By Michele Coppola | novembre 25, 2010 - 7:28 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

green_food

Anche se in ritardassimo, mi permetto di inviare l’ultimo report relativo al corso di Autodifesa Alimentare a cui ho partecipato.

Nell’ultima parte del corso si è parlato di tante cose molto concrete e pratiche e ho scelto di riepilogare quanto ho appreso tramite una piramide alimentare molto originale.

Innanzitutto già il nome è un gran bel dire: Piramide della Prevenzione. :D

Vediamo adesso come è composta.

Le fondamenta di questa piramide sono un pochino “strane”: acqua, aria, esercizio fisico.

Come si sa, siamo composti per il 65% circa di acqua (la percentuale cambia in base all’età dell’individuo), per cui è un ottimo motivo per collocarla in quella posizione.

E’ molto importante bere almeno 2 litri di acqua al giorno per permettere alle cellule una buona idratazione e anche in questi casi dipende dall’età e dall’attività fisica che svolgiamo.

Inoltre deve essere di ottima qualità e più precisamente depurata di tutti gli elementi dannosi al nostro organismo come il cloro e i residui di varie sostanze chimiche inquinanti.

Se senz’acqua riusciamo a sopravvivere qualche giorno, senza aria non si va oltre qualche minuto.

Anche se oggigiorno la qualità dell’aria, soprattutto in città, è compromessa dall’inquinamento atmosferico possiamo semplicemente adottare la respirazione addominale o diaframmatica, che permette una buona ossigenazione delle cellule. Per chi non ne fosse a conoscenza, questo tipo di respirazione è la respirazione naturale dell’essere umano. I bambini respirano con naturalezza gonfiando e sgonfiando la pancia e se non ci hai mai fatto caso, anche noi quando siamo distesi sul letto o a terra respirando alziamo e abbassiamo l’addome in modo naturale.

Per quanto riguarda l’attività fisica è opportuno fare almeno un allenamento di circa un’ora per tre volte alla settimana. Anche non potendo iscriversi in palestra può bastare una bella e sostenuta passeggiata di 40/50 minuti che faccia venire un po’ di fiatone, altrimenti vanno bene anche 20 minuti ogni giorno.

Subito sopra questi tre elementi vengono gli integratori alimentari, sempre di buona qualità e di provenienza naturale. L’utilizzo degli integratori è utile, appunto, ad integrare quei nutrienti che purtroppo vengono a mancare negli alimenti di oggi a causa dell’impoverimento dei suoli per l’utilizzo di prodotti chimici e inquinanti. Inoltre gli integratori sono molto indicati per chi pratica sport a vari livelli per il diverso consumo di energia rispetto a chi ha uno stile di vita più sedentario.

Adesso abbiamo la piramide alimentare vera e propria, che è stata suddivisa in tre zone.

Nella prima sono indicati quegli alimenti che vanno consumati almeno 5 giorni su sette, e ancora meglio se li consumiamo tutti i giorni.

Abbiamo una prima fascia, che è la base vera e propria, in cui sono compresi gli ortaggi e la frutta.

A questi seguono i cereali e i legumi che devono essere rigorosamente integrali e biologici per poter beneficiare al massimo dei nutrienti di cui sono ricchi. Una nota stonata sul grano e i suoi derivati di cui siamo grandi consumatori. In pratica negli anni settanta la varietà che viene attualmente coltivata è stata trattata con i raggi gamma per poterne ricavare una resa migliore, ma ciò è andato a danno della qualità. Perciò è preferibile consumare altri tipi di cereali come il riso, il farro, l’orzo, ecc. abbinati ai legumi.

L’ultima fascia di questo gruppo comprende la frutta a guscio (mandorle, noci, nocciole, pinoli ) e olio extra vergine di oliva lavorato a freddo e biologico (evob, per brevità).

Della seconda zona fanno parte gli alimenti che è suggeribile consumare due volte alla settimana e comprendono le uova biologiche e il pesce sul primo livello e le carni bianche e i latticini più in alto.

Tra le carni bianche conviene il tacchino (biologico) perché è più esigente, rispetto al pollo, riguardo all’alimentazione in quanto non ingurgita di tutto ma è molto selettivo. Per il pesce è da preferire quello di piccola taglia in quanto meno inquinato.

In cima alla piramide, nell’ultima zona, sono compresi i cibi che sarebbe preferibile non consumare, se non in modo occasionale una o due volte in un mese. Questi comprendono le carni rosse e gli insaccati, i cibi fritti e/o elaborati, dolci e bevande a base di zucchero raffinato e alcolici, derivati della farina di grano (pane, pizza e così via).

