By Stefania Signorotti | giugno 29, 2009 - 6:36 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

A conclusione dell’ultimo corso online di Autodifesa Alimentare desidero condividere con tutti voi un’esperienza che sta dando un senso alle mie giornate, aumentando la consapevolezza che se vogliamo che le cose cambino dobbiamo cambiare noi, per vederle in un’altra prospettiva e agire prima su noi stessi.

Da quando mi sono scontrata per la prima volta con quello che si è soliti definire “controinformazione”, ho provato tanta tanta rabbia, senso di colpa (se solo avessi saputo prima…), impotenza di fronte all’incredulità e alle scelte più o meno pilotate della gente, soprattutto di persone amate.

E come Viviana mi aveva anche fatto notare, dai miei post ne traspariva la sofferenza :(

Mi chiedevo come sarebbe stato possibile dare un senso a tante esperienze dolorose aiutando altri a trovare un’alternativa, un’opportunità, una migliore qualità di vita, un modo naturale di fare davvero “prevenzione”.

Ora, come tutti abbiamo scoperto grazie ai nostri Coach, il segreto è dare l’esempio, non c’è nulla di più potente e attraente per le persone di vedere altri fare e ottenere un beneficio, per provare il desiderio di ottenere altrettanto.

E io non mi accorgevo che stavo trascurando proprio la parte più importante di tutto il progetto: me stessa.

Pensare di coinvolgere le persone bombardandole di informazioni, link, prove – seppure evidenti – è un’utopia, se non sono loro a scoprirle da sole: la maggior parte sente ciò come un’invasione del proprio spazio e di fronte allo spauracchio del cambiamento istintivamente fugge ma quanto diversamente reagisce se non si sente “pressata”, se magari ascolta una conversazione “in terza persona” (quindi apparentemente non diretta a lei personalmente), se il tutto viene “servito su di un piatto d’argento” come del buon cibo attraente alla vista e al palato…

Siamo già in un’epoca di allarmismi, di insicurezze, possiamo fare la differenza offrendo esattamente il contrario.

La cosa importante che voglio condividere con voi è che nel momento in cui ho deciso di raccogliere le idee, coccolarmi e “perdonarmi” per abbandonare tristezza, ansia e trasmettere invece serenità e fiducia, focalizzarmi sul fare “un passo dopo l’altro”, sulla bellezza della scoperta, sul vestirmi ogni mattina di “luce”… Voilà! Tutto sta andando a posto!

Con amore,
Ania :D


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By Stefania Signorotti | febbraio 26, 2009 - 2:07 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

crying_baby.gifSiamo giunti alla conclusione anche di questa edizione del corso di Autodifesa Alimentare e sono sempre più convinta di aver intrapreso un cammino importante, per me e per gli altri.

Abbiamo deciso di essere consapevoli delle nostre scelte, questa è la differenza, perché tutti abbiamo a disposizione le informazioni per recuperare il nostro benessere (semplicemente: per imparare a nutrirsi bene, così da prevenire le malattie legate al cibo,  controllare il peso, rigenerarsi dopo un intervento chirurgico,  supportare il sistema immunitario durante una terapia invasiva, …) ma la maggior parte di noi non ha la volontà di metterle in pratica, come citato da Nuccia nel suo post.

E anche a me questo procura una grande sofferenza, soprattutto quando sono proprio le persone che amiamo a respingere con forza quanto cerchiamo di comunicare loro, a rifiutarci con il silenzio o talvolta con lo scherno.

Quindi predomina non l’ignoranza ma la volontà di ignorare, di nascondere a sé stessi certe verità.

Tutti sappiamo bene cosa mettiamo nel piatto, tutti siamo a conoscenza del business dell’industria alimentare e farmaceutica ma è molto più facile continuare a “fare lo struzzo” piuttosto che rinunciare alla comodità di un piatto già bello e pronto per il tuo bambino, piuttosto che spendere in sani integratori alimentari quello che si spreca in sigarette, tanto quanto è più semplice prendere una pastiglietta farmaco per spegnere un sintomo piuttosto che scoprire cosa l’ha causato e impegnarsi a risolvere il problema alla fonte.

Sarebbe bello se giorno dopo giorno, famiglia dopo famiglia, tutti cominciassimo quel “gioco di squadra” di cui si parlava proprio nell’ultima lezione di Autodifesa Alimentare.

