By Mara Antognini | novembre 25, 2010 - 4:26 pm
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Nel commentare questa 4° ed ultima lezione del Corso di AutodifesAlimentare, voglio iniziare subito proponendo una Standing Ovation a favore di Viviana e Leonardo per il grande lavoro svolto, “impastando” (visto l’ambito mangereccio :D ) perizia e humor in un mix ottimale per l’intera durata del percorso effettuato.

Fra gli argomenti trattati durante questa lezione, quello che ha riscosso in maniera particolare il mio interesse – anche perché strettamente connesso con la professione che svolgo – è l’Integrazione Nutrizionale a base naturale.

I nostri Trainers ci hanno preso per mano (in modo virtuale ma non per questo meno coinvolgente :D ) portandoci, attraverso un interessantissimo slalom, a conoscere i pareri di esimi Personaggi.

Si tratta di Medici, Scienziati e Ricercatori del calibro di Premi Nobel quali Rita Levi-Montalcini, Louis Ignarro, Linus Pauling (lui se ne guadagnò due di Nobel), per proseguire con Deepak Chopra scrittore e medico indiano, Barry Sears padre della Dieta Zona, David Heber direttore del Centro per la Nutrizione Umana presso l’Università UCLA di Los Angeles, Roy Martina medico e formatore.

Vorrei aggiungere una piccola nota personale. Ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo, nel corso di un paio di Meetings, sia il Dr. Ignarro che il Dr. Heber e l’impressione che ne ho ricavato è stata quella di due grandi Scienziati, due menti brillanti che mettono la loro competenza al servizio del Benessere di Tutti, in funzione della grande passione con la quale svolgono il loro lavoro (inoltre sono due persone simpaticissime e spiritose, il che non guasta :D !)

Dunque, tutti questi Studiosi sottolineano e puntano l’indice su quanto sia rilevante non soltanto uno stile di vita sano ed un’alimentazione corretta (concetti questi ormai risaputi e condivisi, almeno teoricamente, un po’ da tutti) ma anche un’adeguata integrazione di macro e micronutrienti (proteine, fibre, vitamine, elementi fitobotanici, minerali), di fondamentale importanza per il nostro benessere.

Un’opportuna integrazione ricopre da sempre un ruolo importante nella nostra salute ed oggi ancora più che in passato. L’odierna alimentazione, deprivata in larga parte dei nutrienti essenziali (gli Esperti di settore ci informano che la dieta mediterranea nutre la metà rispetto a 20/25 anni fa!!), presenta eccessi e carenze malsani che devono essere corretti con un’adeguata Integrazione se non si vuole correre il serio rischio (presto o tardi) di vivere una vita costellata di disturbi e malattie, derivanti proprio da detti eccessi e carenze.

Quali integratori scegliere?

Beh, non certo i primi che ti capitano sottomano! In questo caso il pericolo cui si va incontro è quello di approvvigionarsi di integratori di incerta qualità, quando non addirittura di prodotti chimici “travestiti” da integratori naturali, immessi nel mercato dall’ennesima produzione industriale senza scrupoli che ha annusato l’affare e che se ne “impippa” della salute della gente, preoccupandosi solo della propria (nel senso di rendita economica, ovviamente!)

Quindi attenzione, il consiglio è quello di rivolgersi solo ad Aziende leader di Settore che si sono occupate da sempre di integrazione naturale e che offrono la massima garanzia di serietà e competenza (insieme, magari, ad un Consulente che ti segue passo-passo  :D ).

Un altro argomento della lezione che ha suscitato il mio plauso, riguarda la Piramide della Prevenzione.

Nata svariati anni fa (1992) ad opera di nutrizionisti americani che la elaborarono per indicare quali cibi fossero da preferire ad altri (per contrastare la dilagante obesità a favore del tanto agognato Benessere), la Piramide Alimentare ha conosciuto nel tempo varie trasformazioni che, di volta in volta, “piazzavano” questo o quel tipo di alimento alla base piuttosto che in prossimità del vertice.

Tanto per intenderci:

- i cibi posti alla base – che è più larga – devono intendersi OK per l’organismo e quindi si possono mangiare più di frequente

- al contrario, gli alimenti posizionati al vertice – più ristretto – sono quelli cui è consigliabile “stare alla larga” il più possibile, in quanto non costituiscono esattamente la migliore scelta nutrizionale.

