By Barbara Brighindi | dicembre 13, 2008 - 3:25 pm
Posted in Category: Bevande e acqua

tazza-babbo-natale-autodifesalimentare_.gifMe lo hanno preparato una settimana fa… ho chiesto la ricetta ma sembra essere gelosamente custodita e tramandata di madre in figlia.

Da bravo “piccolo chimico” ho provato a mescolare gli ingredienti ed il risultato è davvero ottimo, anche se non vedo l’ora di tornare dalla mia amica per carpire qualche altro ingrediente segreto e ovviamente postare i risultati.

Comunque sia vi consiglio di provarlo e di creare una vostra ricetta personale.

Per un litro di infuso (equivalente a 4 tazze):

  • 4 baccelli di cardamomo aperti
  • 1 cucchiaio di semi di finocchio
  • 1 cucchiaino di liquirizia in radice
  • 1/2 cucchiaino da te’ di zenzero in polvere
  • 1/2 cucchiaino da te’ di cannella in polvere
  • 2 cucchiai di uvetta passa

Scaldare l’acqua e nel frattempo versare gli ingredienti e lasciare riscaldare. Consiglio di schiacciare l’uvetta, prima di aggiungerla all’infuso, in modo che possa insaporire e dolcificare al tempo stesso. Aspettare che l’infuso arrivi quasi ad ebollizione prima di spegnere, quindi attendere qualche minuto e servire.
Non solo il sapore ma anche l’odore è da impazzire :)


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By Barbara Brighindi | ottobre 17, 2008 - 5:05 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

Sono passati  10 giorni dal corso e … qualcosa è cambiato.
Germogli in terrazza e una pentola a pressione con cestello per il vapore che uso ogni tre per due. Era un po’ che non cucinavo qualcosa di più impegnativo di un risotto (facendo un rapido calcolo circa 4-5 anni) ed ho scoperto che è come andare in bicicletta.
Ecco un piccolo esperimento…

Tortino brisè di zucchine e melanzane

16102008744.jpgIngredienti per 6-8 persone
per la pasta brisè

  • 250 gr farina di farro integrale
  • 125 gr burro bio
  • 2 uova bio
  • un pizzico di sale

per l’impasto

  • 500 gr di zucchine
  • 400 gr di melanzane
  • 250gr di besciamella di soia
  • noce moscata

Preparazione:

Tagliare a listelle e poi a dadini il burro freddo da frigo, sulla superficie preparata per impastare (ho usato burro ghee ma per la prossima volta mi impegno a trovare un sostituto più salutare).

Mescolare la farina al burro e lavorare l’impasto con le mani in modo da renderlo omogeneo. Aggiungere i due tuorli d’uovo e continuare ad impastare fino ad ottenere una pallina di pasta. Lasciare riposare per 20 minuti.

In attesa di poter stendere la pasta brisè, lavare e pulire le zucchine e le melanzane, tagliarle in pezzi grandi e disporle nel cestello per la cottura a vapore.
Si consiglia di usare una pentola a pressione per circa 4 min, al termine spegnere il fuoco e lasciar terminare la cottura mentre la pentola perde pressione e terminate le operazioni con la pasta.

Infatti mentre la verdura continua a cuocere, riprendere l’impasto e stenderlo per ottenere un disco di 35 cm di diametro (ovviamente dipende anche dalla dimensione della vostra teglia), per rendere l’operazione più semplice si consiglia inizialmente di stendere a mano la pasta brisè su un foglio di carta da forno in modo da dare la prima forma, poi coprire con un secondo strato di carta da forno e continuare a stendere con un mattarello di legno fino a raggiungere la giusta dimensione.

16102008746.jpgPrima di mettere l’impasto nella teglia (ho usato una teglia in ceramica) tagliare con le forbici la carta forno in eccesso, quindi posizionare la pasta, rialzare i bordi e bucherellare il fondo con una forchetta.

Prima di procedere con le verdure, accedere il forno per portarlo alla temperatura di 150°C.

Aprire la pentola a pressione, tagliare le verdure a dadi ed aggiungere all’impasto la besciamella di soia (anch’essa rigorosamente bio).