Non è colpa dei bambini: imparano per imitazione, mangiano quello che vedono mangiare dai genitori e dal fratellino più grande, quindi è fondamentale che l’educazione alimentare parta proprio da loro, da chi deve essere di esempio per il piccolo (e non bisogna essere medici od esperti nutrizionisti per farlo e per insegnarlo!).

Difficile? Scomodo cambiare? Certamente! In ogni aspetto della propria vita qualsiasi cosa che “ci svegli”, che faccia vacillare le nostre certezze ci da fastidio, ecco perché si tende a negare l’evidenza piuttosto che lasciarci guidare a sperimentarne l’impatto su noi stessi.

Cominciamo da noi, che abbiamo avuto la fortuna e il coraggio  di guardare oltre: continuiamo a cercare, scoprire, sperimentare e la differenza la faremo non con il vuoto nozionismo ma guidando con l’esempio.

Ania :)


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By Stefania Signorotti | gennaio 31, 2009 - 12:55 pm
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

Ecologia della Nutrizione, intervista di Viviana Taccione a Marina Berati

Quanto possiamo influire noi direttamente sull’ambiente? Quanto profondo può essere il nostro impatto sulla Terra?

Quanti di noi ci hanno pensato, veramente, prima di questo corso?

Lo ammetto: escludendo la raccolta differenziata e nonostante mi fossi già avvicinata ai temi che ruotano attorno al concetto di salute e benessere, MAI.

Ecco perchè, fra gli argomenti della 3a lezione, ho scelto proprio questo: qual è la mia impronta ecologica?

Ho scoperto che l’ecologia della nutrizione

“è una scienza che esamina tutte le componenti della catena alimentare valutandone gli effetti secondo 4 punti di vista principali: la salute umana, l’ambiente, la società e l’economia”.

Viene seguito tutto il procedimento “dalla culla alla tomba”: la produzione, il raccolto, la conservazione, l’immagazzinamento, il trasporto, la lavorazione, il confezionamento, il commercio, la distribuzione, la preparazione, la composizione, il consumo del cibo e lo smaltimento dei materiali di scarto prodotti nelle varie fasi. (vedi www.nutritionecology.org/it)

E’ comune la frase “sì, lo so, ma io che ci posso fare, tanto poi mica siamo noi che decidiamo, non è che se io non mangio la carne salvo il pianeta”; ci dimentichiamo che sono proprio le nostre scelte individuali ad essere determinanti e dobbiamo esserne responsabili.

Mi piace la frase “non abbiamo ereditato il pianeta dai nostri padri ma lo abbiamo preso in prestito dai nostri figli”, se ognuno di noi cominciasse a privilegiare certi alimenti piuttosto che altri, se tutti cominciassimo a cambiare le nostre abitudini informando ed educando giorno dopo giorno le persone attorno a noi a fare altrettanto, quanto avremo fatto per la salute nostra e del pianeta, proprio noi, nel nostro piccolo? Quanti milioni di persone potrebbero essere sfamate?

E’ sconvolgente poi scoprire che per produrre 1Kg di carne bovina da allevamento intensivo vengono sprecati 100.000 litri d’acqua!

Continuando a leggere nel sito indicato (chi ha ascoltato l’intervista di Viviana a Marina Berati “Ecologia della Nutrizione, Cibo per tutti, per sempre” certamente avrà già avuto modo di approfondire il discorso) e come già spiegato da Leonardo nel corso di Autodfiesa Alimentare…

l’88% della foresta amazzonica abbattuta è stata adibita a pascolo e la deforestazione continua incessantemente; in Africa lo sfruttamento dei suoli per l’allevamento estensivo (i cui prodotti vengono esportati nei paesi ricchi) porta alla desertificazione….

Questo tipo di abitudini alimentari sono causa di un duplice problema di malnutrizione: nei paesi poveri una malnutrizione dovuta alla mancanza di cibo e acqua; nei paesi ricchi una malnutrizione dovuta a eccesso di proteine e grassi animali, che è oggi tra le principali cause di morte.

Invito anch’io a vedere e divulgare il bellissmo video di P. McCartney “Terra divorata” che si trova all’indirizzo www.wcoaching.it/rassegna_video.htm

Diamoci da fare, giorno per giorno, una persona alla volta, insieme si può, proviamoci!

