By Sandra Saporito | marzo 5, 2010 - 12:24 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

cipolla_germogliata

Perché farla semplice quando la si può far difficile? :-)

E’ questo che mi chiedo leggendo l’ultima “trovata” del Codex Alimentarius

[ di cui abbiamo già parlato in passato in un intervista che vi consiglio caldissimamente di ascoltare e scaricarvi!]. ;-)

Come ben sapete, l’irradiamento degli alimenti è ormai parte della nostra quotidianità dal 1973 . Allora si pensava, ingenui che siamo, che l’irradiamento con raggi gamma avrebbe risolto notevoli problemi: sapete quegli “odiosi” germogli che crescono sulle patate? Oppure la cipolla e l’aglio che iniziano a far la piantina?

Bene, qualcuno ha pensato che se non avessero più germogliato come Madre Natura comandava sarebbe stato un bene per tutti. :(

Idem per il grano che è stato modificato con i raggi gamma perchè crescesse più basso e fosse più comodo da coltivare.

Peccato che da allora, si pensa che sia proprio l’irradiamento del grano con raggi gamma ad aver scatenato quell’esponenziale crescita di casi di celiachia ed intolleranze al grano!

- Eh sì, pare che facendo così si modificherebbe la struttura genetica delle cellule!

- Ma come “pare”? :shock:


- Beh sì… non si sa ancora con certezza… servono anni per fare studi su queste cose.


- E ce le troviamo nel piatto senza sapere con sicurezza gli effetti che provocano?

- Heggià :-(

Che strano, non mi giunge nuova questa storia!

Ma torniamo ai nostri cibi “radioattivi”!

Cosa rischia di cambiare?

“la Commissione del Codex Alimentarius (organismo tecnico della Fao e dell’Oms  - Organizzazione Mondiale della Sanità - che definisce gli standard di ’sicurezza’ degli alimenti), non contenta dei 60 cibi irradiati in oltre 41 Paesi, ha proposto ai 169 Stati aderenti dosi superiori di radiazioni rispetto agli attuali e contenuti 10 kiloGray, da applicare oltretutto su una più vasta gamma di prodotti”.

Mmh, più irradiazioni in più cibi detto in poche parole.

Esempi?

Tuberi che non germogliano MAI.

Funghi e fragole che durano 3 settimane

Carne che rimane rosea per… troppo tempo per essere naturale! :-(

A breve termine… Ma a lungo termine? Chi lo sa…?
:-(

Pare che questo provvedimento sia stato scelto per garantire al consumatore una più grande igienità del prodotto…

Chi mi conosce sa che sono una fedele seguace della logica perciò mi chiedo… ma perché questi provvedimenti non vengono fatti all’inizio della “filiera”?

Se ci pensate sarebbe più logico… e più sano!

E’ un po’ come darci un colpo in testa e darci subito dopo un antidolorifico per il mal di testa!!!

Invece di aumentare processi che bene non fanno perché non si segue semplicemente poche ma INDISPENSABILI regole? Come:

- Agricoltura rispettosa della natura con conseguente attenzione al terreno che potrebbe essere paragonato al nostro intestino ;-) determinando la qualità di gran parte di ciò che cresce sopra [ farò a breve un articolo su questo soggetto troppo spesso dimenticato]

- rispettare la stagionalità del cibo: la Natura fa bene le cose… ci da quello di cui abbiamo bisogno quando ne abbiamo bisogno. Meglio di così

- Preferire le filiere corti : meno passaggi, meno tempo trascorso tra raccolto e consumo.

- Dare valore al tempo: se vuoi qualcosa di qualità, devi aspettare!

- Comprare ciò di cui abbiamo bisogno senza riempire il frigo fino all’orlo per poi dover buttare i ¾ perché “è troppo pieno, non riesco a mangiare tutta quella roba”.

I provvedimenti per la sicurezza alimentare devono essere presi nella fase di produzione del cibo, devono garantire standard di qualità e non spacciarci come sana una cotoletta proveniente da un allevamento intensivo stra colma di farmaci, ormoni, OGM, e chi più ne ha ne metta per poi “sterilizzarla”!

A volte mi dico che la crisi finanziaria ha toccato proprio tutti i settori… potrebbe essere che  l’industria del malessere sia già in rosso? ;-)

Bene, se proprio vogliono “giocare” con DNA e raggi , sono disposta a fornirgli una lista molto completa di piante sparite per opera dell’ uomo [ senza parlare degli animali]… se invece di “nuclearizzare” il nostro piatto si impegnassero a rimediare ai problemi che l’uomo nel tempo ha provocato penso che sarebbe meglio!

Detto tra me e voi, con le chicche che vi sto dando per fare l’orto sul terrazzo sarete al sicuro… nessuno verrà a “nuclearizzare” le vostre fragole sul balcone!!! :-D

Un “denuclearizzato” abbraccio :D

:)
Sandra Saporito
Wellness Angel

Ps: Più di 2000 anni fa, esisteva un ulivo che produceva un olio d’oliva rosso ;-) non sarebbe più produttivo riscoprire piante scomparse? ;-)

Ps2: vi do un piccolo trucco per scoprire se i vostri cereali e/o legumi sono stati irradiati: provate a farli germogliare! Se germogliano è tutto ok, altrimenti…diffidate! [ Grazie Stefy ;-) ] Il germoglio è la prova del 9 ;-)

By Elisa Pampolini | marzo 4, 2010 - 1:53 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

etichetta.gifAlcuni giorni fa ci siamo iscritti all’Associazione “un punto macrobiotico” e abbiamo acquistato presso il punto vendita di Ferrara una crostata priva di alimenti di origine animale (latte, burro, uova).

Il dettaglio interessante riguarda l’etichetta con alcune informazioni per il consumatore che illuminano sul valore dell’alimento al di là delle caratteristiche prettamente nutrizionali.

Per ogni singolo ingrediente innanzitutto viene indicata la regione di provenienza. Poi sono elencati i passaggi di preparazione, dalla pasta madre al confezionamento in sacchetti, passando attraverso preimpasto, riposo, aggiunta dei singoli ingredienti, lievitazione, cottura in forno a legna, raffreddamento.

Seguono poi i passaggi della catena di distribuzione, dai produttori di materie prime fino al consumatore.

Un’ ulteriore nota è dedicata al consumo d’acqua e di energia per la realizzazione del prodotto e al numero di persone che hanno contribuito al lavoro.

Davvero incredibile!

In un contesto sociale ormai simile al paese dei balocchi, in cui sembra che i biscotti crescano sugli alberi e che gli animali nascano già affettati e confezionati nei freezer degli ipermercati, leggere il lavoro che sta dietro la preparazione di una fetta di dolce che spesso si aggiunge con non curanza alla fine di un pasto già lauto, fa decisamente riflettere…

Forse dovremmo soffermarci più spesso su questi aspetti, pensare al contributo di Gaia al nostro cibo, al lavoro di chi lo ha preparato, all’energia che è stata consumata…

Le nostre scelte, anche alimentari, hanno un peso in termini etici e ambientali. E’ il significato dell’Ecologia della Nutrizione, che viene sottolineato nel Video di Autodifesa Alimentare.

:)
Elisa Pampolini

Naturopata e Wellness Angel
Official Corner Autodifesa Alimentare @ Ferrara
www.autodifesalimentare.it/ferrara.htm

By Viviana Taccione | novembre 18, 2009 - 5:36 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

nopack_legambiente

Dal 21 al 29 novembre, al grido di “RIDURRE SI PUO!”  sarà celebrata la prima edizione italiana della EWWR, cioè la European Week for Waste Reduction - Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti.

In pratica durante questa settimana si promuoveranno azioni per prevenire la produzione esagerata di rifiuti cosa che - come abbiamo visto durante il corso di Autodifesa Alimentare - ha un grave impatto sull’ambiente e sul clima.

Ne abbiamo già parlato anche nel blog commentando la Campagna “DISIMBALLIAMOCI, 10 Idee per non acquistare Rifiuti”.