Orbene, anche i nostri Trainers si sono adoperati a studiare e proporci la loro versione di tale schema, battezzandolo appunto la Piramide della Prevenzione, che condivido pienamente e sottoscrivo alla grande :D !

Innanzitutto vengono previsti due Moduli Base (uno sopra l’altro), sui quali si poggia la Piramide. Il primo Modulo contempla elementi che, pur favorendo il Benessere, troppo spesso sono trascurati. Mi riferisco ad Acqua, Respirazione e Stile di Vita Attivo/Sportivo.

Nell’altro Modulo trovano posto gli Integratori Nutrizionali, importantissimi, di cui parlavo prima.

Quindi inizia la Piramide vera e propria. Nella sua strutturazione, viene considerata anche la frequenza che è consigliabile adottare per ogni tipologia di cibo, prediligendo i “5 giorni su 7” – posti alla base – ovvero gli alimenti ricchi di acqua legata nonché dei nutrienti più importanti, per prevenire malattie e per assicurarci il più possibile salute e longevità.

Fanno seguito i cibi di categoria “2 giorni su 7”, in posizione intermedia e considerati opzionali, che per la loro peculiarità nutrizionale e/o di impatto ambientale è consigliabile consumare con minore frequenza.

Al vertice della Piramide troviamo la categoria “0 giorni su 7”, dove 0 non significa gli immangiabili ma piuttosto gli sporadici, da includere nella dieta il più raramente possibile, poiché le loro caratteristiche nutrizionali e di digeribilità procurano – diciamocelo chiaramente – più perdita che guadagno al nostro organismo (ti tolgono più di quello che ti danno :D !)

Ripeto, questa classificazione ha riscosso la mia simpatia perché, senza ricorrere a fanatici giudizi – tanto inutili quanto inopportuni – riguardo ciò che si deve o non si deve mangiare, accompagna Chi-Vuole-Conoscere verso una libera scelta, dettata dalla consapevolezza nutrizionale.

E del resto tutto il percorso di AutodifesAlimentare è stato portato avanti con questo spirito.

Ancora complimenti, quindi, a Viviana e Leonardo e …. Buona Nutrizione a Tutti :D !!

Mara


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By Mara Antognini | novembre 15, 2010 - 1:26 pm
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cucina_diavolo_schwab

Durante la terza lezione di Autodifesa Alimentare, l’argomento che più mi ha “colpito” (per non dire “stramazzato” :( ) è stato quello inerente “i 4 veleni bianchi”.

I nostri bravi Trainer Viviana e Leonardo – avvalendosi della complicità di Gunther Schwab (tramite il suo libro “La cucina del diavolo) – ci hanno infatti elargito una sequela di scioccanti informazioni sul tema, che passo brevemente a riassumere.

Un posto in classifica fra i 4 veleni bianchi se lo aggiudica il sale.

Ovviamente è risaputo che avere la manina pesante quando si salano le pietanze non è che faccia un granché bene.

Ma spesso non si pensa che il sale è “imboscato” nei cibi confezionati – magari anche in quel succulento minestrone che ci piace tanto… Se una modica quantità di sale è utile all’organismo, l’abuso al contrario risulta dannoso a reni, cellule, apparato circolatorio e anche le ossa non possono certo dormire sonni tranquilli (perché si profila l’emergenza reumatismi). Aumenta la predisposizione alle malattie infettive, oltre che a tiroidite, ipertensione, emicrania, arteriosclerosi. Pregiudica nel corpo umano (e questa non me la doveva proprio fare, forse è una delle cose che gli perdono di meno :( ) l’assimilazione delle proteine!!

Il Sig. Cloruro di Sodio non gode di troppa simpatia nemmeno da parte delle piante poiché distrugge la loro fertilità, come anche quella del terreno. Peculiarità del sale è conservare quello che è stato ucciso e uccidere ciò che è ancora vivo, non per niente al Mar Morto – nel quale a momenti c’è più sale che acqua e dove puoi trovare vivi solo i batteri – hanno appioppato proprio quel nome lì :? !!

