By Lucio Iervolino | febbraio 27, 2009 - 7:03 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

no_pesticidi_bimbi_.gifSe AUTODIFESALIMENTARE significa mai piu’ stare a dieta questo implica un nuovo modo di alimentarsi.

Come spiegato al Corso, il cibo è il nostro primo farmaco e dobbiamo considerare che lo ingeriamo quotidianamente.

In realtà si tratta di un elemento esterno non appartenente alla nostra struttura biologica, e quindi deve subire un più o meno lungo processo di trasformazione metabolica per essere reso compatibile sotto forma di “micro e macronutrienti” con i nostri sistemi.

Questo processo di trasformazione del cibo richiede costantemente ENERGIA.

Se quotidianamente, insieme al cibo, immettiamo nel nostro organismo anche tossine, i nostri sistemi di riconoscimento e di difesa sono sempre costretti a consumare energia extra per liberarsene e difendersi da questi elementi tossici… Energia che viene sottratta così alle funzioni stesse dell’organismo.

Putroppo questo comune errore non è quasi mai volontario ma frutto di disinformazione e terrorismo mediatico… Di solito noi agiamo in in buona fede. Quindi l’unica arma per poter difendersi consapevolmente è la continua informazione e conoscenza di ciò che compriamo e mangiamo ogni giorno.

Tutto questo penso di averlo trovato in questo splendido corso di alfabetizzazione alimentare che affronta questa tematica in modo molto semplice e schematicamente perfetto, focalizzando l’attenzione sulla qualità degli alimenti  e non solo sull’alimento in sè e fornendo così  a tutti informazioni accessibili e di facile comprensione ma sopratutto di immediata praticabilità.


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pesce_animato.gif

Tutti noi abbiamo nozioni ataviche di economia domestica nella nostra memoria e sappiamo che non è possibile ricongelare un prodotto una volta che è stato scongelato…

…ma se io non so che era congelato? Questo è il problema!

Allarmanti le statistiche emerse da uno studio effettuate con un lettore a raggi infrarossi per individuare le frodi nel settore ittico: pensa che durante le ultime feste il 90% del pesce spada decongelato è stato spacciato per fresco. :?

Una frode a livello economico ma anche e soprattutto a livello di salute!

A questo proposito interessante anche l’articolo di Elisa sul Pangasio che ha rivelato come questo pesce d’acqua dolce, per lo più importato dal Vietnam congelato, sia spesso invece venduto come “pesce di mare” e come “fresco”…

Un prodotto decongelato, oltre ad avere minori proprietà nutritive, è molto più delicato di un prodotto fresco e come tale (sapendolo) andrebbe trattato.

Ad esempio il decongelato deve essere mangiato entro le 24 ore, ed inoltre per la sua alta deperibilità, non dovrebbe MAI stare vicino a pesce fresco, come invece accade sempre in pescheria… :?

E dato che noi siamo sempre alla ricerca di soluzioni pratiche no stress, ecco come cavarsela:

evitiamo come sana norma di congelare da soli il pesce e compriamo solo il pesce fresco che pensiamo di consumare entro 12 ore.

Insomma non ci lasciamo affascinare dall’offerta a basso costo di pesce “fresco” pensando che poi tanto lo mangiamo la sera stessa, il giorno dopo ed il resto si congela…

Rischiamo, a quel prezzo, di aiutare a smaltire scorte in scadenza di pesce decongelato, poco nutriente e che - se va bene - ci può causare un gran mal di pancia!

Ovviamente la cautela non si estende a tutto il pesce surgelato, perchè come abbiamo spiegato durante il Corso di Autodifesalimentare, una cosa è congelare noi nel freezer di casa, e una cosa sono i pesci pescati in acque oceaniche, puliti e surgelati direttamente sui pescherecci (a -18 gradi, temperature che a livello casalingo è impossibile raggiungere).

In questo secondo caso viene rispettata la catena del freddo (almeno dovrebbe).