Ania :D


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By Stefania Signorotti | - 12:48 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

carta_wc.gifAdoro la seconda lezione anche se sto vivendo in prima persona una situazione per la quale forse si preferirebbe “non sapere” e rassegnarsi in pace di fronte al destino piuttosto che sapere e non poter fare nulla…  :(

E’ evidente l’interesse che suscita ad ogni corso la scoperta del nostro secondo cervello e anch’io mi unisco alla schiera di Allievi Wellness Anegl che lo hanno commentato nei loro report.

Fra le tante ricerche ho trovato molto utile la Guida alla Salute Naturale di  Mednat.org, anche perchè consente di spaziare fra vari contenuti di approfondimento.

Vi si legge, per esempio:

Fin dall’antichità si afferma che la pancia è la sede delle emozioni e dell’inconscio; ma per potere avere queste funzioni, occorre che la pancia abbia un “cervello” che possa elaborare i dati autonomamente da quello superiore, recenti scoperte (studi di neurogastroenterologia) hanno confermato che il cervello enterico esiste; i naturisti lo sanno molto bene, infatti non esiste malato che non venga curato iniziando dall’apparato digerente, la medicina ufficiale non lo considera neppure…nelle sue “terapie” sintomatiche !

Quest’ultimo punto fa molto riflettere: NON LO CONSIDERA NEPPURE, neanche quando l’intestino è coinvolto in patologie degenerative e per questo bombardato (per “curarlo”) con ciò che distrugge tutto, buono e cattivo (buono soprattutto…), con le conseguenze che possiamo ben immaginare…

Intimamente legata alla salute del nostro intestino è senza dubbio l’ACQUA!

L’autointossicazione che ci provochiamo attraverso il cibo è sicuramente coadiuvata dalla disidratazione.

Se penso che fino a una decina d’anni fa per me bere equivaleva a 1-2 bicchieri d’acqua gasata ai pasti e che è lo stesso per la maggior parte delle persone rabbrividisco!!! :?

Ora sappiamo bene che oltre ad idratare le nostre cellule, l’acqua permette l’assorbimento dei nutrienti (che avviene proprio nell’intestino) e la pulizia dalle tossine; pensiamo per esempio, tornando al discorso di una terapia invasiva, a quanto siano importanti queste due cose!

E parlando di prevenzione, già bere 5 bicchieri diminuisce il rischio di cancro al colon del 45%!

E i nostri bambini?

A quanti è capitato di sentirsi dire “non si preoccupi: è normale un po’ di stitichezza, gli dia una pastiglietta ogni tanto e si libera; ma sì, è comune una certa stanchezza; e chi non ha mal di testa al giorno d’oggi?”…

Eppure la soluzione, tanto semplice quanto ignorata, è a portata di mano: in un bicchiere.

Ania


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By Stefania Signorotti | gennaio 28, 2009 - 12:06 pm
Posted in Category: Annunci Wellness Angels

angelo.gifSono felice di partecipare nuovamente a questo Corso di Autodifesa Alimentare!

Come dicevo in chat, si scopre ogni volta qualcosa di nuovo e si trovano sempre spunti di riflessione, oltre al fatto che – grazie alle testimonianze e ricerche degli Allievi Wellness Angels – aumenta in proporzione la propria consapevolezza.

E a proposito di consapevolezza (se mi è concesso questo è un report un po’ “anomalo”, nel senso che stavolta non mi soffermerò ad approfondire uno dei  temi della prima lezione, piuttosto vorrei condividere un pensiero, forse potrebbe essere utile a qualcuno):

mi trovo quotidianamente di fronte a persone alle quali offrire queste conoscenze, o meglio uno stimolo a scoprirle direttamente ; conoscenze talmente semplici che, se ci pensiamo, proprio per questo non vengono quasi mai tenute in considerazione.

E infatti vedo una mamma (medico) che chiede al bambino prima di cena (pane con la coca cola) se vuole della nutella, per poi dargli un biscotto ripieno “non ha mai fame, come suo fratello, forse così gli viene, non so più cosa dargli”;

un’altra che lascia che la bimba di due anni infili più volte il cucchiaio da tavola nel barattolo dello zucchero e si ingozzi di biscotti (perché lo vede fare dalla sorellina più grande, già in forte sovrappeso per la sua età e con problemi di stipsi);

una donna a cui è stato inculcato che di fronte a “certi mali” unire ai farmaci la nutrizione, i probiotici, le vitamine non serve a niente “sono quelle “cose alternative” che è meglio evitare… e comunque siamo nelle mani di Dio, bisogna solo accettare ciò che Lui ha già deciso di te!”