Nelle prime settimane in cui ho letto degli articoli dove venivano usate delle frazioni come 0/7, 2/7, e 5/7 sinceramente non riuscivo a capire, soprattutto lo 0/7. :?

Mi son detto che alla fine avrei trovato la risposta, ed infatti… ho scoperto che ci sono alimenti che si possono consumare zero volte su sette! :D . Questo perché semplicemente mangiando due o tre volte in un mese fatto di trenta gironi si ottengono degli 0,25 oppure 0,50 e anche 0,75 su sette. In questo modo ci si può permettere di andare a pranzo da parenti e amici che non adottano lo stesso tipo di alimentazione senza patemi d’animo. ;)

Per terminare rinnovo il mio grazie a Viviana e Leonardo per la disponibilità, simpatia e professionalità che mi hanno offerto e voglio estendere i ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato a questa esperienza in quanto mi permettono di trovare conforto e incoraggiamento in una scelta che non è molto popolare, se così si può dire.

Grazie a tutti! :D

Michele


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By Michele Coppola | novembre 15, 2010 - 12:27 pm
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no_microonde_autodifesa_alimentare

A dir il vero il forno a microonde c’è ancora, è stato accantonato, spero per le mie insistenze e per il buonsenso e non per l’ingombro o causa guasto.

Qualche anno fa ho avuto modo di apprendere le notizie che avete dato sul forno a microonde. In quel periodo, nella pausa pranzo, presso un negozio di alimentari, come ero solito andavo a fare il panino. Un giorno feci caso al fatto che il salumiere lo stava riscaldando con un fornetto normale e quindi chiesi come mai non utilizzava il microonde. Mi rispose che il cibo riscaldato con quel forno gli rovinava lo stomaco per cui decise di toglierlo di mezzo.

Naturalmente la prima persona che ho cercato di sensibilizzare è stata mia moglie, in quanto anche noi e nostro figlio mangiavamo cibo riscaldato, o cotto, in quel modo. C’è voluto più del dovuto, ma un bel giorno non era più al suo posto.

Questa settimana sono andato in cerca di notizie, sul web, sul forno a microonde. Quello che ho trovato non è stato molto soddisfacente, perché gli studi in merito al funzionamento e agli effetti sul cibo e sul nostro organismo sono stati relativamente pochi e soprattutto quasi per niente diffusi. :?

Ma vediamo brevemente come funziona quest’aggeggio:

in pratica il cibo viene sottoposto a una specie di “scuotimento“, dovuto a un dispositivo che genera un campo elettromagnetico a corrente alternata ad altissime frequenze (2,45 GHz al secondo, … più di due miliardi di volte :O) che fa invertire la polarità delle molecole negli alimenti 100 milioni di volte in un secondo agendo all’interno delle stesse e per questo motivo la cottura, se così si può chiamare, non avviene in modo uniforme.

Oltre a quanto sopra inerente la distruzione dei nutrienti, tra le precauzioni da adottare nell’utilizzo di questo forno vi sono quelle di:

- tenersi almeno a 90 cm (facciamo un metro) di distanza quando è in funzione, specialmente i bambini :(

- controllare periodicamente lo sportello di chiusura che è la parte più soggetta a perdite (di radiazioni) :shock:

- evitare di cucinare a microonde cibi surgelati o preparati, specialmente se vanno cotti nel loro involucro

- non usare contenitori in PVC.

Inoltre: non conviene riscaldare il cibo cotto in precedenza; i contenitori chiusi, come le uova, quando riscaldati nel microonde possono esplodere a causa della pressione del vapore che si produce all’interno; diversi materiali, se riscaldati troppo a lungo, possono carbonizzare e prendere fuoco. :shock:

Insomma … se ne sconsiglia l’uso caldamente.

:mrgreen:


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By Michele Coppola | novembre 2, 2010 - 4:38 pm
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simpson-autodifesa_alimentare-2

Cari Viviana e Leonardo, approfitto di questa seconda tappa per ringraziarvi dell’ospitalità e dell’opportunità che mi date di metabolizzare, è il caso di sottolineare, gli argomenti del corso e la possibilità anche di fare una nuova esperienza come autore (he he ;) ).

