By Gianluca Bottaro | aprile 22, 2008 - 4:00 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

bilancia.gifDal Corriere della sera online
Antiobesità. Un giudice impone alle grandi catene di ristorazione di indicarle. Ma è polemica

Calorie obbligatorie nei menù New York, la svolta salutista
Il sindaco Bloomberg: «Più consapevolezza di ciò che mangiamo» L’associazione ristoratori: «Misura eccessiva»

NEW YORK — Un frullato al cioccolato di McDonald’s contiene 1.160 calorie mentre un cheeseburger di Wendy’s ne contiene 980 e un piatto di guacamole di avocado con crocchette di mais di Chipotle (catena di fast food stile tex-mex) valgono 750 calorie. Nonostante la loro promessa di essere «sane» e «ipocaloriche », persino le insalate della maggior parte dei fast food arrivano fino a 823 calorie. A partire da ieri le grandi catene della ristorazione americana come McDonald’s, Dunkin’Donuts e Starbucks hanno l’obbligo di esporre il numero delle calorie dei loro prodotti sui menù.

Lo ha deciso un giudice federale della Grande Mela che ha disposto per la città di New York questa nuova regola, volta ad arginare l’epidemia di obesità che affligge la popolazione, soprattutto tra i giovani, poveri e minoranze. Il nuovo regolamento, che interessa tutte le catene con almeno 15 esercizi attivi nel territorio Usa, riguarderà circa 2.400 ristoranti nella sola Manhattan. «La misura aiuterà i newyorkesi ad avere una maggiore consapevolezza di quello che mettono sotto i denti», dichiara il sindaco Michael Bloomberg, ideatore dell’iniziativa. «Non bisogna dimenticare che l’uomo è ciò che mangia».

Secondo studi ufficiali realizzati dal comune di New York, nei prossimi cinque anni l’etichettatura sulle calorie eviterà a 130 mila newyorkesi di diventare obesi e a 30 mila di ammalarsi di diabete. In favore del provvedimento sono subiti scesi in campo i media. A partire dal New York Times, che in un editoriale sottolinea come «negli ultimi due anni il peso dei newyorchesi è aumentato di 5 milioni di chili, soprattutto nei quartieri abitati da poveri e minoranze». «In questi ghetti ogni mese si consumano ben 10 milioni di pasti fast food — incalza il Times—e le malattie come il diabete, l’ipertensione e le cardiopatie hanno raggiunto livelli epidemici».

Di ben altro avviso sono invece le associazioni dei ristoratori. «Non abbiano nulla in contrario che i singoli ristoranti, che conoscono bene la loro clientela, procedano su base volontaria a fornire questo tipo di informazione », ha commentato il portavoce della associazione ristoranti Chuck Hunt. «Ma ci sembra eccessivo che le calorie debbano essere fornite per legge». Mentre catene nazionali come Starbucks, Quiznos, Subway, Chipotle, Jamba Jus, Auntie Anne’s e Chevys hanno subito aderito all’iniziativa, altre sono decise a dichiarare guerra alla legge che secondo gli addetti ai lavori rischia di minare i loro profitti.

Tra questi McDonald’s, Burger King, Kfc, Domino’s, Pizza Hut, Taco Bell. «Le informazioni relative alle calorie sono già disponibili online—ribattono— e quindi non c’è alcun bisogno di stamparle sul menù». Ma secondo il giudice del Southern District di New York, Richard Holwell, la normativa da lui varata dovrebbe contribuire a produrre una sorta di effetto «culturale » sul resto dell’America, dove l’obesità è considerata una delle emergenze sanitarie più gravi. «Sembra ragionevole attendersi che, se non tutti, almeno alcuni dei clienti prendano visione dei menù, e dunque delle calorie di ciò che si accingono a mangiare — ha detto il giudice Holwell —. Magari in questo modo finiranno per scegliere qualcosa che contiene qualche caloria in meno. E questa loro scelta a poco a poco comincerà ad avere una qualche incidenza sull’obesità».

I responsabili dell’Assessorato alla Sanità si sono detti convinti che la semplice pubblicazione sul menù delle calorie contenute nei cibi dovrebbe nell’arco di qualche anno contribuire a salvare milioni di vite umane.