Versare la miscela sulla pasta brisè, prima di infornare per 20 min circa si consiglia di grattare sulla superficie del tortino la noce moscata.

Buon appetito! :D


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By Barbara Brighindi | ottobre 10, 2008 - 5:14 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

moglie_marito.gifHo fatto una strana scoperta… Pensavo che mio marito si sarebbe rifiutato di mangiare minestroni, risotti con farro, orzo o che non avrebbe mangiato assolutamente lo spezzatino di soia.

Ed invece…

Lo cosa ancora più sconvolgente è che sono ormai più di 10 anni che “con la scusa del lavoro” non mi mettevo a spignattare, ma avevo relegato la cucina ad un luogo da frequentare pochissimo, anche a causa di attacchi di fame che erano in grado di farmi mangiare pane, biscotti o in assenza di altro anche lo zucchero a cubetti.

Ho la fortuna di essere anche molto attiva (corro tre volte a settimana, d’estate anche 5) e questi ‘attacchi’ per fortuna non hanno pesato sull’ago della bilancia, ma all’umore quello sì.

Ora ho più voglia di fare la spesa e di cercare fra gli scaffali quello che ho voglia di mangiare e cose che mi va di assaggiare e cucinare.

Ho in progetto di acquistare un germogliatore e di provare a condire ulteriormente i miei pasti con nuovi oli come quello di lino, non solo l’olio di oliva del contadino (mi trovo in Toscana ed ho scoperto che qui è letteralmente un peccato acquistare l’olio al supermercato).

Continuo inoltre a cercare posti nuovi per comprare la frutta direttamente dal produttore… sono stufa di non potermi mangiare una bella mela o un diospero o qualsiasi altra cosa senza sentire quasi sapore.

Insomma non è solo mio marito ma sono anch’io più attenta e felice di fare nuove scoperte in cucina quando fino a qualche tempo fa appunto cucinare era più che altro una routine a cui non potevo semplicemente sottrarmi.

Nonostante i miracoli che alcuni prodotti già pronti promettono alla donna che lavora, mi faceva fatica cucinare anche quelli, tanto poi avrei avuto fame lo stesso… Eppoi ora è stupendo tornare a casa e sentire il profumo del buon cibo che mi accoglie.


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By Barbara Brighindi | - 4:31 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

frullatore-colazione-autodifesalimentare.gifNon credevo di poter ottenere sufficienti energie da limone, banana e cereali ed invece quasi facevo fatica finire la colazione di questa mattina! :P

Quando invece mangio pane e marmellata, non ho la stessa sensazione di sazietà.

Una piccola puntualizzazione, sul pane e sulla marmellata.

Oramai da 6 mesi faccio uso di pane integrale multicereale, il mio fornaio lo chiama Pane Panda, perchè un paio di anni fa era stato messo in commercio per una raccolta fondi a favore del WWF. Lo avevano tolto ma poi i clienti hanno chiesto di metterlo regolarmente in commercio. Devo chiamarli per farlo mettere da parte altrimenti non lo trovo.

La marmellata è dolce, ma è fatta in casa con arance bio. Da quando la uso non riesco più ad apprezzare nessuna marmellata acquistata… devo farmi dare la ricetta e provare con il malto di cereali al posto dello zucchero.

Nonostante il pane e la marmellata bio ho avuto modo di constatare l’effetto dei picchi glicemici che influenzano l’intera giornata lavorativa.  :(

Ora so che una colazione di questo tipo mi merita farla solo in previsione di un allenamento e non indiscriminatamente tutti i giorni.

Ed ora per fortuna ho una colazione altrettanto valida e gustosa. Oltre alla colazione perfetta ora capisco perchè adoro ed ho sempre adorato le verdure, tanto che mi piacciono anche lessate senza condimento.

Appunto personale… mi devo comprare una pentola a pressione e il cestello per cucinare a vapore. Accidenti quante cose…


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By Barbara Brighindi | settembre 30, 2008 - 11:00 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

locandina_benigni_autodifesalimentare.jpg  align=Cercavo un modo per riassumere quello che ho appeso dalla seconda lezione e la soluzione mi è arrivata intorno alle 5 del mattino. Mi sono rimessa a dormire, non prima di aver bevuto un bicchiere d’acqua, con l’obiettivo di riprendere il discorso sul blog questa mattina.

