By Claudia Labruna | ottobre 1, 2008 - 12:20 pm
Posted in Category: Bevande e acqua

acqua_corpo_umano_autodifesalimentare.gifUn grazie ancora a Viviana  e Leonardo che con i loro suggerimenti  e notizie mi aiutano a migliorare la mia nutrizione e quella dei miei cari.

Ecco delle informazioni e curiosità interessanti sull’acqua che ho trovato in rete da condividere con tutti voi:

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Nella sua forma pura, l’acqua è un composto chimico, unione di due differenti elementi: ossigeno e idrogeno. Due atomi di idrogeno con carica positiva si uniscono a un atomo di ossigeno con due cariche negative, formando la molecola H2O.

Un cucchiaino d’acqua contiene milioni di queste molecole!
Ogni molecola di acqua termina con una carica negativa da un lato e una carica positiva dall’altro. Questo fa sì che l’acqua sia un po’ viscosa. Grazie alla viscosità dell’acqua, le molecole si raggruppano per formare goccioline e anche per questa viscosità sulla superficie dell’acqua si forma una sorta di pellicola, chiamata tensione superficiale.

L’acqua è l’unica sostanza che si trova in natura nei tre stati di aggregazione: solido, liquido e gassoso.

Allo stato solido è presente sotto forma di ghiaccio, nella neve, nella grandine, nella brina e nelle nubi. Allo stato liquido si trova sotto forma di pioggia e rugiada, ma soprattutto forma oceani, mari, laghi e fiumi. Allo stato gassoso è presente come nebbia e vapore ed è il principale costituente delle nuvole.

L’acqua si solidifica alla temperatura di 0° e diventa ghiaccio, aumentando di volume; alla temperatura di 100° comincia a bollire e ad evaporare. Una caratteristica del ghiaccio è che si solidifica molto lentamente dalla superficie verso il basso; questa è una fortuna per i pesci, che altrimenti rimarrebbero imprigionati nel ghiaccio!

L’acqua è considerata un solvente universale, cioè la si può utilizzare per diluire quasi tutto.

Quando l’acqua finalmente arriva a noi si è arricchita di tutte le sostanze chimiche e i sali minerali che ha sciolto nella terra e nelle rocce attraverso le quali è passata. Queste sostanze possono modificare le proprietà dell’acqua. Ad esempio i sali contenuti nell’acqua del mare abbassano il punto di congelamento degli oceani.

L’acqua può essere dura o leggera.
L’acqua dura contiene calcio, magnesio e altri metalli disciolti. Sono i residui biancastri che rimangono nella pentola quando cuoci la pasta.

Una delle principali caratteristiche dell’acqua è che può reagire con tante cose.
La sua versatilità permette molte reazioni chimiche, che sono indispensabili per la vita sul nostro pianeta.

Tutta la vita sulla terra dipende dall’acqua.
È l’ingrediente principale del sangue, delle nostre cellule e rappresenta circa il 65% del nostro peso corporeo.

L’acqua allo stato liquido non è un elemento molto diffuso nel sistema solare. E’ presente solo sulla terra, dove copre circa il 70% della superficie del pianeta.
La maggior parte dell’acqua che troviamo in natura non si può utilizzare, perchè è ghiacciata o salata. Solo l’1% dell’acqua è pronta per essere bevuta.
L’acqua che beviamo è spesso potabilizzata, cioè resa potabile attraverso un procedimento che la libera da tutte le sostanze che la renderebbero sgradevole o nociva.

Se sulla terra non ci fosse l’acqua, probabilmente non saremmo qui.

Saluti a tutti i Wellness Angels & company

Claudia :)


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By Claudia Labruna | luglio 27, 2008 - 7:52 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

aaestintoreani4.gif50 anni fa gli alimenti sulle nostre tavole erano generati naturalmente dalla terra, oggi l’industria alimentare arriva prima della scienza, la produzione forzata, la lavorazione e la conservazione fanno perdere ai cibi la maggioranza dei nutrienti essenziali per il nostro corpo.

Ne conseguono stanchezza cronica, difficoltà digestive, obesità, diabete, problemi cardiovascolari… la nostra salute è in pericolo!

Le malattie aumentano, i nostri medici offrono farmaci per i malasseri.

