianco, riso e farina). Alla lunga si arrivò al diffondersi della malnutrizione soprattutto tra i bambini e gli anziani:

il legame tra i problemi dell’ambiente e le loro cause (disboscamento, distruzione della vegetazione, agricoltura non sostenibile e perdita del terreno) era ovvio. Era necessario fare qualcosa[...] Semplicemente, mi dissi: “Perchè non piantare alberi?”

Gli alberi avrebbero fornito alle famiglie la legna da ardere che serviva a cucinare cibi nutrienti. Gli alberi significavano ombra e radici che avrebbero potuto servire come protezione per i bacini idrici. Gli alberi avrebbero potuto essere fonti di cibo, avrebbero potuto significare il ritorno degli uccelli.

Così ebbe inizio il Green Belt Movement.

Di qui in poi è interessante la lunga lotta di Maathai per la difesa dell’ambiente, non sempre capita. Nel 2004 riceve il Premio Nobel per la pace, ottiene un seggio in parlamento con un programma che lei descrive come le 3 gambe di uno sgabello:

  • la necessità di rispettare i diritti umani
  • la necessità di una gestione delle risorse giusta e sostenibile.
  • la necessità di una cultura di pace.

Come non si può non sostenere questo splendido esempio?

Con questo ho ricevuto un altro incarico di fiducia in merito all’ecologia della nutrizione… :)


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By Elisa Pampolini | maggio 21, 2009 - 11:45 am
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

batgirlEccomi qua, con qualche mia riflessione delirante al termine del nostro incontro serale!!!

Se alla mia prima esperienza di AA la mia attenzione era completamente rivolta all’apprendimento teorico, e alla seconda ero concentrata nel mio ruolo di membro della staff, ora invece sto approfondendo l’aspetto più “spirituale” che sottende questo percorso alimentare.

Vero, nulla succede per caso, e una volta entrati in questa spirale energetica la strada è irreversibilmente un concatenarsi di eventi volti in un’unica direzione: la consapevolezza!

Lo spunto di questa riflessione è un mio sogno ricorrente di queste ultime notti: trovo un piccolo pipistrello raggomitolato in un luogo sporco, lo raccolgo delicatamente tra le mani e lo poso per terra, alla luce, dove sembra riprendersi e si trasforma in un altro animale.

Questo sogno ha destato grande curiosità tra i miei amici, che mi hanno fornito le più svariate interpretazioni (grazie anche ai Wangels che si sono prodigati nell’impresa!), ma tra tutte ho sentito particolarmente “mia” la lettura di una psicologa:

il pipistrello rappresenta qui miei contenuti inconsci che io ora accolgo senza giudizio e porto alla luce della coscienza, permettendo così la loro trasformazione ed evoluzione.

In questa mia fase di profondo cambiamento, in cui sto abbandonando le vecchie certezze per costruirmi una nuova realtà, l’interpretazione mi è sembrata particolarmente calzante, e da qui è scattata l’associazione con l’impronta ecologica: alimentazione non solo in termini di vera nutrizione ma come percorso evolutivo della coscienza, che non può prescindere da considerazioni etiche, sociali, ecologiche e, mi permetto di aggiungere, spirituali.

Perchè ora più che mai le nostre scelte individuali possono influenzare il futuro di questo piccolo puntino nell’universo sul quale viviamo!

Elisa Pampolini
Naturopata e Wellness Angel di Staff


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By Viviana Taccione | marzo 9, 2009 - 12:22 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

cow-amazzonia__aa.gif

In Amazzonia, negli ultimi 10 anni (1996-2006 rapporto Greenpeace) una superficie di 10.000.000 di ettari, (considera 1/3 del territorio Italiano) è stata tagliata o bruciata illegalmente per essere adibita al pascolo di bovini.

L’allevamento di bovini è la causa principale della distruzione del nostro polmone verde, con conseguente perdita di biodiversità (estinzione di migliaia di specie animali e vegetali), e gravose emissioni di CO2.