Approposito, grazie alla lezione ho preso l’abitudine di mettere un bicchiere d’acqua o meglio un bicchiere di quelli grossi da birra media (ma pieno d’acqua) accanto alla mia postazione di lavoro. Lo metto la mattina appena arrivo al pc, uno dopo pranzo e uno per il dopo cena, ovviamente lo riempio ulteriormente se necessario.

Così bere diventa un automatismo e non devo mettermi a riflettere se ho sete oppure no. :)

Torniamo al film, ebbene per chi non l’ha visto c’è una scena in cui un personaggio incaricato di scortare il protagonista nella città di Palermo, durante il tragitto gli elenca le problematiche della Sicilia e del suo capoluogo. Le problematiche sono del tutto simili a quelle che ho imparato durante la lezione…

Problema numero uno… la siccità!
Il personaggio pronuncia la parola in perfetto dialetto siciliano non riproducibile sul blog, e a quanto pare è un problema anche per noi. Abituati a bere bevande più o meno gassate e gustose al palato, della semplice acqua ci sembra insipida. Eppure è proprio una delle carenze che fa andare in tilt alcuni meccanismi del nostro organismo, costretto poi a compensare con altri meccanismi funzionali ma poco gradevoli se andiamo poi a ragionarci su.

Problema numero due… il traffico!
Ebbene sì, ci lamentiamo se i camion circolano sulle autostrade mentre stiamo andando in vacanza o se l’ingorgo ci impedisce di arrivare per tempo ad un appuntamento o sul posto di lavoro e poi non ci preoccupiamo di ingerire cibi che alla fine quel traffico lo causano nel nostro organismo, rendendo diffilcile la digestione, l’assimilazione e quindi lo smaltimento.

Insomma non c’è che dire e sicuramente c’è da riflettere.

Non sia mai che l’ingorgo che vediamo esternamente non sia una diretta conseguenza di quello che abbiamo internamente. Sarebbe davvero stupendo scoprire che organizzando diversamente i nostri pasti e le nostre abitudini anche altri tipi di ingorghi andranno a sparire.

Io comincio con il mio… poi staremo a vedere :)


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By Barbara Brighindi | settembre 22, 2008 - 7:50 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

puzzle.gifCredo di essere fortunata, non so come mai ma un certo sesto senso mi ha sempre tenuto lontano da posti come i Mc Donalds e che in qualche modo ha sempre sospettato che in alcuni cibi c’era qualcosa che non mi tornava.

Il tutto grazie a molta attività sportiva che mi ha reso maggiormente selettiva rispetto ai cibi. E forse grazie anche ad una bella indigestione che ho avuto modo di sperimentare a 9 anni. Da quel momento alcuni cibi il mio organismo li accetta, ma in dosi controllate.

Insomma  chiss’à come mai ma se apro un pacco di biscotti o se taglio la prima fetta di un dolce mi rimane un chiodo fisso per l’intera giornata.
Finora le soluzioni attuate erano:

  1. finirli prima possibile in modo da non avere ripensamenti,
  2. o non acquistarli per niente.

La seconda soluzione però mi ha messo di fronte ad un vuoto… come fare una buona colazione che mi aiuti sia con il lavoro che con lo sport e che sia non solo sana ma anche gradevole nel gusto? Per fortuna con questo corso sto scoprendo come sostituire alcuni elementi, magari preparando un’ottima colazione “dolce” ma senza cadere nel tranello delle montagne russe o come mantenermi in forze, nonostante l’attività fisica, senza dover sbranare due bistecche alla settimana o fare colazione con il prosciutto crudo.

Imparo a riconoscere condimenti e trucchetti che mi aiutano a integrare sia sali minerali che vitamine. Insomma un po’ di cose le sapevo e le avevo intuite, ma ora il puzzle sta diventando chiaro e completo.


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