Come nella storia dell’estintore che Viviana ci ha raccontato nel corso di Autodifesa Alimentare, bisogna allora fare una scelta tra:

- spegnere il fuoco

- spegnere l’allarme

Infatti, curando, o meglio spegnendo i sintomi, delle malattie acute con i rimedi allopatici, si creano le premesse per lo sviluppo futuro di malattie croniche, in continuo aumento proprio per questo motivo.

La somministrazione di dosi massicce di farmaci spesso sovraccarica e blocca le cellule, impedendone la naturale reazione alle tossine.

Le medicine non convenzionali – omeopatia, fitoterapia, cromoterapia, etc – si basa su rimedi che agiscono a livello energetico e quindi più in profondità rispetto ai farmaci allopatici. L’omeopatia cerca ad esempio di rinforzare le difese del sistema immunitario dell’organismo mettendolo in grado di combattere da solo la malattia.

Non dimentichiamoci dell’insegnamento della medicina cinese: ogni malattia è causata da uno squilibrio energetico nell’organismo e il cibo (ed un corretto stile di vita) dovrebbero restare sempre la migliore medicina…

Claudia L.  :)


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By Claudia Labruna | luglio 17, 2008 - 1:28 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

ogm.gifOggi l’uomo sta andando incontro ad un pericolo: i prodotti geneticamente manipolati, chiamati OGM.

Il 60% dei prodotti alimentari in vendita nei nostri negozi contiene O.G.M.
Quali veleni stiamo mangiando e mangeremo?

Mais e tutti i loro derivati (olio di mais, oli vegetali, amido modificato di mais, sciroppo di mais, mono e digliceridi degli acidi grassi, destrosio e lecitina, presenti in tutti i prodotti di pasticceria. merendine, cioccolato, gelato, salatini e chips vari, margarine, salse, cibi precotti o surgelat), latticini, yogurt, formaggi, caffè, grano, riso, orzo, segale, miglio, fagioli, piselli, melone, anguria, uva, mela, arancia, banana, lattuga, radicchio, pomodoro, patata, cipolla, cavolo, canna da zucchero, sono i veleni che oggi mangiamo, ossia i cibi modificati geneticamente, creati per modificare anche noi, per farci diventare “geneticamente malati”.

L’Unione Europea (UE) ha infatti autorizzato la commercializzazione di prodotti alimentari modificati geneticamente che possono provocare allergie, cancro, nuove malattie ed altri effetti sconosciuti e imprevedibili sui nostri organismi.

Può essere interessante sapere che nei ristoranti del Parlamento Europeo sono stati banditi gli alimenti transgenici.

Nasce spontanea una domanda.

Se i parlamentari europei ritengono pericolosi per la loro salute i cibi transgenici perché hanno autorizzato la loro entrata nei mercati europei?

Anche nelle mense aziendali della Monsanto, la più potente multinazionale biotecnologica, produttrice di numerose varietà di piante transgeniche, sono stati banditi gli alimenti O.G.M.

Come mai?

Mais, frutta e ortaggi manipolati geneticamente: ecco l’ultima diavoleria escogitata dai biotecnologi. Ormai sono più di 500 i brevetti sul mercato che aprono le porte ad una rivoluzione densa di rischi.

Sui banchi di mercati e supermercati ci sono cocomeri quadrati, fantascienza?

No di certo, stanno semplicemente per debuttare in Italia i primi alimenti ottenuti attraverso la manipolazione genetica: un insieme di tecniche che permettono di prelevare frammenti del patrimonio ereditario (DNA) di una pianta o di un animale e di trasferirli nell’organismo che si vuole modificare.

==========

Questo è parte di un articolo interessante che ho trovato in rete sul http://spazioinwind.libero.it/risvegliodiadamo/prodotti_OGM.htm

Cerchiamo di evitare i cibi preparati ed elaborati, e quando possibile compriamo alimenti biologici.

Ciao a tutti i Wellness Angels,

Claudia L.  :)


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By Claudia Labruna | giugno 19, 2008 - 3:41 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

1101840326_400.jpgInnanzitutto un grazie a Viviana e Leonardo che con il corso mi hanno impresso informazioni essenziali che girano di continuo nella mia mente, sembrerà strano ma quando a fare spesa al supermercato, nella scelta dei cibi sono diventata più pignola,  se prima ero  molto scrupolosa ora sono peggio.