Per esempio, l’allevatore di mandrie numero 1 al mondo, il Brasile, ha anche il triste primato di essere il 4° come emissioni di CO2, il 75% dei gas serra derivanti proprio dalla deforestazione amazzonica.

Una situazione preoccupante anche perchè, totalmente in controtendenza nei confronti della crisi finanziaria ed ambientale, il Brasile intende entro 10 anni intende raddoppiare le sue capacità di esportazione. :(

Che possiamo fare nel nostro piccolo?

Indirizzare le nostre scelte a tavola con una nuova consapevolezza verso il risparmio energetico.

Abbiamo già visto nell’aula di Autodifesa Alimentare come i cibi che subiscono meno “trasformazioni” abbiano più nutrienti e, contestualmente, un impatto ambientale più contenuto.

Quindi sono più sani per la nostra salute, ci danno più energia e danneggiano meno l’ambiente.

In pratica… aumentiamo il consumo di legumi, cereali integrali, verdure e limitiamo, il più possibile, cibo e derivati da grandi animali.

Principalmente carne di mammiferi come bovini, agnelli, capre, suini - animali foraggiati a culture OGM e che diventano - loro malgrado - carne “rossa”, ricca di grassi saturi, antibiotici e chissà cos’altro… e, naturalmente, i loro derivati, latte di mucca e formaggi.

Senza necessariamente fare scelte “drastiche”, è solo una questione di ristabilire le giuste proporzioni… I vantaggi sono molteplici, le controindicazioni, nessuna!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer :D


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By Stefania Signorotti | gennaio 31, 2009 - 12:55 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

Ecologia della Nutrizione, intervista di Viviana Taccione a Marina Berati

Quanto possiamo influire noi direttamente sull’ambiente? Quanto profondo può essere il nostro impatto sulla Terra?

Quanti di noi ci hanno pensato, veramente, prima di questo corso?

Lo ammetto: escludendo la raccolta differenziata e nonostante mi fossi già avvicinata ai temi che ruotano attorno al concetto di salute e benessere, MAI.

Ecco perchè, fra gli argomenti della 3a lezione, ho scelto proprio questo: qual è la mia impronta ecologica?

Ho scoperto che l’ecologia della nutrizione

“è una scienza che esamina tutte le componenti della catena alimentare valutandone gli effetti secondo 4 punti di vista principali: la salute umana, l’ambiente, la società e l’economia”.

Viene seguito tutto il procedimento “dalla culla alla tomba”: la produzione, il raccolto, la conservazione, l’immagazzinamento, il trasporto, la lavorazione, il confezionamento, il commercio, la distribuzione, la preparazione, la composizione, il consumo del cibo e lo smaltimento dei materiali di scarto prodotti nelle varie fasi. (vedi www.nutritionecology.org/it)

E’ comune la frase “sì, lo so, ma io che ci posso fare, tanto poi mica siamo noi che decidiamo, non è che se io non mangio la carne salvo il pianeta”; ci dimentichiamo che sono proprio le nostre scelte individuali ad essere determinanti e dobbiamo esserne responsabili.

Mi piace la frase “non abbiamo ereditato il pianeta dai nostri padri ma lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli”, se ognuno di noi cominciasse a privilegiare certi alimenti piuttosto che altri, se tutti cominciassimo a cambiare le nostre abitudini informando ed educando giorno dopo giorno le persone attorno a noi a fare altrettanto, quanto avremo fatto per la salute nostra e del pianeta, proprio noi, nel nostro piccolo? Quanti milioni di persone potrebbero essere sfamate?

E’ sconvolgente poi scoprire che per produrre 1Kg di carne bovina da allevamento intensivo vengono sprecati 100.000 litri d’acqua!