Molto carina anche l’inziativa “NO PACK!”, un gioco organizzato da Legambiente e Dnews dove si invitano i consumatori a fotografare le confezioni più assurde con gli imballaggi più inutili e spreconi che trovano in commercio.

Rende decisamente l’idea l’immagine della campagna con la foto di un solitario asparagio incellonfanato ed etichettato in una vaschetta di polistirolo!!! :mrgreen:

E certamente accade di peggio nei supermercati della nostra penisola. :?

Hai tempo fino a metà Dicembre per metterti a caccia di immagini e potrai vincere l’ambito “Premio Imballaggio Sprecone” con in palio la Ricicletta, una bici realizzata interamente in alluminio riciclato di CiAl, il  Consorzio Imballaggi Alluminio.

Utile e dilettevole! :D

Sarebbe carino che la vincesse un Allievo Wellness Angel, perchè no?

Per informazioni, ecco la locandina, clicca qui!


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By Andrea Bonifacio | novembre 13, 2009 - 1:20 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

Sempre interessantissima anche la seconda lezione di Autodifesa Alimentare!

Devo dire che in questa edizione del corso, certe cose che in quella che frequentai tempo addietro mi erano “sfuggite”, forse perché non ero riuscito a trascriverle in maniera completa sui miei appunti, forse perché non avevo attribuito ad esse il peso che meritavano, hanno colpito di più la mia attenzione e mi aiuteranno ancora una volta a modificare, o dovrei meglio dire, migliorare, i miei comportamenti alimentari.

Mi riferisco in particolare ai meccanismi che stanno dietro l’importanza della dieta dissociata, come valido aiuto ad affaticare meno il nostro apparato digerente facilitando e velocizzando la digestione.

L’argomento a mio avviso in assoluto più importante trattato nella seconda lezione è l’acqua.

Ancora molte, troppe persone, sottovalutano la necessità di reidratare e depurare ogni giorno il nostro organismo, senza rendersi conto che anche un’ottima nutrizione, senza un sufficiente apporto d’acqua, serve purtroppo a ben poco!

L’argomento è ben approfondito nell’ebook di Leonardo e VivianaAcqua: sai cosa bevi?“, che ho letto con estremo piacere ed interesse; ho pensato quindi di volgere la mia attenzione ed approfondire un altro, sempre più attuale argomento, la cosiddetta “chimica nel piatto”.

Basta digitare su un qualunque motore di ricerca queste 3 parole, per rendersi conto della crescente attenzione riguardo questa grande minaccia alla nostra salute!

Ma prima di iniziare ad approfondire questo importante tema, vorrei fare una piccola ma importante precisazione: “chimico” o “di sintesi” non significa necessariamente dannoso.

In natura esistono moltissime “sostanze naturali non di sintesi” tossiche, velenose o mortali; esistono al contrario sostanze benefiche di sintesi.

Cito a riguardo due semplici esempi.

Il comune sale da cucina non è naturale, bensì un prodotto raffinato che rappresenta, soprattutto in alte dosi, un vero e proprio veleno per il nostro organismo.

Il Glutammato monosodico, comunemente identificato come “esaltatore di sapidità”, è spesso considerato dannoso al nostro organismo, mentre in realtà è l’uso che ne fa l’industria alimentare che è sbagliato!

Si tratta infatti di un sale (per il quale esiste sulla lingua un recettore specifico – si parla per questo di “quinto gusto”) che anziché insapidire il cibo, ne rende più intenso il sapore.

Ed è proprio a causa di questa sua virtù, che l’industria ne fa spesso largo uso per rendere appetibile cibo di scarsa qualità. Ed è per questo motivo, e non perché in se faccia male, che sarebbe preferibile evitare l’acquisto di cibo contenente glutammato a favore di quello che non ne contiene!

L’uso in cucina, al contrario, sarebbe da promuovere, perché permetterebbe di ridurre la quantità di sodio che ingeriamo, insaporendo allo stesso tempo il cibo senza aggiunta di grassi e calorie.

Fatta questa doverosa precisazione, il mio intento è ora quello di mettere in guardia e fare un po’ di chiarezza riguardo l’uso di tutte quelle sostanze o additivi che, di fatto, danneggiano la nostra salute.

Potremmo innanzitutto dividerli in due gruppi:

1. il primo è quello delle sostanze provenienti da imballaggi, contenitori, bottiglie, scatolame;
2. il secondo invece raggruppa tutti gli additivi che vengono volontariamente aggiunti al cibo.

Non sono volutamente entrato nel merito di un’ulteriore categoria di sostanze dannose, quelle disciolte nell’acqua che beviamo, nell’aria che respiriamo o rilasciate da oggetti di uso comune che poco o nulla ha a che fare con la nostra alimentazione.

Circa 3 anni fa il WWF ha promosso una campagna di studio e sensibilizzazione su questo problema, e i dati emersi sono tutt’altro che confortanti.

I contenitori metallici quali lattine e scatolame, sono talvolta responsabili della contaminazione del cibo con svariati metalli pesanti nonché col bisfenolo-A, classificato come “interferente endocrino” e associato all’insorgenza di malformazioni, aborti e cancro.

Ma cosa significa “interferente endocrino”?

Significa che quella data sostanza è in grado di interferire sul funzionamento delle nostre ghiandole e cellule che secernono gli ormoni. Significa che può alterare e danneggiare la nostra risposta immunitaria, la nostra digestione, il nostro apparato riproduttivo!

Fanno parte di questo primo gruppo anche gli ftalati, che si trovano in pellicole per alimenti e contenitori in plastica (tra cui le sempre + utilizzate bottiglie in PVC): di queste sostanze non si conoscono con esattezza i rischi, ma si sospetta siano anch’essi degli interferenti endocrini.

Ed ancora, bisogna citare le sostanze aromatiche, alcune delle quali cancerogene, cedute dai contenitori utilizzati per scaldare i cibi nel forno a microonde, come diretta conseguenza del riscaldamento dei contenitori stessi a causa della vicinanza coi cibi caldi.

Se quest’ultimo infatti non è il diretto responsabile del riscaldamento di questi contenitori, conseguentemente all’inevitabile riscaldamento a cui vanno incontro a causa della vicinanza coi cibi caldi.

Passando alla seconda categoria, essa raggruppa tutte quelle sostanze che servono a rendere gradevole alla vista, economico, gustoso e conservabile il cibo raffinato, nonché quelle sostanze che facilitano e rendono più economici i processi di produzione

Fanno parte di questa grande famiglia i conservanti, che servono appunto a conservare i cibi, gli addensanti e gelificanti, che servono a rendere i prodotti di una consistenza gradevole, gli antiossidanti per evitare l’irrancidimento e di conseguenza che cambi il colore dell’alimento, gli edulcoranti o dolcificanti, gli acidificanti, gli esaltatori di sapidità, che rinforzano il sapore, gli stabilizzanti, che trattengono l’umidità, gli antiagglomeranti, per evitare grumi nel cibo, gli emulsionanti, per tenere uniti acqua e olii, i coloranti, per dare un colore “naturale”.

Tutte queste sostanze sono identificate da un numero a 3 cifre preceduto da una E e più precisamente:

• E100-E199 coloranti

• E200-E299 conservanti

• E300-E399 antiossidanti e regolatori di acidità

• E400-E499 addensanti, stabilizzanti e emulsionanti

• E500-E599 regolatori di acidità e anti-agglomeranti

• E600-E699 esaltatori di sapidità

• E900-E1999 vari

È importante sapere che queste sostanze sono quasi tutte tossiche o sospette; per quanto concerne perlopiù i coloranti e i conservanti inoltre, degli studi hanno dimostrato che essi sono direttamente coinvolti nei fenomeni di aggressività, scarsa attenzione, rendimento e capacità di concentrazione che coinvolgono un sempre maggior numero di bambini.

Accanto a tutti questi, ci sono poi, come già detto, tutte quelle sostanze chimiche che servono a facilitare o ad aumentare la produzione di cibo, primi fra tutti i pesticidi.

