By Sonia Verri | novembre 1, 2008 - 11:22 am
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

zucchero_equo_solidale.gifLo Zucchero di Canna si ottiene da una pianta, il Saccharum Officinarum, che appartiene alla famiglia delle Graminacee ed è originaria delle Indie.

Questa pianta raggiunge un’altezza che va dai 3-6 metri con un diametro di soli 2-5 cm.

Raggiunta la maturazione, dopo circa 1 anno dalla semina, viene tagliata e, dalle parti legnose, viene estratto per spremitura un succo denominato “sugo leggero”.

A seconda dei trattamenti a cui viene sottoposto il sugo leggero si ottiene lo Zucchero Integrale o lo Zucchero Grezzo di Canna.

Produzione dello Zucchero Integrale di Canna

Dopo la spremitura, il sugo leggero viene concentrato per ebollizione in modo da allontanare quanto più possibile l’acqua contenuta, poi viene asciugato.

A seconda del tipo di asciugatura si distinguono 2 tipi di zucchero integrale: il Panela che viene asciugato in panetti che poi vengono “grattugiati” ed il Mascavo che, durante l’asciugatura, invece viene scosso e mescolato con formazione di grani di dimensioni variabili.

Del tipo Mascavo si distingue il Muscovado ed il Takuanè che differiscono per il luogo di provenienza (Filippine o Paraguay).

Solitamente tutti gli zuccheri provenienti dal mercato equo-solidale appartengono alla categoria degli Integrali.

Produzione dello Zucchero Grezzo di Canna

Dopo la spremitura, il sugo leggero subisce un processo di raffinazione simile a quello della barbabietola da zucchero: come prima cosa viene purificato con latte di calce con conseguente perdita e distruzione di sostanze organiche, enzimi, proteine, sali minerali.

Successivamente, per eliminare i residui di latte di calce, viene trattato con Anidride Carbonica (CO2) e successivamente sottoposto a cottura, concentrazione e cristallizzazione.

Per ottenere un colore dorato del cristallo spesso si effettua un’aggiunta di piccole quantità di melassa o caramello.

Lo zucchero di canna bianco, che è apparso ultimamente nei negozi, subisce un ulteriore trattamento di decolorazione con carbone attivo.

A volte è addizionato anche di sostanze denominate “sbiancanti ottici” che hanno la caratteristica di far apparire il bianco più candido. Questo processo è lo stesso utilizzato per la della barbabietola da zucchero.

Alcuni tipi di Zucchero Grezzo sono il Demerara, il Raw Cane e il Golden Caster.

Da quanto detto è evidente che non ci si può basare sul colore per valutare la qualità di uno Zucchero di Canna!

E’ meglio invece valutarne la granulometria: se sono presenti cristalli uniformi, tutti della stessa dimensione e colore, probabilmente siamo di fronte ad uno zucchero grezzo.

Se invece i cristalli sono irregolari (grandi e piccoli) e con sfumature di colora differenti, allora molto probabilmente si tratterà di zucchero integrale.

Una volta aperta la confezione, comunque, i dubbi svaniscono: lo zucchero integrale ha un aroma, un profumo caratteristico, un sapore che non è solo dolce ma anche aromatico e che lo rende un alimento ancora “vivo”.

Sonia Verri :)
Naturopata e Wellness Angel


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By Sonia Verri | ottobre 20, 2008 - 2:29 pm
Posted in Category: SOS DOMANDE

ramoolive.gifUn’allievo Wellness Angel del Corso mi ha fatto una domanda a cui, ahimè, non ho saputo rispondere: durante il corso parlando della Solanina contenuta in patate, peperoni, melenzane ecc… si fa riferimento anche alla sua presenza nelle olive.

Dopo una ricerca in Internet nel tentativo di trovare qualcosa al riguardo, questo allievo angioletto ha girato la domanda a me.

Anche dai miei studi  non risulta niente a proposito, quindi anch’io ho tentato di indagare senza trovare risposte.

Sapete rispondere voi a questo “mistero”?