Triste, doloroso, deflagrante come una bomba nel petto se ami quella persona, una rabbia incontenibile quando queste “spiegazioni scientifiche” escono dalla bocca di un medico a cui le si è affidata ciecamente, quindi la gran voglia di mollare tutto e dirsi “massì, hanno ragione loro, non serve a niente lottare, non sono un medico e tutto ciò che dirò sarà rifiutato a priori, se non riesci ad aiutare chi ami non ha senso andare avanti, sarà quel che sarà, si vive una volta sola…”

Ecco il punto: lo avrei fatto!
Sarebbe stato molto più facile reagire in quel modo (e quindi non agire) se non avessi – anche grazie a questo percorso professionale e soprattutto personale – maturato la consapevolezza del grande valore della vita, perché direttamente o indirettamente influiremo sempre sulla vita di qualcun altro.

E questa è una grossa responsabilità: verso noi stessi, verso coloro che incontriamo nel nostro cammino  e – per chi crede – verso chi questa vita ce l’ha data.

Siamo ciò che mangiamo, siamo ciò che assimiliamo, siamo ciò che pensiamo.

Se disintossichiamo e nutriamo il corpo, disintossicheremo e nutriremo anche la nostra mente, ed i nostri pensieri genereranno più facilmente soluzioni ed azioni positive di fronte alle piccole e grandi sfide quotidiane.

E così ogni mattina mi alzo con la certezza che qualcuno mi sta cercando!

Qualcuno che ami abbastanza se stesso da riconoscere umilmente di aver bisogno di sapere, di conoscere, di sperimentare per cambiare; qualcuno che dia più valore alla semplicità e all’esperienza diretta piuttosto che al puro nozionismo in medichese (alcuni medici – è doveroso sottolinearlo- hanno però il coraggio di cambiare rotta e rimettersi come si suol dire “sui banchi di scuola” per amore della loro professione, della ricerca e dei loro pazienti).

Quel qualcuno che mi sta cercando – ancora non lo sa – diventerà un allievo Wellness Angel !!!

Ci vuole tempo, pazienza, spesso non sarà fra coloro che amiamo di più  che troveremo quella persona, ma non fermiamoci, guidiamo con l’esempio e arriveranno anche loro e poi…. goccia dopo goccia l’oceano nascerà.

Ania :)


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By Stefania Signorotti | maggio 8, 2008 - 10:19 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

sedation-2pills.gifCarissimi Leo e Vivi, eccomi finalmente!

Il viaggio è appena iniziato!
Come ha scritto Monica: fine delle lezioni (?) e inizio di nuove abitudini e una nuova consapevolezza.

Vero: ora che abbiamo le informazioni, resta da metterle in pratica graduamente, giorno dopo giorno, e condividere con gli altri – attraverso l’esempio – il concetto di “meglio nutrire che curare”.

Amo la mia nuova colazione (mi diverto da matti a provare nuovi gusti e ingredienti nello shake) e la sensazione di benessere che nasce da una piu’ corretta combinazione degli alimenti.

Se poi ci aggiungiamo anche prodotti bio, nuovi sapori e gli integratori giusti….. :-D

La gente intorno a me mi vede diversa, mi chiede cosa sto facendo (anche perche’ il punto vita si sta assottigliando, nonostante abbia smesso di fumare!)… ecco il modo migliore per diffondere cio’ che abbiamo imparato!

Per esempio, dall’ultima lezione:

  • Sovrappeso e sottopeso vanno considerati come sintomo e come segnali del corpo che ci avvisa che qualcosa non va, ci dice che lo dobbiamo nutrire!
  • La vostra originale definizione di “pillola magica” (con cui ancora troppe persone confondono l’integratore nutrizionale)

Ci siamo mai resi davvero conto prima di quanto la televisione, i giornali, internet ci bombardino con questo tipo di messaggio? Quante persone ingurgitano qualsiasi cosa appaghi loro vista e gusto per 10 mesi l’anno, per poi prendere la pillolina o “mettersi a dieta ferrea” dopo Natale e prima di andare al mare?

