acomplia_b.gifCarissimi,

ho appena appreso dal sito dell’ Agenzia Italiana del Farmaco l’ennesima notizia shock…

Il provvedimento emesso è finalizzato al divieto di vendita in tutti i Paesi europei del farmaco Acomplia (rimonabant), la famosa “pillola antiobesità“, prodotto da Sanofi Aventis a causa del rischio di disturbi psichiatrici…

Questo deve far riflettere sull’importanza di quello che assumiamo, sul valore della nutrizione come sistema di vita, non come rimedio per raggiungere un obiettivo estetico a scapito della salute.

Il convegno di Cibaria è stato molto interessante.

Il messaggio che hanno voluto trasmettere i relatori è stato quello di porre molta attenzione alle diete, perchè l’impoverimento dell’organismo produce gravi squilibri.

Quindi  mi permetto di dire che la nutrizione deve essere parte quotidiana, preziosa di vita, così da permetterci di vivere bene e di pensare serenamente al domani.

Ringrazio per l’attenzione.
Buona serata

Sabrina

Fonte: Agenzia Italiana del Farmaco
www.agenziafarmaco.it/AREA_STAMPA/com_stampa_018.html


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By Sabrina Baioni | luglio 29, 2008 - 8:40 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

bone2.gif

Buon pomeriggio a tutti

Leggevo un articolo interessante sulla genisteina, isoflavone della soia, il quale migliora la condizione di osteopeina, condizione che “anticipa” l’osteoporosi…

La fonte è il sito molecularlab.it/news/view.asp?n=5534

Una ricerca a cui ha partecipato il Policlinico di Messina ha mostrato l’efficacia di un derivato della soia, la genisteina, in combinazione con calcio e vitamina D3 nella prevenzione dell’osteoporosi nelle donne in menopausa.

Lo studio è stato condotto a Messina da Nicola Frisina del dipartimento di Medicina e Interna, Rosario D’Anna del dipartimento di Scienze Ginecologiche e Ostetriche e Herbert Marini del dipartimento di Scienze Biochimiche, Fisiologiche e della Nutrizione, e coordinato dal professore Francesco Squadrito del dipartimento Clinico-Sperimentale di Medicina e Farmacologia.

La ricerca è stata svolta grazie alla collaborazione di tre centri medici universitari italiani e ha coinvolto 389 donne con osteopenia.

L’osteopenia è una condizione ossea in cui vi è una densità minerale inferiore ai valori normali, ma non si può ancora considerare osteoporosi manifesta in quanto non vi è l’evidenza di fratture.

La genisteina è un isoflavone della soia, che ha effetti simili agli estrogeni.

Herbert Marini, uno degli autori dello studio ha spiegato che è stata utilizzata la forma chimica pura di genisteina ad un dosaggio (54 mg al giorno) che, almeno nelle nostre popolazioni, non può essere facilmente raggiunto introducendo nella dieta dei cibi a base di soia.

Dopo due anni di trattamento, le donne hanno migliorato significativamente la densità minerale ossea nel femore e nella colonna vertebrale rispetto al gruppo placebo (solo calcio e Vitamina D3) e, come spiega Steven Wilson, esperto di Biostatistica al National Jewish Medical and Research Center di Denver e coautore dello studio, anche dopo solo un anno vi era già una chiara differenza tra i due gruppi.

Rosario D’Anna ha affermato: ‘Le donne trattate con genisteina non hanno mostrato variazioni significative dello spessore endometriale uterino’ e Squadrito ha rilevato che ‘in generale, la genisteina ha mostrato un buon profilo di sicurezza se si escludono alcuni effetti collaterali gastrointestinali come dispepsia e stipsi che in parte sono legati al Calcio’.

Il professore Frank Sacks, uno dei massimi esperti mondiali sull’argomento e docente di medicina presso il Brigham and Women’s Hospital e la Harvard School of Public Health di Boston, ha aggiunto: ‘la soia ha grandi potenzialità per le ossa anche se è necessario avere cautela soprattutto nelle donne a rischio di neoplasie mammarie ed uterine’.

Lo studio italiano è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Annals of Internal Medicine, organo ufficiale dell’American College of Physicians, in coincidenza con la messa in commercio del trattamento negli Usa dove è stato classificato dalla FDA nella categoria ‘medical food‘.