Continuando a leggere nel sito indicato (chi ha ascoltato l’intervista di Viviana a Marina Berati “Ecologia della Nutrizione, Cibo per tutti, per sempre” certamente avrà già avuto modo di approfondire il discorso) e come già spiegato da Leonardo nel corso di Autodfiesa Alimentare…

l’88% della foresta amazzonica abbattuta è stata adibita a pascolo e la deforestazione continua incessantemente; in Africa lo sfruttamento dei suoli per l’allevamento estensivo (i cui prodotti vengono esportati nei paesi ricchi) porta alla desertificazione….

Questo tipo di abitudini alimentari sono causa di un duplice problema di malnutrizione: nei paesi poveri una malnutrizione dovuta alla mancanza di cibo e acqua; nei paesi ricchi una malnutrizione dovuta a eccesso di proteine e grassi animali, che è oggi tra le principali cause di morte.

Invito anch’io a vedere e divulgare il bellissmo video di P. McCartney “Terra divorata” che si trova all’indirizzo www.wcoaching.it/rassegna_video.htm

Diamoci da fare, giorno per giorno, una persona alla volta, insieme si può, proviamoci!

Ania :D


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By Viviana Taccione | novembre 21, 2008 - 12:56 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

pacco-country_autodifesalimentare.gifDecisamente nell’elenco dei regali “politicamente scorretti” ci sono degli oggetti infernali poco salutari a tavola… come la friggitrice!

Ed è anche uno dei tradizionali regali che si fanno a Natale, insieme ad un mucchio di piccoli elettrodomestici energivori, spesso inutili e ruba spazio….

Insomma scegliendo un regalo in genere - perchè un regalo si presume debba essere una manifestazione di amore - cerchiamo di sfuggire al richiamo del consumismo e dell’usa e getta: cancelliamo dalla nostra “lista” oggetti che comportino ulteriori sprechi di energia elettrica, uso di pile e… il cui uso possa sprecare un’altra preziosa risorsa: la salute.

In questo senso una friggitrice si posiziona ai primi posti della classifica!

Per non parlare del fatto che sempre (o quasi) viene regalata agli sposini… Con tutto quello che sappiamo oggi delle fritture, dei grassi transgenici, le malattie cardiovascolari e compagnia bella… Che gran “bell’augurio” di una vita sana e felice!

Già si sa che la vita matrimoniale tende ad “allargare un po’ il giro vita”, ci mettiamo anche una cambiale del genere!

Quindi se per caso nella lista di nozze dei tuoi amici ti capiterà di trovare un attrezzo simile… noi Wellness Angels di Autodifesa Alimentare ti raccomandiamo caldamente… un’obiezione di coscienza! :D

Quale potrebbe essere un’alternativa salutare per un regalo “culinario”?

Wok di acciaio inossidabile (o al titanio se vuoi essere ancora più figo … basta che non ci sia teflon) , una serie di cestini per la cottura a vapore o una pietra ollare!

Ci sono poi tanti libri di cucina alternativa, vegana, macrobiotica tra cui scegliere… 

E, (dulcis in fundo!  :P ) ottima idea anche un biglietto virtuale per il nostro Corso on line di Autodifesa Alimentare… un biglietto “familiare” per una lunga vita felice, senza nervosismi da sbalzi glicemici o tristi mal di pancia! :D

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer Autodifesa Alimentare


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By Viviana Taccione | ottobre 26, 2008 - 12:17 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

allevamento_galline.jpg

Tanto per stemperare un po’ certi argomenti di cui parliamo spesso, ho trovato una vignetta veramente atroce su questi poveri tacchini che cercano di sfuggire alla pentola…

Comunque è davvero da “polli” spacciarsi per mucche al giorno d’oggi.
Io avrei fatto “miao” invece che “muuu“… non trovi? ;)


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mucca_autodifesalimentare.gif

Ciao… Allievo Wellness Angels, Amico dei Wellness Angels & Co!