Sonia Verri



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By Sonia Verri | settembre 16, 2008 - 1:26 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

scarecrow.gifL’Autunno segna il passaggio dall’estate all’inverno: è questo il momento per raccogliere ed immagazzinare le energie dell’estate, depurandole di tutte le scorie inutili, per affrontare l’inverno.

Per la Medicina Cinese l’Autunno è associato al Movimento Metallo che simboleggia la raccolta e la messa in riserva. E’ associato anche agli organi Intestino Crasso (Colon) e Polmoni che sono organi accumunati dalla funzione di assorbire nuova energia attraverso l’aria ed il cibo e quella di smaltire le sostanze di rifiuto (anidride carbonica e feci) favorendo in questo modo il “ricambio” dell’organismo, analogamente al ricambio stagionale.

In autunno è dunque importante prestare particolari attenzioni a questi organi, sostenendoli ed aiutandoli nel loro compito.

Per funzionare bene i Polmoni devono mantenersi “asciutti”; analogamente il Colon deve essere privo di muco che lo ostacola e lo intasa.

La stipsi, le coliti, le disbiosi sono tutti sintomi che spesso peggiorano in autunno e che rivelano un Colon in difficoltà.

Allo stesso modo la tosse, la bronchite e il raffreddore sono tutti sintomi di un eccesso di liquidi corporei che non riescono ad essere scaricati all’esterno.

Attraverso l’alimentazione è possibile aiutare questi organi ad essere più forti; non dimentichiamo che buona parte del sistema immunitario risiede nell’intestino.

L’alimentazione ricca di alimenti idratanti tipica della stagione estiva (verdure crude, frutta, insalate…), utile nel momento in cui l’organismo richiedeva un maggiore quantitativo di acqua, non è più adatta all’autunno: come abbiamo detto occorre smaltire i liquidi accumulati durante l’estate ed asciugare il corpo, ricostituendo contemporaneamente le riserve nutritive che ci consentiranno di affrontare l’inverno.

L’alimentazione va però cambiata gradualmente perché se eccediamo con il sale o con cibi molto secchi (es. prodotti da forno) succede che l’umidità da smaltire venga invece trattenuta da questi alimenti.

Occorre diminuire gradualmente i cibi crudi e la frutta aumentando il consumo di verdure e frutta cotta, aumentando gradatamente i tempi di cottura delle verdure che non saranno più solamente saltate come in estate, bensì stufate. Anche la quantità di cereali nel pasto dovrà essere aumentata gradualmente.

Lo stufato è il metodo di cottura delle verdure più indicato in autunno in quanto consente una maggiore assimilazione dei minerali da utilizzare in previsione dell’inverno.

Come si fa?

Per preparare uno stufato di verdure si dispongono le verdure a strati nella pentola, ponendo sotto quelle con i tempi di cottura maggiori; si aggiunge acqua sino a coprire il primo strato di verdura ed un pizzico di sale (volendo anche un pezzo di alga Kombu che è mineralizzante).

Si fa cuocere con coperchio per 20-30 min, aggiungendo acqua se necessario.

In questo modo si ottiene un alimento che darà calore ed energia a tutto il corpo e agli organi interni rafforzando il sistema immunitario, l’intestino e l’apparato digerente in generale, i minerali non andranno dispersi nell’acqua di cottura e potranno essere assimilati. Le fibre presenti aiuteranno l’intestino nel suo compito di eliminazione e preverranno la stasi da muco.

E’ consigliabile consumare lo stufato 3-4 volte alla settimana in autunno aumentando poi in inverno.

La verdura e la frutta da utilizzare sono quelle di stagione, biologiche e preferibilmente locali.

Ma quali sono la verdura e la frutta di stagione?

Verdura: bietole, broccoli, carote, finocchi, indivia, porri, radicchi, spinaci, zucca, cavoli, rape e cime di rapa

Frutta: pere, uva, fico, melograno, cachi, castagne

Sonia Verri
Naturopata – Wellness Angel STAFF 
:)


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By Sonia Verri | giugno 18, 2008 - 3:17 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

bread02.gifHo una domanda da fare a chi ha più esperienza di me: ho eseguito un test delle intolleranze su un cliente che è risultato intollerante a tutti i tipi di lievito (di birra, pasta acida, cremortartaro e lieviti chimici tipo Paneangeli per intenderci); il test mi riporta che come lievito si può utilizzare la melassa …… io non sapevo che potesse essere utilizzata in questo senso.

