By Vilma Olivari | aprile 23, 2008 - 5:19 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

aabrownies-teddy1.gifCari Viviana e Leonardo,

anche questa volta non posso che manifestravi gratitudine e profondo interesse per la lezione che avete tenuto, come al solito, con grande simpatia e professionalità.

Gli argomenti sono stati trattati apparentemente in modo leggero, ma si capisce che dedicate molto tempo ad approfondire le vostre conoscenze, per poi omogeneizzarle e renderle così accessibili a tutti.

Le tematiche affrontate sono state tutte di grande interesse e i consigli spendibili nella quotidianità, nel fare la spesa, nel cucinare o nel fare le famose conserve della nonna… insomma, una guida pratica per chi ogni giorno si vuole occupare della propria e dell’altrui salute.

Una cosa però mi ha colpito più del resto… il decalogo finale: 1- IDENTITA’:SENTIRSI SANI 2- GIOCO DI SQUADRA…. e così via…

Riflettendo su questi incontri mi sono resa conto che scegliere di sentirsi bene e quindi di pre-occuparsi dell’alimentazione con attenzione, richiede un grande amore per la vita, per vivere bene, senza alibi di protezione nello stare male.

Avendo modo per lavoro di stare a contatto con tanti esseri umani in difficoltà, soprattutto sotto il profilo psicologico, mi rendo conto che una persona equilibrata ed attenta nell’occuparsi della propria ed altrui alimentazione, ha già fatto un notevole percorso di consapevolezza, di ricerca di positività nella propria vita, o per necessità o per la fortuna di averlo appreso già dalla propria famiglia.

Insomma, penso che ricercare nell’ambito dell’alimentazione le soluzioni migliori da adottare, sia dimostrazione di profondo amore e rispetto per la vita propria e di chi si ama, insomma l’inizio per un mondo migliore… Utopia??! Chissà…

Grazie

Vilma :)


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By Stefania Cimaschi | - 5:06 pm
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

Ciao a tutti,
ancora una volta rinnovo i miei più sentiti complimenti.

Tante informazioni nuove che leggo e rileggo per memorizzarle bene nella memoria.
I 4 veleni bianchi, l’inutilità di bere latte da adulti, e la teoria dell’acido basico.

Ho letto e imparato anche dalle informazioni sul blog e quindi un grazie anche ai colleghi.

Sicuramente non basta farlo una sola volta proprio per la quantità d’informazioni.

Ci sentiamo stasera,
Stefania :)


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By Stefania Signorotti | - 9:04 am
Posted in Category: Ecologia della Nutrizione

earth-day-final-714896.gifOgnuno può contribuire a diminuire le emissioni: attenti alla provenienza Con una scelta oculata di ciò che ripone nel carrello della spesa, ogni famiglia italiana può tagliare i consumi di petrolio e ridurre le emissioni di gas a effetto serra di 2mila chilogrammi all’anno.


E’ quanto afferma la Coldiretti, che in occasione dell’Earth Day ha presentato il primo decalogo per consumi sostenibili dal punto di vista climatico ed ambientale.

gnuno può contribuire personalmente a raggiungere gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto e a diminuire i consumi di energia, cominciando a fare una “spesa responsabile”.
Scegliere prodotti locali e di stagione, ridurre al minimo gli imballaggi, fare acquisti di gruppo, recarsi alla spesa riciclando le buste, ottimizzare il consumo di energia nella conservazione e nella preparazione dei cibi
sono, insieme alla raccolta differenziata, alcuni dei comportamenti suggeriti dall’Organizzazione agricola nazionale.

Ogni pasto mediamente percorre quasi 2mila chilometri prima di giungere sulle tavole e la distribuzione commerciale dei prodotti alimentari con i lunghi trasporti e le inefficienze di natura logistica è tra le principali responsabili su scala globale dell’emissione di gas a effetto serra. Particolarmente in Italia, dove l’86% delle merci viaggia su strada con elevati sprechi di petrolio ed emissioni inquinanti anche per effetto della progressiva crescita di cibi importati dall’estero sulle tavole a seguito della globalizzazione e destagionalizzazione dei consumi.

E a trarre giovamento da una spesa che abbraccia la filosofia del “chilometro zero” non sarebbe solo l’ambiente: anche il portafoglio godrebbe benefici non irrilevanti, dal momento che i costi di trasporto e la logistica incidono del 30-35% sul prezzo delle merci.
Vino dall’Australia, prugne dal Cile, carne argentina, ad esempio, sono prodotti che per giungere sulle tavole italiane percorrono più di 10mila chilometri, con ingenti consumi di energia ed emissioni di anidride carbonica.

L’attenzione alle distanze è sicuramente un criterio importante per chi sceglie una spesa a basso impatto ambientale. Ma non è l’unico e, secondo un recente studio americano, cade addirittura in secondo piano rispetto al tipo di prodotto alimentare che si consuma.
Christopher Weber e Scott Matthews, della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, hanno infatti calcolato che il trasporto incide solo del 4% sul totale delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti, mentre la produzione è responsabile dell’83% delle emissioni.
E il comparto agroalimentare meno ecologico sono gli allevamenti bovini, seguiti dall’industria casearia.