Un Memo veloce per ricordarti un grande evento in diretta LIVE dalla nostra Redazione schedulato il prossimo 2 Ottobre.

Ti aspetto… e, data l’importanza dell’argomento, sentiti assolutamente libero di passare parola ed invitare GRATIS tutti i tuoi amici.
Ascolterannno rivelazioni imperdibili e avranno il brivido di sperimentare l’emozionante atmosfera della nostra Aula virtuale!

Tutti i dettagli qui: http://www.autodifesalimentare.it/blog/?p=548 :)


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Ecologia della Nutrizione

Nell’ambito degli approfondimenti in tema di Autodifesa Alimentare, Viviana Taccione intervisterà on line tramite la stessa sala virtuale che usiamo per il corso, l’Ingegnere Marina Berati, coordinatrice di Agire Ora Network e portavoce del NEIC Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione.

Questo teletraining molto speciale si chiamerà:

Ecologia della Nutrizione.
Cibo per tutti, cibo per sempre

Marina ti svelerà delle cose che devi assolutamente sapere. Perchè il Benessere non è qualcosa di esclusivamente personale. Come abbiamo visto si allarga alle nostre famiglie, e sapere di agire per il meglio in tutti i sensi può avere anche un grande impatto sul nostro benessere emotivo.

Puoi prenotarti GRATIS alla diretta e fare una DOMANDA specifica, cliccando qui.

Attraverso il cibo che NOI scegliamo di mangiare, possiamo avere un impatto POTENTE sul risparmio di energia, di acqua, di emissioni di gas serra, di sostanze chimiche, di terreni, di risorse alimentari…

Le  nostre scelte a tavola contano PIU’ delle nostre scelte in altri settori (trasporti, consumi domestici di energia).

Ma NESSUNO lo sa, perchè POCHI hanno interesse a dirlo.

Nonostante il NEIC, Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione ne parli da anni, queste VERITA’ solo da poco stanno emergendo sui media…

Se vuoi capire i MOTIVI di questa situazione, conoscere gli studi più recenti, le soluzioni da applicare a livello individuale, partecipa alla:

Audioconferenza in diretta web con Marina Berati
Giovedì 2 Ottobre ore 21.00 nell’aula virtuale I FEEL GOOD.

Clicca subito qui per assicurarti il tuo POSTO e fare la tua DOMANDA.


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By Cristian Milone | giugno 19, 2008 - 1:57 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

olio_biologico.gifSapete dove buttare l’olio della padella dopo una frittura fatta in casa? Sebbene non si facciano molte fritture, quando le facciamo, buttiamo l’olio usato nel lavandino della cucina, nel WC o in qualche altro scarico, vero?

Questo è uno dei maggiori errori che possiamo commettere. Perché lo facciamo?…

Semplicemente perché non c’è nessuno che ci spieghi come farlo in forma adeguata. Il meglio che possiamo fare è ASPETTARE CHE SI RAFFREDDI e versare l’olio usato in un recipiente (bottiglia di plastica, o barattolo) da portare, quando pieno, alle Isole Ecologiche.

Questo vale anche per l’olio del tonno, dei vasetti sott’olio, etc. etc

UN LITRO DI OLIO CONTAMINA CIRCA UN MILIONE DI LITRI D’ACQUA,
quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni
.


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By Cristian Milone | giugno 3, 2008 - 1:37 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

time_starvation.jpg

ciao a tutti,

tra pochi giorni si terrà a roma un summit delle nazioni unite per discutere circa la crisi alimentare, il rischio è che in realtà non facciano nulla.

mi rendo conto che questo post esula dal corso, ma se ci pensiamo un attimo neanche poi tanto.

per chi è interessato vi posto un link di un sito in cui vengono date alcune informazioni sulla crisi alimentare mondiale, sentita soprattutto nel terzo mondo, e per chi vuole la possibilità di firmare una petizione che chieda un intervento massiccio nell’adottare politiche di difesa alimentare a livello mondiale in conformità con i diritti umani.