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By Viviana Taccione | - 9:51 am
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

earth.gifDurante la terza lezione del Corso di Autodifesa Alimentare abbiamo parlato di Ecologia della nutrizione e di Impronta ecologica.
Oggi è l’Earth Day, un giorno importante per operare dei piccoli ma importanti cambiamenti.
Ecco un interessante articolo di Stefano Carnazzi pubblicato su Life Gate.it

Buona consapevole giornata!

Viviana :)

Il 22 aprile 2008 è il 38esimo Earth Day, giorno della Terra. Cosa puoi fare per partecipare attivamente? Tanti nostri piccoli gesti quotidiani possono, tutti insieme, aiutare il mondo a guarire dalla febbre. Eccoli.

Questi eco-consigli sono stati estrapolati dalle indicazioni del decalogo di Al Gore, dalle indicazioni del World Watch Institute e incidono sulle emissioni di CO2 nei principali settori dei paesi occidentali, ovvero produzione industriale, consumi di energia, di risorse, trasporti.

1. Cerca il bollino verde. Scegli prodotti con una certificazione “eco”. Sceglili di qualità, durevoli, belli e funzionali: quelli fuori moda o scomodi da usare tendono a essere buttati prima.

2. Cambia la luce. Sostituisci una lampadina normale con un’altra a basso consumo per risparmiare 70 kg di CO2 l’anno e tanti soldi in bolletta (almeno 60 euro l’anno se le si cambia in tutta la casa). Le vecchie lampadine al tungsteno dovrebbero in realtà chiamarsi “stufette”: il 95% dell’elettricità la sprecano in calore inutile.

3. Smettila di starnutire sugli alberi. Meno “usa e getta”: per detergere, pulirsi, farsi la barba, scrivere… c’è sempre un’alternativa migliore della carta vergine.

4. Più riciclo. La carta riciclata riduce del 20% la CO2 e salva gli alberi. La plastica diventa mille cose diverse. Riciclare il vetro fa risparmiare il 30% di CO2 e il 120% di materie prime. Riciclare le lattine di alluminio l’85%, e con 37 lattine si fa una caffettiera nuova.

5. Risparmia con “classe”. Un frigo di classe “A” va per 43 ore con la stessa energia consumata da uno di classe “C” in 16. Usa lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico: il tasto “1/2” inganna, dà risparmi solo del 20%. E un bucato a 90°C consuma sette volte tanto che a 30°!

6. Niente luci rosse. Stereo, tv e dvd in “stand-by” succhiano da 70 a 150 euro all’anno d’elettricità, non per il led ma perché stanno accesi per “sentire” il telecomando. No, spegni tutto con il pulsante.

7. Riscalda meglio. Non coprire i caloriferi con niente. Abbassa il termostato, ogni grado in meno fa risparmiare l’8% annuo. Se la caldaia ha più di vent’anni, sostituiscila.

8. Climatizzatore. Usalo moderatamente, non installarlo su una parete assolata, e quand’è acceso le finestre vanno chiuse.

9. Ai fornelli. Pentole dello stesso diametro della corona dei fornelli, altrimenti si spreca fino a un terzo di calore. E col coperchio! Senza si consuma il quadruplo di gas.

10. Meno carne. 1 kg di carne consuma 100 volte le risorse di 1 kg di cereali. 1 kg di patate assorbe 500 litri d’acqua, 1 kg di grano 900… 1 kg di carne da 25.000 a 100.000! E ogni hamburger fa fuori mezzo metro quadrato di foresta. Insomma, più verdure, solo di stagione, più cibi locali e meno trasporti internazionali.

11. Meglio da agricoltura biologica. Oltre a inquinare meno, consumare meno energia ed emettere la metà dei gas delle altre, le fattorie bio hanno anche un ruolo “attivo” nel ridurre i gas serra. Ogni ettaro bio assorbe 1,5 kg di tonnellate di CO2 all’anno: per l’attuale superficie italiana fanno 1.650 mila tonnellate di CO2 all’anno!