Interessante, vero?

Ma invece di arrivare ad assumere nutrienti di origine chimica, sovvenzionando l’industria farmaceutica, dato che le donne orientali mangiando soia tutti i giorni hanno un’incidenza di osteoporosi minore (ad Okinawa la percentuale di fratture del femore è del 40% inferiore rispetto ai pesi occidentali)… perchè non introdurre più soia nella nostra dieta?

Latte, yogurt e tofu, preparati per la colazione, soia verde in forma leguminosa, carne vegetale come hamburgher e bocconcini, snack come noccioline tostate di soia…. c’è solo l’imbarazzo della scelta!

E’ importante quanto necessario per tutelare la nostra salute, per la prevenzione e, quindi, per il  futuro, introdurre nella nutrizione alimenti a base di soia: sono buonissimi! ;)

A presto

Sabrina


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By Sabrina Baioni | luglio 19, 2008 - 3:31 pm
Posted in Category: Bevande e acqua

bevande_iso.jpg

In questi periodi, caratterizzati da temperature tropicali e alto tasso di umidità, chi, come me, pratica attività sportiva, durante gli allenamenti, riscontra la perdita di un’elevata quantità di liquidi e sali che devono essere integrati per evitare lo stato di disidratazione.

Sicuramente un’alimentazione bilanciata, ricca di verdura e frutta fresca, contribuisce in maniera considerevole a ripristinare i liquidi e sali dispersi con il sudore; questa rappresenta, però, condizione necessaria ma non sufficiente per il nostro benessere.

E’ auspicabile, infatti, ricorrere a bevande specifiche finalizzate a fornire all’organismo tutto ciò che si consuma durante l’attività fisica.

performance.JPG

Gli integratori idrico-salini non sono tutti uguali.

La concentrazione di sali e zuccheri  presenti in una bevanda influenza enormemente il tempo necessario affinchè essa attraversi lo stomaco e venga assimilata dall’intestino: condiziona, dunque, la velocità con la quale è in grado di dissetare.

In alcuni momenti si necessita di bevande con pochi zuccheri, poichè queste vengono assimilate più rapidamente; in altri momenti è invece importante che anche con le bevande si apporti all’organismo energia, oltre ai sali minerali.

Ancora, non tutti i tipi di zucchero hanno uguali effetti sull’organismo.

Prima e durante lo sforzo vanno preferiti il fruttosio e le maltodestrine, poichè evitano sbalzi glicemici e di livelli di insulina; tali squilibri possono, infatti, causare perdite di efficienza ed ostacolare il consumo dei grassi durante l’esercizio fisico. Durante lo sforzo, invece sono indicate le bevande con maltodestrine, ma anche quelle con saccarosio perchè le variazioni di glicemia e dei livelli di insulina favoriscono la ricostituzione delle riserve di energia nei muscoli.

Gli integratori idrico-salini si possono classificare in tre categorie, secondo la loro concentrazione di sali e di carboidrati: bevande isotoniche, ipotoniche ed ipertoniche. L’unità di misura della concentrazione di sali e carboidrati si esprime in “MILLIOSMOLI PER LITRO” (mOsm/L).

Le bevande ipotoniche (meno di 300 mOsm/L) sono quelle in grado di dissetare nel minor tempo: apportano poche calorie, transitano con la massima rapidità dallo stomaco e vengono assimilate altrettanto rapidamente dall’intestino.

Le bevande ipertoniche (oltre 300 mOsm/L) sono più concentrate del plasma: si assimilano più lentamente, ma poichè contengono molti carboidrati, sono utili appena terminato lo sforzo per ripristinare le riserve di energia.

Le bevande isotoniche hanno una concentrazione di sali e zuccheri simili a quella del plasma (circa 300 mOsm/L); passano rapidamente attraverso lo stomaco e vengono velocemente assimilate dall’intestino: costituiscono un’efficace risposta alla sete in ogni circostanza.

E’ importante sottolineare come la frequente assunzione di un integratore idrico-salino isotonico consenta una migliore regolazione della temperatura corporea ed una più prolungata efficienza.