Quindi, con l’accortezza di comprarli il più possibile integri e controllando eventuali additivi in etichetta, evitando i pesci grandi, in estinzione o la cui pesca causi problemi ambientali (come il pesce spada ad esempio), forse conviene ancora fidarsi dei surgelati…

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach


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By Leonardo Di Paola | - 4:12 pm
Posted in Category: Frodi, allarmi & allarmismi

premio_critica_autodifesalimentare_.gifEccoci di nuovo qui a commentare un nuovo articolo dedicato all’annoso problema del controllo del peso.

L’articolo cui mi riferisco è uscito in questi giorni su Panorama.it, e credo sia interessante da vedere insieme perché - a mio modesto parere - mette in atto una strategia sempre più diffusa di disinformazione scientifica.

Partiamo con il titolo:  “Dimagrire? Non c’è dieta che tenga.”

Sono il primo che da anni lotta contro il concetto stesso di dieta inteso come privazione… Tuttavia la redazione scientifica di una rivista così importante dovrebbe ricordarsi e ricordare ai suoi lettori che dieta significa “selezione” e che dunque aprire un articolo con questo titolo significa rinunciare al proprio ruolo informativo per veicolare comunque un messaggio choc e senza speranza.

L’articolo dimostra, citando studi della UCLA, che “i regimi dietetici, soprattutto se rigidi, non sono la risposta giusta per chi è sovrappeso“. E prosegue citando il caso di una conduttrice televisiva americana che ha perso e recuperato oltre 20 Kg seguendo una dieta, cito testualmente, “a base di mirtilli, funghi e asparagi“. Sulla rigidità assolutamente sbilanciata di un programma alimentare del genere non credo ci sia da insistere… :?

Poi dagli USA si torna in Italia per sentirci dire dal Sottosegretario con delega alla Salute Francesca Martini che non crede alle diete, deleterie perché i risultati non sono duraturi e perché riceve molte segnalazioni di cittadini ingannati. Tralasciando il rapido passaggio sugli studi delle difese immunitarie dei topi (di cui abbiamo già parlato), si arriva finalmente al “perché le diete non funzionano”.

E dall’Ospedale Niguarda di Milano arriva la conferma che la dieta può funzionare se iscritta in un programma che preveda attività fisica e uno stile alimentare in grado di ridurre le entrate e aumentare i consumi per riportare l’equilibrio metabolico. Senza trascurare l’aspetto psicologico, che significa essere consapevoli del significato del cibo per non usarlo come antidoto ad ansia, noia, stress.

E che tra le scorciatoie ci sono il passaparola, le offerte sul web, le pillole, le tisane, gli intrugli e i test per le intolleranze alimentari. Tutte cose accomunate implicitamente (ed ingiustamente!) nella grande famiglia delle truffe, dato che dopo l’elenco la giornalista continua: “Una truffa: le intolleranze non fanno ingrassare. Se si dimagrisce eliminando i latticini, per esempio, è perché si è privato l’organismo di alimenti importanti”.

E qui scopriamo che perdere alimenti importanti (i latticini? no comment… :shock:) non fa perdere tono muscolare o crea eventualmente carenze, ma “fa dimagrire”. Un altro termine usato spesso a sproposito dato che non tiene conto del tipo di perdita ponderale che l’organismo subisce e mantiene l’opinione pubblica confusa sul fatto che c’è dimagrimento e dimagrimento.

Poi finalmente si parla di rallentamento del metabolismo basale a causa di diete ipocaloriche e di recupero del peso perso dopo un primo momento di effimero successo. E si dà spazio ad un tipo di notizia ancora poco condivisa, attraverso le parole di Raffaele Ruocco, responsabile del Programma dipartimentale disturbi dell’alimentazione dell’Azienda ospedaliera di Perugia che afferma come occorramodificare in profondità il modo di pensare sé stessi: esiste una connessione forte fra mente e corpo, e spesso è la cattiva gestione delle emozioni a determinare il fallimento della dieta.

