By Leonardo Fabbri | novembre 20, 2009 - 1:52 pm
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vangogh_autodifesalimentare_it

E così, il corso AA  è giunto alla conclusione, vediamo cosa ci siamo detti in quest’ultima lezione.

Mi  pare utile concentrare l’attenzione in primis sulla “piramide della nutrizione” essenzialmente perché  l’argomento è in gran parte riassuntivo di quanto fatto durante le lezioni, ma anche perché la piramide proposta nel corso porta con sé qualche interessante “evoluzione concettuale” spesso assente nella maggior parte delle “piramidi nutrizionali” e che vale invece la pena sottolineare.

Per es. la distinzione tra carni rosse e carni bianche, quella tra farine di grano bianco e altri tipi di farine e la distribuzioni sulla base della frequenza  temporale in aggiunta alla classica (e visuale) distribuzione quantitativa.

Si tratta di distinzioni importanti che, da una parte recepiscono informazioni altrettanto importanti , dall’altra le rendono  più “fruibili” a chiunque.

Largo dunque a frutta e verdura, legumi, cereali,  acqua e … attività fisica! …… per tutto il resto un occhio alla piramide prima di esagerare !!

Altro argomento trattato in quest’ultima lezione è quello degli “integratori alimentari”, definizione dai contorni  indistinti nelle conoscenze comuni: molti li credono delle  “medicine“, altri degli inutili pastoni e altri ancora li confondono con qualsiasi cosa suggeriscano le oculate frasi di certa promozione.

Certamente  l’integrazione può divenire necessaria in svariate circostanze, ma altrettanto certamente più di qualcuno ha saputo sfruttare l’idea di “integrazione alimentare” riuscendo  a “cavalcare l’onda” dell’ennesimo concetto interpretabile e spesso  contribuendo a rendere assai caotica la cognizione di quest’ultimo nei  “consumatori”.

In un panorama tanto confuso  e spesso distorto è purtroppo verosimile pensare che frequentemente non venga posta sufficiente attenzione alla qualità funzionale dell’integratore stesso.

Ciò nonostante,  è indubbio che l’integrazione alimentare , quando viene fatta in maniera mirata, competente  e intelligente, può costituire un aiuto prezioso in moltissime circostanze soprattutto tenendo a mente quanto l’alimentazione odierna sia in genere carente in nutrienti.

Abbiamo poi affrontato un argomento dolente per molti italiani (anche se spesso non lo sanno): la colazione.

Molti la saltano del tutto, la maggior parte la fa velocemente e di solito male.  Si tratta del “primo pasto” e quello che mangiamo a colazione può  cambiare a cascata l’alimentazione di tutta la giornata con le relative implicazioni.

“Modelli” sbagliati di colazione possono soventemente creare picchi glicemici che causano altrettanto spesso la classica “fame di mezza mattina” spingendoci ad “aggiustamenti di rotta” che, per lo più, non sanano l’errore di partenza e anzi peggiorano la situazione generale.

Abbiamo quindi visto insieme diverse possibili “colazioni tipo” che possono aiutarci ad evitare grossolani errori e che possono fornire la giusta partenza alla nostra giornata.

Come sempre di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante, ma le parole non bastano; come ho già sottolineato nei precedenti report sicuramente la cosa migliore che possiamo (e dobbiamo) fare per noi e per gli altri è divenire consapevoli direttamente della qualità della nostra alimentazione ed agire responsabilmente, dapprima approfondendo autonomamente e poi traducendo in “stile di vita” le utili informazioni che possiamo trovare sul nostro personale percorso di ricerca…

… da parte mia sono contento che il mio abbia incrociato sulla sua strada anche il corso AA ! :D


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By Leonardo Fabbri | novembre 10, 2009 - 3:19 pm
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ecologia_a_tavola

Ecologia della nutrizione:  prima di tutto,  una scelta individuale …..

“Cambiare sé stessi”  è probabilmente una delle cose più difficili da farsi, forse la più difficile … dopo “voler cambiare” naturalmente: per farlo, infatti, prima di imparare è spesso necessario disimparare un sistema di credenze che hanno controllato la nostra vita per lungo tempo come una specie di “pilota automatico”.

Così  riprendere in mano la cloche della propria vita è spesso, oltre che una necessità, una “dichiarazione d’identità”.

Troppo spesso però si lascia inserito il “pilota automatico” anche quando si fa la spesa.

Finchè ci ostineremo a volere sulla nostra tavola qualsiasi prodotto in qualsiasi stagione spendendo sempre meno tempo e denaro  per decidere come mangiare e ritenendo  secondaria qualsiasi altra considerazione, vedremo probabilmente sempre le solite cose:  scadimento della qualità dei cibi, asfissia delle piccole economie locali, trasporti ipertrofici, danni alla salute, maltrattamento degli animali, danni ambientali immensi.