Avevo notato recentemente sul blog dati interessanti sulla soia e vorrei approfittare per integrare con alcune notizie, che a mio avviso sono molto interessanti.

Ecco dal sito prevezione-cardiovascolare.it un estratto dall’articolo “Soia per il cuore” a cura di Antonella Battista

==================

La soia è una pianta erbacea della famiglia delle leguminose di cui si utilizzano i semi, contenuti all’interno di un frutto. Questo, come altri legumi, ha la forma simile a quella di un bacello, che racchiude dei semi paragonabili a dei fagioli. Può avere sfumature di colore assai differenti, a seconda della specie di appartenenza. Originaria dell’Asia Centrale, è presente in Europa fin dal XVIII secolo.

Esistono differenti tipi di soia. Fra i più diffusi in Italia

  • Soia gialla, dalla quale si ottengono tutti i vari derivati;
  • Soia rossa, ha semi color rosso scuro, detti anche fagioli azuki;
  • Soia verde, i suoi semi sono anche chiamati fagioli mung o green gram; decorticati e spaccati si presentano gialli, sono impiegati per i germogli e per produrre gli spaghetti di soia.

La soia è ricca di fibre, vitamine (gruppo A, B ed E), proteine, grassi polinsaturi essenziali, ormoni vegetali (isoflavoni) e minerali (magnesio, potassio, fosforo e calcio).

Interessanti le proprietà nutritive per 100 g di fagioli di soia: proteine 36,9 g, lipidi 18,1 g, glucidi 23,3 g, colesterolo 0 g, Kcal 398

Indubbiamente, attorno a questa pianta sta crescendo l’interesse. Alcune considerazioni di tipo statistico, in particolare, sono alla base dell’interessamento degli studiosi per la soia. Si è notato infatti che il tasso di mortalità in America per malattie cardiovascolari, sia maschile che femminile, era doppio rispetto a quello giapponese.

La constatazione della correlazione fra quello che mangiamo ed i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue ha indotto i ricercatori a effettuare uno studio comparato sulle differenti abitudini alimentari tra i paesi occidentali e quelli orientali.

Una differenza sostanziale è balzata subito agli occhi: la soia in Giappone e in molti altri paesi asiatici rappresentata la principale fonte di proteine. Negli Stati Uniti, come d’altra parte nei paesi occidentali, i cibi a base di soia sono invece pressoché assenti.
Da qui al ad attuare una serie di studi conoscitivi, il passo è stato breve.
Sono quindi stati analizzati  gli effetti delle proteine di soia sul livello di colesterolo LDL e di trigliceridi nel sangue. I risultati sono a dir poco stupefacenti.

Consumare 47 grammi di proteine di soia al giorno:

  • riduce il colesterolo totale del 9,3%
  • riduce l’LDL del 12,9%
  • riduce i trigliceridi del 10,5%
  • aumenta l’HDL del 2,4%

Conseguenza diretta di questa serie di studi è stata l’affermazione che, nei casi di elevati tassi di colesterolo nel sangue, se le proteine di soia sostituiscono tutte o almeno in parte le proteine animali, vi è un’importante diminuzione di colesterolo totale e di colesterolo LDL nel sangue.

Non sono ancora note, tuttavia, le modalità attraverso le quali le proteine della soia svolgono questa azione benefica.

Al vaglio degli studiosi, alcuni possibili meccanismi:

  • Le proteine della soia aumentano la secrezione di acidi biliari che causano la rimozione di colesterolo nel sangue, stimolano quindi  il fegato a eliminare il colesterolo LDL.
  • Gli isoflavoni svolgono l’azione di antiossidanti, favorendo la dilatazione dei vasi sanguigni e la conseguente riduzione del danno dovuto al colesterolo LDL e alla su adesione alle pareti delle arterie.

L’ente di controllo americano FDA (US Food and Drug Administration), dopo aver passato al vaglio i risultati di oltre cinquanta studi effettuati sulle proprietà della soia, ha concesso ai produttori di cibi con un minimo di 6,25 g di proteine di soia per porzione di apporre sull’involucro del prodotto la scritta: “25g di proteine di soia al giorno, come parte di una dieta a basso contenuto di grassi saturi e colesterolo, possono ridurre il rischio di infarto”.