Messagio rinforzato da Pier Luigi Rossi della Asl di Arezzo Al centro dell’attenzione ci deve essere il corpo, non il cibo, altrimenti qualsiasi dieta è destinata a fallire. Ogni organismo è diverso dall’altro e lo stesso cibo produce reazioni differenti a seconda di chi lo mangia”.

L’unica dieta che funziona e quella che puo essere mantenuta nel tempo: deve essere gradevole e studiata su misura per la persona aggiunge Andrea Ghiselli, ricercatore Inran. Senza dimenticare attività fisica per incrementare la massa muscolare e uno stile di vita attivo.

Infine Patrizia Bollo, dietista dell’Università Statale di Milano ci ricorda che è bene mangiare godendo del cibo, inserendo cibi nuovi (ma non esotici?!) e andando oltre le tabelle (ma continuando a fare selezioni ipocaloriche?!).

Quindi, in buona sostanza, oltre a promuovere diversi esperti (e i loro libri), il succo dell’articolo è che le diete funzionano se non sono troppo restrittive, se basate su alternative piacevoli e supportate da movimento e dal recupero di un rapporto consapevole con il proprio corpo e con la propria mente.

Sembra quasi che stia parlando del nostro progetto di rieducazione nutrizionale “Autodifesa Alimentare, dato che uno dei concetti cardine del nostro programma formativo è che il controllo del peso sia semplicemente la conseguenza di un ottimale stile di vita, fatto di consapevolezza, conoscenza approfondita dei principi nutrizionali, esposizione gioiosa alle alternative alimentari

… il tutto naturalmente condito con il nostro marchio di fabbrica, il “Pensiero Alimentare Positivo“. :mrgreen:

Insomma controllare il peso è assolutamente possibile con il giusto allenamento e la giusta informazione… purché non ci si faccia fregare dal fumo emozionale e tutto ciò che sembra una scorciatoia, come le “pillole magiche”, ma anche le semplicistiche conclusioni di articoli sensazionalistici dedicati al problema del peso!

Leonardo Di Paola
Wellness Angel Coach & Trainer

:arrow: La 7a edizione di Autodifesalimentare parte il 6 Maggio 2009…


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By Lucio Iervolino | febbraio 26, 2009 - 2:31 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

4_gruppi_alimentari.png

Io penso che il corso di Nutrizione e Autodifesa Alimentare sia servito anche per far capire a tutti che il concetto di dieta è superato.

Il termine “dieta” richiama immediatamente alla mente una serie di sacrifici, sforzi, privazioni finalizzati solo alla perdita di peso.

La “dieta” ha un inizio ma sopratutto una fine, un termine dove inesorabilmente torniamo ad un regime alimentare più permissivo, quello che poi definiamo mantenimento.

Questo passaggio è spontaneo e involontario, così come è involontario il ritorno al peso precedente se non addirittura superiore.

Il concetto invece trasferito con il corso di Autodifesa Alimentare è una nuova idea, una nuova proposta nutrizionale, un nuovo concetto di alimentazione completamente nuovo quello in cui il cibo sia compatibile con il proprio metabolismo al di là dei soliti schemi e abitudini socio-culturali.


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By Stefania Signorotti | - 2:07 pm
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crying_baby.gifSiamo giunti alla conclusione anche di questa edizione del corso di Autodifesa Alimentare e sono sempre più convinta di aver intrapreso un cammino importante, per me e per gli altri.

Abbiamo deciso di essere consapevoli delle nostre scelte, questa è la differenza, perché tutti abbiamo a disposizione le informazioni per recuperare il nostro benessere (semplicemente: per imparare a nutrirsi bene, così da prevenire le malattie legate al cibo,  controllare il peso, rigenerarsi dopo un intervento chirurgico,  supportare il sistema immunitario durante una terapia invasiva, …) ma la maggior parte di noi non ha la volontà di metterle in pratica, come citato da Nuccia nel suo post.