Il problema della perdita di elettroliti (sali minerali come sodio, potassio, magnesio e cloro) è importante se lo sforzo fisico è prolungato e viene ripetuto con una certa intensità. Per questo, l’assunzione di un integratore svolge un ruolo antifatica, favorendo l’eliminazione di ammonio, implicato nei processi dell’esaurimento muscolare e nella comparsa dei fastidiosissimi (!!!) crampi:(

Buon pomeriggio a tutti !
Sabrina :)


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By Sabrina Baioni | giugno 11, 2008 - 3:14 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

cina.gifCarissimi,
complimenti ancora per queste lezioni sempre più interessanti.

Le nozioni relative alle proteine mi hanno colpito particolarmente.
Se solo penso che un anno fa non assumevo proteine… non mangiavo carne, legumi… Soprattutto non conoscevo la soia.

Ho iniziato a nutrirmi correttamente, utilizzando prevalentemente soia e devo proprio dire che non fa miracoli, ma per i disturbi che avevo io, mi ha risolto ogni problematica.

Mi riferisco al mio primo commento, quando discorrevo sull’acquisizione della consapevolezza del valore della nutrizione come principio cardine di benessere, e proprio riferito a questo, ho fatto ricerche.

Eccole:
La soia è uno dei cibi con la più alta concentrazione di isoflavoni, fitoestrogeni,che regolano naturalmente la produzione ormonale corporea. Questo effetto equilibratore è particolarmente utile per le donne che desiderano sia assicurarsi un corretto e regolare equilibrio ormonale sia un naturale aumento del seno, poiché gli isoflavoni della soia stimolano naturalmente la produzione di estrogeni ‘buoni’ che si legano alle cellule dei recettori della ghiandola mammaria contribuendo così allo sviluppo sano del seno. Gli isoflavoni della soia bloccano anche la ricezione di estrogeni pericolosi e cancerogeni di origine chimica, aiutando così a proteggere il seno (e il corpo in generale) dai rischi di tumori. Ci sono numerosi studi clinici sugli effetti di prevenzione del cancro degli isoflavoni della soia.

I fitoestrogeni contenuti nella soia possono proteggere efficacemente gli uomini dal carcinoma della prostata e le donne dalle malattie legate alla produzione di estrogeni quali il carcinoma della mammella, l’endometriosi, la mastopatia fibrocistica (cioè la malattia fibrocistica del seno), i fibromi dell’utero ed i disturbi della menopausa. La bassa percentuale di queste patologie tra le donne giapponesi potrebbe essere dovuta al loro forte consumo di cibi a base di soia, specialmente di tofu. In effetti, le donne asiatiche non hanno neppure un termine nelle loro lingue per le “vampate di calore” – non sanno proprio cosa siano!

Attualmente si sta appunto indagando su due fitoestrogeni della soia più conosciuti: il genistein ed il daidzein, per la loro capacità di regolare gli squilibri ormonali.

I cinesi che hanno un consumo regolare di fagioli di soia e/o tofu hanno solo un’incidenza del 50% di cancro allo stomaco, al colon, al seno e al polmone in confronto a quei cinesi che consumano raramente la soia o i prodotti di soia. I fagioli di soia contengono livelli piuttosto alti di vari composti con provata attività anticancro, compreso un alto livello di isoflavoni, come il genistein. Questi isoflavoni hanno dimostrato di inibire la crescita di cellule umane di cancro al seno e al polmone. In aggiunta, un uso regolare delle proteine della soia (fagioli di soia, tofu, bevande di soia, ecc.) può abbassare il colesterolo nel sangue e i livelli di trigliceridi dal 10 al 15 per cento., soprattutto in persone con livelli elevati di lipidi.

Per quanto riguarda i benefici per il cervello, l’effetto dei fitoestrogeni della soia sui biomarcatori cerebrali della capacità congitiva (fattore neurotrofico cerebrale e produzione di acetilcolina) sono paragonabili a quelli dell’estradiolo!