Ogni anno Legambiente pubblica il “Dossier pesticidi nel piatto”.

Vengono in pratica presi dei campioni di frutta, verdura e derivati e ne viene misurato il grado di contaminazione. Dal dossier 2009 sono emersi dei risultati molto simili a quelli del 2008, secondo cui la frutta, mele e agrumi in primis, resta sempre la categoria più inquinata; solo un frutto su due è privo di residui chimici.

In molti paesi l’uso dei pesticidi è ormai considerato una necessità per proteggere i raccolti, senza tenere in minima considerazione l’impatto ambientale e sull’uomo che questo provoca.

Molti pesticidi rimangono nell’ambiente per anni, contaminano non solo piante e animali, ma anche suolo e terra, per poi diffondersi nell’atmosfera e nell’intero pianeta. Oltre a non essere eco-sostenibile, l’uso sconsiderato di queste sostanze, è spesso, come sostenuto dalla FAO, economicamente svantaggioso, a causa del loro costo.

È ormai accertato, che i pesticidi sono la causa principale dell’elevata mortalità di interi alveari.

L’Ente europeo per la sicurezza alimentare (Efsa) ha dichiarato che nel 2007, nel nostro Paese, si è riscontrata una mortalità di api del 50%, contro una media annua del 15%. (fonte: Legambiente.it)

Per l’uomo, alcuni pesticidi sono classificati come interferenti endocrini, ma le conseguenze di una ripetuta esposizione a questi agenti possono coinvolgere anche il sistema nervoso, il sistema cardiovascolare, respiratorio; molti pesticidi inoltre sono cancerogeni e direttamente coinvolti nell’insorgenza di malattie quali obesità, cancro, diabete, riduzione della fertilità.

Particolarmente esposti a questi rischi i lavoratori che sono ogni giorno a stretto contatto con queste sostanze, le donne in gravidanza, che possono trasmetterle ai feti, i bambini, il cui organismo in via di sviluppo e particolarmente sensibile agli agenti tossici.

Questi effetti possono manifestarsi anche a distanza di anni.

Molte sostanze infatti non hanno conseguenze dirette e immediate sulla salute, ma non si conosce ancora l’effetto dell’esposizione cronica anche a basse dosi di cocktail di contaminanti attraverso la dieta, né si conoscono bene le conseguenze dell’interazione di sostanze diverse tra loro.

In questo quadro estremamente negativo, ci sono però anche delle buone notizie.

WWF, FAO, Legambiente si adoperano ogni anno per ridurre l’utilizzo di queste sostanze, tenendo conto del loro grado di pericolosità, attraverso studi e campagne informative.

La FAO in particolare “ricerca e sperimenta incessantemente metodi per ridurre la dipendenza degli agricoltori dai pesticidi. Meno pesticidi significa meno prodotti chimici tossici nell’ambiente, meno avvelenamenti accidentali e meno spese per il contadino.”

Questo attraverso la lotta biologica integrata, che sfrutta i nemici naturali degli insetti nocivi, e l’agricoltura biologica.

Nel 2006 WWF ha concluso uno studio, durato 10 anni, per evidenziare le conseguenze di un uso massiccio di queste sostanze e chiedere un aggiornamento per migliorare e razionalizzare il regolamento europeo in materia di sostanze chimiche (REACH), avvenuto poi nel 2007.

Fonti:
bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/04/25/ancora-sugli-additivi/, cibo360.it, encanta.it, wikipedia.it, labiolca.it, fao.org, legambiente.it


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By Leonardo Di Paola | agosto 11, 2009 - 1:40 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

eatfish.gif

Il pesce fa bene, se del tipo giusto,  cotto nel modo adeguato e nelle quantità ottimali…

Ma negli ultimi tempi anche in questo settore si sono moltiplicate le truffe a dismisura…

Negli ultimi mesi ci sono infatti state truffe per oltre 2o tonnellate di pesce sequestrato di media ogni mese!

E fortunatamente la legge è intervenuta a favore della trasparenza, ribadendo con forza che in Italia ogni partita di pesce circolante dovrà essere identificabile.

Ogni pesce dovrà essere chiamato sia con il suo nome comune, sia con il suo nome scientifico, nel rispetto di un regolamento comunitario che risale addirittura al 2000…

Se oggi basta indicare in etichetta la denominazione commerciale della specie, l’origine ed il metodo di produzione (pescato, allevato, acqua dolce o salata), da oggi (si fa per dire, ma vogliamo essere ottimisti sul Decreto attuativo ministeriale) i pescatori italiani dovranno fornire:

-il numero di identificazione di ogni partita;
-il nome commerciale più quello scientifico di ogni specie;
-il peso vivo in Kg;
-la data della cattura, raccolta ovvero d’asta
-Il nome del peschereccio o l’allevamendo di acquacoltura
-il nome e l’indirizzo dei fornitori
-addirittura l’attrezzo da pesca utilizzato…

Direi che i truffatori avranno un bel po’ da sudare per continuare a svolgere il loro sporco mestiere.  Sempre se i consumatori decideranno di dare la giusta attenzione alle etichette!

E per rinforzare questa sana abitudine… Il corso di Autodifesa Alimentare ritornerà dopo l’estate! ;)

Leonardo Di Paola
Wellness Angel Coach & Trainer


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premio_critica_autodifesalimentare_.gifIn questi giorni un’altra incredibile battaglia contro i prodotti biologici, un attacco ingiustificabile che gioca come sempre sulla parzialità degli studi, sui giochi di parole, sul detto e non detto, probabilmente per influenzare a livello politico certe imminenti decisioni comunitarie.

A scapito dei cittadini.

Non certo per difendere la salute, l’ambiente, l’ecosistema…

In quale bacata testa l’uso di pesticidi, anticrittogamici, chimica e veleni può essere meglio? Nella testa di chi li produce, ovviamente. :(

Ed in questa calda atmosfera estiva un doveroso premio della critica anche ai giornalisti che hanno accolto con gaudio e giubilo la faccenda, creando titoloni altisonanti che si fanno leggere e non fanno però pensare…

Dimenticando che la maggior parte delle persone non ha nè tempo nè voglia di approfondire leggendo il resto dell’articolo…

E così il titolo diventa verità anche se leggendo bene in fondo all’articolo qualche giornalista più giudizioso insinua un dubbietto…

Ecco i titoli.

Alimentazione, per studio inglese cibo biologico non è più sano

SALUTE: alimenti biologico, più cari ma non più salutari

Dalla Food Standards Agency una tegola sul biologico

I cibi biologici non sono migliori di quelli normali

Ricerca inglese ’sconfessa’ i cibi biologici: “Costano solo di più”

“Il biologico? Fa bene solo a chi lo produce”

Organic food not nutritionally better than conventionally-produced …

OGM: Puristi della tavola, dietrofront «Il cibo biologico non è migliore»

Ed ecco in sostanza il fatto.

Uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition condotto da “esperti” della London School of Hygiene & Tropical Medicine ha accertato che la maggior parte dei contenuti di vitamine e minerali degli alimenti non biologici è pressochè uguale a quello degli alimenti biologici.

Da qui l’errata conclusione che in base a questo parametro - il cibo biologico non sia più salutare.

Ma che significa “salutare“?

Berresti in una pozzanghera di acqua e petrolio perchè tanto ci sono le stesse molecole di acqua che sono in una pozzanghera di sola acqua? :shock:

Bene questi sapientoni sono convinti che sì, effettivamente tu lo faresti.

O ancora, sempre a parità di molecole…

preferiresti un bicchiere d’acqua per avere il quale è stato ucciso ed ammazzato, opppure uno che non abbia causato nessun tipo di vittime?

Detta così ha un significato diverso, vero?

E’ che le parole possono nascondere verità e menzogne… possono ipnotizzare, spaventare, affascinare.