E anche a me questo procura una grande sofferenza, soprattutto quando sono proprio le persone che amiamo a respingere con forza quanto cerchiamo di comunicare loro, a rifiutarci con il silenzio o talvolta con lo scherno.

Quindi predomina non l’ignoranza ma la volontà di ignorare, di nascondere a sé stessi certe verità.

Tutti sappiamo bene cosa mettiamo nel piatto, tutti siamo a conoscenza del business dell’industria alimentare e farmaceutica ma è molto più facile continuare a “fare lo struzzo” piuttosto che rinunciare alla comodità di un piatto già bello e pronto per il tuo bambino, piuttosto che spendere in sani integratori alimentari quello che si spreca in sigarette, tanto quanto è più semplice prendere una pastiglietta farmaco per spegnere un sintomo piuttosto che scoprire cosa l’ha causato e impegnarsi a risolvere il problema alla fonte.

Sarebbe bello se giorno dopo giorno, famiglia dopo famiglia, tutti cominciassimo quel “gioco di squadra” di cui si parlava proprio nell’ultima lezione di Autodifesa Alimentare.

Non è colpa dei bambini: imparano per imitazione, mangiano quello che vedono mangiare dai genitori e dal fratellino più grande, quindi è fondamentale che l’educazione alimentare parta proprio da loro, da chi deve essere di esempio per il piccolo (e non bisogna essere medici od esperti nutrizionisti per farlo e per insegnarlo!).

Difficile? Scomodo cambiare? Certamente! In ogni aspetto della propria vita qualsiasi cosa che “ci svegli”, che faccia vacillare le nostre certezze ci da fastidio, ecco perché si tende a negare l’evidenza piuttosto che lasciarci guidare a sperimentarne l’impatto su noi stessi.

Cominciamo da noi, che abbiamo avuto la fortuna e il coraggio  di guardare oltre: continuiamo a cercare, scoprire, sperimentare e la differenza la faremo non con il vuoto nozionismo ma guidando con l’esempio.

Ania :)


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maiali_steroidi.gifContinua la serie di scandali alimentari cinesi

tanto che iniziamo a sospettare sia una manovra per boicottare i ristoranti cinesi ed il commercio con l’oriente… d’altra parte è più facile guardare agli scandali lontani chilometri piuttosto che vedere le travi nel nostro “occhio alimentare”…

Nel corso di Autodifesa Alimentare lo abbiamo battezzato “effetto prestigiatore

Magari meglio parlare di queste cose lontane piuttosto che della privatizzazione dell’acqua italiana, delle battaglie europeee per depotenziare gli integratori alimentari oppure del tentativo di far passare gli OGM :?

E inoltre non dimentichiamo che il mercato lo fa sempre la domanda.

Finchè ci saranno persone disposte a risparmiare sulla salute scegliendo il cibo in base al costo (tanto nonostante la crisi il telefonino ultimo modello, il plasma o l’abbonamento alla pay tv ci scappano sempre!) è normale aspettarsi che ci saranno imprenditori senza scrupoli pronti a soddisfare la richiesta. :(

Comunque, l’ultima notizia, allarme o allrmismo che sia, è che in Cina oltre 70 persone sono state intossicate - si parla anche di alcune vittime - da carne suina trattata con clenbuterol, un anabolizzante vietato che viene utilizzato per la perdita di grasso e che lascia nel fegato, nei muscoli e nei reni del povero animale residui altamente tossici anche per l’uomo.

Il clenbuterol è uno steroide messo al bando dalla produzione animale dal 2006 dopo che a Shanghai 336 persone erano state male,  un elemento nocivo che alcuni atleti utilizzano sconsideratamente per pompare i muscoli.

L’industria alimentare cinese sotto accusa dunque, dopo il latte contaminato alla melamina, le uova alterate con alluminio (ma anche alginato di sodio, cloruro di calcio, benzoato di sodio e gelatina), anche i maiali!