Personalmente preferisco riprendere la cloche tra le mie mani …. e optare per scelte orientate ad una più efficace  attenzione alla qualità dell’alimentazione e alle relative implicazioni.

Per molte persone, però, purtroppo resta meno impegnativo continuare a credere ciò che è semplice credere (lasciare cioè il “pilota automatico” inserito) piuttosto che documentarsi a fondo e conseguentemente mettere mano al proprio stile di vita, rendersene responsabili e consapevoli ed attuare gli opportuni cambiamenti.

Tutto ciò che è “cambiamento” suona,  di norma,  come una minaccia quando i comportamenti sono abbondantemente sedimentati e ripetitivi e la conseguente reazione è la resistenza … ma siamo creature evolute .. o così diciamo in giro; se quindi lo siamo, possiamo certo andare oltre questa resistenza  e rimettere in gioco noi stessi indipendentemente da quale sia il punto in cui siamo e da dove veniamo.

Le informazioni nutrizionali affrontate in questa terza lezione hanno fornito ulteriori spunti per divenire più consapevoli di ciò che mangiamo:  abbiamo parlato di colori: quelli della frutta e della verdura che non dovrebbero mai mancare dal “quadro della nostra vita“, ma anche del bianco che al contrario spesso eccede !

Abbiamo passato in rassegna metodi di cottura e relativi strumenti, abbiamo parlato delle diverse “diete”  alimentari e delle loro caratteristiche ed abbiamo parlato di un altro punto molto importante: l’equilibrio acido-basico nel corpo umano e di quanto venga spesso sbilanciato anche a causa di un’alimentazione non corretta.

Voglio comunque chiudere questo report  tornando a quello che ritengo l’argomento più importante della lezione: l’ecologia della nutrizione, sottolineando, una volta di più, quanto determinate scelte alimentari possano colpire non solo la nostra salute, ma anche ed in maniera devastante l’ambiente, gli animali e altri popoli perché, alla fine, quando guardiamo le foreste che spariscono ad un ritmo impressionante, specie animali ormai quasi estinte e popolazioni in enormi difficoltà, possiamo chiederci se  tutto questo anziché essere  ”là fuori e distante da noi“, non abbia spesso origine anche nel nostro carrello della spesa.


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By Leonardo Fabbri | ottobre 29, 2009 - 10:25 am
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come_masticare

La seconda lezione del corso di Autodifesa Alimentare è stata particolarmente ricca di informazioni, comunicate, come sempre, con simpatia, immediatezza e fruibilità. :D

Nel mio primo report avevo parlato di “consapevolezza” e di “responsabilità di scelta” e in questa seconda lezione abbiamo potuto valutare meglio quali ruoli esse possano avere sulla qualità della nostra alimentazione.

E’ infatti molto importante la distinzione funzionale tra “mangiare” ed “assimilare” vista nel corso perché, una volta di più, rende evidente che scegliere se essere  soggetti passivi di fronte alla forza di tutte le “pressioni esterne” e delle nostre stesse “irresistibili abitudini” o i protagonisti delle nostre scelte dipende prima di tutto da noi.

Abbiamo seguito quasi l’intero viaggio che porta un cibo dallo scaffale del negozio fino al nostro … ehm ….. gabinetto :)   …. E lungo il viaggio, ad ogni tappa, abbiamo anche visto l’importanza dell’esserne consapevoli.

La lettura delle etichette (dopo la “scelta del fornitore”) è un passo importante nell’esercizio della nostra libertà; molte informazioni utili sono infatti scritte là, nero su bianco,  e conoscerne il linguaggio permette di conoscere meglio quello che stiamo acquistando: gli ingredienti e la relativa quantità,  l’ eventuale  presenza di “chimica da evitare”,  in molti casi anche la storia dell’alimento e le condizioni di vita degli animali che le hanno prodotte, tutti elementi utili per fare le nostre opportune riflessioni sulla “qualità globale” del prodotto che ci stiamo portando a tavola … magari riflettendo un minuto di più su quanto ogni scelta estenda i suoi effetti anche su tematiche assai ampie.

Durante il nostro viaggio lungo il “grande tubo” abbiamo conosciuto meglio le diverse fasi della digestione, restituendo attenzione  ai singoli organi e alle rispettive azioni a cominciare dalla masticazione che contribuisce non poco alla qualità della digestione stessa: masticare bene significa, infatti, anche mangiare meno e alleggerire il carico di lavoro sugli altri organi digestivi.

Ma, per restare fedele al titolo di questo mio intervento, non dimentichiamo  che “masticare bene” è ancora una volta una scelta, e quindi un atto consapevole !

Molto interessante anche l’analogia tra la “cottura a fuoco lento” e la digestione nello stomaco; evidente, a questo punto, quanto l’ingestione di liquidi freddi non sia una cosa particolarmente coerente con questa logica.