E’ evidente che questo studio è parziale perchè prende in considerazione solo le CARENZE nutrizionali che purtroppo oggi si trovano in tutti i tipi di cibo, sopratutto perchè vengono coltivati a km di distanza dal luogo di consumo, perchè vengono conservati per lunghi periodi, perchè sono sempre più lavorati…

… lo diciamo nella aule del nostro corso on line di Autodifesa Alimentare, purtroppo anche i cibi biologici (sopratutto quelli della grande distribuzione) sono soggetti a carenze nutrizionali.

E’ anche il terreno che è più povero, le piogge che sono meno sane, l’ambiente tutto che si sta degradando, Gaia che si sta ribellando!

Ma il biologico non si sceglie solo per ovviare alle carenze (niente di meglio di un buon integratore o un alimento funzionale se non hai l’orto di casa tua!) ma sopratutto per ovviare agli ECCESSI, cioè ai veleni… e anche per una certa intelligenza ed etica ambientale.

Scavando scavando comunque nella notizia poi trovi delle specifiche:

Dagli assurdi nonsense e giri di parole tipo:

“E’ stato riscontrato un ristretto numero di differenze nei principi nutritivi contenuti nei prodotti organic rispetto agli alimenti prodotti in maniera convezionale - afferma Alan Dangour, autore della ricerca - ma non si tratta di dati rilevanti per la salute pubblica. Secondo la nostra ricerca, non c’è ragione di scegliere un cibo biologico sulla base di una presunta superiorità nutrizionale“. (ASCA)

“Il ritornello del prof. Dangour a questa obiezione è il solito: «L’eventuale sovrappiù di sostanze chimiche riscontrato nei cibi convenzionali rientra nelle ordinarie variazioni statistiche e non ha impatto significativo sulla salute»” (LA STAMPA)

Ai barlumi di consapevolezza…

La Soil Association accusa la Fsa di aver presentato uno studio che tralascia aspetti importanti come l’impatto di pesticidi ed erbicidi. Pronta la risposta del dottor Dangour, a capo del team di ricercatori Fsa: «Vi è una possibilità che il cibo bio abbia meno residui chimici, ma ciò non rientra nell’orizzonte del nostro studio. Noi abbiamo dimostrato che ci sono pochissime differenze nutrizionali tra organico e convenzionale». Anche se dalla stessa ricerca si evince che il bio ha alti livelli di fosforo e altri minerali… (SLOWFOOD)

Insomma… se leggi il Blog di Autodifesa Alimentare sappiamo che sei una persona che ama arrivare fino in fondo… e quindi avrai già tratto le tue conclusioni su questa assurda vicenda… :D

A parte chei cosidetti micronutrienti - che sono comunque superiori nel biologico (organic) - anche se questa loro superiorità numerica  “globalmente” non incide sulla salute pubblica… hanno un loro valore ed una loro funzione:

certo, perchè una percentuale più alta di micronutrienti in realtà incide nella salute privata del cittadino, nel suo senso di benessere, nella sua energia, nell’innalzamento delle difese immunitarie…

Ma cosa ne vogliono capire lor signori abituati a lavorare con virus e pandemie (spesso false ed indotte), abituati a lavorare con molecole chimiche di farmaci e antibiotici killer…

… di prevenzione, di nutrizione cellulare che giorno dopo giorno, anno dopo anno, ti permette di alzare il tuo livello di benessere e smettere di andare in farmacia?

O forse è proprio questo cui mira questo studio?

Non basta la cosiddetta influenza suina, studiata a tavolino per terrorizzare la gente e farla vaccinare con vaccini (inutili e più pericolosi) che debilitano il sistema immunitario…

… a scanso di equivoci blocchiamo anche questa “follia nascente del biologico“… eh già… ultimamente sta prendendo piede un po’ troppo…

… Hai visto mai che la gente migliora la salute… e poi noi dell’industria farmaceutica che facciamo?

… Nessuno di noi ha voglia di riconvertire la nostra attività mettendosi a coltivare carote concimandole con la cacca di cavallo!!! :(

Così davvero non va!!!

E se è la prima volta che ci leggi… Benvenuta/o di cuore in Autodifesa Alimentare.

Ma ci vogliamo preoccupare, tanto per citare un argomento a caso, della nostra salute e quella dei nostri figli, dei veleni che inquinano l’ambiente e le falde acquifere…

… dell’energia sprecata nel produrli, delle malattie che si propagano tra gli operai che lavorano nelle industrie e dei braccianti, agricoltori, allevatori che lavorano nei campi a contatto con tali sostanze?

Vogliamo pensare agli OGM, all’ecosistema, alla moria delle api, ad un mondo che sta scomparando soffocato dai fumi dell’industria petrolchimica?

Vogliamo infine pensare alle sofferenze degli animali che sono allevati in regime non biologico con antibiotici, chimica, macchinari che li torturano per sopperire alla vita naturale all’aperto…

… pensiamo solo alle galline che nel biologico vivono libere in allevamenti misti e nel non biologico sono ammonticchiate in gabbie 40 cm per 40 cm in capannoni con luce artificiale tutta la loro miserevole vita?

E nel loro studio gli scienziati hanno per caso preso in considerazione il terrore, l’adrenalina che resta nei cibi animali, le basse vibrazioni che permeano questo tipo di produzione non biologica?

Non chiediamo tanto, solo un po’ di onestà.

Passa parola, inoltra questo articolo e fai conoscere la voce dei Wellness Angels di Autodifesa Alimentare.

E ti sarei davvero grata se volessi lasciarmi un commento qui sotto!!! Grazie! :D


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By Leonardo Di Paola | luglio 1, 2009 - 11:23 am
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

etichetta-olio-italiano

250 milioni di piante di ulivo ci rendono il secondo produttore al mondo di olio d’oliva.

Abbiamo detto a lungo ed in tutte le salse ;) che l’olio extravergine d’oliva biologico spremuto a freddo è in assoluto il miglior condimento che si possa utilizzare a tavola.

Facilita la produzione di colesterolo buono (HDL), è altamente digeribile è antiossidante (vit. E), facilita il lavoro dell’intestino, protegge il fegato, è antiinfiammatorio… sulle evidenze salutistiche la comunità scientifica e olistica è daccordo come non mai.

E da oggi, 1° Luglio 2009, grazie ad una battaglia italiana nel Parlamento Europeo di cui avevamo già parlato (nuove indicazioni in etichetta per l’olio d’oliva), per legge sapremo anche da dove vengono le olive utilizzare per fare l’olio che acquistiamo.

Un risultato incoraggiante, che se non ci rivoluziona la vita rappresente tuttavia un passetto in più verso la costruzione di una consapevolezza alimentare collettiva migliore.

Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer Autodifesa Alimentare


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By Viviana Taccione | giugno 18, 2009 - 6:04 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

bambini-gelato

OGM lo cacci dalla porta e lui rientra dalla finestra.

Ancora polemica per i prodotti OGM non dichiarati in etichetta. E questa volta la situazione sembra più grave perchè va a toccare uno dei prodotti più amati dagli italiani e dai bambini in particolare: il gelato.

Non è una novità che alla Redazione di Autodifesa Alimentare non ci piacciano i prodotti industriale, e chiaramente un gelato industriale ha davvero poco di salutare, nutriente o naturale….

Però… anche se di solito mangiamo gelati di soia… ogni tanto un gelato ci può scappare, sopratutto  con questo caldo (sempre lontano dai pasti però ;) ricordiamoci che il freddo non è fisiologico!)

E adesso?

Lente di ingrandimento alla ricerca sull’etichetta della “proteina Isp“, cioè una proteina sintetica isolata dal pesce artico (esattamente dal merluzzo musone  :? ) e riprodotta in laboratorio attraverso la fermentazione di un lievito geneticamente modificato…

…una proteina che permetterebbe al gelato di sciogliersi meno e di essere più “dietetico”, un triste appeal che acchiappa sempre…

Ma se ti mangi il gelato confezionato davvero pensi che puoi farlo a cuor leggero solo perchè sopra c’è scritto che è dietetico??? :shock:

In etichetta ci sarà scritto OGM?