Ho provato ad indagare in internet ma senza successo, qualcuno ha esperienza nel suo utilizzo?

Come si fa a fare un pane lievitato con melassa o bicarbonato?

Grazie a tutti :)


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By Sonia Verri | aprile 24, 2008 - 8:37 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

aabrownies1.gifNon avevo mai riflettuto sulla variazione del contenuto nutrizionale degli alimenti nel corso degli anni: effettivamente tutte le manipolazioni, il tipo di agricoltura sempre più intensivo e l’industrializzazione di tutti i processi produttivi è logico che portino a variazioni sul prodotto finale (ma di oltre il 30%, caspita!!!).

Come Naturopata sono un po’ combattuta: da un lato capisco il deficit nutrizionale e concordo con il voler colmare la carenza, dall’altro, per formazione, sono restia a pensare ad integratori (e non ad alimenti) per farlo.

Anche se naturali, estratti dai vegetali e di qualità restano sempre, per me, un qualcosa di elaborato-manipolato che faccio fatica a vedere come “naturale”.

Anche con la colazione ideale a base di shake ho qualche problema: concordo che una colazione bilanciata e contenente anche le proteine non da senso di fame entro le prime 3 ore (l’ho provato su di me)… però dover sostituire un pasto con un preparato “chimico”… già ci lavoro in un Laboratorio!!!!!.

Non so…. sono molto dubbiosa di come tutto questo possa rientrare in una filosofia di autodifesa alimentare… i conservanti no ma gli integratori sì… convincetemi voi… però un pasto sostitutivo rimane comunque triste.


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By Sonia Verri | aprile 20, 2008 - 11:35 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

small_list.gifLa parte dell’alimentazione che più mi crea difficoltà è il capire quale teoria nutrizionale è meglio seguire: a partire dalle 7 porzioni di frutta e verdura COLORATA, alla dieta acido-base, all’emodieta che non si combina con la precedente se un gruppo O deve prediligere la carne, e nemmeno con la dieta vegetariana ne’ macrobiotica…….  c’è veramente di che scegliere e alla fine si rimane un po’ spiazzati e non si sa bene cosa mangiare.

Mi è piaciuta molto la piramide nutrizionale proposta, che parte dal presupposto di riunire tutte le informazioni dei vari regimi alimentari, è quello che sto cercando di fare io con tutte le “diete” citate sopra: sto cercando il modo di prendere il meglio da ognuna cercando di farne una cosa mia, in base ai miei gusti, alle mie esigenze, al tempo che ho per cucinare ecc..

Per questo apprezzo molto anche il suggerimento di fare una lista di tutto ciò che ci piace mangiare e solo dopo eliminare quello che ci fa male.

Ho avuto diverse esperienze di intolleranze e di regimi alimentari con restrizioni e quello che mi è sempre sembrato sbagliato, da parte di chi mi imponeva delle limitazioni (medici) è che mi hanno sempre suggerito cosa NON mangiare senza proporre l’alternativa, facendomi uscire dallo studio più depressa che fiduciosa di un cambiamento positivo….. con queste premesse chiunque, dopo aver raggiunto il risultato terapeutico, non può far altro che tornare al vecchio regime alimentare……..  e col tempo ritornare con gli stessi problemi.

Per questo quando, come Naturopata, consiglio dei cambiamenti di stile alimentare mi sono ripromessa di non commettere lo stesso errore: non dico cosa NON mangiare, ma suggerisco cosa INTRODURRE AL POSTO DI…


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By Sonia Verri | aprile 10, 2008 - 11:20 am
Posted in Category: SOS DOMANDE

pitcher01.gifQuesto è quello che più mi ha colpito di questa lezione, soprattutto perchè sono una persona che beve poco, ahimè, e per costringermi a bere di più spesso cerco di “cammuffare” l’acqua sotto forma di tisana.

Vorrei capire meglio, però, da un punto di vista un po’ più scientifico, perchè the e tisane sono disidratanti, qual’è il meccanismo che innescano?


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