By Elisa Pampolini | novembre 13, 2008 - 3:10 pm
Posted in Category: Frodi, allarmi & allarmismi

porta-pranzo.gifbuongiorno ragazzi.

ho appena ascoltato alla radio una notizia relativa alle mense italiane, vi enuncio solamente 4 punti, che credo siano comunque più che sufficienti per decidere di non mettere mai più piede in una mensa aziendale:

1) le aziende che gestiscono le mense vincono gli appalti giocando al ribasso:
le mense vengono cioè affidate alle aziende che propongono prezzi di gestione minori, il che si traduce in minore qualità degli alimenti e peggiori condizioni di lavoro

2) il numero dei lavoratori è sproporzionato al numero dei pasti preparati:
o la maggior parte dei lavoratori è “in nero” o i presenti sono sottoposti a ritmi di lavoro snervanti o entrambe le cose. in ogni caso, quanto amore pensate ci sia in quel cibo?
Personalmente sono convinta che ogni alimento abbia la sua energia e che anche lo stato d’animo di chi lo prepara faccia la differenza…

3) il costo di un pasto completo in mensa è inferiore a quello di un buon pasto preparato a casa:
sappiamo quanto costa oggi fare la spesa, se già noi facciam fatica a risparmiare cercando un compromesso con la qualità, come pensate possa fare un’azienda che ha fatto del cibo il proprio business a risparmiare? ovviamente tagliando la qualità!
come abbiamo già detto al corso di Autodifesa Alimentare, risparmiare sul cibo è un’idiozia perchè prima o poi il nostro organismo ci presenta un conto ben più salato!

4) queste aziende si rivolgono per lo più a scuole, case di riposo, ospedali:
questo è il dato più allarmante! questi pasti di scarsa qualità e pessima energia si rivolgono alle fasce più deboli, quelle che avrebbero bisogno di un’integrazione maggiore di nutrienti!

non dubito che sulla piazza ci siano anche aziende serie che controllano la qualità degli alimenti, ma a scanso di equivoci evito la mensa per la pausa pranzo!

non si tratta solo di un attentato alla salute ma di una scorrettezza morale nei confronti dei lavoratori sfruttati… vado a farmi uno shake! ;)


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By Elisa Pampolini | - 2:57 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

kiwi.gif

Ciao a tutti! vi riassumo e giro con piacere un articolo indicatomi da una mia collega, comparso lo scorso giugno sul periodico di informazione scientifica “Natura Scienza“.

Il protagonista è sempre lui, “il Grande Tubo“, che tra gonfiori, stipsi e dolori è sempre al centro del nostro blog!

Le più frequenti cause di tutti i suoi acciacchi sono da ricondurre ad abitudini sbagliate: ridotta attività fisica, regimi alimentari poveri di fibre, insufficiente apporto d’acqua, stress…tutti questi fattori concorrono alla cosidetta disbiosi, cioè allo squilibrio della flora batterica intestinale.

Infatti il corretto funzionamento del grande tubo è dovuto prima di tutto a questi simpatici microorganismi, i batteri probiotici, che però per poter sopravvivere là sotto al buio hanno bisogno di alimenti specifici, le fibre prebiotiche.

Poichè l’uomo, a differenza degli erbivori, non è dotato degli enzimi necessari alla digestione delle fibre, per lui non hanno praticamente nessun potere calorico e nessun valore nutritivo, ma diventano fondamentali per sopravvivenza dei nostri batterini, che così non solo proliferano ma producono anche dei preziosi metaboliti, gli acidi grassi a catena corta (per gli amici SCFA).

A cosa servono? beh, tanto per dirne una, sono una fonte energetica fondamentale per l’epitelio del colon. poi influiscono sul metabolismo di grassi e zuccheri controllando colesterolemia e glicemia. inoltre sono allo studio le loro potenzialità nella prevenzione del cancro al colon.

L’aumento dell’apporto di fibre prebiotiche è quindi il primo passo per combattere il malessere intestinale. però, UDITE UDITE, non tutte le fibre sono prebiotiche e non tutte le fibre prebiotiche sono consigliabili!!!

Ad esempio, usare solo fibre insolubili come la crusca e le prebiotiche a catena lunga (con poche eccezioni come l’avena) può provocare fenomeni fermentativi e non sono indicate per chi già soffre di gonfiori o colite.

Le fibre prebiotiche a catena corta sono invece le preferite dei bifidobatteri, cioè i principali batteri amici del colon, non provocano gonfiori e sono adatte al trattamento sia della stipsi che della diarrea. favoriscono anche l’assorbimento di magnesio e calcio, e sembrano avere effetto immunostimolante.