Ovviamente NO! :(

La commissione Europea avrebbe dato l’OK a questo ibrido proposto dalla nota azienda Unilever (per capirci la Unilever produce i gelati Magnum, Algida, Sorbetteria di Ranieri, Eldorado e Carte d’Or…) ed il permesso di non etichettarlo come OGM, ledendo a parere di molti, i diritti dei consumatori.

Allarme della Coldiretti:

”Il consumo di gelato annuale è stimato in Italia in oltre 15 chili a persona per una spesa di 5 miliardi di euro destinati all’acquisto di coppe, coni, bastoncini e vaschette, dei quali il 60% di tipo artigianale e il 40% industriale.

Come insegnamo a diffidare di cipolle ed agli che non germogliano, diffidiamo anche del gelato che non si scioglie…

In realtà se abbiamo la passione per il gelato optiamo per una gelateria artigianale (artigianale davvero non gelato fatto con le polverine) o, meglio, prepariamocelo con la gelatiera, a casa, meglio se 2 su 7!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Viviana Taccione | febbraio 27, 2009 - 5:41 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

pesce_animato.gif

Tutti noi abbiamo nozioni ataviche di economia domestica nella nostra memoria e sappiamo che non è possibile ricongelare un prodotto una volta che è stato scongelato…

…ma se io non so che era congelato? Questo è il problema!

Allarmanti le statistiche emerse da uno studio effettuate con un lettore a raggi infrarossi per individuare le frodi nel settore ittico: pensa che durante le ultime feste il 90% del pesce spada decongelato è stato spacciato per fresco. :?

Una frode a livello economico ma anche e soprattutto a livello di salute!

A questo proposito interessante anche l’articolo di Elisa sul Pangasio che ha rivelato come questo pesce d’acqua dolce, per lo più importato dal Vietnam congelato, sia spesso invece venduto come “pesce di mare” e come “fresco”…

Un prodotto decongelato, oltre ad avere minori proprietà nutritive, è molto più delicato di un prodotto fresco e come tale (sapendolo) andrebbe trattato.

Ad esempio il decongelato deve essere mangiato entro le 24 ore, ed inoltre per la sua alta deperibilità, non dovrebbe MAI stare vicino a pesce fresco, come invece accade sempre in pescheria… :?

E dato che noi siamo sempre alla ricerca di soluzioni pratiche no stress, ecco come cavarsela:

evitiamo come sana norma di congelare da soli il pesce e compriamo solo il pesce fresco che pensiamo di consumare entro 12 ore.

Insomma non ci lasciamo affascinare dall’offerta a basso costo di pesce “fresco” pensando che poi tanto lo mangiamo la sera stessa, il giorno dopo ed il resto si congela…

Rischiamo, a quel prezzo, di aiutare a smaltire scorte in scadenza di pesce decongelato, poco nutriente e che - se va bene - ci può causare un gran mal di pancia!

Ovviamente la cautela non si estende a tutto il pesce surgelato, perchè come abbiamo spiegato durante il Corso di Autodifesalimentare, una cosa è congelare noi nel freezer di casa, e una cosa sono i pesci pescati in acque oceaniche, puliti e surgelati direttamente sui pescherecci (a -18 gradi, temperature che a livello casalingo è impossibile raggiungere).

In questo secondo caso viene rispettata la catena del freddo (almeno dovrebbe).

Quindi, con l’accortezza di comprarli il più possibile integri e controllando eventuali additivi in etichetta, evitando i pesci grandi, in estinzione o la cui pesca causi problemi ambientali (come il pesce spada ad esempio), forse conviene ancora fidarsi dei surgelati…

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach


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By Viviana Taccione | febbraio 15, 2009 - 12:32 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

carne-kebab.gif

Grasso e sale fuori controllo nel Kebab, una porzione con in media 1.000 grasse calorie, il 150% della quantità massima di grassi saturi raccomandata (sì il 50% in più) e quasi il 100% della quantità quotidiana di sale!

Ecco cosa ha svelato il Rapporto LACORS, uno studio inglese (e non dire “vabbè, ma in Italia è un’altra cosa” perchè è assolutamente identico!!! :? )  effettuato sul 494 kebab acquistati in 76 diversi locali britannici.

Anche per la modalità take away piuttosto “informale”, nessuno certo avrà mai pensato che il Kebab fosse un cibo particolarmente salutare da mangiare tutti i giorni ma, numeri alla mano, è chiaro che si tratta di un vero attentato alla salute!

E pensare che c’è chi mangia Kebab 3-4 volte a settimana!

Ultima chicca, per scoraggiare i kebabbiani più accaniti, il 35% (quindi 1 Kebab su 3) contengono carne diversa da quelle indicate in etichetta.

Alla faccia della sicurezza alimentare. In 6 casi è stata trovata carne di maiale, una grande scorrettezza dato che questo cibo è largamente diffuso tra consumatori di origine musulmana.

Fonte: Results of council survey on doner kebabs. LACORS press release 2009.


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By Leonardo Di Paola | febbraio 5, 2009 - 8:13 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

ciotola_cereali_cuore_aa.gifIl 29 ottobre 2008 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la nuova direttiva europea sulle etichette nutrizionali.

Queste disposizioni dovranno essere applicate a partire dal 31 ottobre 2009, con proibizione a commercializzare prodotti non conformi dal 31 ottobre 2012.

E’ una buona notizia ma perchè aspettare 3 anni e 1/2 dato che prodotti a base di fibre dovrebbero avere la scadenza di un anno? Fa parte del solito atteggiamento del “rimandare l’inevitabile” fino all’ultimo, che nel settore benessere & ecologia sembra sempre fuori luogo… :twisted:

Comunque, particolarmente interessanti per noi Wellness Angels di Autodifesa Alimentare sono le decisioni prese (e le informazioni ufficializzate) nei confronti delle adorate fibre.

La definizione ufficiale ribadita di fibre è:

“sostanza commestibile di origine vegetale che di norma non è idrolizzata dagli enzimi secreti dall’apparato digerente dell’uomo”.

Nel confermare l’enorme potere di benessere che le fibre hanno nella nostra alimentazione (contrastano la stipsi, riducono la colesterolemia e l’iperglicemia), la nuova direttiva che sostituisce quella del 1990 introduce diverse innovazioni soprattutto in relazione alle fibre non vegetali, agli effettivi valori calorici delle fibre e alle modalità con cui un’azienda può “vendersi” il contenuto in fibre di un prodotto a livello promozionale.

La novità è che oggi anche i polimeri di carboidrati non digeribili e non naturalmente presenti negli alimenti consumati - un tempo NON considerati fibre - dal momento che hanno dimostrato effetti benefici analoghi alle fibre vegetali potranno essere considerate fibre.

Un’altra rivoluzione riguarda il computo ufficiale dei valori calorici dei macronutrienti.

Oltre ai 3 gruppi che ben conosciamo tutti, la legge europea ha incluso di fatto nei macronutrienti assegnando loro valore calorico anche i polialcoli (dei carboidrati particolari), gli acidi organici (come l’ottimo acido ascorbico) e le fibre.

La rivoluzione maggiore riguarda proprio le fibre, perché si è scoperto che una parte dell’energia viene comunque estratta da questi zuccheri indigeribili.

Ecco la tabella completa delle equivalenze caloriche:
·  carboidrati (ad esclusione dei polialcoli) 4 kcal/g
·  polialcoli 2,4 kcal/g
·  proteine 4 kcal/g
·  grassi 9 kcal/g
·  alcool (etanolo) 7 kcal/g
·  acidi organici 3 kcal/g
·  fibre 2 Kcal/g

L’ultimo punto degno di nota riguarda i contenuti minimi di fibre per poter affermare che un alimento sia “fonte di fibre” o ad “alto contenuto di fibre“.

Nel primo caso ci devono essere almeno 3 g di fibre per 100 g o 1,5 g di fibre per 100 kcal, mentre nel secondo il prodotto deve contenerne il doppio: almeno 6 g di fibre per 100 g o almeno 3 g di fibre per 100 kcal.