Volevo riepilogare quello che è il percorso che fa il cibo attraverso il grande tubo per recarci i nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno così come esposto con le slides, ma mi sa che devo proprio prendere appunti durante la lezione. Per non riportare qualcosa che si può trovare in un buon dizionario di scienze, ma presumo tranquillamente anche online, tralascio la descrizione strettamente scientifica del processo di digestione e attendo le schede di fine corso per il ripasso.

Quello che mi ha lasciato un po’ “perplesso”, non è stato tanto il percorso, ottimamente spiegato, ma i tempi di … evacuazione.

Già solo l’accenno nella prima lezione di 2 volte al giorno mi aveva creato un bell’interrogativo, poi adesso avete detto addirittura anche 3 volte in un giorno. Come si fa? :?

Non è eccessivo l’impegno di mettersi a “contare le mattonelletutte queste volte ???

Ricordo che quando mio figlio era piccolo e bisognava cambiargli il pannolino diverse volte al giorno, mi chiedevo come facesse il corpo di un neonato ad assimilare i nutrienti necessari e a liberarsi dei residui dell’alimentazione tante volte in un giorno.

Mia moglie lo chiese anche alla pediatra e la risposta fu che era una cosa normale.

Devo dire che la mia perplessità è rimasta, perché ero convinto che il cibo per fare un “giro completo nella giostra” impiegasse circa 48/72 ore (invece questo è il tempo necessario all’espulsione degli scarti della carne, a quanto pare).

Naturalmente la perplessità riguarda la quantità e la qualità del cibo di cui bisogna nutrirsi e delle relative modalità di preparazione/assunzione.

Nel senso di come fare una buona energetica e sana colazione, dicono fondamentale per affrontare la giornata, quindi con gli spuntini, il pranzo e la cena, … soprattutto se non sei tu (io) a prepararli.

In quanto al compito, mia moglie, dovendo comprare delle uova, ha controllato diversi punti vendita (quelli delle vicinanze) prima di arrendersi :( … insomma, almeno si comincia ad agire con una diversa conoscenza.

Bene, resto in attesa di apprendere buone nuove. :)


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By Michele Coppola | ottobre 26, 2010 - 8:47 pm
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simpson_cena_autodifesalimentare.gifEccomi alle prese con la mia “sissite” particolare, quella che “costringe” ad adeguarsi, per evitare di essere scortese, se sono altri a preparare e cucinare,  e non la pensano come te o hanno ancora meno forza di imporsi anche se capiscono o “non sai” come comunicare a chi cucina per te (moglie, madre, eccetera …) che non desideri certi cibi e preparati vari e allora ti adegui. :?

Quella che crea un fortissimo riflesso condizionato (vedi i cani di Pavlov ;) ), in parole povere abitudine a far ricorso a certi cibi e bevande, che non sono per niente salutari, soprattutto in certe circostanze come quando si manifesta una situazione di stress, bisogno d’affetto, stanchezza (… della serie “non ci vedi più per la fame? ;) …”).

In verità gli argomenti di questo corso, almeno per circa il 90%, li conosco da una ventina di anni circa. Ed ora sono qui con il proposito di rendere stabile una alimentazione più sana e corretta a beneficio della mia salute fisica e spero di quella di mia moglie e mio figlio.

Sapevo già che bere lontano dai pasti è meglio, ma l’abitudine ha avuto la meglio, anche se mi è capitato diverse volte di mangiare dolce o salato facendo a meno di bere.

E’ meglio mangiare la carne al massimo un paio di volte la settimana e preferire semmai le carni bianche o il pesce, ancora di più farne completamente a meno. Così anche dei formaggi.

Negli ultimi mesi ho ridotto di circa un 70 % il consumo di carne, del 90% quello di formaggi e del 95% di insaccati. :)

Non mi è semplice trovare una alimentazione alternativa e bilanciata, per cui ne ho potuto vedere il risultato facendo il test del benessere, piuttosto basso e soprattutto dalle mie condizioni fisiche.

Dallo scorso anno, occasionalmente, mangio farro, orzo, pasta e riso integrale; di insalata ne sono particolarmente goloso ma è un po’ di tempo che mi sembra non sia molto gustosa per cui chiedo a mia moglie di aggiungere altri ortaggi, come finocchi, carote, olive, sedano.

Pertanto, partecipando al corso di Autodifesa Alimentare, mi auguro di riuscire a instaurare un riflesso condizionato funzionale ad una corretta e nutriente alimentazione oltre a imparare a “comunicare” adeguatamente quelli che sono i vantaggi di una sana nutrizione.

:)


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