Ma dove possiamo trovarle? Generalmente derivano da barbabietole, cipolle, asparagi, banane, carciofi.

Un’ottima fonte di fibre, che consiglio generalmente ai miei clienti, è il kiwi, ricchissimo anche di vitamina C utilissima come antiossidante e per prevenire i raffreddori di queste giornate umidicce. Contiene inoltre l’actidina, un enzima simile alla nostra pepsina che facilita la digestione delle proteine.

Con questo è tutto, per l’articolo completo vi rimando a “Natura scienza” Giuseppe Maria Ricchiuto Editore s.n.c. – anno 21 – numero 2 – giugno 2008

Elisa Pampolini
Wellness Angel di Staff  :)


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By Leonardo Di Paola | novembre 12, 2008 - 1:33 pm
Posted in Category: Mangiare Bio & Veggy

avena-fiocchi-autodifesalimentare.gifUna delle particolarità dell’Avena è che – tra i cereali – possiede delle fibre solubili speciali perché delicate e potenti nello stesso tempo.

Stiamo parlando del beta-glucano, uno zucchero polisaccaride non digeribile che non solo lavora bene come prebiotico, ma che sembrerebbe da diversi studi scientifici tendere a ridurre i livelli di colesterolo. E inoltre… fa bene al cuore anche perchè ricca di antiossidanti come la vitamina E.

Aldilà di questo dettaglio, che me l’ha resa subito simpatica, c’è anche da dire che… amo i fiocchi d’avena tostati. Ovviamente quelli al naturale, semplici, senza zucchero aggiunto, biologici.

Ora, si sa che questi fiocchi sono molto pratici e nascono per essere aggiunti velocemente al latte (ovviamente vegetale… ;) ), allo shake proteico della colazione o nello yogurth di soia…

Ma da sempre amo sperimentare in cucina, e così qualche mese fa ho osato aggiungerne un po’ ad una zuppa di legumi… il risultato è stato entusiasmante!

Da allora la uso spesso in zuppe, risotti, minestre perché:

1. cuoce in pochissimi minuti

2. addensa piacevolmente

3. può servire per aggiustare di sale (può succedere a tutti di esagerare…)

Oggi ad esempio… stavo già pregustando un fantastico risotto integrale con i funghi Pleurotus, quando mi sono accorto che c’era un po’ troppo sale… Allora ho messo al volo 3 cucchiai di fiocchi di avena nel risotto e ho aggiunto acqua… Il risultato? Eccellente! :)

Dopo questa scoperta ho anche recuperato un dato “disperso” nei meandri della mia memoria:
in Inghilterra l’avena, come cereale da zuppa, ha salvato la vita a centinaia di generazioni.

E’ infatti l’avena la base del famoso “porridge” che rappresenta uno dei pochissimi piatti tipici di un paese tanto evoluto quanto pressochè privo di grande tradizione culinaria.

In attesa di sperimentare l’avena anche in altre forme, attendo i tuoi feedback e ti auguro…
buon avena
!

Leonardo Di Paola
Wellness Coach & Trainer AutodifesAlimentare :)


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By Cristian Milone | novembre 9, 2008 - 6:11 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

aa_broccoli_calcio.gifBuongiorno,

di recente ho partecipato ad un evento interessante dal titolo: “Nutrizione e Salute, Sinergie tra Medicina Allopatica e Medicina Naturale” tenutosi a Salsomaggiore organizzato da LUMEN (travate un post inserito dai Coach nel blog).

La maggior parte delle informazioni che già conoscevo sono state una conferma di quanto profuso all’interno del corso di Autodifesalimentare. :D

Una di queste è stato la dannosità del latte vaccino, se pur accennato.

Dal corso di Autodifesa Alimentare sappiamo i motivi per cui questa bevanda tanto popolare nasconda in realtà altre verità, e chi ha seguito l’audioconferenza “L’inganno del Latte dal Biberon all’Osteoporosi“, in cui Viviana Taccione intervistava la dottoressa Luisa Mondo, sa ancora meglio cosa intendo….

Ma non è così automatico, una volta aver consapevolizzato questo, sapere come coprire il fabbisogno giornaliero di calcio (1.000 mg nei soggetti adulti).

Facendo qualche ricerca su internet ho trovato diversi siti che indicano le quantità di calcio negli alimenti, nel sito www.scienzavegetariana.it ho trovato una tabella con delle idee per un tipo di alimentazione che copra il fabbisogno giornaliero.