E’ opportuna a questo punto una parentesi descrittiva sugli isoflavoni. Gli isoflavoni sono fitoestrogeni, cioè estrogeni di origine vegetale, contenuti soprattutto nei legumi e capaci di svolgere funzioni simili a quelle degli estrogeni umani. Gli isoflavoni riducono il rischio di sviluppare tumori ormonodipendenti e frenano la moltiplicazione di cellule maligne e la formazione di nuovi vasi sanguigni. Inoltre svolgono un’importante azione nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e sono un antidoto efficace contro tutti i sintomi associati alla menopausa.

La soia e una sana alimentazione possono ridurre i fattori di rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. E’ bene tuttavia non indurre false aspettative ed andare sempre alla ricerca di quell’approccio combinato che si rivela vincente. Ridurre il solo colesterolo non avrebbe grande successo, se a questa strategia non si accompagnasse una seria politica di riduzione dei fattori di rischio. Esistono sicuramente i cosiddetti “fattori immodificabili”, legati ad aspetti genetici o contingenti:

  •     Età – L’80 % di decessi avviene oltre i 65 anni
  •     Sesso – Gli uomini sono maggiormente soggetti ad attacchi cardiaci
  •     Ereditarietà – La debolezza cardiaca è geneticamente trasmessa

Ben altro successo possiamo avere attuando una strategia di miglioramento del lifestyle sui cosiddetti “fattori modificabili”:

  • Fumo: È uno dei maggiori elementi di rischio. È causa all’incirca del 20 % dei decessi
  • Colesterolo LDL: Una dieta equilibrata può sensibilmente diminuire il suo livello nel sangue
  • Ipertensione: a pressione sanguigna deve essere sempre tenuta sotto controllo
  • Inattività fisica: È necessario svolgere con costanza attività sportiva
  • Sovrappeso: Un eccesso di grasso aumenta notevolmente il rischio di malessere cardiaco

Ragionando ancora sul motivo principale di questa dissertazione, cosa possiamo fare contro il Colesterolo: che l’olio e l’acqua non si possano mischiare è noto.

Naturale conseguenza è il fatto che il colesterolo, una sostanza grassa, non può circolare, da solo, nel sangue, che è costituito per la maggior parte da acqua.

Il colesterolo si combina quindi con delle proteine formando delle molecole, dette lipoproteine, che possono essere trasportate nel sangue. Due sono i tipi di lipoproteine:

LDL (low-density lipoprotein-cholesterol), cioè lipoproteine a bassa densità;

HDL (high-density lipoprotein-cholesterol), ossia lipoproteine ad alta densità.

Un tasso elevato nel sangue di colesterolo LDL, detto anche “colesterolo cattivo” aumenta notevolmente i rischi di sviluppare una malattia cardiovascolare. Questo perché queste molecole lipoproteiche contribuiscono a generare e moltiplicare le placche che bloccano il naturale flusso del sangue all’interno dei vasi. Inoltre il processo di ossidazione che subisce l’LDL accresce i rischi di aterosclerosi.

Il colesterolo HDL è anche chiamato “colesterolo buono”. Questa lipoproteina infatti svolge un’azione benefica, rimuovendo colesterolo dalle placche. Un tasso elevato di questa molecola nel sangue aiuta a ridurre il rischio di attacco cardiaco.

(…)

Tornando la consumo di Soia, esso si rivela utile anche nella prevenzione di altre patologie.

  • Antiossidante – Protegge dai radicali liberi, molecole di ossigeno instabili, responsabili di alcuni tumori e dell’invecchiamento precoce.
  • Osteoporosi – Alcuni studi preliminari indicano che la soia potrebbe aiutare a conservare la massa ossea e a ridurre le fratture all’anca dovute a questa patologia.
  • Malattie renali - Le proteine ricavate dalla soia spossano i reni in maniera ridotta rispetto a quelle animali.
  • Vampate di calore – è opinione diffusa che i disturbi legati alla menopausa possano essere ridotti grazie ai fitoestrogeni contenuti nella soia.

(…)

==================

Ciao a tutti, a presto :)

Claudia L.


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