Quindi, per insaporire i cibi, meglio correre ai ripari scegliendo sale marino integrale, gomasio e – perché no? – buttandosi sulle spezie.

La classifica dei veleni bianchi prosegue con lo zucchero raffinato.

In natura (nella canna da zucchero, nelle barbabietole), allo stato integrale, lo zucchero costituisce un’importantissima fonte di nutrimento ed energia ma … eccola lì, la produzione industriale ci mette lo zampino per trasformarlo in saccarosio e qui cominciano i problemi.

Il processo di raffinazione dello zucchero prevede l’impiego di prodotti chimici che, solo a sentirli nominare, fanno venire la pelle d’oca e che lo snervano, lo deprivano delle proprietà vitali nostre alleate per trasformarlo in una “sostanza nemica”, capace di irritare le mucose, minare la salute delle ghiandole, dei vasi sanguigni, di ossa, denti e che impigrisce l’intestino.

Una volta immesso nel nostro organismo, lo zucchero raffinato si comporta come lo strisciante elemento carenziale che è diventato (per effetto di tutte le manipolazioni subite), un temibile “ladro” che sottrae al corpo le sostanze che gli servono per il proprio catabolismo.

Anche in questo caso, l’istinto di sopravvivenza ci suggerisce di cercare alternative più salutari per dolcificare. Quindi ok zucchero di canna se rigorosamente integrale, mentre la scelta può inoltre cadere sul miele (quale integratore mattutino), sul malto d’orzo o di riso, nonché succo di mela o agave.

Anche la farina raffinata fa la sua comparsa fra i temibili quattro.

Pure qui, il processo di raffinamento chimico perpetrato dall’industria di settore è responsabile della devastazione di sostanze nutritive e vitamine.

Tanto per non farsi mancare niente, una delle manipolazioni messe in atto per sbiancare la farina consiste nel passarla, alla lettera, sotto corrente ad alta tensione (arco voltaico). Tale processo la impoverisce talmente tanto da determinarne in pratica la morte nutrizionale, al punto di essere snobbata persino da topi e scarafaggi (… senza parole :shock: ).

C’è da stupirsi che poi la gente stia male?…

E infatti le malattie procurate da questo trattamento “elettro-chimico” sono tante, vanno a colpire l’organismo a vari livelli, non solo quello fisico – come è facilmente comprensibile – ma anche l’ambito psichico ne risulta in qualche modo indebolito.

Strano? Mica tanto.

Non siamo fatti a scompartimenti stagni. Siamo un meraviglioso sistema olistico ed ogni singola parte di noi influenza tutto l’insieme, nel suo complesso.

Ispiriamoci, dunque, ad una vasta scelta di cereali integrali in chicchi, nel tentativo di rimediare il più possibile agli anni di “insulti” arrecatici dai vari prodotti a base della suddetta farina raffinata.

Per ultimo, ma non ultimo, l’elenco dei quattro vanta la presenza del latte.

È proprio vero che c’è un tempo per ogni cosa.

Nella fattispecie il latte, come per tutti i cuccioli, anche per i bimbi è nutrimento completo e della massima importanza perché li fa crescere forti e sani.

Ma le settimane e i mesi passano e al varco c’è lo svezzamento. Questo dovrebbe farci riflettere ed indurci a seguire saggiamente l’indicazione che la Natura stessa ci suggerisce.

Quindi, parafrasando una nota pubblicità, latte sì ma … non per sempre. Purtroppo invece non è così e, in mancanza del latte materno, lo sostituiamo con quello di altri mammiferi (mucca principalmente).

Questo orientamento procura una serie di guai. Ciò che a tempo debito ci nutriva, ora ci intossica.

Latte e derivati costituiscono, fra l’altro, una delle principali cause di allergie respiratorie, di osteoporosi, sottrazione del calcio dalle ossa, stipsi, malattie infettive e, come se ciò non bastasse, producono muco. Non mi sto riferendo alla sinusite (almeno non solo) ma piuttosto a quella consistenza appiccicosa che, rivestendo le pareti dell’intestino, va ad imbrigliare i villi, soffocandoli.

I tapini, semi-immobilizzati dal muco, tristemente “costretti”, vedono transitare davanti a loro le sostanze nutritive incapaci di trattenerle in dose massiccia e assorbendole, perciò, a scartamento ridotto (sob :( ).