Vero o no, viene sempre più voglia di coltivarsi un orto in balcone!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer


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By Lucio Iervolino | - 4:41 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

aacomputerilit-car7.gifLa motivazione che mi ha spinto ha seguire il Corso di Nutrizione e Autodifesa Alimentare, e’ il mio senso di responsabilità per una alimentazione consapevole, che come ho potuto notare si rispecchia in molte regole di questo favoloso corso:)

Il cibo e’ la principale medicina che noi assumiamo e purtroppo rischia di diventare il primo veleno. Per questo motivo e’ essenziale rendersi consapevoli di quello che portiamo sulla nostra tavola, anche a costo di rinunciare ad alcune comodità della grande catena di distribuzione che si ripercuote in tempi ed indicazioni molto diverse da quelle che normalmente vediamo e ascoltiamo nei numerosi spot televisivi.

Riferirsi a ciò che mangiamo e alla sua qualità non significa necessariamente fare la dieta, cosa che implica molte volte fallimento e depressione.

Prendersi cura di sé vuol dire fare dei cambiamenti con lo scopo di farli diventare nuove abitudini. Nessun divieto categorico e definitivo. Potremo mangiare di tutto ma con scelte orientate al minor danno possibile.

Quello che io posso consigliare, è di non eliminare questo e quello, ma di inserire con maggior frequenza cibi sani e di provenienza controllata.

Grande sarà il piacere di riscoprire odori e sapori che avevamo dimenticato rispetto a quelli costruiti industrialmente che ci farà così capire che siamo sulla corretta strada.


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By Leonardo Di Paola | febbraio 22, 2009 - 7:37 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

polenta.gifTutti coscienti dei grandi limiti del mais, limitiamo la “polentata” ad un paio di volte l’anno in compagnia di amici… Ottimo 0/7 da godersi senza problemi!

Nell’ultima edizione del nostro Corso, Viviana ha presentato un innovativo strumento per scoprire, trasformare e potenziare i nostri cibi preferiti… e allora - ho pensato - perchè non trasformare anche la tradizionale polenta di mais, in un piatto sano da 5/7?

Semplice, basta usare il grano saraceno… “ci hanno già pensato in Valtellina con la polenta taragna“, mi dirai, però viene mescolata con la semola di mais ed è ricca di formaggio.

Quindi, ottimali i chicchi di grano saraceno biologici da macinare al momento, ma anche un bel pacco di semola biologica fresca può fare al caso nostro!

Un piatto da “mettere a giro” nel nostro menù settimanale, ricco di proteine vegetali (non come la polenta di mais che sono tutti carbo e sazia poco! :( ), consigliabile soprattutto in inverno dato che il grano saraceno, è tra i vegetali Yang

Facile da fare, (soprattutto con il paiolo di rame con la pala elettrica che gira da solo: lo metti sul fuoco, fai bollire l’acqua, un pizzico di sale marino integrale, ci butti dentro il semolino e aspetti ;) ) e si accompagna a tanti sapori diversi…

Insomma un’ottima base alimentare: polenta ai funghi, polenta al broccolo verde, polenta con cipolle e zucchine… e ci puoi preparare anche molti antipasti e piatti sfiziosi, in rete è pieno di ricette…

Basta solo un po’ di fantasia ed un pizzico del nostro “Pensiero Alimentare Positivo“!

Se non sai cos’è… iscriviti al più presto al prossimo Corso on line di Nutrizione e Autodifesa Alimentare! :D

Leonardo Di Paola
Welness Angel Coach & Trainer


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By Viviana Taccione | febbraio 21, 2009 - 1:01 pm
Posted in Category: Frodi, allarmi & allarmismi

rapporto_zoomafia_2008.gifI film polizieschi ci presentano immagini stereotipate di gangster che lottano per detenere il primato sul mercato degli stupefacenti scatenando faide interraziali tra bande dedite allo spaccio di droghe.

Ma la criminalità organizzata non si dedica solo a questo e fa impressione pensare come il CIBO e gli ANIMALI siano oggetto dei loro traffici.