12. Acqua di rubinetto. Ha tanti eco-vantaggi, costa poco, è controllatissima. Raccoglila in una brocca al mattino per la sera, così il cloro evapora ed è pure buona!

13. In macchina meno e meglio. Il 46% delle emissioni di CO2 dei trasporti viene da auto private. L’auto ben tagliandata può consumare il 5% in meno. Con le gomme gonfie, il 2%. Non partire subito: a freddo “beve” il 50% in più.

14. Se si può, in treno. Da Milano a Roma un passeggero in aereo genera 80 kg di CO2; in auto da solo, 70 kg; in treno tre volte meno: 23 kg!

15. Usa solo pile ricaricabili. Durano da 500 a 1000 cicli. Quelle usa e getta sono bombe chimiche irrecuperabili, per produrle si consuma 200 volte l’energia che contengono, l’80% finisce nella spazzatura normale contaminandola, e comunque non sono riciclabili in alcun modo.

16. Al computer. Attiva la funzione “risparmio energia”. In pausa pranzo spegnilo bene, anche il monitor; e lo schermo Lcd consuma la metà.

17. Energia pulita. Accendi il contratto con un fornitore di energia rinnovabile.

18. Pianta un albero. Un solo albero assorbe almeno 1 tonnellata di CO2 nella durata della sua vita.

19. In libreria. “50 cose da fare per salvare il mondo e risparmiare denaro” di Andreas Schlumberger (Apogeo, a Impatto Zero) e “Salvare il mondo senza essere Superman”, di Roberto Rizzo (Einaudi).

20. Informati online. Leggere una notizia su Internet fa risparmiare il 97% d’energia rispetto a un quotidiano. Un’occhiata al sito di Al Gore (www.climatecrisis.net), poi www.climatechange.eu.com (nuova campagna UE, “You control climate change”. Pare facile: “Abbassa. Spegni. Ricicla. Cammina”) e…

21. www.impattozero.it. C’è il calcolatore della tua CO2 personale. Sai quanta ne emette ogni italiano in media, al giorno? 21 kg.

22. Sii consapevole. Ogni gesto ha un suo peso. Attenzione, rispetto e “impronta leggera” siano le parole d’ordine.


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By Francesca Chiara Sturloni | - 9:50 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

green_bananas.gifCarissimi,

devo dire che siete proprio stati bravi a organizzare questo corso, altrimenti non avrei iniziato un pellegrinaggio tra gli internet point della Riviera dei Fiori per trovare unposto adatto, che mi permettesse di seguire la vostra lezione anche quando ero in vacanza! ;-DDD

anche stavolta avete colto nel segno!

Ho trovato molto interessante la piramide della prevenzione, finalmente un indicativo di base per calcolare velocemente cosa fa male e cosa no.

Poi molto bella la spiegazione sul cibarsi secondo le stagioni, antico retaggio della dietetica cinese e oggi più che mai in voga: tra l’altro, oltre che salutare, è pure risparmioso!

E infine….Viviana!!! non puoi lanciare il sasso e poi nascondere la mano!!!! ;-0

Qual’è il 5° veleno bianco?

UN ABBRACCIO E GRAZIE MILLE DI CUOREEEEEE

Chicca


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By Romano Ongaro | - 9:21 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

pot-vt.gifPartecipare a queste lezioni diventa ogni volta sempre piu interessante si apprendono informazioni ma soppratutto consapevolezza riguardo alla nostra “cattiva” alimentazione… la mia è quasi tutta da cambiare!

Ho visionato il filmato consigliato “Terra divorata” e devo dire che rende consapevoli del perchè bisogna fare determinate scelte alimentari e di conseguenza ambientali.

Come metodi di cottura in famiglia usiamo spesso la cottura al forno ed a pressione, ma purtroppo :( usiamo anche pentole al teflon che presto cambieremo. Utile la nuova piramide alimentare proposta da Autodifesa Alimentare per scegliere gli alimenti meno nocivi e più nutrienti.

A mercoledì :)


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By Cristian Milone | - 9:20 am
Posted in Category: SOS DOMANDE

apple_core01.gifapple_core02.gifho una raccolta di domande ve le posto tutte insieme.