E questa seconda decisione, in particolare, ci conferma che siamo da tempo nella direzione giusta, dal momento che come ricorderete in 2a lezione abbiamo proprio fissato al 6% del peso il valore consigliabile in fibre di un buon alimento confezionato!

Dopo tante decisioni rimandate, rimpallate o criticabili, è bello vedere che ogni tanto la legge asseconda anche le reali esigenze nutrizionali dei consumatori…

Buona pappata di sostanze commestibili non idrolizzabili! :)

Leonardo Di Paola
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Leonardo Di Paola | febbraio 4, 2009 - 1:32 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

oliva-trasparente.gifChe  l’olio extravergine d’oliva sia la scelta ottimale per condire i nostri piatti si sa da tempo. Nella 3a lezione siamo entrati anche nel dettaglio degli olii da cottura, ed anche qui, nonostante l’idea suoni per molti versi eccessivamente salutistica, l’oro giallo del mediterraneo vince su tutti i fronti.

La notizia interessante è che dal 1° luglio 2009 finalmente sapremo anche da dove viene l’olio d’oliva che mettiamo in tavola.

Il provvedimento comunitario di questi giorni, che sembra far seguito ad una lunga battaglia italiana in sede di Parlamento UE, obbligherà infatti i produttori di olio vergine ed extravergine di oliva non solo a dichiarare che il prodotto è stato estratto con soli procedimenti meccanici e chi l’ha confezionato, ma anche la fonte della materia prima utilizzata (olive) o comunque dell’olio imbottigliato.

Se siamo lieti della notizia ovviamente non è una questione di nazionalismo, ma di chiarezza, dato che peraltro non tutti i paesi seguono le stesse modalità di trattamento delle materie prime.

E come sappiamo il percorso verso la consapevolezza passa sempre per la conoscenza. ;)


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By Viviana Taccione | gennaio 7, 2009 - 10:53 am
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

orso_mina.gifLe vacanze di fine anno sono spesso l’occasione per fare il pieno di additivi a tavola, una sorpresina sempre più presente nei cibi con un aumento impressionante del + 4% l’anno negli ultimi 10 anni.

Questo vuol dire quasi un + 150% complessivo tra conservanti, coloranti, antimicrobici, esaltatori di sapidità, aromi naturali e artificiali, gelificanti, lievitanti, stabilizzanti, emulsionanti…

Roba da far venire non solo mal di testa, senso di ansia e di agitazione, allergie, ma anche quella naturale esigenza di disintossicarsi che - chissà perchè - accompagna i classici “buoni propositi” per l’anno nuovo:

Perdere peso, fare sport e smettere di fumare.

Disintossicarsi in realtà è più semplice di quanto si pensi, basta iniziare limitando gli additivi alimentari… è una della cose che insegnamo durante il nostro Corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare.

Ovviamente i primi a soffrire di questo eccesso di additivi sono i bimbi perchè gli agenti inquinanti fanno tanto più danni lì dove il peso corporeo è ridotto e non è la prima volta che i Wellness Angels di Autodifesa Alimentare lanciamo un allarme contro gli additivi nei cibi industriali per bambini, zuccheri compresi, una delle prime cause di comportamenti ipercinetici, asociali, disattenti di cui tanto si parla…

Cosa fare per evitare dunque gli additivi e i relativi disturbi di cui sono causa?
Ecco qui tre preziosi consigli per facilitare la disintossicazione:

- evitare carni (soprattutto salumi e prosciutti)

Eh già, al primo posto della famigerata classifica dei cibi più intossicati troviamo la carne (ricca di tossine, ormoni e antibiotici) e sopratutto insaccati e prosciutti che contengono nitrati e nitriti di sodio e potassio colpevoli di modificare il comportamento della famigerata tiroide. Sono inoltre denutritivi nei confronti di vitamine fondamentali come la A e B1, e come se non bastasse i nitriti possono diventare pericolosissime e cancerogene nitrosammine.

Insomma se vuoi disintossicarti e perdere peso non ti conviene iniziare la dieta con prosciutto magro o bresaola + insalata, aumenti l’intossicazione e metti a rischio ancora di più la tiroide! Diffida inoltre da tutto ciò che è imbustato e colorato di rosa perchè quelli sono tutti coloranti in vetrina nel banco frigo…

- limita i preparati a base di latte vaccino (formaggi, gelati, budini, )

Al secondo posto i latticini, alimenti ricchi di fosfati, che al contrario di quanto tutti dicono (e noi lo sosteniamo da sempre) oltre ad essere ricchi di grassi, causa di muco e problemi gastrointestinali, sono la causa di insufficiente calcificazione delle ossa.

Questo vuol dire che è una grossa bufala (è proprio il caso di dirlo!!! :D ) che latte e latticini siano fondamentali per evitare l’osteoporosi… Sono elementi a base di calcio, è vero, ma la loro metabolizzazione ti tira via delle ossa più calcio di quello che entra.

Non a caso i paesi che mangiano più latte e formaggi sono quelli con maggiore incidenza di osteoporosi ed in oriente dove si mangia soia e formaggi di soia c’è una scarsissima incidenza del problema…

Direttamente proporzionale al consumo di latticini invece il rischio infarto e ictus, soprattutto nelle donne dopo la menopausa.

- abbonda con prodotti freschi e leggi le etichette

Prediligi alimenti biologici il più possibile allo stato naturale.
E per quanto riguarda gli alimenti confezionati, meno lunga è la lista degli ingredienti e meno sorpresine troverai nel piatto…

Oltre a far sparire rapidamente il mal di testa post vacanze, risparmierai un sacco di soldi e sopratutto risparmierai in salute! :)

Tanta verdura, cereali in chicchi, passati e minestre, ti aiuteranno a ritrovare un tuo equilibrio alimentare. E quando vuoi uscire dal cibo vegetale, spendi un po’ di più e scegli prodotti certificati lungo tutto il loro percorso nella filiera alimentare e non accontentarti più di cose triturate, passate, preparate, amalgamate, pronte…

E ovviamente fondamentale bere tanta acqua naturale (mai fredda) per aiutare il ricambio cellulare e fare in modo che le tossine abbandonino rapidamente il tuo corpo.

Buona disintossicazione!

:) Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & trainer Autodifesalimentare

PS. E per un ottimo avvio di anno c’è la fantastica sesta edizione Corso on line di Autodifesa Alimentare che inizia il 14 Gennaio! Clicca qui per i dettagli.


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By Leonardo Di Paola | gennaio 5, 2009 - 12:33 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

uova_ogm.jpg

Girovagando in rete abbiamo trovato questa foto…
Sarà questo anche il nostro futuro… uova confezionate industrialmente pronte per essere consumate? Certo “infrangibili” e magari a lunga conservazione…

Dopo tutto visto che consumiamo Wurstel, formaggini ed ogni tipo di amalgamato, è solo una questione di abitudine…

Ma che grande tristezza! :(


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E pensare che quando ero bambina ho partecipato senza tregua alla raccolta di firme per ripristinare la Festa della Befana! Beata innocenza! Sì festeggiamo, ma divertiamoci nella preparazione e nell’attesa della sorpresa non rischiando di avvelenare più o meno deliberatamente i nostri figli!

Un tempo la calza della Befana non era come oggi già pre-confezionata e piena solo di dolci… oggi non c’è più tempo per nulla e “meno male” :( che c’è il supermercato!
Che tristezza, in questi giorni vai a fare la spesa e ti sembra di stare in un Autogrill!

E’ pieno di display colmi di dolciumi, da quelli di note marche che spalleggiati dai pupazzi delle Major noti ai più piccini ti offrono il “prendi 3 e becchi anche la calza” ad altre sconosciute tonnellate di ciucciotti di zucchero, liquirizie ripiene, lecca lecca, ombrellini, bastoncini a strisce… tutti terribilmente fosforescenti… Tranne il nero carbone, zucchero puro per la gioia dei grandi che si ritroveranno a rincorrere bambini ipercinetici fin sopra il tetto di casa :?