Stiamo parlando di ZOOMAFIA e “cupola del bestiame“, traffici di fauna esotica, caccia e pesca illegale e frodi alimentari… un giro di affari da oltre 3 miliardi di euro all’anno sulla salute dei consumatori e sulla vita degli animali. :?

E’ uscito il mese scorso il “RAPPORTO ZOOMAFIA 2008: Animali e Sicurezza” pubblicato dal Responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV, la Lega Antivivisezione.

Questo studio analizza lo sfruttamento illegale di animali ad opera della criminalità organizzata nel 2007.

Triste conoscere tutti i diversi modi in cui l’uomo sia riuscito a trarre profitti illeciti sfruttando gli animali, l’ambiente e la buona fede dei consumatori… ed anche se ad Autodifesa Alimentare ci occupiamo principalmente di nutrizione, sai quanto in realtà ci stiano a cuore istanze etiche ed ecologiche.

Comunque, sorvolando su corse clandestine dei cavalli, bracconaggio e traffico di armi, importazione illecita di animali protetti (leggevo in una newslettter dell’OIPA che sono state trovate 8 tigri rinchiuse in una canile di Varese!) e cuccioli importati senza alcun controllo sanitario dai Paesi dell’Est che muiono come mosche nei negozi di animali… :(

… La cosiddetta “Cupola del bestiame” è quella che maggiormente dovrebbe impressionarci perchè cela spesso un giro di medicinali illegali, furto di animali da allevamento, collusione con funzionari e veterinari per contraffarre documenti sanitari, esercizio abusivo di professione sanitaria, per finire inevitabilmente - grazie all’elusione dei controlli necessari - alla diffusione di malattie infettive tramite la distribuzione per uso alimentare di animali infetti.

Un vero e proprio mercato parallelo di carni e prodotti alimentari derivati da animali con un giro di affari di almeno 400 milioni di euro.

Senza contare l’abigeato, cioè il furto di capi di bestiame che lungi dall’essere finito nei tempi dell’antico west dove le mandrie venivano rubate e rimarchiate dal cattivone di turno fintanto che lo sceriffo arrivava a sistemare le cose come nella migliore tradizione western, negli ultimi 2 anni ha interessato circa 200mila animali.

Settore altrettanto preoccupante, di cui ci occupiamo spesso qui nel blog di Autodifesa Alimentare,  riguarda le sofisticazioni alimentari ed i prodotti “rigenerati” tramite lifting dell’etichetta o della confezione, o tramite fusione a caldo.

Mozzarelle spacciate per nostrane ottenute invece con cagliate importate dall’estero :? , bistecche alla fiorentina false, maiali infetti, pecore contaminate da diossina o brucellosi, latte vaccino avvelenato, prosciutti spacciati con il marchio contraffatto di Parma, animali zeppi di antibiotici ed anabolizzanti.

Macellavano animali ammalati di brucellosi, ovini e caprini soprattutto, falsificando i documenti di rintracciabilità degli animali: era questa una delle attività dei componenti la cosca Iamonte di Melito Porto Salvo.

Tra i beni sequestrati al clan Labate di Reggio Calabria, invece, compaiono salumerie, macellerie, ingrossi di distribuzione di prodotti lattiero caseari.

Altri aspetti riguardano gli interessi che la criminalità organizzata manifesta nel ciclo di produzione della mozzarella di bufala, sul quale si impernia un sistema economico di rilevante valore. Si tratta di un fenomeno che vede l’interesse di clan camorristici, tra i quali il più tristemente noto clan dei Casalesi, che tenta il controllo di tutta la filiera, dall’approvvigionamento dei foraggi alla produzione del latte, dall’attività casearia alla distribuzione ed esportazione del prodotto finito, all’imposizione di vendita per punti vendita e ristoranti.