1) crudo o cotto?

non mi riferisco al prosciutto ma alla digeribilità degli alimenti se mangiati cotti o meno.

tempo fa avevo preso un opuscolo in erboristeria in cui si sosteneva che l’alimento crudo fosse più digeribile rispetto allo stesso alimento cotto. (es. pasta al dente, carne, uova…)

qui non si tratta più di opinioni o interpretazioni ma di corretta informazione, per anni ero convinto dell’alta digeribilità della pasta al dente finchè non ho conosciuto voi :D . scherzi a parte, non è facile sapersi orientare, per chi non è addetto ai lavori, nel mare delle informazioni talvolta anche contrastanti.

2) verdura cotta

mi sono chiesto, il liquido colorato che rimane nel pentolino una volta cotta la verdura conterrà più sali minerali o batteri? e quindi si può riutilizzare od è meglio buttarlo?

3) frutta di stagione

confesso di non sapere esattamente quale sia la frutta di stagione, quindi ho fatto un giro su internet ed ho trovato che aprile è un mese povero, ha solo 6 frutti di stagione: arance, fragole, kiwi, limoni, mele e pere. maggio,invece, ha una new entry: theeee CHERRYYYY!!! (ciliegia), ma saluta i limoni (che tanto non mangio a colazione) ed anche le fedeli pere.

vi dico questo perchè durante la terza lezione si consigliava di mangiare 7 (per donne) 9 (per uomini) porzioni di frutta stagionale diversa, cosa suggerite per il mancante?

grazie :)

ciao


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By Giovanna Bonalumi | aprile 21, 2008 - 9:35 am
Posted in Category: SOS DOMANDE

fork-vt.gifPrima di tutto mi scuso per aver inviato, erroneamente, solo il titolo della domanda. Molto probabilmente ho cliccato su “invia” e non su “salva”. (I pasticci sono il mio forte!!!!!)

Ma ecco le mie domane:

1) Dopo la terza lezione, ancor più ho capito l’importanza di migliorare la nostra alimentazione e l’attenzione che dobbiamo mettere nella preparazione del cibo che mettiamo in tavola per questo motivo mi piacerebbe sapere cosa ne pensate dell’utilizzo del “dado”fatto in casa o di quelli “bio”, senza glutammato, lieviti e zuccheri che si trovano nelle erboristerie-

2) A proposito di carboidrati, cosa ne pensate se la sera porto in tavola un piatto di spaghetti integrali, conditi con un filo di olio e gomasio?

Grazie e a Mercoledì sera per (purtroppo) l’ultima lezione.


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By Cristian Milone | - 9:33 am
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

footprints.gifciao leonardo e vivi (leo è spesso messo per ultimo nei saluti e per giunta accorciato… per fortuna che si sono io :D )

ma soprattutto un saluto a tutti i corsisti che come me stanno imparando sempre di più.

rileggendo gli appunti mi sono soffermato sulle statistiche circa il consumo procapite mondiale e la differenza che questo ha con le nostre abitudini.

incuriosito ho cercato un footprint calculator su google, eccovi il link

http://www.royalsaskmuseum.ca/gallery/life_sciences/footprint_mx_2005.swf

personalmente non pensavo di essere così “sciupone”, il mio consumo è di 5,4 che rientra nella media nazionale (5,5)

ma molto al di sopra del 1,7 mondiale!!

la cosa che più mi sta facendo riflettere è la proporzione inversa tra il consumo e quanto rimane a disposizione, per es. sempre lo stesso sito mostra come mantenendo il mio ritmo di consumo occorrerebbero più di tre mondi per sfamarci tutti!!! :o

ed ancora, la popolazione aumenta a ritmi vertiginosi (oltre 2 nascite al secondo), la produzione mondiale legata alla fertilità della terra diminuisce in modo costante ed ogni anno si estinguono di media 5000 specie diverse!!!

non è facile, almeno per me, digerire tutto questo, cosa possiamo fare davanti a questo scempio?!

questo è un invito che porgo a tutti, almeno noi di autodifesa alimentare, proponiamoci qualcosa, perchè, amenochè voi già non siate arrivati ad 1,7, è un tema che tocca tutti da vicino!


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