Questo ci procura ovviamente un grosso danno ma credere di liberarsi con facilità di tale “veleno bianco” significa sottovalutarlo. Durante la lezione ho appreso una notizia che, se da una parte mi ha lasciato alquanto frastornata, dall’altra mi ha chiarito tantissimo le idee.

Infatti, nel corso di ricerche effettuate una trentina di anni fa, si è osservato che in fase di digestione della caseina (latte e formaggi) come pure dei cereali con il glutine, il corpo genera sostanze “endorfina simili” (ossia procurano senso di benessere, di piacere, limitano l’ansia, insomma un po’ stile oppiacei) e di conseguenza danno assuefazione!

Urca! A questo punto la conclusione è logica: latte vegetale ad oltranza!

Ciao e alla prossima
Mara :D


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By Mara Antognini | novembre 3, 2010 - 11:25 am
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acqua_del_rubinetto_bottle

Fra le interessantissime notizie e disquisizioni che i nostri Trainers, Viviana e Leonardo, ci hanno “copiosamente” trasmesso nel corso della seconda lezione di Autodifesa Alimentare, quelle che sicuramente mi hanno colpito di più sono state le informazioni relative all’elemento ACQUA.

Ciò è dovuto in parte (e qui casca l’asino ;) ) al fatto che in epoche passate – neanche da troppo (sob :( ) – ho sofferto di una perniciosa configurazione di “Sissite da H2O”.

Ho lungamente lottato per uscire dal “tunnel della bocca asciutta”, perché sapevo di sbagliare. Attualmente va meglio e continuo a migliorare … certo dopo quello che ho sentito nel corso della lezione, ho molte ancore a cui appigliarmi per scongiurare eventuali ricadute  :) !

Infatti, si potrebbe dare un sottotitolo alla parte della conferenza dedicata a questa “liquida Amica”, ovvero:

“Tutto ciò che avresti voluto sapere sull’acqua

e non avevi mai osato CREDERE !”

Ma andiamo per ordine.

Innanzitutto perché bere?

Per una miriade di motivi, uno più valido dell’altro.

Siamo fatti in vasta percentuale di acqua (circa 75% un bimbo, 65% un uomo adulto e 50% un anziano) che però non rimane lì cristallina e pura vita natural durante. Se non ci diamo “una mossa” a ripristinarla, rischiamo di restare a secco perché durante la giornata possiamo arrivare a perderne fino anche a 2 litri.

Come? Urina, feci, sudore, alito (a questo di solito non si pensa, eppure d’inverno sono piuttosto visibili i respiri congelati dal freddo :D ).

Altra ragione di importanza primaria riguarda la sfera nutrizionale.

L’organismo si serve dell’acqua come solvente per scomporre i macronutrienti (proteine, carboidrati, grassi) in parti più minute e quindi più facilmente assimilabili.

Poi l’acqua si fa anche vettore per il trasporto dei vari nutrienti alle cellule, le quali – commosse – ringraziano e, con l’occasione, rilasciano tossine che vengono veicolate verso le relative “uscite di sicurezza”.

E se non beviamo a sufficienza?

Ahia! È proprio qui che cominciamo ad inguaiarci e talvolta di brutto :shock: !

Uno degli organi più importanti a pagarne lo scotto è il cervello. Fatto in gran parte d’acqua, rischia di finire metaforicamente come una “prugna secca” se non si corre subito ai ripari, con ovvie ripercussioni negative riguardo la  memoria e la capacità di concentrazione.

Altri indesiderabili effetti collaterali – oltre ad un diffuso senso di stanchezza di cui non riusciamo a capacitarci – sono il trattenimento di liquidi e l’accelerazione dell’invecchiamento cellulare.

Non sottovalutiamo inoltre l’effetto purificante dell’acqua che ci da una mano a prevenire gravi malattie al seno, vescica e colon.

E se abbiamo la “capa tosta” e continuiamo a bere poco?

Beh, a questo punto, se non siete sufficientemente indomiti, raccogliete le forze prima di leggere la notizia che segue perché rischiate seriamente che vi tremino i polsi …

Ebbene, il corpo non può stare a guardare tanto per il sottile, se non ha a disposizione acqua a sufficienza, se la va a carreggiare sottraendola dal… le feci nel colon! aaaaargh :shock: !!!