E la ZOOMAFIA ha la mano lunga, non limitandosi ovviamente a reati nella penisola ma estendendosi ovunque in europa dell’est, come abbiamo visto, con il traffico illegale di cuccioli, nell’america latina con l’importazione clandestina di latte per la produzione di mozzarelle, alla Cina come recenti indagini sui cibi di origine cinese stanno tristemente portando alla luce..

E dato che la pace in terra pare proprio non ci sia, il mare non è da meno. Letteralmente saccheggiato dalle organizzazioni criminali con un giro di affari annuo stimabile oltre 300 milioni di euro.

Si dovrebbe davvero fare “obiezione di coscienza” quando ristoratori compiacenti e collusi con la mala vita organizzata propongono frutti proibiti come ricci o datteri di mare… ed evitare di mangiare il pesce spada ancora oggi pescato perlopiù illegalmente con le “spadare”, reti lunghissime, fino a 20 chilometri che sono state vietate nel 2002 dato che - come si può immaginare - strappano via senza alcun controllo tutto ciò che trovano facendo strage di pescespada e di specie protette come delfini, tartarughe, capodogli.

Nel 2007 sono state sequestrate più di 800 chilometri di reti spadare (pari alla distanza tra Milano e Napoli). Senza sosta la “guerra” che si combatte nella laguna veneta tra “caparozzolanti” (pescatori di vongole) e forze dell’ordine, si tratta di un giro d’affari che frutta a una sola barca circa 500 euro a notte.

«Nel corso degli anni gli scenari e i traffici criminali a danno degli animali si sono trasformati, ma resta alta la pericolosità sociale dei fenomeno zoomafioso - sostiene il dottor Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della LAV e autore del Rapporto -del resto, la criminalità organizzata è un fenomeno totalitario e come tale tenta di monopolizzare e controllare qualsiasi condotta umana attraverso il controllo del territorio, dei traffici legati all’ambiente e agli animali, arrivando persino a imporre gusti e scelte dei cittadini e a mettere in pericolo la loro salute con il controllo della produzione e della vendita di sostanze alimentari di origine animale adulterate. Tutto ciò rappresenta un serio problema di legalità che contribuisce ad alimentare nei cittadini il “sentimento di insicurezza”, già fortemente presente per altre cause.
Fonte: Ufficio stampa LAV 064461325 - 3391742586 www.lav.it

Insomma, cosa possiamo fare? 

Far circolare queste informazioni può essere importante soprattutto per non essere proprio noi ad alimentare questi traffici con le nostre scelte a tavola.

Certamente c’è molto meno da lucrare e trafficare su una confezione di grano saraceno biologico piuttosto che su una tagliata di manzo…

Guardiamo con serenità, amore e riconoscenza tutti quegli alimenti che - più vicini al ciclo naturale, meno lavorati e sofisticati, limitano il coinvolgimento animale e ci permettono di evitare la sofferenza…

Se non vogliamo farlo per la nostra salute, pensiamo a quanta violenza ci sia dietro organizzazioni del genere e a tutte le persone sfruttate e coinvolte loro malgrado in questi traffici.

Ci sono tanti motivi per imparare a volersi più bene!

Viviana Taccione
Wellness Angel Coach & Trainer

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By Juliet Gaeta | febbraio 19, 2009 - 12:36 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

pinoli.gifCiao ragazzi

vi scrivo il link di un poster carino da diffondere, che spiega in dieci chiari punti perchè il cibo biologico può salvaguardare la Terra mentre gli ogm la devastano.

Ecco il link!
http://www.aamterranuova.it/images/poster_bio.pdf

Intanto io mangio bio perchè sicuramente è più sano e gustoso ma mi chiedo se però anche dietro a queste “etichette” in certi casi non ci sia tutto un business.

Sicuramente molti sono in buona fede, ma è difficile ormai farsi portabandiera di qualcosa in questo mondo dove le certezze crollano con un effetto domino.

Ad esempio secondo voi che differenza ci sarà tra pinoli e pinoli bio?
Dite che mettono i pesticidi sui pini?
O forse è solo una certificazione che si paga in più? mah.. :?

Voi che ne pensate?


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