Le parole d’ordine della digeribilità ci ricordano, d’altra parte, come “mangiare” non sia cosa da sottovalutare nemmeno dal punto di vista “psicologico” e come dipenda in gran misura proprio da noi costruire condizioni ambientali favorevoli ad una buona nutrizione.

In ultimo una menzione d’onore va certamente all’ acqua, tanto importante quanto sottovalutata: è il “solvente” che permette l’ eliminazione di moltissime sostante tossiche, rappresenta oltre il 50% del nostro peso corporeo  e interviene quasi ovunque nella fisiologia del nostro corpo e proprio per questo  abbiamo bisogno prima di tutto di acqua “di qualità”: un occhio di riguardo,  quindi , alle tabelle delle analisi …… e anche al rubinetto!

Cosa portare a casa quindi questa volta ?

Forse che anche questo tratto di viaggio ci ha ricordato che la “libertà di scegliere” è un’opportunità che merita di essere esercitata consapevolmente e responsabilmente anche e soprattutto quando si tratta di mangiare. :)


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By Leonardo Fabbri | ottobre 21, 2009 - 4:16 pm
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automobile

E anche questo viaggio è iniziato…

La prima lezione del corso di AutodifesAlimentare ha rappresentato l’inizio di un altro viaggio nella consapevolezza, nell’informazione e, nel mio caso… anche in autostrada… visto che, grazie alla tecnologia, ho potuto seguire l’intera lezione viaggiando in auto mentre attraversavo l’intero Nord-Italia (no, non guidavo io ;) ) …

E di questo primo tratto di strada fatto insieme sono diverse le cose che ho apprezzato.

Le informazioni fornite nella lezione sono state tante, ma ciò che rende  un’informazione utile è quanto essa possa essere realmente utilizzabile da chi la riceve.

Bene, in questo corso non solo ho visto informazioni complesse comunicate con semplicità e chiarezza non comuni, ma soprattutto ho visto riportare al  “centro della scena” la responsabilità dell’individuo e l’importanza della consapevolezza delle proprie scelte.

Concetti come quelli della “rieducazione del gusto” o dell’utilizzo del “cibo base in luogo di quello elaborato” o della simpatica “sissite“  sono infatti concetti importanti in quanto, al di là delle considerazioni nutrizionistiche e biochimiche, toccano forse il cuore del problema: il tema della consapevolezza e della capacità critica che è uno dei presupposti  chiave per cambiare abitudini alimentari (e non solo).

Senza una scelta consapevole in tal senso e quindi senza una “presa di responsabilità” qualsiasi patrimonio di informazioni può infatti restare purtroppo infruttuoso.

Ed è ancora “grazie” a questa mancata consapevolezza, che moltissime persone perseverano in abitudini alimentari ai confini dell’auto-tortura; conseguentemente tra “i nostri nemici” metterei  senz’altro al primo posto proprio noi stessi in quanto una sostanziale debolezza delle nostre scelte, spesso fondata su una lacunosa informazione, ci rende contestualmente assai vulnerabili anche alle azioni esterne.

La consapevolezza (o meno) delle proprie scelte e secondariamente delle nostre azioni credo sia, in definitiva, il filo conduttore che lega le scelte alimentari a questioni molto più vaste che coinvolgono l’intero pianeta, l’ambiente in genere, l’uomo e gli animali, secondo la logica che  grandi cambiamenti originano spesso da quelli piccoli.

Dal punto di vista nutrizionale ho trovato particolarmente interessanti  le parti relative ai “nutrienti sottrattivi” e alla “perdita dei nutrienti nel tempo“, sia perché descrivono in maniera precisa, ma allarmante, il risultato della progressiva mancanza di attenzione alla “qualità degli alimenti”, sia perché ben rappresentano,  nel medesimo tempo,  cause e conseguenze di questa disattenzione, trattandosi di problematiche “figlie” della forzatura dei tempi fisiologici della Natura e più a monte, di una, ormai cronica e diffusa, incapacità di responsabilizzare le proprie azioni.

Si tratta quindi di argomenti che non ci parlano solo di “nutrienti”, ma anche di modelli economici, di sfruttamento delle risorse ambientali, di ritmi biologici sia umani che ambientali e di modelli di scelta sia individuale che collettiva.

Se è vero quindi che stiamo parlando pur sempre di un corso di informazione alimentare, credo sia vero che le parole che mi piace di più ricordare alla fine di questa prima lezione non sono quelle, seppur estremamente importanti,  che ci hanno descritto logiche e dettagli nutrizionistici, quanto quelle che chiamano le persone a capire, approfondire,  responsabilizzarsi  ed in ultima analisi a fare “scelte consapevoli” a cominciare da un elemento fondamentale qual’ è la propria alimentazione.


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