Ma perchè ci devono essere in commercio certe cose quando si sa che i più deboli e a rischio sono proprio i bambini?

La fiacca risposta ufficiale nei riguardi degli accurati e meticolosi studi che dimostrano come i coloranti artificiali e altri additivi alimentari generino nei bambini impulsi ipercinetici ed aggressivi la dice lunga sui pesanti interessi dell’industria alimentare e farmaceutica in questa vicenda!

Abbiamo pubblicato pochi giorni fa la notizia che lo zucchero ha effetti simili alla cocaina.

Invece di vietare additivi e coloranti e tutti gli elementi non nutritivi che - appunto - nel cibo non dovrebbero affatto essere presenti, ci suggeriscono di “leggere bene le etichette”, di tenere a mente la lista dei coloranti più pericolosi…

Salvo poi permettere che i coloranti possano essere indicati in diversi modi in modo da depistare anche il più accorto e diligente genitore…

Ma se sono pericolosi, se in eccesso possono dare anche a breve termine grossi disturbi (su quelli a lungo termine nessuno si preoccupa, poveri noi! :shock: ) perchè sono in commercio? Perchè un Ministero della Salute ne permette la vendita?

I dolcetti servono per vendere i pupazzetti o è il contrario?
E tutto questo che c’entra con la nutrizione, la salute ed il benessere? :twisted:

Servirebbero delle leggi che pongano davvero l’individuo (e non gli “azionisti”) al primo posto e che siano realmente indipendenti, integre e oggettive.

Intanto noi Wellness Angels di Autodifesa Alimentare passiamo parola e cerchiamo di informare più famiglie possibili…

Abbiamo anche scritto un appello per dire basta ai bambini drogati di zuccheri, una delle principali cause di sbalzi di umore e disturbi dell’attenzione, certamente correlata strettamente a obesità, diabete e futuri problemi cardiovascolari…

Clicca qui e firma anche tu!

Come regolarsi quindi per la calza del 6 Gennaio?

Io amo utilizzare calzini veri, nuovi, colorati, che possano essere usati durante l’anno… Almeno si evitano inutili sprechi!

Ed il ripieno? Certo qualche dolcetto va bene, ci mancherebbe altro! :D Ma evitando tutto ciò che è smaccatamente fosforescente a favore di dolci più sani, inserendo nella calza anche qualche regalino non mangereccio, magari un po’ di frutta secca e un paio di mandarini…

… E pensando anche a chi è meno fortunato di noi: perchè non inserire qualche tavoletta di cioccolato biologico del commercio equo e solidale? Sano, educativo e buono!

Un pezzettino di carbone? Sì, molto piccolo perchè è tradizione, ma sperando che i nostri bambini lo lascino da parte perchè lo trovino troppo troppo dolce. Quello lì davvero sarebbe un bel regalo!

Buona consapevole Befana!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer Autodifesa Alimentare :mrgreen:

**************************
Per info sul Corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare, clicca qui
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stevia.gifPer molti la pausa natalizia è uno dei momenti più dolci dell’anno.

Ed in effetti si può dire che questo è vero anche aldilà del modo di dire. Durante pranzi, cenoni, pomeriggi di gioco, veglioni, feste con gli amici, merende e colazioni, gli italiani quest anno a dispetto della strombazzata crisi hanno speso 450 milioni di euro in panettoni, pandori e torroni.

Allo zucchero e ai dolcificanti ci dedichiamo sempre con passione nella prima lezione del Corso on line di Autodifesa Alimentare, ma proprio in questi giorni di grandi orge di zucchero raffinato ci sono arrivate in Redazione due notizie molto interessanti.

ZUCCHERO = DIPENDENZA

La prima viene dall’Università di Princeton, dove uno scienziato di nome Hoebel ha dimostrato che lo zucchero crea dipendenza, innnescando “cambiamenti neurochimici nel cervello simili a quelli prodotti da sostanze come cocaina, morfina e nicotina”.

Noi lo sosteniamo da anni sulla base delle nostre verifiche quotidiane come Coach nutrizionali, inserire zucchero all’interno di alimenti e bevande, significa trasformarli in una droga ed aumentarne dipendenza e consumo… e siamo lieti che comincino ad arrivare anche conferme di laboratorio.

Il principale aspetto negativo di una dipendenza come questa, di cui come sappiamo soffrono soprattutto i bimbi, è non solo che in mancanza di una costante assunzione di zucchero si innescano situazioni di ansia, ma che durante l’astinenza si è più portati ad aumentare il consumo di alcolici diventando contemporaneamente più sensibili ad altre sostanze stimolanti come i prodotti anfetamino-simili.

LIBERALIZZATA LA STEVIA

La seconda notizia apre invece uno spiraglio, prospettandoci un cambiamento che potrebbe davvero fare la differenza. Sto parlando della Stevia Rebaudiana, una pianta sudamericana che ha proprietà dolcificanti potentissime a zero calorie e - sembrerebbe a tutt’oggi - senza effetti collaterali.

Dopo anni di strenua opposizione del cartello degli zuccheri, guidato dalle multinazionali delle bevande gasate forse troppo interessate a raccogliere i profitti della dipendenza da zucchero di cui sopra, oggi la Food & Drug Administration americana ha approvato l’uso della stevia come dolcificante.

Forse anche grazie alla spinta crescente di consumatori di prodotti light (fino ad oggi a base soprattutto con aspartame), nei prossimi mesi usciranno negli USA prodotti resi dolcificati con rebaudoside A, uno degli zuccheri particolari della pianta paraguayense.

Mentre c’è già chi grida allo scandalo per i brevetti di questo nuovo dolcificante naturale, noi vogliamo dare ascolto almeno per ora al nostro amato “Pensiero Alimentare Positivo” per credere che sia comunque un’interessante vittoria del mercato del benessere su quello del malessere, e per augurarci che presto anche qui da noi in Europa si liberalizzi l’uso di questa nuova ma antica scoperta!

Buone dolci feste… meglio se zuccherate con zucchero integrale di canna bio dal mercato equo e solidale!

Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer Autodifesa Alimentare :D

PS: firma la petizione di Autodifesa Alimentare per la liberalizzazione della Stevia anche in Italia, clicca qui


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By Elisa Pampolini | - 12:29 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

etichette_attenzione1.gifCarissimi,

è con immenso piacere che vi giro un articolo comparso su “StarMEGLIO”, giornalino distribuito dall’ausl di Bologna.

Il titolo già la dice lunga:

Alimenti e pubblicità: slogan ingannevoli“.

Vi riporto i passi più interessanti.

Nel 90% dei casi gli slogan che promettono di migliorare la salute di chi li consuma non hanno una base scientifica che lo dimostri. A mettere in guardia i consumatori arriva una recente analisi che l’Efsa, L’Agenzia Europea per la sicurezza alimentare, ha svolto su mandato dell’Unità Europea a seguito dell’entrata in vigore, dal 1 luglio 2007, del Regolamento CE 1924/2006, che regolamenta l’impiego di indicazioni nutrizionali (claim) sui prodotti alimentari.

[...] A tal proposito valga come regola generale che allo stato attuale non è consigliabile affidarsi a messaggi pubblicitari nella scelta dei cibi. Molto meglio - afferma Emilia Guberti, responsabile dell’unità operativa Igiene degli Alimenti e Nutrizione- leggere gli ingredienti indicati per legge su tutte le confezioni, e rapportarli alle informazioni nutrizionali che i nutrizionisti esperti regolarmente diffondono nella loro attività quotidiana.

[...] Nello specifico, i prodotti presi in considerazione sono stati 8, i cui slogan indicano benefici per la salute dei bambini, e 7 di questi non hanno superato la prova, cioè non mantengono quello che promettono. La percentuale è quindi del 90%.

è falso quindi che 3 razioni al giorno di latte e formaggi garantiscano un peso salutare a bimbi e adolescenti, poichè non c’è alcuna relazione di causa-effetto.