Quindi, dopo la secchezza delle fauci (alias bocca asciutta, uno dei più allarmanti sintomi di sete profonda, una sorta di “ultima spiaggia” alla quale non dobbiamo MAI arrivare, nel senso che è fortemente consigliabile bere prima di arrivare a questo punto!!), dopo la secchezza delle fauci, dicevo, anche la secchezza delle feci!

L’argomento “stitichezza” – già di per sé scabroso – si ammanta così di sfumature ancor più cupe! doppio aaaaargh :shock: !!!

Certo, alla luce di questa informazione, possiamo spiegarci più facilmente taluni aliti e traspirazioni particolarmente “olezzanti” che arrivano alle narici …

Dunque la parola d’ordine è ACQUA, che va assicurata all’organismo in base a circa il 3% del peso corporeo (esempio: kg 65 = lt. 2 arrotondati) fra quella bevuta e quella assorbita da frutta e verdura.

Se acquistata al supermercato – preferibilmente liscia perché la gassata gonfia e induce paradossalmente a bere di meno – occhio all’etichetta… meglio sceglierla con la minima quantità di residuo fisso e nitrati.

Per ora chiudo con un brindisi, alzando ideologicamente (e anche realmente, molto mooolto meglio :) ) un calice di buona acqua … alla Salute !!!

Mara


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By Mara Antognini | ottobre 24, 2010 - 7:25 pm
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autodifesalimentare_placebo-anti-sissite

Al fine è giunta! :D

Sto parlando della prima lezione di Autodifesa Alimentare, alla sua decima edizione.

Dopo settimane di attesa, alla data e orario stabiliti, eccomi lì, di fronte al mio PC – cuffiette munita – curiosa di sapere come si sarebbe svolto l’evento.

Dunque, gli argomenti trattati sono stati parecchi e tutti molto interessanti.

Man mano che Viviana e Leonardo ce li “snocciolavano” uno dietro l’altro, aiutandosi con le slides che scorrevano sul video, mi sono sentita sempre più “nel mio” perché hanno affrontato temi che mi appassionano e che sento molto vicini, a causa della professione che svolgo.

Uno degli aspetti che condivido – e per il quale mi sto battendo – è quello della Consapevolezza.

Si sa ancora troppo poco.

La mancanza di conoscenza – totale o parziale – riguardo il nostro benessere (o malessere :? ) derivato dall’alimentazione, se da una parte ci induce a commettere grossi errori nella scelta di ciò che mettiamo nel carrello della spesa, dall’altra origina il terribile morbo che ho spesso avuto modo di osservare un po’ in ogni dove ma che solo ora, durante la lezione, ho scoperto rispondere al nome di “Sissite”.

Magistrale è stato anche porre l’accento sulla differenza tra alimentazione e nutrizione.

Ci alimentiamo quando ingeriamo “qualcosa di commestibile” per tacitare la fame, soprattutto per necessità di energia.

Ma soltanto quando il cibo che portiamo alla bocca è realmente nutriente, andiamo a soddisfare l’appetito cellulare, il più “profondo”, quello che – una volta appagato – ci permette di restare in salute e di scongiurare (quanto più possibile) l’altissima percentuale di malattie derivanti proprio da una nutrizione carente e squilibrata.

E qui – non ce la faccio proprio a trattenermi – alla pari dei nostri bravi Trainers Viviana e Leonardo, voglio citare il saggio Ippocrate

“il tuo cibo sia la tua medicina e non la medicina il tuo cibo”

(460 a. C. – già da allora aveva capito tutto … che Uomo :) !)

Come dicevo in apertura, le informazioni sono state tante, impossibile citarle tutte ma, almeno questa che segue, voglio ricordarla.

Si tratta della metafora dell’Estintore (assolutamente azzeccata), che pone l’accento – in maniera divertente ed efficace – su quanto sia importante ascoltare i messaggi che il nostro corpo ci invia, sottoforma di sintomi.

Messaggi che, per il nostro stesso benessere ;-) , è consigliabile sapientemente decodificare e risolvere alla radice.

Ciao e alla prossima

:) Mara


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