La ricerca ha stabilito che se un americano decidesse di rinunciare a un quarto delle 240 calorie che mediamente assume ogni giorno dalla carne rossa, sostituendole con carni bianche, cereali o verdura tale scelta avrebbe un impatto ambientale pari a quello di una spesa condotta totalmente in loco.

Tra i fattori responsabili dell’inquinamento degli allevamenti troviamo un inaspettato tipo di emissioni: i gas di digestione del bestiame. Mucche, vitelli e affini, infatti, emettono flatulenze di metano in quantità non indifferente. E il metano è un gas serra 23 volte più potente dell’anidride carbonica.

Fonte: Virgilio notizie – cibo ecosostenibile


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By Elena Milesi | - 8:57 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

brownies-salt.gifUn caloroso saluto a tutti,

finalmente anch’io riesco a ritagliarmi un po’ di tempo per mettere ordine a tutte quelle informazioni diventate così importanti per me.

In particolare i 4 veleni bianchi sono diventati un nemico da combattere con tutte le forze possibili. Per la prima volta in vita mia ho acquistato il sale marino integrale! Chi l’aveva mai visto!!!!!

Mi piacebbe avere piu’ informazioni circa la dieta a zona.

Un bacio.


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By Stefania Signorotti | - 8:41 am
Posted in Category: Nutrienti e Nutrizione

green_milk.gif Un articolo che conferma quanto già sappiamo e che può far riflettere …

<<Fa bene, dicono alcuni, è un alimento completo e previene l’osteoporosi. Fa malissimo, dicono altri, spiana la strada a diversi tipi di tumori, dal seno alla prostata, è responsabile di molte allergie alimentari e toglie forza alle ossa… Ecco le ultime ricerche.

Il latte è il primo, vitale alimento dei cuccioli di ogni specie di mammifero. Finito lo svezzamento, però, solo i cuccioli d’uomo continuano a consumarlo, in quantità variabili a seconda dei Paesi, delle mode e persino dell’eredità genetica che si ritrovano. Su Focus 176 Amelia Beltramini e Paola Grimaldi raccontano lo straordinario rapporto tra l’uomo e il latte: materno, vaccino, “alternativo”… Un rapporto complicato da studi che sembrano confermare l’opinione di molti nutrizionisti e mettono in dubbio i benefici generalmente attribuiti al latte di origine animale, fino a considerarlo addirittura un pericolo per la salute. Qui cerchiamo di fare chiarezza in questo dibattito, che si è riacceso con la pubblicazione, negli ultimi mesi, dei risultati allarmanti di alcuni studi condotti su vasti campioni di popolazione negli Stati Uniti e in Europa. Decine di migliaia i soggetti sotto osservazione, selezionati tra “categorie” significative perché composte da individui motivati sui temi dell’alimentazione: per lo più medici, ma anche persone che si riconoscono in particolari filosofie alimentari, dai vegani ai vegetariani fino ai difensori della carne a ogni costo.

Fa male. Anzi, peggio!
Il fantasma che anima la discussione sul latte è il cancro, in particolare quello alla prostata e al seno, che le “evidenze statistiche” delle ultime ricerche hanno appunto messo in relazione col consumo di latticini. Negli Usa, col programma decennale Physicians Health Study sono stati tenuti sotto osservazione 20.855 medici (maschi), divisi in due gruppi: i “consumatori di latticini”, con oltre 2 porzioni e mezzo di latte e derivati al giorno, e coloro che invece di questi prodotti fanno un uso molto ridotto (mezza porzione) o addirittura nullo. Tra gli individui del primo gruppo la probabilità di sviluppo di cancro alla prostata è stata superiore del 30%. Un secondo programma di ricerca, Health Professionals Follow-Up Study, avviato nel 1999, ha monitorato circa 50.000 soggetti. Tra questi, i grandi consumatori di latticini hanno sviluppato una percentuale di rischio di insorgenza di cancro alla prostata del 70% superiore rispetto all’altro gruppo. Ma c’è di più: dai dati raccolti i ricercatori hanno dedotto che la percentuale di rischio cresceva in modo rapidissimo tra quanti avevano un consumo medio giornaliero di calcio di 2.000 mg (2 grammi) o più. E così hanno messo in relazione diretta il cancro alla prostata con il calcio, uno degli elementi dei latticini a cui si attribuisce più importanza, presente nel latte in quantità variabile attorno ai 120 mg per 100 grammi di parte commestibile (il riferimento è al latte di vacca Uht intero). Un più recente programma di ricerca finlandese su un campione di 29.133 uomini specifica con maggiore chiarezza il rapporto tra tumore e calcio: «Nel gruppo con un’alimentazione ricca di calcio (più di 2 grammi al giorno) la percentuale di rischio è stata del 63% superiore rispetto a chi ne ha consumato meno di 1 grammo al giorno», affermano i nutrizionisti finlandesi sull’International Journal of Cancer, e ritengono di avere identificato il meccanismo che innalza il rischio. «L’eccesso di calcio alimentare inibisce l’attivazione della vitamina D, essenziale alla salute della prostata.» E nella popolazione femminile, le ricerche evidenziano risultati simili per i rischi relativi al tumore al seno.