Invece il rinnovamento richiede consapevolezza, tempo e sforzi, affinchè sia permanente! Altrimenti è come dar ragione a chi ha scritto quel famoso articolo :”…. Gli integratori sono una scusa per cronicizzare uno stile di vita non consono…”, ma ecco il punto: dobbiamo anche distinguere fra integratori nutrizionali e la svariata quantità di pastiglie e farmaci che ci vengono propinati come “naturali” e non solo: valutare attentamente quei messaggi e articoli che non fanno altro che confondere ulteriormente le idee, pare quasi “confezionati” per convincere gli scettici (e i famosi tuttologi) dell’inutilita’ – o peggio, pericolosità – degli integratori.

Ma noi ora sappiamo perche’ accade questo, vero?? :-( E qui si aprirebbe una discussione mooooolto lunga! Ne avremo modo e tempo, del resto…. Il viaggio per diventare un personal wellness coach è appena iniziato, quindi ci rivedremo qui molto spesso, con nuovi spunti e informazioni da approfondire e divulgare!

Vi abbraccio,

Ania :)


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By Stefania Signorotti | aprile 23, 2008 - 9:04 am
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

earth-day-final-714896.gifOgnuno può contribuire a diminuire le emissioni: attenti alla provenienza Con una scelta oculata di ciò che ripone nel carrello della spesa, ogni famiglia italiana può tagliare i consumi di petrolio e ridurre le emissioni di gas a effetto serra di 2mila chilogrammi all’anno.


E’ quanto afferma la Coldiretti, che in occasione dell’Earth Day ha presentato il primo decalogo per consumi sostenibili dal punto di vista climatico ed ambientale.

gnuno può contribuire personalmente a raggiungere gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e a diminuire i consumi di energia, cominciando a fare una “spesa responsabile”.
Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi
sono, insieme alla raccolta differenziata, alcuni dei comportamenti suggeriti dall’Organizzazione agricola nazionale.

Ogni pasto mediamente percorre quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole e la distribuzione commerciale dei prodotti alimentari con i lunghi trasporti e le inefficienze di natura logistica è tra le principali responsabili su scala globale dell’emissione di gas a effetto serra. Particolarmente in Italia, dove l’86% delle merci viaggia su strada con elevati sprechi di petrolio ed emissioni inquinanti anche per effetto della progressiva crescita di cibi importati dall’estero sulle tavole a seguito della globalizzazione e destagionalizzazione dei consumi.

E a trarre giovamento da una spesa che abbraccia la filosofia del “chilometro zero” non sarebbe solo l’ambiente: anche il portafoglio godrebbe benefici non irrilevanti, dal momento che i costi di trasporto e la logistica incidono del 30-35% sul prezzo delle merci.
Vino dall’Australia, prugne dal Cile, carne argentina, ad esempio, sono prodotti che per giungere sulle tavole italiane percorrono più di 10mila chilometri, con ingenti consumi di energia ed emissioni di anidride carbonica.

L’attenzione alle distanze è sicuramente un criterio importante per chi sceglie una spesa a basso impatto ambientale. Ma non è l’unico e, secondo un recente studio americano, cade addirittura in secondo piano rispetto al tipo di prodotto alimentare che si consuma.
Christopher Weber e Scott Matthews, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno infatti calcolato che il trasporto incide solo del 4% sul totale delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti, mentre la produzione è responsabile dell’83% delle emissioni.
E il comparto agroalimentare meno ecologico sono gli allevamenti bovini, seguiti dall’industria casearia.

La ricerca ha stabilito che se un americano decidesse di rinunciare a un quarto delle 240 calorie che mediamente assume ogni giorno dalla carne rossa, sostituendole con carni bianche, cereali o verdura tale scelta avrebbe un impatto ambientale pari a quello di una spesa condotta totalmente in loco.

Tra i fattori responsabili dell’inquinamento degli allevamenti troviamo un inaspettato tipo di emissioni: i gas di digestione del bestiame. Mucche, vitelli e affini, infatti, emettono flatulenze di metano in quantità non indifferente. E il metano è un gas serra 23 volte più potente dell’anidride carbonica.

Fonte: Virgilio notizie – cibo ecosostenibile


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