[...] è vero nell’ambito di una dieta equilibrata che gli acidi linoleico e alfa-linoleico (acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6) favoriscono lo sviluppo.

[...] l’unico slogan che ha passato la prova, supportato da 41 studi clinici, è stato quello sulla diminuzione del rischio cardiaco collegato all’assunzione di steroli vegetali.

Che una notizia di questo tipo venga diffusa da chi si occupa ufficialmente di informazione (oltre a noi che ci occupiamo ufficiosamente di controinformazione!) mi sembra davvero un incredibile salto di coscienza.

La consapevolezza dei Wellness Angels sta abbattendo qualche frontiera!

Elisa Pampolini
Naturopata & Wellness Angel di Staff :D


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By Viviana Taccione | dicembre 1, 2008 - 2:20 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

aa_bicchiere_flute.gifSappiamo che la diversificazione di un prodotto è fondamentale per aumentare vendite e profitti… Ma ci vorrebbe anche un po’ di etica!

Con la scusa delle feste, con la scusa che i “grandi” brindano a Champagne, cosa c’è di meglio che appiccicare su una bottiglia l’immagine di qualche cartone animato di successo, riempirla di coloranti, additivi, conservanti e gas creando una bevanda gasata al gusto di fragola? :shock:

Il risultato?

Insegnamo ai bambini fin da piccoli una consuetudine limitante alimentata dal marketing alimentare: anche se sei astemio, anche se ti viene mal di pancia, anche se le bollicine non ti piacciono, in una festa è d’obbligo brindare altrimenti “sfiga ti coglierà“!!!

Allora precisiamo, sopratutto a vantaggio degli adulti consapevoli, che: una cosa è brindare con uno Champagne o uno Spumante degno di questo nome, una cosa è farlo con la prima bottiglia a buon prezzo che capita al supermercato, tanto per “metterci la bocca”, tanto per fare il gesto…

Così che a certe feste ti ritrovi in mano non si sa come una flute con dentro cose orripilanti il cui sapore oscilla tra detersivo per i piatti e shampoo per capelli… gasato! :(

A quel punto non è meglio un buon vino?

Brindare con i tappi di spumante che sbattono sul soffitto è un gesto che spesso non ha più niente del piacere originario, diventato un momento d’obbligo imposto dal marketing alimentare per scimmiottare divi del cinema o “famiglie felici” di celluloide che passano tra un programma e l’altro in TV…

Siamo ipnotizzati, costretti ad agire come robot… “non abbiamo neanche brindato” della serie… allora non è stata una festa:?

Leggo sul web un messaggio pubblicitario allucinante mascherato da commento friendly:

“Una festa non si può ritenere tale, se durante il taglio della torta non si brinda…” E chi lo dice?

Che razza di presupposizione faziosa è:

primo ti insinuano che non puoi fare una festa senza una torta (e anche qui ci sarebbe da dire), secondo, se non brindi non puoi considerarla una vera festa. :twisted:

Perchè limitare la festa della vita alle rare occasioni in cui hai una torta e qualcosa con cui brindare? Che tristezza!

Ma lo strisciante messaggio pubblicitario continua…

“…il vostro dilemma sarà usare lo champagne o lo spumante, noi vi consigliamo una bevanda analcolica e molto buona, il frizzetto delle Winx.”

Se fossero questi i “dilemmi” della vita… ma comunque un alcoolico ben fatto è molto meglio di una bibita rosa fosforescente - anche se analcoolica - “al gusto di” fragola con:

(ecco l’etichetta) “Bibita frizzante al gusto fragola, adatta a tutte le feste dei ragazzi. Ingredienti: acqua, zucchero, anidride carbonica, correttore di acidità: E330, aromi naturali, edulcoranti: E950, E952, E954, conservanti: E202 E211, coloranti: E122, E131. Contiene una fonte di fenilanalina. Servire freddo. Senz’alcol.”

Che motivo c’è di ingurgitare per divertimento zucchero e tutta questa chimica? Un prodotto inutile!

Si può brindare alla vita in qualsiasi momento e con qualsiasi  cosa.

E’ un gesto di gioia, gratitudine, ringraziamento. Non abbiamo bisogno di finte bollicine, edulcoranti, coloranti e conservanti.

E meno che meno i nostri figli. :(

Anche perchè sappiamo che coloranti e overdose di zuccheri semplici  sono alla base di molti disturbi del comportamento infantile che - lungi dall’essere malattie da trattare con psicofarmaci - sono spesso solo la conseguenza di cibi sofisticati, trattati, innaturali e… fosforescenti!

Evitiamo di programmarli fin da piccoli affinchè non diventino consumatori inconsapevoli e malati dell’industria del malessere!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Elisa Pampolini | novembre 27, 2008 - 12:14 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

Sto leggendo un libro molto interessante sull’Indice Glicemico e vi riporto in breve quella che per me è stata davvero una scoperta: il comune saccarosio o zucchero da tavola ha indice glicemico (I.G.) pari a 60, quindi più basso del tradizionale pane bianco che ha mediamente un I.G. attorno a 70.

Questo si spiega osservando la composizione chimica del saccarosio, un disaccaride formato da una molecola di glucosio (con I.G. 100) e una di fruttosio (con I.G. 19). Ecco perchè la risposta glicemica al saccarosio è all’incirca la metà di quella allo sciroppo di mais o alle maltodestrine, dove le molecole sono rappresentate solo da glucosio.

Paradossalmente si verifica quindi che alimenti contenenti moderate quantità di zucchero presentino I.G. inferiori rispetto ad alimenti amidacei più complessi come il pane.

Questa notizia non vuol essere una scusante per consumare alimenti contenenti zucchero bianco (dei cui danni abbiamo già parlato :twisted: ) nè un’accusa indiscriminata contro altri amidacei (anche se è meglio utilizzarne la versione integrale, e non solo per una questione di I.G. ;) ); è importante però imparare a discernere e non escludere a priori un buon integratore solo perchè riporta lo zucchero tra i suoi componenti in etichetta.

Per maggiori dettagli e per un buon approfondimento sulla tematica I.G. rimando al testo “La rivoluzione del glucosio” di Jennie Brand-Miller, Kate Foster-Powell, Stephen Colagiuri, edito da Fabbri Editori.

Elisa Pampolini
Wellness Angels di Staff :D


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By Viviana Taccione | novembre 14, 2008 - 3:08 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

cautela_ogm_greenpeace.jpg

Come sempre un po’ fuori dalle righe la campagna di sensibilizzazione di Greenpeace contro gli OGM… un invio di lettere provocatorie ai ministri dell’Ambiente europei in occasione del prossimo 4 dicembre quando si riuniranno per decidere se rafforzare o meno il sistema di valutazione dei rischi OGM.

Ai ministri viene chiesto di ponderare bene tali decisioni e sopratutto di debellare negli altri e/o (a seconda di casi) di guarire dalla nuova malattia che li starebbe minacciando, la “Monsantosis”, causata dall’Avidus Virus Monsantus.

Cliccando sulle 3 petizioni ed inserendo nome ed email, Greenpeace invita tutte le persone che guardano con sospetto le coltivazioni OGM di inviare queste lettere come una sorta di cura, un “AntiCorp” destinato a tutti i governi europei per “renderli immuni dalle  e decisi a proteggere il nostro cibo, la nostra salute e l’ambiente.”

Diciamo che un po’ di cautela non guasta mai… ed una pressione popolare per cercare di valutare a priori l’impatto a lungo termine degli OGM sulla salute e sull’ambiente potrebbe essere importante.

Come Autodifesa Alimentare nostro compito è darti questa informazione.
A te la scelta se aderire a questo provocatorio appello! :)

Se sì, ecco i 3 link per scrivere ai Ministri:

Sostieni i governi anti-Ogm  -  Austria, Cipro, Francia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Slovenia

Fai smuovere i governi indecisi - Italia, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Germania, Irlanda, Lettonia, Malta, Slovacchia

Fai pressione contro i governi pro-OGM - Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Olanda, Portogallo, Romania, Svezia, Spagna, Regno Unito


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