Alimento                                                     Quantità di Calcio (mg)
Latte di soia o di riso arricchito di Calcio …… 8 once (226 gr.) ….. 150-500
Cavoli ricci, cotti ……………………………………. 1 tazza ………………. 357
Tofu, prodotto con solfato di calcio …………. 4 once (113 gr.) …… 200-330
Succo d’arancia arricchito di calcio ………….. 8 once (226 gr.) ….. 300
Yogurt di soia ……………………………………….. 6 once (169 gr.) ….. 250
Cime di rapa, cotte ………………………………… 1 tazza ………………. 249
Tofu, prodotto con Nigari ………………………. 4 once (113 gr.) ….. 80-230
Cavolo verde, cotto ……………………………….. 1 tazza ………………. 179
Okra, cotta …………………………………………… 1 tazza ………………. 176
Fagioli di soia, cotti ……………………………….. 1 tazza ………………. 175
Semi di sesamo …………………………………….. 2 cucchiai ………….. 160
Cavolo cinese, cotto ………………………………. 1 tazza ………………. 158
Tempeh………………………………………………… 1 tazza ………………. 154
Crocifere (ravanello, crescione)cotti…………. 1 tazza ………………. 152
Fichi, secchi o freschi……………………………… 5 medi ……………… 135
Tahini ………………………………………………….. 2 cucchiai …………. 128
Mandorle ……………………………………………… 1/4 tazza ……………  97
Broccoli, cotti ………………………………………… 1 tazza ………………  94
Burro di mandorle ………………………………….. 2 cucchiai …………  86
Latte di soia, commerciale, semplice …………. 8 once (226 gr.)…. 80

Fonti: Composition of Foods. USDA Nutrient Data Base for Standard Reference, Release 12, 1998. Manufacturer’s information. Citato da www.scienzavegetariana.it

Buona giornata!

Cristian Milone
Wellness Angel di Staff :)


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By Viviana Taccione | novembre 8, 2008 - 9:10 pm
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

cachi_novembre.gif Questo è il periodo dell’anno in cui imperano i kaki… chiamati anche Cachi, Diospyros kaki o Loti del giappone (che sarebbe anche un nome più carino! ;P )

This is the moment!

Anche se di origine orientale, il kaki è ampiamente coltivato in Italia e per la sua delicatezza, spesso è davvero locale

Non propriamente “dietetico”, ha inoltre energia da vendere: 65 calorie per 100 grammi.

Ho calcolato che un kaki medio pesa all’incirca 240 grammi, quindi ogni kako apporta 150-160 calorie

Una super merenda!

Contiene molta acqua legata, il 78% circa, ed è composto dal 18% di zuccheri, 0,80% di proteine, 0,40% di grassi ed una buona quantità di fibre 2,5 gr, vitamina C 23 mg, beta-carotene, calcio, potassio 170 mg e fosforo.

Con proprietà lassative e diuretiche, sconsigliato in caso di diabete e obesità…

Se il Kako “allappa” cioè quella sensazione di bocca legata, vuol dire che purtroppo non è ancora ben maturo… Ed è un vero peccato perchè sappiamo che per fare il pieno di nutrienti è bene che i frutti siano colti all’ultimo minuto…

Se si dispone di un piccolo giardino il Kaki è un albero facilissimo da coltivare, inattaccabile dai tarli, cresce su qualsiasi tipo di terreno… e sopporta diverse temperature. Questo ci fa ben sperare che anche i Kaki in comercio non siano stati eccessivamente trattati…

E poi vale la pena perchè in questo periodo dell’anno, ricarico di frutti arancioni e senza più foglie un albero di kaki è davvero spettacolare! :D

Ma tornando al dessert, ecco allora l’idea – restando in tema di Pensiero Alimentare Positivo – per mangiare con gli occhi prima ancora che con il palato!

- 1 terrina (perchè anche l’occhio vuole la sua parte)

- 1/2 Kaki a testa (spellato e a pezzetti)

- 2 cucchiai di Yogurth di Soia naturale senza zucchero bio (al centro)

- 3 mandorle tritate grossolanamente (quelle con la pellicina, non pelate!)

- 1 pezzetto di cannella infilzato nello yogurth per guarnire

Fammi sapere!
Viviana :)


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By Alessia Moda | - 11:57 am
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

dieta-okinawa-dufour.jpgSalve a tutti,

prima di intraprendere il mio percorso Vegetariano, ho studiato moltissimo, mi sono documentata, ho letto studi fatti dall’ADA (American Diet Association), tuttora sono sempre in ricerca sia dei “benefici” che dei “malefici” dei vari prodotti , in particolare della soia.