Alcuni biochimici negli Stati Uniti hanno individuato come un ingrediente chiave nei fagioli di soia annienti il cancro. Hanno mostrato che il genistein, un estrogeno vegetale, gioca un ruolo chiave nel sopprimere la crescita di cellule cancerose. Le diete asiatiche ricche di soia sono state collegate a una bassa incidenza di cancri, particolarmente al seno, al colon e alla prostata. Questo legame è stato rinforzato da nuove prove che quando gli Asiatici emigrano negli Stati Uniti e abbandonano la dieta ricca di soia, il loro rischio di sviluppare questi cancri aumenta…
Dobbiamo apprendere veramente il valore della nutrizione, per assicurarci il posto in prima fila sul binario del Benessere!

Sabrina :)


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By Sabrina Baioni | giugno 4, 2008 - 11:18 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

cervello.gifSalve a tutti,
e complimenti per queste lezioni molto interessanti!

Ciò che mi ha colpito maggiormente è stato il collegamento del cervello con la nostra pancia e nel fatto che nella pancia troviamo infatti tessuto neuronale autonomo.

E non a caso le cellule dell’intestino producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere.

L’intestino rilascia serotonina in seguito a stimoli esterni, come immissione di cibo, ma anche suoni o colori. E a input interni: emozioni e abitudini… Insomma questo neurotrasmettitore è come un direttore d’orchestra, che manovra le leve del movimento intestinale.

Il sistema nervoso enterico comunica con quello centrale. E quando l’intestino soffre, ad esempio per la sindrome del colon irritabile, la persona ne risente anche a livello psichico. Dunque stress e ansia pesano sull’intestino e ne alterano il funzionamento. Ma è vero anche il contrario: dieta e disordini intestinali sono collegati a variazioni dell’umore. Insomma, nella pancia c’è un cervello che assimila e digerisce non solo il cibo, ma anche informazione ed emozioni che arrivano dall’esterno.

Leggevo su una rivista specializzata che il dott. Buzzi, psichiatra dell’Università di Pavia – chi medita con regolarità tende anche a seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di fibre e liquidi. Per questo deve aumentare in noi la consapevolezza di quanto costituisca prerogativa essenziale e quanto più prioritaria una corretta nutrizione.

Due occhi, due braccia, due gambe e due cervelli, uno pulsante in testa e l’altro attivissimo nella pancia: questo è l’essere umano” Michael Gershon.

:)


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By Sabrina Baioni | maggio 26, 2008 - 6:32 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

clock_.GIFDesidero porgere i complimenti agli ideatori e autori di questo corso, per la chiarezza e la competenza riguardo agli argomenti trattati!

Accostarsi al concetto di nutrizione è un po’ come imparare a guardarsi dentro: scoprire ciò che lentamente ci danneggia e ciò invece di cui necessitiamo per vivere a lungo felicemente.

L’aspetto relativo ai grassi mi ha colpito particolarmente. Scoprire cosa si “nasconde” dietro un alimento precotto o confezionato e realizzare che oggi, purtroppo, noi non mangiamo cibi naturali. :(

Il fattore tempo gioca un ruolo determinante nelle nostre abitudini alimentari: c’è sempre meno tempo per noi stessi, si pensa ad ottimizzare il tempo per il lavoro, per lo studio… ma questa situazione è destinata inesorabilmente a culminare, prima o poi, in rischio per il nostro organismo. Per questo educarci alla nutrizione è sempre più necessità primaria.

E’ importante, a mio parere, entrare nell’ottica di idee che siamo noi i medici di noi stessi. Dobbiamo renderci responsabili della nostra salute, non affidarci nella mani del primo medico che conosciamo. Trovatemi un medico che, innanzi alla richiesta di aiuto per qualsiasi disturbo fisico, ci chieda come ci nutriamo. In realtà ci sentiamo solamente rispondere che siamo “stanchi”, oppure la risposta più gettonata, che siamo “stressati”, e allora è pronta immediatamente la pillola per qualsiasi tipologia di disturbo. E intanto tamponiamo i messaggi che il nostro organismo ci invia come, invece, campanelli di allarme, squilibri pericolosi che già si manifestano.

La corretta nutrizione è un adempimento urgente, da attuare subito, per poter vivere una vita sana, la più longeva possibile.

Sono entusiasta riguardo alle successive lezioni, perchè istruire a migliorare la propria vita non è ancora per tutti (purtroppo), e non è da tutti (complimenti ancora).

Sabrina :)


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