
Carissimi amici di Autodifesa Alimentare, è sempre una magia assistere alle lezioni autorevoli e interessantissime del vostro corso!
Tra i tanti spunti di riflessione che mi vengono a mente, vorrei soffermarmi in particolare su uno e cioè sulla leva psicologica adoperata dalle grandi e piccole catene commerciali del cibo per adescare i consumatori, spesso stressati e poco attenti alla salute e al ben-essere.
Quante volte sarà capitato a ciascuno di noi di avere “bisogno” di gustare un determinato cibo per alleviare una pena o per alzare il tono dell’umore. A me tante ma con risultati deludenti se non contrari a quelli prefissati!!
Ebbene sì.. Siamo diventati schiavi del nostro palato e non di quello sopraffine che sceglie cibi sani e nutrienti ma di quello mediocre che ricerca il cosiddetto cibo spazzatura, oggi alla portata di tutti.
Per alcuni questa è una vera dipendenza che può essere addirittura equiparata a quella dalla droga.
Ci sono persone che sentono il bisogno di mangiare biscotti, e fette di torta ogni giorno.
Secondo una recente ricerca, se sei un consumatore abituale di dolci, rischi una
dipendenza da zucchero che può anche colpire le tue cellule cerebrali provocando
modifiche chimiche nel tuo cervello come quelle che si verificano per i
tossicodipendenti da eroina o cocaina, attraverso un incremento del livello di
dopamina.
Quando infatti il livello di dopamina scende diventano evidenti i segni dell’astinenza che si manifestano in veri e propri stati ansiosi.
Ma esiste una terapia anti- junk-food?
Certo, ogni dipendenza ha la sua cura infatti la lotta contro la dipendenza dal cibo-non cibo inizia con l‘assunzione di più frutta, verdura e proteine nobili… soprattutto al mattino, perché se si inizia la giornata mangiando correttamente è molto probabile che la tendenza rimanga per il resto della giornata.
Buon benessere a tutti!
Alla prossima!
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