Purtroppo ho saputo che qualcuno di recente sparla della soia definendola alimento a rischio per il benessere dell’organismo.

Allora leggete quanto segue… sono veri studi! :)

Gli alimenti vegetali contengono insieme ad una vasta gamma di nutrienti anche un complesso di non nutrienti bioattivi chiamati fitochimici, cioè sostanze chimiche delle piante , che possono recare benefici a lungo termine.

Alcuni fitochimici esibiscono caratteristiche simili agli ormoni; in particolare i fitoestrogeni, sono un gruppo di sostanze derivate dalle piante che possono simulare gli estrogeni endogeni, cioè prodotti dal nostro organismo.

Sebbene dotati di più debole attività estrogenica rispetto agli estrogeni endogeni, i fitoestrogeni possono ugualmente esercitare i loro effetti fisiologici perché, quando si ingeriscono cibi ricchi di fitoestrogeni, la loro concentrazione nel sangue può diventare anche 10.000 volte maggiore di quella dell’estradiolo, il più potenti degli estrogeni endogeni.

I fitoestrogeni si comportano come deboli estrogeni o come anti-estrogeni nei confronti delle cellule a cui si legano. Questo dualismo ormonale sembra essere la causa di una serie di effetti benefici sulla salute: il comportamento estrogenico sembra essere legato alla riduzione del rischio di osteoporosi e di malattie cardiovascolari: quello anti-estrogeno alla riduzione di rischio di cancro alla mammella.

Si stanno inoltre accumulando prove sul ruolo benefico dei fitoestrogeni come alternativa alla terapia ormonale sostitutiva in menopausa.

Le principali classi di fitoestrogeni sono: gli ISOFLAVONI e i LIGNANI.

I LIGNANI si trovano in alimenti molto ricchi di fibre, come grani, frutta e verdura, i semi di lino sono la sorgente più ricca di lignani, ma anche il sesamo e i semi di girasole e i grani interi di segale e orzo.

Gli ISOFLAVONI si trovano nei legumi, in particolare nella SOIA che ne è più ricca, in particolare di quello dotato della più potente attività fitoestrogena, la genisteina.

Le popolazioni asiatiche che, pensate, hanno una bassa incidenza di alcuni tipi di tumori, consumano dai 20 ai 40 mg di isoflavoni al giorno, cioè da 1 a 2 porzioni di cibi a base di soia.

Nelle isole di Okinawa, in Giappone, vivono ben 365 ultracentenari; il segreto secondo gli studiosi sta tra l’altro nell’alimentazione a bassa densità calorica costituita per lo più da verdure, particolarmente ricche di antiossidanti, cereali e tofu, il derivato della soia contenente grandi quantità di fitoestrogeni che rallentano, oltretutto, il processo di invecchiamento.

Alessia Moda
Wellness Angel di Staff  :)


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By Elisa Pampolini | novembre 6, 2008 - 5:06 pm
Posted in Category: Frodi, allarmi & allarmismi

premio_critica_autodifesalimentare_.gifVorrei segnalare a tutti una notizia alquanto ingannevole presente oggi sul sito di libero – donna.

l’articolo “I cibi della giovinezza” parla di una ricerca condotta in una università inglese sui cibi antiossidanti.

oltre alle ben note proprietà di cavoli e frutti di bosco, la novità sta nelle incredibili virtù di cioccolato e cereali.

innanzitutto, per riportare una notizia di questo tipo con un minimo di serietà occorrerebbe specificare quali sono le molecole contenute negli alimenti citati alle quali attribuire proprietà antiossidanti…

ma a parte questo “cavillo” da addetta ai lavori…

sinceramente credo che ci sia una bella differenza tra il cacao puro (ricco tra l’altro di theobromina bruciagrassi, che ne giustifica la presenza in molti integratori alimentari) e la tavoletta di cioccolato fotografata

e così pure tra una porzione di cereali integrali ricchi di micronutrienti e una fetta di pane bianco “morto” da un punto di vista nutrizionale e con tanto di sale, lievito e grassi aggiunti…

dulcis in fundo, il servizio si chiude con la ricetta dell’eterna giovinezza: la foto di una bella fetta di pane bianco ricoperto di crema spalmabile al cioccolato (che sicuramente conterrà anche latte vaccino, zucchero bianco, grassi idrogenati, aromi, coloranti, conservanti e chi più ne ha più ne metta!)

in effetti se non ammazzi il tuo organismo così, puoi aspirare all’immortalità!

Elisa Pampolini
Wellness Angel di Staff :)


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