essendo un argomento delicato non aggiungo altro, chi è interessato può visitare il link

http://www.avaaz.org/en/world_food_crisis/98.php?CLICK_TF_TRACK

ciao
cristian :)

p.s. il sito è in inglese, vi posto anche un link di un traduttore di siti http://it.babelfish.yahoo.com/?fr=avbbf-it


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By Viviana Taccione | - 1:37 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

dolphin.gifE’ così triste doversi porre tante domande prima di poter acquistare del buon tonno, cibo con cui siamo tutti cresciuti e che oggi, tra tracce di mercurio, crudeltà delle tonnare, rischio di mangiare carne di delfino etc… è diventato un cibo molto discusso.

Parleremo di pesce durante la terza lezione del corso. Piramide alimentare e scelta vegetariana…
E ci saranno elementi di riflessione affinchè si possa scegliere.

Intanto è bene distinguere tra il tonno rosso (definito da Linneo nel 1758 “Thunnus thynnus”, quello conosciuto anche come “bluefin” in inglese) e gli altri pesci “tunnidi“, specie prevalentemente oceaniche: Tonno Striato, Tonno Alalunga, Tonno Alletterato, Tonno Albacore (il famoso “Pinna Gialla”), che non hanno le stesse proprietà nè lo stesso sapore del tonno rosso.

Il motivo per cui il tonno è così inquinato (sopratutto di mercurio) oggi è per la sua poderosa mole e la sua longevità: può arrivare a 50 anni e il suo peso a 700 kg. In realtà i tonni pescati nel mediterraneo si aggirano intorno ai 200 kg.

Il tonno rosso è un pesce migratore molto veloce (70 km all’ora!) che se ne va in giro ramingo per i 7 mari mangiando altri pesci che sono anche loro carichi di mercurio…

Il suo viaggio parte nella fredde acque dell’Atlantico del nord, da dove in Primavera parte verso sud per riprodursi. Passando da Gibilterra depone le sue uova nelle calde acque del Mediterraneo, a sud della Sicilia, talvolta fino in Turchia.

A differenza dei salmoni che muoiono nel deporre le uova, il tonno va e viene ogni anno per i nostri mari, sempre che non finisca in una tonnara volante o non sia preda dei cacciatori di alto mare o di qualche amante della pesca sportiva.

In realtà molti sostengono che non tutti i tonni tornino nelle acque fredde e questo spiegherebbe perchè si peschino tonni tutto l’anno… Comunque lungo le coste italiane sono sempre più rari anche a causa dell’inquinamento delle acque.

I rischi effettivi di mangiare carne di delfino ci sono sopratutto con la pesca di alto mare, i branchi di tonno sono avvistati con l’elicottero e vengono lanciate in mare delle enormi tonnare volanti per bloccarli, i tonni sono lavorati a bordo e spesso inviati in Giappone dove grazie alla passione dei Giapponesi per il pesce crudo (”sushi”), alle aste di Tokio raggiungono cifre da capogiro.
E meno male che bisognerebbe mangiare solo cibo locale… :?

Oggi in alcune tonnare esistono dei sommozzatori che si immergono 1 volta al giorno per verificare se ci sono dei delfini da liberare.
Alcune marche di tonno hanno infatti scritto sopra l’etichetta che non contengono carne di delfino. Una garanzia in più di attenzione nei confronti dell’ambiente.

Ma poi perchè il tonno sì ed il delfino no?
Dobbiamo salvare gli animali solo se sono più “simili” e/o capaci di interagire con noi? Anche i tonni sono a rischio di estinzione.


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By Gianluca Bottaro | maggio 12, 2008 - 3:25 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

Fate giocare i vostri bambini a questo simpatico gioco, la prossima volta che vedono un MAC (non il computer), magari gli passa la voglia…

Buona partita a tutti!!!
Gianluca :)


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