Il rapporto con la massa ossea
Il calcio contenuto nel latte e nei suoi derivati contribuisce alla solidità della massa ossea? È un’assicurazione contro l’osteoporosi? I risultati del National Health and Nutrition Examination Survey (Stati Uniti) non sembrano lasciare spazio a dubbi: l’assunzione di calcio non dimostra effetti protettivi. Il motivo andrebbe cercato nelle proteine animali di cui è ricco il latte stesso (e le carni, è naturale). Le proteine “mobilizzano” il calcio dalle ossa, proprio come se lo grattassero via, provocandone poi l’escrezione per via urinaria. La ricerca, per la verità, evidenza che lo stesso effetto ce l’hanno anche il sale, la caffeina, il tabacco… ma ciò non impedisce alle “linee guida dietetiche” degli americani di suggerire una dose massima giornaliera di un bicchiere di latte.

La difesa
Una prima reazione forte a questi risultati viene da Gregory Miller, vice presidente del National Dairy Council, la potente lobby americana dei produttori di latte e derivati: «Altre ricerche indicano invece una stretta relazione tra il consumo di latticini e l’ottima salute delle ossa, buoni valori di pressione arteriosa e una sostanziale riduzione del rischio di cancro al colon», afferma. Potrebbe sembrare una difesa d’ufficio, ma non è così, perché le ricerche a cui fa riferimento sono altrettanto ampie e autorevoli, condivise da una parte della comunità dei nutrizionisti. «Il vero problema», continua Miller, «sta nell’identificare ciò che davvero scatena il cancro e in quale momento, perché ogni cellula che potrebbe sviluppare un tumore attraversa una lunga serie di “stati pre-tumorali” la cui natura è tutt’altro che nota. Un fattore esterno qualunque potrebbe essere potenzialmente scatenante in una fase e innocuo in un’altra.» E questo spiegherebbe perché ricerche sostanzialmente simili possano arrivare a risultati opposti: «Il consumo regolare di latticini riduce il rischio di tumore al seno dopo la menopausa», dichiarava Marjorie L. McCullough al congresso dell’American Cancer Society (Atlanta, dicembre 2005), forte dei risultati di una ricerca su 68.876 donne.

Fa bene o fa male?
Tutto ciò davvero non aiuta a fare chiarezza, e lo ha ben sottolineato il dottor Francesco Cipriani, dell’Agenzia Regionale di Sanità (Toscana) nel corso di un convegno sul rapporto tra alimentazione e salute: «L’insieme delle “evidenze” riassunte dalle commissioni internazionali sui rapporti tra latte e derivati e le patologie tumorali non è conclusivo. Né per un effetto protettivo, né per uno di rischio». Allora come dobbiamo comportarci nelle nostre abitudini alimentari? La conclusione di questo dibattito è ancora lontana, ma, nel dubbio, probabilmente moderare i consumi di latticini fin dai primi anni di vita sembra essere la scelta migliore.
Raymond Zreick>>

Fonte:www.focus.it Salute


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By Marco Gilberti | - 8:40 am
Posted in Category: WAO!!! Che ho scoperto...

purple_milk.gifMolto interessante il fatto che mangiando male il corpo consuma più minerali, portando via calcio dalle ossa.

non avevo mai pensato che i cibi (acidi) facessero da “anticalcare”, facendo consumare le ossa e portando alla osteoporosi, poichè il corpo cerca di compensare l’acidità, prendendo la soluzione più alcalina cha ha per tamponare ed in questo caso è il calcio.

Siete sempre grandi! :)

Marco da Brescia


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By Gianluca Bottaro | aprile 22, 2008 - 4:55 pm
Posted in Category: Etichette, additivi, OGM...

hamburger3.gifA chi piacerebbe vivere in eterno, mantenere per sempre un aspetto giovanile immutabile nel tempo?
Cosa dareste per poter avere tra 20 anni esattamente lo stesso aspetto che avete oggi?

Curiosi?

No, non è fantascienza, nessun ricorso al chirurgo estetico.

Qualcuno ha già dato una risposta a questa domanda, ma custodisce il segreto nascondendolo proprio sotto gli occhi di tutti! L’esperimento è iniziato per caso oltre venti anni fa negli Stati Uniti, ma oggi questa tecnologia è utilizzata da questa azienda in tutto il mondo!!!

Guardate e inorridite!!!!!

http://www.youtube.com/watch?v=mYyDXH1amic

(spero che capiate l’inglese, ma è semplice)


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